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I driver Broadcom per Linux risolvono il problema wireless

I nuovi driver Broadcom saranno compatibili con le schede wireless su Linux

I nuovi driver Broadcom sono stati rilasciati in questi giorni, risolvendo un problema che da anni gravava su Linux. Fino a poco tempo fa, infatti, le schede wireless Broadcom non funzionavano su Linux e il problema doveva essere risolto installando i driver Windows tramite ndiswrapper. Da oggi non sarà più così ed è probabile che in un prossimo futuro altre aziende si adegueranno seguendo l’esempio di Broadcom.

Nuovi driver Broadcom per le schede wireless di Linux

I driver Broadcom per le schede su Linux sono una novità molto importante. Questi ultimi 10-15 anni sono stati anni buoni per Linux: l'afflusso di denaro contante e l'interesse generale da parte di attori importanti come IBM, Oracle e Novell ha dato al sistema operativo un incredibile impulso in termini di popolarità e di utilizzo. Ma c'era un problema su Linux di cui non si parlava molto, ad eccezione di qualche voce al LinuxWorld. Si tratta di un segreto di cui nessuno parlava ma che tutti conoscevamo, come spesso accade. Il segreto può ora essere rivelato, ed è la strana mancanza di driver wireless per la scheda di rete per le varie distribuzioni Linux.

Per alcune persone si trattava di un problema serio perché significava avere un sistema operativo d'avanguardia su una macchina di fascia alta, ma solo per essere costretti a connettersi a Internet via etere a causa della mancanza di driver. Nessuna distribuzione è sembrata in grado di sfuggire al problema.

Red Hat Linux, SuSE Linux, Mandrakelinux e altre distribuzioni popolari del periodo sono stati danneggiate dal semplice fatto che nessun produttore di hardware sembrava disposto o in grado di sfornare una versione per Linux. Gli utenti Linux, sfruttando la propria creatività e intelligenza, sono stati in grado di trovare delle soluzioni al problema. Sui driver è stato fatto un processo di reverse engineering ed è stata trovata una soluzione in forma di ndiswrapper.

Uno dei responsabili di questa situazione fu probabilmente Broadcom. Il produttore di chip integrati con base in California non è riuscito a creare driver per Linux per i suoi dispositivi 802.11. Non sarebbe stato così grave, se non fosse che i dispositivi wireless Broadcom sono stati scelti per la scheda wireless per PC e computer portatili. Ora però Broadcom ha finalmente rilasciato la sua brcm80211 driver wireless per Linux. L'inclusione di Broadcom rappresenta la chiusura di un gap dei driver che ha afflitto Linux per molti anni.

Non solo, la società ha messo il driver sotto una licenza compatibile con GPL. L'implicazione è che il driver può essere direttamente unito nel kernel Linux. Questa innovazione portata dai driver Broadcom non riguarderà Linux 2.6.36, che uscirà in queste settimane, ma probabilmente sarà una realtà per Linux 2.6.37, dove il codice del driver Broadcom dovrebbe essere parte del codice in arrivo. Nel frattempo, Canonical ha indicato che il driver sarà incluso nella versione di Ubuntu 10.10 del 10 ottobre. Va notato però che i driver coprono solo il più recente chipset per dispositivi 802.11n. L'hardware più vecchio deve ancora andare avanti con la tecnica ndiswrapper.

Le conseguenze pratiche dei nuovi driver Broadcom

Questi vantaggi dei driver Broadcam sono evidenti. Ma nel senso più ampio, cosa significa questo per Linux? Guardando al futuro, sarà più facile per Linux utilizzare la piattaforma OEM. Ancora più importante, avere uno dei più importanti fornitori di hardware come Broadcom che si interessa a Linux e decide di investire tempo e sforzi nella creazione di un driver dovrebbe significare che altri fornitori di hardware cominceranno a lavorare nello stesso senso e capiranno che Linux è qualcosa che non si può più ignorare.

Il successo del sistema operativo Android ha spinto molti venditori tra cui Broadcom a creare i driver per i dispositivi Android. Il BCM4319 e BCM4329 chipset SDIO erano già supportati su Android, che è abbastanza vicino a Linux. Come Android si presenta su più dispositivi, ci si può aspettare di vedere altri driver hardware progettati per Linux in un prossimo futuro, come è successo per i driver Broadcom. Qualunque sia il punto di svolta che ha portato Broadcom a rilasciare questi driver, è probabile che in futuro altre aziende seguiranno il suo esempio, soprattutto in considerazione della resistenza di Linux a questi problemi di gap grazie ai suoi stessi utenti.

 

 

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ritratto di efex

ottimo

Se i driver sono davvero rilasciati con una licenza compatibile con la GPL2, e quindi non richiedono che il kernel venga (ulteriormente) inquinato con (gli ennesimi) blob binari, allora potranno essere inclusi nelle distribuzioni basate su software libero, come gNewSense e Utotu.

ritratto di Piero Boccadoro

Un buon esempio

Questa è una mossa molto sensata e responsabile.
Ho esperienza diretta di un pc sul quale installare linux sarebbe stato perfettamente inutile visto che la scheda di rete integrata era Broadcom.
Sarebbe stato impossibile, per l'utente in questione, provare e testare software open source anche per effettuare un banale confronto testa a testa sull'utilizzo e sulla resa dei medesimi programmi in ambienti differenti...
La possibilità di utilizzare il Dual Boot come fase del processo di assunzione dell'Open Source è fondamentale e credo che sia una mossa seria e sensata quella di accettare l'idea che il software libero sia diventato una solida realtà.

 

 

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