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Riflessioni sul flusso di coscienza: dalla filosofia alle neuroscienze.

Flusso di coscienza

La continuità della nostra identità s'intreccia alla percezione dello scorrere del tempo, nell'idea stessa di un flusso di coscienza che intercorre lungo l'intero tessuto dell'esperienza, accompagnato dal senso di passato, presente e futuro. E se la coscienza non fosse un fluire ininterrotto ma una serie di fotogrammi?

Per filosofo scozzese David Hume (“Trattato sulla natura umana”, 1740) la mente non era altro che un fascio o una collezione di differenti percezioni, che si succedono con incredibile rapidità, in perpetuo flusso e movimento.
Lo psicologo americano William James, nell'opera “Principi di psicologia”(1890), sottolinea come la visione humeiana degli istanti discreti (fotogrammi) sia intrigante ma paradossale, perché noi percepiamo la coscienza come un flusso senza rotture, incrinature o divisioni.
Possiamo quindi passare da un pensiero all'altro e trascriverli come fece James Joyce nell'Ulisse descrivendo la vita di Mr Bloom.
Se la coscienza è davvero discontinua, la nostra percezione di continuità è illusoria? James paragonerà questa illusione a quella creata dallo zootropio, ma se fosse vissuto più a lungo avrebbe perso il cinema a metafora come fece il filosofo francese Henry Bergson nel suo “L'evoluzione creatrice” (1907), in cui dedica un intero capitolo al tema “il meccanicismo cinematografico del pensiero, e l'illusione meccanicistica”.
I due filosofi non erano così lontani dalla realtà nel paragonare la percezione, e quindi lo stesso flusso di coscienza, all'illusione cinematografica come dimostrano i casi clinici descritti nell'opera “Emicrania” (1970) del neuropsicologo Oliver Sacks.
Durante  gli episodi di acuzie  questi pazienti perdono il senso di continuità visiva e del movimento percependo invece una serie traballante di fotogrammi e sfarfallii.

Ad esempio la frequenza di refresh delle immagini in un monitor è di circa 50 frame per secondo (Fps) in modo che la persistenza delle immagini nella retina ci dia l'illusione di continuità , ma con la coda dell'occhio possiamo ancora percepire un leggero sfarfallio (flickering).

Il paragone con il cinema non è così casuale perché questi pazienti vi ricorrono spesso per descrivere la loro situazione ed il flickering sembrerebbe  essere un tentativo di riassestare  il flusso della coscienza.
La persistenza fisiologica delle immagini sulla retina ha un corrispettivo psicologico nella persistenza degli oggetti nel mondo quando essi escono dal nostro campo visivo, o sono nascosti da ostacoli.
Durante queste emicranie gli oggetti possono lasciare una scia nella direzione del loro movimento o possono anche ripetersi e addirittura persistere nel tempo prolungandosi dando un effetto di fermo immagine.
Oliver Sacks racconta che questi fermo immagine erano particolarmente gravi nel caso clinico di Hester Y, che era rimasta bloccata in un istante discreto in cui l'acqua non aveva ancora riempito la vasca da bagno.
Quando Sacks toccò Hester trasalì, realizzando che l'acqua aveva allagato l’intera  stanza
Questi episodi dimostrano che la coscienza può essere bloccata completamente per periodi di tempo significativi, mentre le funzioni non coscienti permangono nel loro pieno esercizio.
La coscienza sembra quindi essere collegata in modo così profondo allo scorrere del tempo che potremmo dare per entrambe la stessa risposta che diede Sant'Agostino sulla natura del tempo:
Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.

 

 

 

Bibliografia

- Hume, D., Trattato sulla natura umana, Laterza, Roma 1982
- James, W., Principi di Psicologia, Principato Editore, Milano,1988
-J oyce, J., Ulisse, Newton Compton, Roma, 2012
- Bergson, H., L’evoluzione creatrice, Sansoni, Firenze, 1986
- Sacks, O.,Emicrania, Adelphi, Milano, l992
- Sacks, O.,Nel fiume della coscienza, Mente e Cervello, 2004
- Sant’Agostino, Confessioni, Paoline, Milano 2002

Andres Reyes

Integrational Mind Labs (Iml)
Socio Junior e Vice-segretario
http://integrationalmindlabs.it/
Come aderire:
http://integrationalmindlabs.it/iml-adesioni.html

 

 

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ritratto di Ggano

Filosofia a gogo grandi

Filosofia a gogo grandi!!!

ritratto di Elio81

Vi è mai capitato di trovarvi

Vi è mai capitato di trovarvi in una situazione che pensate di aver già vissuto? Non si potrebbe spiegare anche questo ricorrendo ad una sorta di frammentazione nei pensieri che emrgono in superficie in maniera non logica e temporale? ps. Spunto davvero interessante nell'articolo ma ti consiglio di usare più pensieri tuoi e meno citazioni che se in eccessiva quantità confondono solo l'utente

ritratto di Horion9388

dèjà vu e flashback premorte

Ultimamente ho letto il famoso libro "Il fuzzy pensiero" di Bart Kosko e devo dire che il modello del cervello che l'autore immagina è davvero interessante; in particolare, credo che ci siano molte affinità con le idee riportate nell'articolo...
elenco alcune sue conclusioni che magari potranno incuriosire:
-un pensiero == un pozzo (cioè un punto di minimo relativo) di energia della rete neurale;
-l'atto del pensare == convergenza della rete verso un posso di energia;
-l'atto di apprendere un concetto == creazione di un nuovo pozzo della rete;
-dèjà vu == convergenza della rete verso pozzi "spuri" della rete, cioè accidentalmente creati dalla rete stessa e che non hanno nulla a che vedere con un evento reale;
(questa è ancora più bella)
-il famoso flashback pre-morte cioè "tutta la vita che scorre davanti agli occhi"== processo di "ricerca associativa massiva " della rete, che, in parallelo, scandaglia istantaneamente tutti i pozzi(o "fotogrammi" in questo caso) nel disperato tentativo di trovare un particolare "pensiero" che possa salvarci la pelle;
so che andrebbero definiti rigorosamente i termini "Pozzi o minimi di energia" della rete neurale, però da semplice studente credo che si sia qualcosa di veramente profondo in queste poche righe di testo... sicuramente in futuro ne vedremo delle belle...

ritratto di Alessandro Rizzo

Biorelatività

Ciao Andres. Interessanti riflessioni. Sei uno studioso di neuroscienze? Sto facendo anche io delle ricerche su questi temi cerca su google la biorelatività, ben volentieri un confronto. Ciao Alessandro

ritratto di Andres Reyes

Scusate se rispondo solo ora

Scusate se rispondo solo ora :)

@Elio81 grazie del consiglio!

Ricordo che quando lessi la logica fuzzy ne rimasi affascinato perché era molto vicino alla filosofia buddhista e al pensiero di Eraclito, noi invece abbiamo scelto la strada indicata da Parmenide-Aristotele. Tanto che il filosofo esistenzialista Kierkegaard scrisse un'opera dal titolo proprio aut-aut contro la dittatura delle scelte dicotomiche, come se nella vita non ci fosse il grigio.

Poi come da articolo di Alessandra ( http://it.emcelettronica.com/perch%C3%A9-logica-fuzzy-%C3%A8-stata-fallimento )sembra che in elettronica la logica fuzzy non abbia avuto molto successo come invece avviene in informatica, basta pensare alle reti neuro-fuzzy..

 

 

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