Droni e normativa: chi può pilotare un drone, cosa si può e cosa non si può fare

Uno dei principali crucci per gli appassionati di droni e, ancora di più, per chi dei droni ne fa la propria professione, totalmente o parzialmente, è di certo la normativa ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) che ne regolamenta l'utilizzo. Questo regolamento delineato dall'Ente è, peraltro, in fieri, ovvero soggetto a mutamenti talvolta anche significativi di anno in anno, il che porta ogni pilota a tenersi in costante aggiornamento. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio cosa si può davvero fare e cosa non si può fare con i droni secondo le disposizioni e modifiche di ENAC al regolamento, scopriremo chi può pilotarli, dove e con che modalità, e come fare per diventare pilota riconosciuto da ENAC. Infine, cercheremo di spiegare meglio la differenza tra le principali tipologie di droni presenti in commercio e come la normativa si applica in maniera diversa (talvolta in modo anche significativo) ad ognuno di essi, anche in un'ottica di introduzione dei nuovi scenari standard S1, S2, S3 che promettono di essere una manna dal cielo nel processo di riconoscimento dei nostri mezzi.

Chi può pilotare un drone? Che cosa serve?

pilota di droni

Figura 1: Dronista in azione… tutto procede secondo normativa?

Chi è un pilota SAPR (laddove SAPR sta per Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto)? Quali iter certificativi e formativi deve seguire chi aspira a lavorare come dronista? Servono competenze o studi di partenza? Vediamolo insieme. Prima di tutto, è bene dire che chiunque può aspirare a diventare pilota di droni (Figura 1): dall'ingegnere aerospaziale al laureato in beni culturali, dal medico con la passione del volo alla studentessa di lingue con una passione per la tecnologia. Ovviamente, chiunque voglia intraprendere questo percorso deve attenersi agli iter formativi con scuole riconosciute da ENAC. Veniamo alla domanda chiave: in cosa consistono i corsi per diventare piloti SAPR?
Prima di tutto, premettiamo che c’è una distinzione nell’iter formativo a seconda della categoria del mezzo che si intende pilotare.
Le categorie di droni esistenti e in base alle quali seguire il proprio corso si dividono in:

  • heavy (pesanti) per le macchine al di sopra dei 25 kg;
  • light (leggeri) dai 4 kg ai 25 kg;
  • ultra light (ultraleggeri) da 300 grammi a 4 kg.

Gli ultimi due, light ed ultra light hanno la stessa procedura formativa. Questa categoria comprende buona parte dei modelli professionali presenti sul mercato (droni per ispezioni termografiche, droni per rilievi e per la fotogrammetria e vari modelli di droni per le riprese ultra professionali, per il settore edile e per la pubblica sicurezza, etc).

Scopri di più sui migliori modelli appartenenti a questa categoria in questo nostro precedente articolo: Droni a confronto: quali sono i migliori presenti sul mercato?

Per pilotare questa ampia gamma di droni, utili per tantissimi settori, è necessario frequentare un corso composto da una parte teorica in cui si studiano e approfondiscono argomenti come:

  • la sicurezza di volo e la responsabilità del pilota;
  • la parte legale relativa alla normtiva ENAC;
  • i sistemi elettronici di bordo;
  • regole dell’aria;
  • aerotecnica;
  • principi di volo;
  • cartografia e meteorologia;
  • permessi e criticità, dichiarazioni, autorizzazioni, aree critiche e miste (sulle quali ritorneremo a breve).

Poi vi è una parte pratica composta da minimo 30 missioni di volo (attestato per aree non critiche), ore di volo o 36 missioni di volo (attestato per aree critiche). Ogni singola missione di volo ha la durata di 10 minuti di volo effettivo.
Infine, bisogna superare un esame teorico con quiz a risposta multipla e un esame pratico con un vero e proprio "skill test" condotto da un examiner certificato ENAC. Per i droni superiori a 25 kg la procedura è diversa ed è più simile al percorso formativo di un pilota di aerei vero e proprio. Altra cosa importante da tenere a mente: chi ha preso un patentino idoneo a mezzi dai 4 kg ai 25 kg non può pilotare quelli da 2 kg e viceversa, a meno che non si faccia un'integrazione dell'esame. Per i droni da 0 a 300 grammi non serve patentino del pilota ma serve sempre il riconoscimento del mezzo da parte di ENAC. Del riconoscimento parleremo nel dettaglio nel paragrafo 3.

Visita medica

Figura 2: la visita medica ENAC, il primo step per conseguire il patentino SAPR

Secondo il nuovo regolamento, tutti i piloti dovranno sottoporsi alla visita medica LAPL anche per le operazioni con i mezzi sotto i 25 kg (vedi Figura 2). La visita medica viene fatta da un AME (Esaminatore Aeromedico ENAC). Non è difficile trovare un medico AME, basta collegarsi al sito ENAC e cliccare sul pdf AME Classe 2/LAPL.
Anche qui vi è una differenziazione in base al drone che si intende utilizzare: per le macchine sotto i 25 chili, infatti, non è necessaria la visita di seconda classe ma è sufficiente quella per il LAPL (Licenza di Pilota di Aeromobili Leggeri) che abilita a pilotare qualunque monomotore a pistoni di peso al decollo inferiore a due tonnellate e con non più di 3 passeggeri a bordo.
La visita riguarda in primis vista e udito e poi prende in considerazione patologie particolari che però possono essere valutate dall’AME a seconda dell’effettiva gravità. La visita darà esito:

  • “Fit”, ovvero il richiedente è idoneo e può pilotare un mezzo senza alcun problema;
  • “Fit with limitation”, ovvero il richiedente può volare ma con delle limitazioni specifiche alla sua attività;
  • “Unfit”, ovvero il richiedente non è idoneo finché non si risolvono le patologie di cui soffre e può essere rivalutato.

Non vi preoccupate! La visita LAPL è passata da quasi la totalità dei dronisti in circolazione... e poi è sempre un controllo in più per la vostra salute! [...]

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