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Localizzazione dei satelliti: un nuovo metodo per la localizzare e recuperare i satelliti nello spazio

Localizzazione dei satelliti: un nuovo metodo per la localizzare e prendere i satelliti nello spazio

La localizzazione dei satelliti e la loro acquisizione è l’ultimo risultato raggiunto dagli scienziati spagnoli dell’Università Carlo III di Madrid. Il sistema si basa sull’utilizzo della tecnologia di visone computerizzata (computer vision) e della robotica per guidare una sonda spaziale verso l’approccio e la presa di un satellite.

Il nuovo sistema di localizzazione dei satelliti è frutto di una ricerca
spagnola

All’interno della cornice di questo progetto di ricerca ‘Acoplamiento y Agarre de Satélites mediante Sistemas Robóticos basado en Visión’ (Approccio e cattura dei satelliti tramite la computer Vision), gli scienziati hanno sviluppato un algoritmo e strategia per l ‘approccio e la cattura di un satellite disabilitato attraverso l’uso di una sonda spaziale, chiamata ‘chaser’ (inseguitore), che svolge automaticamente questa funzione.

La cosa che risulta più sorprendente riguardo il prototipo progettato, è il suo algoritmo, secondo i ricercatori, proprio perché loro non hanno a che fare con la produzione ed il lancio dei satelliti. Il loro reale contributo consiste in un set di istruzioni ben definite ed ordinate che permettono al satellite di essere programmato in modo da prestare servizio ad altri satelliti disabilitati o che necessitano di assistenza.

Questi algoritmi di navigazione, basati su tecniche visive, sono in grado di identificare gli oggetti da ricercare in mezzo a molti altri presenti, stimando la loro posizione e il loro orientamento.

Nella loro ricerca, dato che il sistema non può essere testato su una reale piattaforma, gli scienziati hanno costruito una piccola ‘banca’ di test che permette loro di simulare uno scenario di un certo tipo. Prima hanno progettato gli algoritmi per la visione, poi hanno perfezionato la tecnica di progettazione di un nuovo algoritmo della visione che utilizza le informazioni circa le texture intorno ai punti di interesse dell’immagine, per associarli con i punti presenti nel modello. L’ultima tecnica, come nota Abderrahim, contrasta abbastanza bene il rumore, i cambiamenti di sfondo e le variazioni di illuminazione. Inoltre, la velocità dell’algoritmo, permette che questo venga usato in tempo reale.

Come è nato il progetto della localizzazione dei satelliti

L’idea alla base di questa ricerca è venuta fuori grazie al rapporto tra la UC3M Robotics Lab e gli ingegneri della compagnia GMV, che è dedicata al settore spaziale. A questo proposito Abderrahim conclude dicendo che oggi c’è una crescente necessità di offrire servizio di manutenzione e riparazione dei satelliti, senza dover contare su missioni guidate da persone, che sono molto costose e comportano dei rischi. La robotica è la soluzione naturale.

I ricercatori sono in contatto con la compagnia spagnola SENER, visto che loro sono alla ricerca di una collaborazione per portare a termine il progetto che aspira ad estendere la vita dei satelliti delle comunicazioni fino a dodici anni. In aggiunta, tutta la conoscenza acquisita all’interno di questo progetto di ricerca, nel quale hanno partecipato, oltre ad Abderrahim, anche Julio Cesar Diaz, Claudio Rossi, Nicolas Burrus e marco Iglesias, è stata inserita nel materiale di studio per il corso universitario di Robotica nello spazio, nel contesto di un master in Robotica e Automazione indetto da UC3M.

 

 

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