Home
Accesso / Registrazione
 di 

QLED vs OLED: la sfida continua.

qleds

Fino a poco tempo fa, le prestazioni dei LED a punto quantico (o quantum dot) erano solo risultati teorici non riscontrabili in alcuna applicazione pratica. Se prima, quindi, si trattava di un esercizio a connotati meramente accademici, oggi le cose paiono destinate a cambiare perchè i risultati ci sono, si vedono e si toccano. E pare proprio sia arrivato il momento, per questa generazione, di spiccare il volo.

LED quantum dot più luminosi, ci occupiamo di questo oggi. I risultati provengono direttamente dalla Corea del sud, e precisamente dalla Seoul National University. Il team è composto da Changhee Lee, Kookheon Char, and Seonghoon Lee

A differenza di ciò che accade con i diodi normali, i diodi a punto quantico funzionano in maniera diversa e non sono costituiti da materiali organici ma dimostrano di avere gli stessi vantaggi.

Sia i LED organici sia i LED quantici sostituiscono quelli a semiconduttore in termini di flessibilità, resa, durata, qualità del colore prodotta e possibilità di produzione a costi decisamente più contenuti, dato che possono essere realizzati in grandi quantità a parità di area attiva.

Nonostante siano passati poco più di 30 anni dalla loro invenzione, le prestazioni dei QLED restano tuttora inferiori a quelle degli OLED, nonostante i miglioramenti più recenti.

Oggi, in questo studio, si parla specificatamente si descrive come questo team di ricerca abbia dimostrato un sostanziale miglioramento delle prestazioni dei dispositivi QLED, anche in termini delle luminosità ottenuta. Questi risultati riescono a portare le due diverse tecnologie praticamente alla pari.

Come spiegato nello studio, la chiave per migliorare luminosità, e quindi efficienza, dei LED in esame è stato aumentare l'iniezione di elettroni e lacune all'interno dei punti quantici, ovvero aumentarne la concentrazione realizzando, sostanzialmente, strati, ovvero punti, molto più drogati.

Infatti, si è verificato che più gli elettrodi sono efficienti nell'immettere portatori, più efficiente può essere l'emissione di luce. Di solito, l'anodo è fatto di un sottile strato di ossido di indio, la cui proprietà di trasparenza permette l'attraversamento da parte della radiazione luminosa. Ed è proprio qui che la ricerca ha fatto qualcosa di più del solito, ribaltando i ruoli e trasformando il materiale suddetto in catodo, grazie all'introduzione di nanoparticelle di ossido di zinco come portatori di elettroni, il quale ruolo è stato svolto con molto maggiore efficienza.

Stando a quanto dichiarato da Canghee Lee a Phys.org “la ragione principale delle scarse prestazioni dei QLED è stata la scarsa iniezione di lacune all'interno del quantum dot per via dell'elevata barriera di potenziale.” Ed è proprio ”a causa di questo che non veniva raggiunto il bilancio netto di carica tra elettroni e lacune.” Compreso, quindi, questo aspetto della tecnologia “l'eccesso di carica, non destinato alla ricombinazione, poteva trasformarsi in correnti parassite che hanno finora generato basse efficienze e scarsa stabilità”.

Grazie agli espedienti menzionati, per gli ingegneri del gruppo di ricerca è stato possibile realizzare QLED di diversi colori, rosso, verde e blu, in particolare. Se i primi QLED dimostravano una luminosità di circa 10000 candele per metro quadro, i nuovi QLED sono in grado di più che duplicare quel risultato, con punte di 23000. Esempio notevole è il verde che raggiunge vette di 218000 cd/m2, il livello più alto mai raggiunto anche tra gli OLED.

I nuovi valori di efficienza cui si attestano i QLED (7.3%, 5.8%, e 1.7% rispettivamente per rosso, verde e blu) rappresentano un ulteriore miglioramento nella categoria ma il 20% degli OLED resta ancora lontano.

Ulteriore terreno di sfida e confronto tra le due tecnologie resta la durata nel tempo, ovvero il tempo di vita. Da quando è stata formulata la teoria dei QLED siamo passati da tempi compresi entro qualche ora fino alle odierne 600 ore. Queste cifre sembrano piuttosto confortanti, se si pensa che il massimo per gli OLED è fisso intorno alle 100 ore.

I risultati dunque sembrano suggerire che molto resta ancora da fare ma che per i QLED lo stato dell'arte sia ben lontano dal massimo ottenibile. Tante e tante altre ancora sono le applicazioni in cui questi dispositivi potrebbero essere utilizzati, tra i tanti ci sono televisori, computer, nonché i display dei cellulari.

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog
ritratto di Emanuele

OLED

Penso la sfida tecnologica sia sugli assorbimenti e sulla luminosità, ma anche la produzione in massa di display flessibili (con possibilità di arrotolarli) penso sia un segmento attraente per molte case costruttrici.

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 8 utenti e 59 visitatori collegati.

Ultimi Commenti