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Telefoni cellulari del futuro: ecco come i chip cambieranno il futuro dei telefoni cellulari

Telefoni cellulari del futuro

I telefoni cellulari e le applicazioni sono stati lo spettacolo più atteso al MWC (Mobile World Congress), l'evento che si è tenuto a Barcellona, ma la vera e propria essenza che sta dietro a tanta innovazione tecnologica è da ricercare nelle varie aziende che producono semiconduttori: Freescale, Marvell, Texas Instruments, Qualcomm, ST-Ericsson e Nvidia.

Da esse dipende l'intero ecosistema dei dispositivi portatili visto che forniscono il "cervello" al loro interno oltre ai chip per alimentare il network. Infatti è possibile capire in che direzione andrà il mondo dei telefoni cellulari basandosi sui prodotti lanciati dalle aziende sopra citate.

I telefoni cellulari diventano globali e più veloci

Partiamo da uno degli ultimi lanci di ST-Ericsson, il modem Thor, che può utilizzare uno spettro continuo per portare la velocità di banda fino a 84Mbps sui network HSPA +. Questo è interessante da notare perché gli operatori potrebbero combinare differenti blocchi di spettro per offrire i propri servizi e potenziare le proprie capacità. In precedenza uno spettro continuo era considerato più elevato rispetto a frequenze non continue perché risultava più semplice da utilizzare per gli operatori. Ma con HSPA e LTE che permettono una maggiore flessibilità di utilizzo, il valore associato alle onde radio potrebbe cambiare, in più gli operatori potrebbero offrire un servizio più veloce. Marvell ha introdotto il suo System on chip PXA978 che offre supporto per tutti i differenti standard 3G con supporto Wi-Fi: si tratta di un processore applicativo e di una scheda grafica da 1080p su un singolo system on a chip. ST-Ericsson invece combina sul suo modem Thor il supporto per un massimo di otto bande LTE/HSPA/GSM. Riuscire ad integrare il maggior numero di tecnologie ad onde radio sui chip sta diventando molto comune, dal momento che i telefoni cellulari ed i dispositivi portatili necessitano di connessioni mobili e i produttori preferiscono evitare di supportare differenti design per differenti paesi.

Freescale ha introdotto i chip e software QorIQ e Qonverge, che sono progettati per lavorare insieme a stazioni base di grandi dimensioni e in quelle di piccole dimensioni. Creando una piattaforma di chip mirata alle stazioni di base di diverse dimensioni sotto un unico software, Freescale sta puntando sulla nascita di reti cellulari distribuite composte di cell tower, macrocelle e piccole picocelle.

Tre anni fa, tra gli utenti era diffusa la tendenza (perché era conveniente) ad acquistare computer portatili in grado di ricevere da un solo operatore; per esempio chi comprerebbe un laptop della Dell o della Sony che può connettersi ad un solo network? Dal momento che sempre più prodotti richiedono una connettività, questo tipo di restrizioni sugli operatori inizia diventare assurda e difficile da gestire, così come il fatto di doversi portare sempre dietro un certo numero di accessori, prima fra tutti la chiavetta per la connessione.

La svolta per i telefoni cellulari arriva con il chip unico

L'altro cambiamento significativo nel panorama multi banda e multi rete è che i trasmettitori e i ricevitori di onde radio (detti radios) possono attaccati ad un processore applicativo. Qualcomm ha fatto questo per anni ed ora Marvell, ST-Ericsson, Nvidia e tutti gli altri stanno seguendo a ruota per poter offrire radios e core di telefoni cellulari e di tablet in un unico System on a chip oppure su una piccola board. Questo permette l'abilitazione anche di dispositivi più piccoli e può ridurre la complessità, oltre che i costi. Un'eccezione da non trascurare riguardo la strategia dei radios integrati e dei chip è rappresentata alla Apple, che possiede un suo proprio processore.

 

 

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ritratto di Emanuele

Evoluzione dei cellulari

Sicuramente la miniaturizzazione dei componenti, ma soprattutto l'integrazione, leggi System on Chip, sarà il futuro dei sistemi mobile. Un unico chip che fa tutto :)
Bella vita per i progettisti hardware, o forse questa è una professione che pian piano sparirà lasciando sempre piu spazio ai softwaristi?

Sull'integrazione dei componenti a livello di realizzazione del chip, ne abbiamo parlato qui: http://it.emcelettronica.com/lattivazione-delle-piattaforme-microelettroniche-3d-mcms

 

 

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