Licenze Creative Commons: problemi di applicazione e assenza di controlli

Copyright

Le Licenze Creative Commons sono state sponsorizzate e promosse come la nuova forma di tutela per gli artisti che non vogliono porre vincoli eccessivi sulle proprie opere, ma desiderano che il loro lavoro venga rispettato. Insomma, sono considerate una forma di difesa per diffusione democratica ed equa del sapere su internet. Da una parte gli autori possono farsi conoscere senza veder depredato il loro ingegno, dall’altra gli utenti hanno un vasto accesso alle opere.

Le licenze Creative Commons sono raramente seguite

Le licenze Creative Commons, specialmente per quanto riguarda le foto, sono frequentemente violate, non comprese e confusionarie. Infatti, una concausa di fattori, tra cui incomprensioni sull’utilizzo delle licenze e scorrettezza degli utenti, provoca un uso errato dei contenuti protetti dalle CC. Le condizioni di utilizzo commerciale possono creare una certa confusione e per questo spesso non vengono seguite.

Le licenze Creative Commons pongono un problema piuttosto serio, legato all’accezione che ognuno può dare di ‘utilizzo non commerciale’. Se le foto, o un contenuto in generale, vengono pubblicati su una pagina web o su un blog sul quale sono presenti degli annunci AdSense, la licenza è stata violata? E che succede se addirittura si crea un sito ad hoc con foto non commerciali (che quindi non vengono vendute), solo per creare annunci pubblicitari? Sono casi spinosi, che purtroppo le licenze CC non riescono a risolvere. Inoltre c’è anche il caso Flickr, il gigantesco database di foto, che è stato tra i primi, nel 2004, ad aver abbracciato le Creative Commons e ad averne promosso l’utilizzo sul proprio sito. Il problema è che la licenza CC può essere rimossa a piacimento.

Mi spiego: non appena un’immagine viene caricata su Flickr, essa assume automaticamente la copertura ‘Tutti i diritti riservati’, che si può tranquillamente cambiare. E fin qui ci siamo; è però possibile tornare a ‘Tutti i diritti riservati’, proteggendo il materiale con il copyright. Ma se quella foto è già stata utilizzate da un utente (sempre nel rispetto delle clausole CC) quando era tutelata dalle licenze Creative Commons? Queste dovrebbero essere permanenti, ma su Flickr la cosa sembra essere considerata in modo diverso.

Le licenze Creative Commons sono valide?

Si, da un puto di vista legale, se idoneamente applicate. Il problema è che non esiste un'autorità controllo, per cui è l’autore a dover cercare di risolvere la questione contattando il violatore. Qui si presentano due soluzioni: o si trova un accordo oppure si è costretti a far visita ad un avvocato, il quale con tutta probabilità scoraggia l’azione legale, perché il gioco non vale la candela. Le Creative Commons sono spesso usate da giovani emergenti, il cui lavoro non è ancora economicamente così importante da giustificare un procedimento legale.

E così in molti finiscono spesso per farsene una ragione. Quindi, la risposta alla domanda è ni, cioè le CC sono valide nel momento in cui si va a fondo nella questione legale, ma spesso non lo sono perché molti preferiscono soprassedere o non si accorgono nemmeno della violazione. Le licenze Creative Commons mi fanno pensare un po’ al biglietto per gli autobus (almeno a Roma): per salire sul veicolo nessuno non c’è alcun controllo, per cui si può tranquillamente essere sforniti di titolo di viaggio ed utilizzare il mezzo in modo gratuito. Il biglietto lo fa o chi ha paura che possa salire in controllore, soprattutto per brevi tratte, o chi ha senso civico e ritiene giusto pagare per un servizio che usa (la minoranza). Tutti gli altri (la maggioranza) sanno di poterla scampare molto facilmente.

La stessa dinamica si presenta con le licenze CC: le segue chi ha rispetto per il lavoro altrui o chi ha paura di possibili denunce (la minoranza), mentre tutti gli altri (la maggioranza) usano il materiale protetto in barba a qualsiasi restrizione. Tanto non ci sono controlli specifici, ma qualcuno se ne deve accorgere e avere la briga di addentrarsi in un percorso informale (minatorio) prima e giudiziario poi.

In ogni modo, è la stessa legge sul diritto d’autore che fa rispettare il copyright o una licenza Creative Commons. In caso di violazione dei diritti d’autore, gli articoli 171 e seguenti delle L.d.A. (legge sul diritto d’autore), prevedono l’avvio di un procedimento giudiziario con sanzioni di tipo amministrativo e penale, a seconda della gravità dei casi.

Conclusioni

Per chiudere questo spinoso argomento legate al diritto d’autore e alla sua tutela per mezzo delle licenze Creative Commons, è doveroso fare delle considerazioni. I problemi ci sono, ma alcuni meriti vanno attribuiti.

È infatti vero che le attribuzioni dovrebbero essere meglio definite, che il termine ‘utilizzo commerciale’ andrebbe reso più chiaro e specifico, che il concetto stesso di Creative Commons potrebbe essere promosso in maniera migliore al di fuori degli ambienti in cui si mastica tecnologia e che ci sarebbe bisogno di sviluppare strumenti più idonei per la ricerca e l’utilizzo di materiale protetto da licenza CC.

Ma, al tempo stesso, queste licenze rappresentano un gran bel balzo in avanti rispetto al copyright tradizionale (soprattutto in termini di chiarezza e di semplicità), perché offrono pubblicità gratuita a giovani e squattrinati artisti, oltre a permettere di continuare a modificare, e quindi migliorare, il lavoro nel tempo.

Una soluzione di questo tipo non è certo perfetta, e non ha la pretesa di esserlo, ma è al momento quella migliore.

Voi avete pubblicato materiale prodotto da licenze Creative Commons o da copyright, o magari da entrambe? Cosa ne pensare delle CC e come credete possano essere migliorate?

2 Comments

  1. Ciro Tranchino 3 maggio 2012
  2. Edi82 4 maggio 2012

Leave a Reply