Realizziamo un contenitore per il Raspberry Pi 3

Il fatto che il Raspberry Pi è distribuito senza una custodia, nudo e crudo, ha invogliato i progettisti, già dall'uscita dei primi modelli, a realizzare e a produrre degli adeguati contenitori per ospitarlo degnamente. Quello proposto nell'articolo è un semplice contenitore in legno che si prefigge di contenere il dispositivo, proteggendolo dagli agenti esterni e conferendo anche un tocco di eleganza e di originalità in più.

Introduzione

La moda di realizzare i contenitori esiste da quando il Raspberry Pi è stato immesso sul mercato. Proprio perché esso è distribuito senza una adeguata custodia, l'utente ha sentito fin da subito l'esigenza di "vestirlo" e di proteggerlo. Del resto, una qualsiasi realizzazione, partendo da quella hobbistica per finire a quella professionale, non può implicare la consegna all'utente finale del circuito "nudo e crudo", con tutti i pericoli del caso. Proprio per questo motivo è necessario allestire una custodia o una sorta di scatolina che accolga il sistema in tutta sicurezza. La differenza del disegno del Raspberry Pi 3, rispetto ai precedenti modelli obbligano, gioco forza, a modificare l'intero layout. Per cui, chi intendesse realizzarne uno, deve procedere con un nuovo progetto.

Il contenitore

Il nostro scatolotto contenitore per il Raspberry Pi 3 è realizzato interamente in legno e la sua estrema semplicità consente la costruzione a chiunque. Non è necessario disporre di un laboratorio esageratamente attrezzato ma è molto importante possedere, almeno, i seguenti attrezzi:

  • Dima tagliacornici, possibilmente in metallo;
  • Calibro.

Il rimanente degli occorrenti, come un cacciavite, un martello, una pinza, una sega, eccetera sono sicuramente disponibili in qualsiasi contesto. La realizzazione proposta costituisce una delle tante possibili. E' sufficiente consultare la Rete per constatare come la fantasia degli utilizzatori è estremamente fruttuosa tanto da generare modelli di contenitore di tutti i generi, forme e colori.

Realizzazione della base

Bene, il primo passo da compiere è quello dell'ottenimento della base di compensato partendo da un listello dello spessore di 5-6 mm. Le misure di essa, ricavate con estrema precisione, ammontano a 67 mm. x 94 mm, come mostrato in figura 1. Per il suo taglio si consiglia di segnare, in via preliminare, il contorno con un cutter e poi di rifinire il taglio con una sega, cercando di ottenere la massima precisione. I dettagli, infatti, fanno la differenza. Al termine del taglio si può procedere ad una operazione di scartavetratura, per rendere i bordi perfettamente lisci e uniformi. Si consiglia, inoltre, di tracciare con una matita anche il contorno della sagoma del Raspberry Pi 3, per avere costantemente sotto gli occhi il suo reale ingombro.

 

Figura 1; La base di compensato del contenitore di 67 mm. x 94 mm.

Figura 1: La base di compensato del contenitore di 67 mm. x 94 mm.

 

Come si vede dalla figura, la base di compensato è leggermente più larga e più lunga rispetto al Raspberry Pi 3, poi ne vedremo la motivazione.

 

Colorazione della base

Verificata la bontà della base, si può direttamente passare alla sua colorazione con impregnante. In questa fase non sono dettati limiti di sorta e qualsiasi tonalità può andare bene. Il gusto personale e la fantasia detteranno le linee guida di tale operazione. La figura 2 mostra la base colorata. Due o tre mani al massimo andranno senz'altro bene. Al limite, è anche possibile utilizzare smalto sintetico o vernici a smalto. Quella del nostro progetto è stata colorata con due passate di impregnante color castagno, all'acqua. La sua tonalità, come si vede, è molto calda ed elegante.

 

Figura 2; La base colorata con impregnante.

Figura 2: La base colorata con impregnante.

 

Le spinette come parete

Per complicare un po' il lavoro, ma solo ai fini della buona estetica e della eleganza finale, abbiamo scelto di usare le spinette di legno per realizzare il bordo esterno del contenitore. Si tratta di piccoli bastoncini in legno (vedi figura 3), solitamente di faggio, utilizzati per il fissaggio [...]

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5 Commenti

  1. Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 4 aprile 2017
    • quantumleap quantumleap 7 aprile 2017
  2. quantumleap quantumleap 5 aprile 2017
    • Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 5 aprile 2017
  3. Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 7 aprile 2017

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