La legge di Moore è stata smentita: crolla un pilastro dell’informatica?

La legge di Moore viene da decenni insegnata nelle scuole come un assioma. Essa prevede che i transistor di un processore raddoppiano mediamente ogni due anni (ad oggi circa ogni 18 mesi) e anche le performance dei pc di conseguenza seguono lo stesso ritmo mentre, per le leggi del mercato, il prezzo di vendita tende a diminuire.

Una legge destinata, sulla carta, a restare valida almeno fino al 2020 e quindi a rendere prevedibile il mercato. E per quasi un cinquantennio nessuno era riuscito a metterne in dubbio la validità di base (nonostante qualche approccio critico che aveva portato a modifiche e perfezionamenti), fino ad oggi (noi ce ne eravamo occupati qui). A segnare la possibile svolta è stato John Gustafson, capo dei progettisti delle architetture grafiche della AMD, che ha dichiarato al sito The Inquirer che il ritardo registrato nel passaggio del processo produttivo da 28 a 20 nanometri è la conferma dell’inadeguatezza della Legge di Moore a spiegare l’andamento dell’attuale progresso tecnologico.

La Legge di Moore sta rallentando: è l’inizio della fine?

Dall’anno della sua prima formulazione (1965), la Legge di Moore si è evoluta. Tuttavia, secondo il capo delle architetture grafiche della casa di Sunnyvale, l’attuale forma della legge, che porta il nome del cofondatore di intel, appare inadeguata e anacronistica. Secondo l’interpretazione di John Gustafson di AMD, la redditività economica dei chip è invece definita dalla densità dei transistor. Questo parametro sarebbe più equo in quanto tiene in considerazione l’utilizzo effettivo. “Se stampate pochi transistor, il chip avrà un costo per transistor troppo elevato, e anche se ne mettete troppi vi troverete nella stessa situazione. Siamo in attesa che avvenga la transizione dai 28 ai 20 nanometri, e ci sta mettendo troppo rispetto a quanto aveva previsto la Legge di Moore”.

Cosa bolle in pentola: i numeri danno ragione ad AMD

Il modo migliore per capire se l’osservazione di Gustafson abbia un riscontro effettivo è guardare alle recenti dinamiche del commercio. In effetti la Radeon HD 7970 (con la prima GPU a 28 nanometri in ambito desktop) è stata rilasciata a fine 2011 mentre una nuova serie di soluzioni HD 8000 è attesa solo nel prossimo quarto trimestre (forse ancora a 28 nm). Lo spazio temporale quindi tende ad allargarsi.

Nuove priorità e tecnologie rallentano la potenza

Certo si potrebbe osservare che, tra i motivi che rallentano l’evoluzione tecnologica delle CPU, ci sia la mancanza di concorrenza nel settore. Ma in ogni caso pare che l’intuizione nata in casa AMD sia attinente. I pc oggi utilizzano una potenza inappropriata per svolgere funzioni relativamente semplici. Ma evidentemente la mancanza di concorrenza è dovuta al commercio di nicchia: forse quindi gli sforzi attuali dovrebbero essere indirizzati non tanto a smontare assiomi in corso quanto piuttosto ad analizzare le dinamiche di sviluppo dei SoC in ambito mobile, essendo questo il settore più attivo dell’industria elettronica. E’ evidente come vi siano bisogni emergenti che mettono in discussione le basi del ragionamento di Moore. Tra questi anche l’attenzione ai consumi nell’ottica del risparmio energetico. Anche per questioni di portabilità, la richiesta attuale è rivolta a processori a basso consumo per lunga autonomia.

Tra i due litiganti il terzo vende?

Non è un caso che nella storica concorrenza tra Intel e AMD abbia trovato spazio l’azienda inglese Arm, fornitrice, tra l’altro, degli schemi di produzione dei processori usati da Apple e Samsung. E non è un caso neppure che il settore dei tablet sia quello maggiormente trainante, visto che la batteria è un indicatore attendibile dei limiti dei dispositivi. Forte di questa tendenza Microsoft ha realizzato una versione di Windows 8, la RT, per quel tipo di processori. Anche Apple con iOS e Google con Android hanno dimostrato che è il sistema operativo ad adattarsi ai nuovi processori, sfruttandoli al massimo. Così facendo il margine tra la velocità e le architetture da pc tradizionale tende a ridursi al minimo, senza necessità di raddoppiare i transistor ogni due anni circa.

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7 Comments

  1. Mr Wolf 10 gennaio 2014
  2. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 10 gennaio 2014
  3. gloriano.rossi 6 maggio 2013
  4. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 22 aprile 2013
  5. lghielmetti 25 aprile 2013
  6. Boris L. 25 aprile 2013
  7. daniele.rocchi.39 28 aprile 2013

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