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3Domande ad Andrea Righi - Linux kernel developer @BetterLinux

Andrea Righi Kernel Hacker

Oggi le 3Domande sono per Andrea Righi, relatore al prossimo Better Embedded di Firenze. Esperto in sistemi embedded, architetture e sistemi operativi. Attualmente sviluppatore per BetterLinux.

Emanuele: Per prima cosa vorrei chiederti di presentarti alla community di Elettronica Open Source. Cosa fai nella vita, di cosa ti occupi nello specifico?

Andrea: Lavoro come freelance, la mia mansione principale e` quella di sviluppatore sul kernel Linux, o "kernel hacker" come preferisco definirmi io. :)

Collaboro prevalentemente con un'azienda americana chiamata BetterLinux. Sono specializzato in sistemi real-time, sistemi embedded e tecnologie di virtualizzazione.
Sono un sostenitore del modello open-source e in passato ho contribuito a vari progetti open, sempre con particolare interesse per il kernel Linux.

Emanuele: Come sappiamo sarai presente al Better Embedded 2012 (24 e 25 settembre 2012 a Firenze) con due Talk. Puoi darci un'anticipazione di quello che tratterai?

Andrea: Al BetterEmbedded cerchero` di introdurre alcune problematiche chiave della programmazione del kernel Linux dal punto di vista dello sviluppatore di sistemi embedded.

Quello che rende Linux appetibile per l'embedded e` sicuramente la sua elevata portabilita`, in particolare la presenza di driver praticamente per qualsiasi dispositivo, e ovviamente la totale possibilita` di customizzazione e integrazione: il codice e` open-source, quindi può essere adattato o portato su qualunque tipo di hardware.

Avere Linux sul proprio dispositivo embedded significa anche poter usare trasparentemente qualsiasi applicazione scritta per girare su Linux. Una volta che un sistema GNU/Linux parte sulla nostra nuova piattaforma embedded abbiamo fatto generalmente il 99% del lavoro. Con Linux abbiamo web server, applicazioni di networking, media center, etc.
Qualunque requisito utente puo` essere soddisfatto a tempo zero, o comunque può` essere soddisfatto in tempi molto piu` rapidi rispetto a scriversi un firmware totalmente custom, o appoggiarsi a qualsiasi altra piattaforma.

Chi investe oggi nelle soluzioni Linux per il mondo embedded? Beh, se pensiamo allo scenario mobile/tablet ad esempio ci viene subito in mente Android.
Android e` divenuta la piattaforma leader del mercato mobile, oggi si contano circa 400 milioni di dispositivi Android (tra tablet e telefonia), con circa 1 milione di nuove attivazioni per giorno (da wikipedia).
E Android non e` altro che un kernel Linux, con alcune modifiche prevalentemente mirate ad una gestione migliore del risparmio energentico.

Ma Android non e` solo mobile, ci sono tablet, addirittura alcune board nell'industria dell'automazione si stanno appoggiando alla piattaforma Android. Questo perche` un sistema usato da molti, e visto da molti, significa anche il piu` possibile libero da bug (cioe` affidabile): in questo il modello open-source funziona bene, c'e` una comunita` che revisiona il lavoro di tutti, se pubblichi il tuo lavoro e sei fortunato puoi ricevere gratuitamente la revisione al tuo codice e le correzioni degli errori che hai fatto. :)

In conclusione, considerando tutto cio` che ho detto sopra, la mia idea per BetterEmbedded era di presentare due talk: uno piu` introduttivo e generico sullo sviluppo driver per sistemi embedded Linux-based, un altro piu` specifico sempre sullo sviluppo kernel, ma mirato al kernel di Android, esaminando un po' piu` in dettaglio le problematiche del consumo energetico.

Emanuele: I recenti successi, sia legali che di revenue, di Apple, che usa un modello di business chiuso all'ennesima potenza (sia hardware che software) da un lato e la carenza di supporto legale invece per chi segue licenze open, purtroppo fanno nascere forti dubbi a chi vuole investire nell'open source.
Quali suggerimenti vuoi dare per incentivare chi, pur sposando i principi Open non si sente tutelato dalle varie licenze
ed è tentato dal mito del modello di business closed?

Andrea: Domanda molto interessante.
Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dire che come sviluppatore il modello open funziona molto meglio del modello closed.
Ho iniziato questo lavoro contribuendo a progetti open-source. Venivo poi contattato da aziende sparse in tutto il mondo che mi offrivano lavoro per portare avanti quello che precedentemente avevo pubblicato.

Dal mio punto di vista e` un modello perfetto: posso continuare a fare quello che facevo nel tempo libero e in piu` vengo pagato. :) Dal punto di vista dell'azienda spesso va bene, perche` puo` interagire direttamente con l'autore, o comunque con qualcuno che ha partecipato attivamente allo sviluppo, senza dover formare altre persone. Questo vuol dire partire a tempo zero, magari con qualcosa che soddisfa gia` gran parte dei propri requisiti.

Piu` in generale metterei in evidenza due aspetti vincenti del modello open-source rispetto al modello closed:

1) notorietà: contribuire a progetti open-source noti da` visibilità` allo sviluppatore e all'azienda che lo "finanzia". Il modello closed e`carente da questo punto di vista: bisogna spendere per lo sviluppo e per farsi conoscere.

2) rete di contatti: avere l'opportunita` di contribuire a progetti noti significa spesso interagire con una comunita` formata dai maggiori esperti del settore. Questo si traduce in formazione per chi si occupa di sviluppo, e un buon livello di revisione del codice, che alla fine permette di raggiungere una buona qualita` del prodotto. Queste opportunita` non ci sono nella controparte closed.

Tutto cio` non vale solo per i contributi a grandi progetti, ma anche per le realta` piu` piccole se viene raggiunta una massa critica di utilizzatori e/o esperti del settore che possono vedere "sotto il cofano" e contribuire con correzioni e/o idee innovative.

Per chi e` tentato dal modello di business closed deve scommettere molto sulle proprie capacita` e risorse per raggiungere un buon livello di qualita` e visibilita`. Come modello di business lo vedo molto piu` fragile, specie per le piccole realta` che devono partire da zero.

Il modello di business closed funziona per Apple, perché sostanzialmente se lo puo` permettere. :) Apple non e` un'azienda che parte da zero, sa bene come far parlare di se` e soprattutto sa come invogliare una grande massa di utenti ad acquistare i propri prodotti.

Nello specifico per la recente vicenda legale Apple/Samsung la mia opinione e` che la questione sia centrata molto su questioni di design piu` che sulla tecnologia vere e proprie. Difatti gran parte delle tecnologie usate da Apple non sono di fatto frutto di Apple, ad esempio il kernel di Mac OS X e` stato in gran parte ricavato da progetti open-source (BSD e NetBSD). Forse il modello di business closed si applica bene su questioni di design ad altissimo livello, ma non sulla tecnologia e sul software. Ogni volta che un software diventa closed, cessa l'opportunita` di innovazione da parte della comunita`. Sta tutto nelle mani di chi ne acquisisce la proprieta`.

 

 

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ritratto di Emanuele

Grazie Andrea della disponibilità. Riguardo alla terza do

Grazie Andrea della disponibilità.

Riguardo alla terza domanda/risposta aggiungerei che la diatriba sui due modelli di business open/closed è quanto mai attuale ed accesa con accaniti sostenitori da entrambe le parti. Dopo la morte di Steve Jobs le librerie si sono riempite di libri su Apple e sulla sua icona. Titoli come "nella testa di SJ" oppure "Pensare come SJ" sembrano vogliano imprimerci un modello da seguire per emergere.

Ma forse il modello Apple non è la soluzione alla crisi, piuttosto la causa.....

ritratto di Dell'oglio

Emanuele, la questione è annosa. Che la Apple abbia danneggiato

Emanuele, la questione è annosa. Che la Apple abbia danneggiato l'economia americana e poi mondiale sono in molti a pensarlo. Stallman per fare un esempio, è stato sempre in prima fila su questa posizione.

ritratto di Enzo68

Discussione molto interessante anche se posso dire per esperienz

Discussione molto interessante anche se posso dire per esperienza che chi ama apple la ama e basta non credo si faccia tutti questi problemi di economia

ritratto di Emanuele

Speriamo anche i fanatici Apple si facciano una opinione sulla c

Speriamo anche i fanatici Apple si facciano una opinione sulla crisi economica, e soprattutto sulle cause. Ovviamente mi riferisco a quelli che vedono Apple soltanto come uno status symbol

 

 

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