
Continua la serie di articoli “Embedded GNU/Linux partendo da zero” con una prova pratica di quanto abbiamo visto nelle puntate precedenti: questa volta vedremo come creare una distro minimale e funzionante sulla Raspberry Pi partendo completamente da zero.
ATTENZIONE: quello che hai appena letto è solo un estratto, l'Articolo Tecnico completo è composto da ben 1741 parole ed è riservato agli ABBONATI. Con l'Abbonamento avrai anche accesso a tutti gli altri Articoli Tecnici che potrai leggere in formato PDF per un anno. ABBONATI ORA, è semplice e sicuro.

Ha funzionato tutto alla prima prova!
Vorrei approfondire la teoria dietro al boot di Linux (init/montaggio file system etc…) mi consigliate qualche lettura?
Ottimo, professionale ed esaustivo come sempre.
Posso chiederti un consiglio/un parere?
Se tu dovessi eliminare qualcosa dalla distribuzione Raspian, cosa elimineresti?
Secondo te esiste qualcosa in particolare che la appensantisce o la rende meno snella?
Dopo teoria e simulazioni, passiamo a mettere in pratica gli insegnamenti di Arighi e quale piattaforma hardware da utilizzare se non la board del momento? Raspberry PI ovviamente!
Bene 🙂
Anche alcuni frequentatori del Forum ci avevano richiesto di mettere in pratica le nozioni apprese nel corso su embedded linux e quindi abbiamo deciso di “integrarci” la RasPI
Grazie degli apprezzamenti. 😉 Per il discorso di alleggerire la Raspian, beh.. dipende da quali sono le esigenze. In generale l’esigenza tipicamente richiesta in ambito embedded e` di alleggerire una distro per velocizzare i tempi di boot. A volte basta banalmente dare un’occhiata ai servizi che vengono avviati al boot in /etc/init.d/ (es. puo` essere fatto partire il server X anche quando si usa la board esclusivamente da remoto via ssh, o cose del genere). Un altro cambiamento che sarebbe interessante testare e` di utilizzare un altro filesystem per il rootfs. Raspbian usa ext4, un filesystem solido e affidabile, ma l’overhead del journal in certi casi potrebbe essere evitato. Es. alcune board adottano CRAMFS per il root filesystem (un filesystem read-only) + dati modificabili (/home, /etc, /var/log, etc.) su tmpfs (un filesystem in RAM), o ext2. Sicuramente questa sarebbe una soluzione piu` leggera e performante rispetto ad avere tutto su ext4. Ultimo aspetto, che tra l’altro e` il piu` importante di tutti, per ottimizzare bisogna prima misurare! Idea per un prossimo articolo: come misurare il boot in Linux su una board embedded e valutare dove si spende piu` tempo. 😉
Bellissimo articolo! Spero di metterlo in pratica presto …
Ecco, riprendo quanto avevamo detto in un commento sul forum.
Nel perfetto spirito del Web 2.0, i contenuti di questo corso si vanno definendo… 🙂
La tua mi sembra un’idea perfetta per il prossimo articolo. 🙂
Oserei dire, buon lavoro 😉
PS: grazie per i suggerimenti 😉
Provato a seguire le indicazioni dell’articolo per compilare il kernel per il Raspberry; tutto è filato liscio e in un paio d’ore il RPi ha fatto il suo boot. Bisogna solo porre attenzione alla struttura delle directory, in particolare quando si fanno le installazioni in ‘tmp’ si deve specificare un path completo. Forse nell’articolo è andato perso il carattere tilde ‘~’ che specifica la ‘Home’ della macchina su cui si sta operando. Quindi il path corretto è sempre ~/tmp/ Sulla tastiera italiana la tilde si può ottenere con AltGr+ì
Ci si può anche aiutare con l’ottima guida ufficiale che si trova qui:
http://elinux.org/RPi_Kernel_C…
Grazie per aver testato l’howto e per aver condiviso la tua esperienza! In realta` le directory temporanee specificate nell’articolo sono sempre sotto /tmp (non vedo errori nei path), comunque anche la ~/tmp va bene ugualmente.
Ottimi articoli, molto chiari. Mi sono stati molto utili per capire meglio il fs di linux.
Peccato solo che ho ucciso il mio RPi qualche giorno fa 🙁
PS: @arighi ci siamo “incrociati” a Siena durante la mia tesi.
Ciao e complimenti per il tutorial.
Curiosità: perchè la partizione primaria (quella di boot) deve essere necessariamente vfat?
E’ dovuto alla scheda od a cos’altro?
Esatto, e` un requisito del primo livello del boot-loader presente nella ROM del SoC. Disponendo di uno spazio piuttosto limitato in ROM tale boot-loader deve necessariamente limitare le proprie funzionalita`. In questo caso e` stato scelto di implementare solo il filesystem VFAT.
Ok grazie.
E’ appena risorta la mia RPi 🙂
Buongiorno a tutti, sono capitato qui cercando qualche informazione su internet per cercare di risolvere il problema che ora vi spiego.
Ho un sistema di sorveglianza AVIDSEN DVR AHD HYBRID 720p che non utilizzo e sto cercando il modo di trasformarlo in una TVBOX dove installare un’applicazione IPTV sul tipo di Kodi per guardare in streaming i canali tv.
Il sistema è dotato di hd da 500gb SATA e credo abbia installata in rom una distro embedded linux.
Ho letto l’hd da win7 con Ext2 Volume Manager ma il disco risulta vuoto, quindi presumo venga utilizzato esclusivamente per le registrazioni video del sistema. Cerco un modo per installare in rom una distro come puppy linux – molto leggera – o eventualmente poter accedere ad un drive usb con installato linux o android.
Pensate sia possibile?
p.s. so che una tv box android costa pochi euro ma volevo cimentarmi, se possibile, nella trasformazione dell’apparecchio in mio possesso.
Grazie a chi vorrà dare il proprio contributo.
ale