La storia di Apple

La storia di Apple

Com’è nata e come si è sviluppata la Apple, una delle società più avanzate nel campo della tecnologia. La rivalità con Microsoft, la filosofia Apple e le scelte che hanno fatto della casa di Cupertino una grande azienda. Nata dalle idee di due ragazzi in un garage per approdare in tutto il mondo, la storia di Apple sembra racchiudere in sè il sogno americano.

Apple vede la luce ufficialmente nel 1976 per mano di Steve Jobs e Steve Wozniak a Cupertino, California. L’idea geniale parte proprio da Wozniak, a quei tempi hacker per passione più che per professione; fu proprio lui a progettare e costruire il primo vero computer di Apple, chiamato appunto “Apple I”.

Ma procediamo per gradi; il giovane Woz ed il giovane Jobs sono due compagni di scuola uniti dalla passione per l’elettronica, la loro collaborazione inizia con la realizzazione di un apparecchio chiamato “Blue Box” che permette di telefonare gratuitamente. Ovviamente il progetto originale è del primo, mentre Jobs dimostra un’ ottima predisposizione per gli affari e si occupa della pubblicizzazione e della vendita del prodotto. Qualche anno più tardi la collaborazione tra i due partorisce, sempre dalla mente di Wozniak, quello che sarà poi considerato il primo computer della Mela. Il progetto parte dalla carta per mancanza di fondi e solo nel 1976, con la commercializzazione del Chip 6502 da parte dell’azienda MOS, viene realizzato.

Il computer fu venduto ad un negozio locale per 666,66 dollari, già assemblato, ben 50 esemplari montati a mano dai due nel garage. Pensare che ai quei tempi l’HP che deteneva l’esclusiva sulle invenzioni di Woz scartò il progetto, ritenuto di poco interesse per un pubblico medio. I tempi per la nascita della casa di Cupertino erano ormai maturi e fu così che nacque la Apple, con la partecipazione di Ronald Wayne, ex collega dimenticato degli altri due fondatori. Ronald vendette la sua quota che ammontava a circa il 10% della società nel 1977 per 800$, tre anni più tardi con la quotazione in borsa di Apple la stessa quota sarebbe stata valutata nell’ ordine delle centinaia di millioni di dollari.

Il secondo computer della casa californiana prende vita nel 1976, chiamato “Apple II” introduce tra le tante novità la tastiera e lo schermo a colori. Tuttavia si trattava di un dispositivo ben diverso da quelli a cui siamo abituati oggi, tant’è che l’interfaccia grafica fu aggiunta solo qualche anno più tardi mediante l’acquisto dei brevetti di una società chiamata Xerox, anch’essa colpevole di non aver creduto in una grande idea di alcuni suoi dipendenti.

Jobs invece sembrava avere un talento naturale per sfruttare questo tipo di situazioni e un ottimo fiuto negli affari. Il 1980 fu l’anno dell’ “Apple III” dotato di un processore da 2 Mhz e ram fino a 256 kb. Apple III si rivelò però un fallimento, non tanto per le prestazioni quanto per il prezzo troppo elevato, fissato attorno ai 4000 dollari per la versione base, fino ad arrivare ai 7800 per la versione più performante. Il computer fu comunque un passo avanti, basti pensare che disponeva già di un Hard Disk esterno nonostante fosse privo di ventole per il raffreddamento.

La casa di Cupertino non si da per vinta e dopo aver acquisito Sculley, ex presidente di PepsiCo con il ruolo di CEO è pronta a lanciare sul mercato quello che sarà considerato il padre di tutti i computer moderni ovvero il “Macintosh 128k”. Per la precisione il 24 gennaio del 1984 il primo Mac viene messo in vendita ad una cifra decisamente bassa rispetto agli standard dell’epoca, 2459$. Oltre ad avere capacità doppia rispetto agli altri computer la vera rivoluzione del Macintosh fu l’interfaccia grafica, semplice ed intuitiva, adatta ad ogni tipo di utente. Parallelamente a questo progetto viene sviluppato anche Lisa, un computer che prende il nome dalla figlia di Jobs, anche se per molti “Lisa” non è altro che l’acronimo dell’inglese “Local Integrated Software Architecture”

Il declino di Apple

Dal 1985 inzia quello che può essere considerato il periodo buio di Apple, sia Wozniak che Steve Jobs lasciarono la casa californiana che da quel momento non fu più la stessa. Mentre il primo prese la decisione di andarsene spontaneamente Jobs fu quasi costretto a lasciare a causa dei forti contrasti insorti con Sculley. Come già detto Apple cade in declino e commette una serie di errori che la fanno precipitare in una vera e propria crisi, primo fra tutti quello di lasciar utilizzare a Microsoft alcuni elementi grafici del suo sistema operativo. In cambio la casa di Bill Gates prometteva di sviluppare i suoi software Word ed Exel per Mac. Il risultato fu che Microsoft, qualche tempo dopo, mise in commercio un computer che richiamava fortemente il sistema Mac, ma ad un prezzo molto inferiore.

La rinascita di Apple

Nel frattempo Jobs fondava una nuova società chiamata NeXT Inc, con la quale sviluppò un ulteriore OS. Proprio questa società segnò la rinascita di Apple che decise di acquistarla nel tentativo di risollevare la sua posizione e dar vita ad un progetto competitivo. Jobs ha quindi la possibilità di rientrare a far parte dell’azienda da lui creata e lo fa divenendo prima consigliere ufficiale del presidente e poi CEO. Da qui il via verso la risalita di Apple, passando però dalla vendita di circa l’8% della società proprio alla rivale Microsoft.

Siamo ormai nel 1997 e con Jobs al potere la casa di Cupertino subisce cambiamenti drastici atti ad eliminare i prodotti fallimentari degli ultimi anni per concentrarsi solo su quelli più importanti. Steve controlla tutto nei minimi particolari, dalle idee ai progetti, dal personale al design. Nel 2000 nasce “Mac OS X” il nuovo sistema operativo della Mela, figlio del sistema NeXT e basato su Unix. Mac X senga una svolta; è infatti il più evoluto, sicuro e pratico OS sul mercato, anche se Microsoft detiene ormai l’ampia maggioranza di utenti. Nel frattempo Apple inizia a distinguersi per il suo stile e apre nel 2001 i primi negozi specializzati chiamati Apple Store riuscendo a riconquistare una buona fetta di mercato.

Le innovazioni introdotte non si fermano ai soli computer che nel frattempo si sono evoluti e trasformati in Imac e Macbook conquistando un buon bacino di utenza bensì Apple allarga i suoi orizzonti progettando anche software, Apple TV e con l’introduzione dell’Ipod e di Itunes che rivoluzionano il mercato musicale. Senza alcun dubbio quest’ultimi sono il più grande successo della casa californiana.

Nel 2007 viene lanciato l’Iphone, telefono-smartphone che definisce nuovi standard nel campo della telefonia mobile obbligando i concorrenti ad adeguarsi. Successivamente vedono la luce l’Ipad e una serie di nuovi Ipod, che riscuotono un successo incredibile, così come era successo per Iphone, ma questa è storia recente.

In conclusione Apple rimane una delle più grandi aziende nel campo tecnologico, capace di riguadagnare terreno in un mercato che pareva ormai monopolizzato dalla concorrente Microsoft. È bene ricordare che Apple nel 2001 riuscì a ricomprare le azioni precedentemente vendute a Microsoft durante il periodo di crisi. Per chi ancora non lo conoscesse esiste un film che racconta la storia di Apple e Microsoft, ovvero “I pirati della Silicon Valley” che vi consiglio di vedere.

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3 Comments

  1. Emanuele 5 settembre 2012
  2. bustale 26 gennaio 2011
  3. Ser_gio 27 gennaio 2011

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