3Domande a Giovanni Di Sirio – Software Architect @STMicroelectronics

Giovanni Di Sirio -  Software Architect STMicroelectronics

Oggi le 3Domande sono per Giovanni Di Sirio, relatore al prossimo Better Embedded di Firenze. Appassionato di elettronica e sviluppatore di device driver in ambito Automotive su piattaforma Power Architecture. Attualmente ricopre la carica di Software Architect in STM.

Emanuele: Per prima cosa vorrei chiederti di presentarti alla community di Elettronica Open Source. Cosa fai nella vita, di cosa ti occupi nello specifico?

Giovanni: Lavoro nel settore Embedded dal ’90 ed ho attraversato un bel po di aziende, attualmente lavoro in STMicroelectronics nella posizione di Software Architect in un gruppo che si occupa di sviluppo di device driver in ambito Automotive su piattaforma Power Architecture.

Prima che un professionista del settore sono stato un appassionato di elettronica fin da i tempi dalle scuole medie, poi, dal 78, mi sono interessato ai primi microprocessori e da li la mia carriera è stata praticamente segnata, ho continuato a fare quello che mi piaceva.

Personalmente sono un convinto sostenitore dell’Open Source e del Free Software, quindi, oltre alla mia normale attività lavorativa, mi occupo anche di gestire con passione un progetto FOSS di sistema operativo realtime: ChibiOS/RT. Il progetto, dopo anni di sviluppo, sta finalmente riscuotendo un certo successo. Successo anche di carattere commerciale ma la mia idea è di continuare con un modello di sviluppo Open Source perché ritengo che abbia notevoli vantaggi anche per prodotti commerciali (e qui ce ne sarebbe da discutere).

Emanuele: Come sappiamo sarai presente al Better Embedded 2012 (24 e 25 settembre 2012 a Firenze) con un Talk proprio su ChibiOS/RT. Puoi darci un’anticipazione di quello che tratterai?

Giovanni: Al BetterEmbedded ci sarà un training di 4 ore riguardante ChibiOS/RT. I partecipanti saranno accompagnati attraverso tutto il processo di sviluppo di un applicazione embedded abbastanza complessa utilizzando una toolchain interamente Open Source.

Il corso si articolerà in 4 fasi principali:
– Presentazione mia e delle persone partecipanti che vorranno presentarsi.
– Introduzione a ChibiOS/RT (i perchè, i vantaggi, la community, le licenze ecc).
– Descrizione architetturale di ChibiOS/RT nelle sue componenti principali (e qui si entra nel tecnico tecnico).
– Prova su campo utilizzando delle board STM32F4-Discovery, a chi ne fosse sfornito verrà assegnata una board fornita direttamente da STMicroelectronics, purtroppo ce ne sono disponibili solo per i primi 20 richiedenti.

La demo consentirà ai partecipanti di valutare il codice dell’applicazione per comprendere i concetti alla base di ChibiOS/RT, compilarla e fare il debug direttamente sulla scheda. Tutto utilizzando tool Open Source integrati in una ottima toolchain “zero effort” che forniremo ai partecipanti (sarà anche possibile scaricarla prima del corso e continuerà ad essere disponibile dopo il corso).
Punto a far comprendere come al giorno d’oggi Embedded non è più qualcosa di difficilmente accessibile e costoso, l’ecosistema Open Source è molto maturo e sofisticato, specialmente su piattaforma ARM.
Durante il corso sarà sempre possibile chiedere chiarimenti o fare domande, lo schedule non sarà particolarmente stringente o faticoso.

Emanuele: La diffusione dell’open source ha evidenziato negli anni molte potenzialità , ma anche alcune criticità dovute soprattutto alla sicurezza e alla gestione.
In settori particolari, come Avionics, Military ed anche Automotive, storicamente basati su sistemi chiusi, l’open source non ha vita facile, limitando quindi le potenzialità ed opportunità di sviluppo che solo un sistema aperto può offrire. Pensi in futuro ci possa essere una evoluzione in questi settori ed in particolare nell’automotive? E in che modalità?

Giovanni: Bella domanda, Avionica e Automotive sono il mondo della “safety” o sicurezza funzionale. Guarda caso ultimamente ci stiamo occupando di ISO26262 in ambito Automotive e quindi stiamo affrontando proprio problematiche di questo tipo.

Secondo me nel mondo “safety” esiste una barriera piuttosto alta per l’Open Source, teoricamente qualsiasi cosa che possa impattare la sicurezza del sistema sviluppato deve essere certificata a sua volta e questo include librerie, compilatori, sistemi operativi, tool ecc ecc.
Questo non significa che esista una barriera assoluta ed arbitraria, ammesso che qualche vendor sia disposto a fornire le certificazioni necessarie sarebbe anche possibile utilizzare, per esempio, il compilatore GCC o un RTOS free, il fatto che sia Open Source, di per sé, non costituisce una barriera insormontabile.
Il problema è che la certificazione di per se è estremamente costosa, richiede montagne di documentazione, processi di sviluppo, review e test rigorosi e molto “time consuming” ecc. Anche ammesso di volersi certificare tutto in casa, il costo totale supererebbe di gran lunga il costo di tool già certificati. L’utilizzo di tool certificati consente oltretutto di risparmiarsi tempo e seccature, ho visto acquistare tool di decine di migliaia di Euro senza battere ciglio e nota, “tool certificati” non significa che siano esenti da difetti, se ne trovano di spettacolari anche in prodotti costosissimi.
Differente è il discorso per i piccoli produttori, specialmente orientali, che non si fanno particolari problemi con codice e tool basati su open source, che sono anzi la norma.

Per rispondere alla domanda, io penso che spazi già ce ne siano, piccoli al momento ma probabilmente sono spazi destinati ad allargarsi in futuro.

4 Comments

  1. Emanuele 11 settembre 2012
  2. Emanuele 11 settembre 2012
  3. Ionela 11 settembre 2012
  4. Emanuele 17 ottobre 2012

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