Un PBX alternativo open su Raspberry2 con FreeSWITCH

Da buon appassionato di tecnologia, nonché per motivi di lavoro, mi sono imbattuto nel Raspberry Pi 2,  un ottimo minicomputer a basso costo, delle dimensioni di un bancomat, utilizzato per prototipazione e didattica in origine, ma capace di rispondere,  grazie al suo cuore "Linux" ed ad un hardware più che dignitoso, a diverse esigenze. In particolare, in combinazione con il demone Freeswitch permette la realizzazione di una infrastruttura VOIP all’interno della propria abitazione o per il proprio ufficio (gestisce un centralino digitale fino a 5 utenze) a costi veramente irrisori, (l'installazione di sistemi PBX professionali costa migliaia di euro) d'altronde, al telefono non si può ancora rinunciare, da sempre la voce è stata il mezzo principale con cui l'uomo ha comunicato, fin dall'invenzione della parola.

Negli ultimi anni i sistemi di telefonia completamene digitali hanno subito una grande evoluzione, permettendo di affrancarsi, almeno parzialmente, dalla dipendenza dei distributori nazionali, e di offrire servizi sempre più perfezionati, a costi veramente competitivi, e con caratteristiche finora utilizzabili solo da chi aveva a disposizione risorse economiche veramente importanti.

pbx

Queste tecnologie hanno diversi nomi, è bene fare un po’ di chiarezza:

  1. PBX (Private Branch eXchange) cioè una centrale telefonica per uso privato usato in passato in ambienti enterprise per avere un sistema di comunicazione voce interno.
  2. PABX (Private Automatic Branch eXchange), rappresentano gli attuali sistemi di commutazione automatica in uso sia nella rete pubblica, sia presso le grandi aziende.
  3. RTG (Rete Telefonica Generale) o PSTN (Post Office Telephone System o ancora Plain Old Telephone System).
  4. VOIP ( Voice Over IP ), è una tecnologia che permette di fare telefonate sfruttando una qualsiasi rete dedicata a commutazione di pacchetto usando il protocollo IP per il trasporto dati.

Il più diffuso tra questi sistemi è di sicuro il Voip PABX Asterisk, che nel tempo, da un applicativo di nicchia, si è evoluto fino a diventare un sistema affidabile e robusto, nonché disponibile in diverse versioni, commerciali e non, tra cui si possono ricordare ELASTIX e FREEPBX ( che è il nuovo nome della distribuzione ASTERISK NOW ,ovvero asterisk con l’interfaccia web based FreePBX ).

Funzionamento di un PBX, il protocollo VOIP:

Il “percorso” classico di una telefonata dalla centrale alla cornetta è così riassumibile:

  1. dalla centrale telefonica la chiamata viene instradata tramite un particolare circuito, detto “permutatore”
  2. il permutatore è composto da diversi “terminali” e su ognuno è attestata un’utenza telefonica
  3. su ogni terminale sono presenti diverse “porte”, cui corrisponde un diverso “servizio” ( ISDN,ADSL )
  4. il terminale che riceve una chiamata in ingresso provvede a rilanciarla in funzione del servizio ( quindi della porta ) tramite il classico doppino telefonico all’utente finale.

Negli IP PABX la voce fluisce attraverso la rete IP, nelle LAN aziendali realizzando sistemi di fonia interni, e nelle WAN concorrendo a realizzare servizi di fonia aperti al pubblico. Quello che era il ruolo del permutatore negli IP PABX è occupato da una connessione di rete. Si può quindi asserire che l’installazione di una centrale telefonica moderna si può fare utilizzando apparecchiature hardware o software pbx. I servizi offerti sono quasi gli stessi, tenendo conto che la struttura hardware garantisce maggiore qualità/affidabilità ma a costi decisamente più elevati. Nel confronto qualità/prezzo i PABX software rappresentano un’alternativa tutt’altro che trascurabile e garantiscono sempre più servizi aggiuntivi, come la Voice mail,  i sistemi di  risposta automatica IVR (Interactive Voice Response), o ancora sistemi di conferenza e  videochiamate.

Dopo questa doverosa introduzione, si entra nel merito cominciando con la definizione di FreeSWITCH :

“una telephony application open-source scritta in C e progettata per usare il maggior numero di librerie software preesistenti”. L’architettura con cui è stato concepito risulta modulare, estendibile, con poche funzionalità basilari nel core (libfreeswitch), e la possibilità di importare moduli opzionali per aggiungerne di nuove.

Freeswitch è un PABX come Asterisk o CallWeaver, sviluppata principalmente da Anthony Minessale, co-developer dello stesso Asterisk ma con notevoli differenze sia dal punto di vista architetturale sia da quello procedurale, in grado di funzionare come PABX “indipendente” e fornire servizi ad aziende “soho” ( small business home business ) come anche di interfacciarsi ad altri “centralini” come YATE o Asterisk realizzando via via architetture sempre più complesse, come l’implementazione di gateway multi-protocollo capaci di unificare tecnologie come SIP, H.323, IAX2, LDAP, Zeroconf, XMPP + Jingle e permettere la comunicazione parallela/incrociata tra tutti questi tipi di canali.

Un altro punto di forza di questo PABX, rilasciato su licenza MPL, è la possibilità di essere installato su praticamente ogni sistema operativo, gira infatti su: Windows, Mac OSX, Linux, *BSD.

Installazione da sorgenti o da pacchetto?

La distribuzione di riferimento usata per le installazioni di Freeswitch anche dal team di sviluppo è Debian, ed a quest’ultima che ci si rifarà anche nel setup su Raspberry mediante l’apposito port Raspbian per architettura ARM.

Ci sono pacchetti precompilati disponibili per Wheezy, sia a 32 bit e 64 bit [...]

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Una risposta

  1. Emanuele Bonanni Emanuele 12 novembre 2015

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