Slot Cars Digitali: proposte per semplificare le modifiche

Slot cars digitali

Per chi non lo sapesse le Slot Cars sono le macchinine che si rincorrono su una pista a due o più corsie. I più anziani, forse, ricordano le piste Polistil che adesso si trovano solo su ebay.

Avevate mai sentito parlare di Slot Cars Digitali?

Fino a poco tempo fa, il sistema Macchinine-Pista era solo analogico, vale a dire macchinine con motorino elettrico, corsie della pista alimentate con tensione variabile tramite un reostato (acceleratore o Throttle in anglosassone). Da qualche anno è però subentrata l’elettronica che ha affiancato all’analogico il digitale.
In commercio, esistono due modalità di applicazione del digitale alle slot cars: la prima, sviluppata dalle case costruttrici di piste, sfrutta i binari delle corsie per inviare comandi alle macchinine mentre la seconda utilizza le comunicazioni radio (wireless).
Il vantaggio principale del digitale rispetto all’analogico è quello di poter utilizzare una stessa corsia per più di una macchinina. Quindi per far gareggiare, ad esempio, 8 macchinine non sono più necessarie 8 corsie ma ne bastano 2. E’ necessario però dotare le piste di sistemi per il cambio corsia in modo da poter permettere i sorpassi tra le macchinine. Le modalità di funzionamento di tali sistemi sono simili e sfruttano comandi inviati tramite Throttle (associati a ciascuna macchinina) agli scambi e/o alle macchinine. In tali sistemi la difficoltà di funzionamento risiede nel fatto che è difficile associare la macchinina allo scambio in quanto tale associazione dipende dalla posizione della macchinina stessa rispetto allo scambio (il throttle ha un solo comando per tutti gli scambi!). Non solo, è anche necessario approntare sistemi anticollisione per impedire lo scambio se esiste un’alta probabilità di collisione con altre macchinine sopraggiungenti dopo il cambio corsia. Nei sistemi in commercio l’associazione macchinina-scambio viene effettuata mediante l’utilizzo di coppie fototransistori/LED, magneti/sensori ad effetto Hall oppure semplicemente per via meccanica.

L’utilizzo del digitale ha, inoltre, ulteriori vantaggi come l’utilizzo di SW di gestione della gara su PC, contagiri, conta tempo, simulazione pit stop con cambio gomme e rifornimenti, ecc. ecc.

Per chi non lo sapesse, esistono degli hobbysti (ma ci sono anche aziende specializzate) che non utilizzano le normali piste in plastica ma che se le costruiscono da soli creando veri e propri capolavori (provate a cercare su internet Slot Car Tracks Building). Il passaggio al digitale in questo caso è più arduo in quanto solo un’azienda tra quelle che commercializzano i kit di conversione fornisce tutti i componenti necessari per la conversione in digitale.
Quindi, nel caso si voglia acquistare un kit di conversione per la propria pista analogica, la scelta più logica dovrebbe ricadere su quello commercializzato dalla casa per non incorrere in problematiche di compatibilità. Se se ne sceglie uno wireless è necessario fare degli adattamenti che non sempre sono facili e possibili.

Il kit di conversione ideale dovrebbe avere, perciò, i seguenti requisiti:
– essere compatibile con le piste analogiche in commercio e con quelle fatte in casa
– minimizzare le modifiche da apportare alle piste analogiche.

Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo della tecnologia wireless ZigBee con controllo da PC, ma per rispondere al secondo requisito sarebbe necessario mettere a punto un sistema di localizzazione (preciso quanto basta) per permettere scambi e anticollisione evitando l’istallazione di fototransistori, magneti, ecc.

Un tale sistema era embedded (Location Engine) nel CC2431 della Texas, ma non più presente nel suo successore (da qui dubbi sul funzionamento)

EOS Zero Slot Cars v1

Nella presentazione allegata, effettuata in occasione di EOS Zero, sono riportate alcune informazioni sui sistemi esistenti in commercio e alcune possibili soluzioni wireless che potrebbero essere sviluppate.
Il problema vero però si può sintetizzare così:

si riesce a trovare una soluzione per la localizzazione delle macchinine in ambiente indoor utilizzando quanto messo a disposizione da una tecnologia wireless e da una pista analogica?

12 Comments

  1. Emanuele 24 gennaio 2012
  2. Geo 24 gennaio 2012
  3. Edi82 25 gennaio 2012
  4. Geo 25 gennaio 2012
  5. iw1bi 27 gennaio 2012
  6. iw1bi 26 gennaio 2012
  7. Geo 26 gennaio 2012
  8. Geo 27 gennaio 2012
  9. Geo 27 gennaio 2012
  10. Emanuele 30 gennaio 2012
  11. Geo 30 gennaio 2012
  12. Geo 30 gennaio 2012

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