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I notebook rappresentano il futuro o il passato?

Computer portatile notebook

Oggi parlare di notebook, ovvero di computer portatile, è come affrontare temi e tecnologie legate al passato. Magari usando il termine notebook gli si può dare una parvenza di moderno e cool, visto che le parole italiane sembrano destinate a svanire per la denominazione dei nuovi dispositivi portatili, e non solo. Smartphone, tablet, netbook, e-Reader, All-in-one..Il ‘portatile’ sa di vecchio. Ma in realtà, siamo sicuri che non sia il futuro? Corriamo dietro ad ogni innovazione che riduca le dimensioni dei nostri dispositivi, senza pensare se lo facciamo per comodità o per semplice desiderio di possedere una novità. Non dimentichiamo che a cavallo tra fine anni ’90 e 2000, la tendenza dominante era quella di produrre cellulari sempre più piccoli (come le ‘cozzette’ Motorola o i gli Ericsson T10 per intenderci), ma dopo dieci anni ci siamo ritrovati con degli ingombranti smartphone..

I notebook, tra passato e futuro

Quando i primi notebook fecero la loro comparsa sul mercato, si trattava di prodotti talmente innovativi da generare un diffuso entusiasmo, soprattutto da quando, a partire dal 1991, lo schermo a colori è divenuto lo standard. Per la riparazione dello schermo valutare, ad esempio, schermiperte.it. Inoltre il più grande vantaggio offerto da un notebook, è quello di garantire prestazioni elevatissime (pari a quelle di un desktop), unite ad una praticità unica nella portabilità.

Le batterie attuali permettono un’autonomia di diverse ore e prevengono la perdita del lavoro in caso di mancanza improvvisa di alimentazione elettrica. In passato era il notebook, ma probabilmente ci sarà anche nel futuro. I continui attacchi subiti non ne hanno particolarmente scalfito la fama; sebbene Apple abbia fatto registrare un aumento vertiginoso delle vendite di tablet e smartphone, questo non vuol dire che sia stata risucchiata la fetta di mercato dei portatili.

Chi ha soldi da spendere (o anche se non ne ha, ma non può resistere) compra entrambi: la realtà è che Steve Jobs ha reso la tecnologia raggiungibile da un target decisamente più ampio. Infatti, chi oggi compra un tablet non è (quasi) mai stato un potenziale acquirente di un notebook, ma semplicemente non si sarebbe approcciato ai dispositivi tecnologici.

I vantaggi dei notebook sulla concorrenza

La nutrita schiera di pretendenti al trono di miglior dispositivo portatile vede ancora in testa il notebook, se si pensa ad un utilizzo globale. Si può potenziare e fare manutenzione in modo rapido ed economico e, davanti ad un problema non risolvibile con le buone, si formatta e si ricomincia tutto daccapo; inoltre, vengono riassunte in maniera egregia le caratteristiche di un computer fisso (per le prestazioni) e di un dispositivo portatile (per la praticità). Rispetto ai netbook, che sono destinati ad andare fuori produzione, c’è una differenza abissale: presenza di lettore CD/DVD, prestazioni neanche lontanamente paragonabili e visibilità maggiore.

Loro sì che saranno soppiantati dai tablet! Rispetto a questi ultimi, i notebook mantengono sempre un certo distacco: sono ambedue computer, dotati di sistemi operativi, ma l’utilità di un portatile a livello professionale permette di svolgere delle funzioni che un tablet non potrebbe mai coprire.

Una tavoletta extra sottile, immediata nell’utilizzo e bella esteticamente fa sempre la sua figura, soprattutto in ambito lavorativo, ma resta un fattore legato più che altro all’immagine. I Chromebook (dispositivi a metà strada tra un portatile e un client cloud, con sistema operativo Google Chrome) non hanno nemmeno opposto resistenza, perché sono risultati un fallimento fin dalla loro nascita.

Si avvieranno anche in 8 secondi e offrono una praticità d’uso notevole, oltre a salvare tutto il lavoro sul web e a garantire elevata sicurezza, ma restano ancora nel limbo dei ‘né carne né pesce’. Per questo vengono battuti dai tablet sul piano dello svago e dai tradizionali notebook su quello professionale.

Lunga vita ai notebook

I computer portatili avranno lunga vita, in particolare con la diffusione degli ultrabook, anche perché non dimentichiamo che vantano la capacità di poter essere riparati senza dover perdere software o configurazioni. Anzi, nei casi più estremi, quando si possono salvare solo dei componenti, ecco che un notebook si trasforma in un computer fisso!

La riparazione, comunque, non va confrontata solo con il costo di un eventuale nuovo modello, ma anche con tutto il tempo che la riconfigurazione ed installazione dei software impongono.

 

 

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