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Riconnessione magnetica: missione Nasa per far luce sulla riconnessione magnetica

Riconnessione magnetica

Una nuova missione Nasa è intenzionata a fare luce su un evento misterioso chiamato riconnessione magnetica. Questa avviene quando delle linee magnetiche di forza si attraversano, si cancellano o si ricongiungono rilasciando energia magnetica sottoforma di calore e di particelle cariche di energia cinetica.
L’universo è ancora un posto arcano di cui gli scienziati sanno davvero poco!

Gli effetti della riconnessione magnetica

Sul sole la riconnessione magnetica causa delle eruzioni solari più potenti dell’azione combinata di diverse bombe atomiche. Nell’ atmosfera terrestre, la riconnessione magnetica provoca tempeste magnetiche e aurore, e nei laboratori può creare grandi problemi nei reattori a fusione. Sebbene lo studio della riconnessione magnetica risalga agli anni ’50 e nonostante i numerosi trattati scientifici, non si è ancora concordi su una teoria unica.

Un satellite per studiare la riconnessione magnetica

Così, nel 2014 la Nasa ha previsto il lancio di un satellite che dovrebbe ampliare la nostra conoscenza riguardo la riconnessione magnetica. Si accompagneranno al satellite, detto MMS (Magnetospheric Multiscale Satellite), quattro sonde identiche che studieranno la riconnessione magnetica nel miglior laboratorio possibile: la magnetosfera terrestre.

Recentemente, la Nasa e i membri di un’ azienda di revisione indipendente hanno revisionato accuratamente ogni aspetto di MMS, con esito positivo. Questa revisione tecnica è stata effettuata per assicurare che si possa procedere con la fabbricazione, la dimostrazione e la fase di test e possa raggiungere i requisiti prestazionali richiesti, oltre che valutare alcune restrizioni come i costi, gli schedule e i rischi.

Secondo quanto affermato dal vice progettista della missione, Mark Adrian, del Goddard Space Flight Center di Greenbelt, questa revisione rappresenta l’ ultimo ostacolo prima che il team che si occupa dello sonda e quello che si occupa della strumentazione comincino a costruire materialmente il prodotto. MMS è stato approvato per l’implementazione nel Giugno 2009, in seguito ad una Preliminary Design Review a Maggio dello stesso anno.

Lo studio della riconnessione magnetica avverrà nella magnetosfera

Il team di scienziati sarà diretto dal Dr. James L. Burch del Southwest Research Institute di San Antonio, in Texas. Burch ha detto che la riconnessione magnetica è un processo fisico fondamentale che accade in tutto l’universo.

MMS permetterà agli studiosi di osservare, in un ambiente spaziale prossimo alla Terra, questo processo dinamico che trasferisce energia dal vento solare alla magnetosfera e provoca il cosiddetto tempo spaziale.

Il centro principale della missione è il Goddard Center, dove gli ingegneri procederanno ad effettuare i test ambientali richiesti, a costruire la sonda e ad integrare tutti e quattro i set di strumentazione all’interno del satellite MMS e a sviluppare il centro operativo della missione che si occuperà del monitoraggio e del controllo della sonda.

Il satellite trasporterà detector di particelle energetiche, magnetometri e strumenti per il campo elettrico, oltre ad un dispositivo per impedire che la carica energetica della sonda interferisca con i sistemi di misurazione altamente sensibili.

Scienziati ed ingegneri del Goddard hanno progettato, e costruiranno, uno degli strumenti, il Fast Plasma Instrument, che misurerà la distribuzione degli ioni e degli elettroni e i campi elettrico e magnetico con un’ accuratezza e una risoluzione senza precedenti.

Al momento, MMS dovrebbe essere lanciato ad Agosto 2014 da Cape Canaveral, trasportato da un razzo Atlas V.

 

 

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