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Arduino ai raggi X: rendiamolo professionale - Seconda Parte

Rendiamo Arduino professionale

Proseguiamo il viaggio dentro Arduino, con un'analisi ai raggi X rivolta alla risoluzione delle problematiche esistenti. Dopo aver già affrontato alcuni problemi (e le relative soluzioni) nella prima parte, entriamo ora in merito al campo di temperatura accettato, alla gestione usb, alla stabilità meccanica ed alla questione software. Inoltre tratteremo anche quello che a mio avviso è un serio errore di progettazione. Detto questo vorrei però ribadire come Arduino sia stato, ed è ancora un eco-sistema grandioso ed innovativo e come sia riuscito ad avvicinare tantissime persone all'elettronica. Si potrebbe definire il precursore dei Makers! Attenzione però a non confondere l'elettronica professionale, l'utilizzo in ambienti critici come automotive ed avionica ad esempio, con un uso hobbystico.

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ritratto di Giorgio B.

Bello. Bello. Bello. Bravi. E

Bello. Bello. Bello.
Bravi.

E sono anche d'accordo con voi sul debug.

Sulla stabilità meccanica, sinceramente non so dire se davvero c'è il problema però la certificazione è un'altra cosa.

ritratto di alex272

Togliere i difetti per mantenere i pregi...

Ultimo di due articoli che rivelano chiaramente i limiti di questo prodotto.

Una buona schedina, fatta per hobisti e makers, che, con pochi e semplici componenti messi assieme permette delle applicazioni proporzionate al bacino di utenza a cui si rivolge.

Ma in un mondo in cui l'elettronica puó essere estremamente potente e comunque a buon mercato, verrebbe da chiedersi cosa, questa scheda, abbia di tanto particolare da permetterle di spopolare e diventare "Mito".

L'IDE!

E' il software, a mio avviso, le vera genialitá di Arduino, e la ragione del suo grande successo.
Gli aspetti piú tecnici della struttura dei microcontrollori sono celati, il linguaggio é stato semplificato al massimo, la velocitá e l'immediatezza di programmazione sono alla base dell'utilizzo di questa scheda.
Chi non sa programmare impara in fretta, chi lo sa fare, invece, scrive librerie su librerie, che vanno poi a disposizione di tutti. Il sistema degli shield é poi stata la ciliegina sulla torta.

Un'altra domanda sorge spontanea, sarebbe possibile avere Arduino "senza avere Arduino"?
Che razza di strana domanda é? Ha un senso.

Mi é capitato spesso di leggere su vari forum la domanda del tipo "Arduino o Pic? Cosa é meglio per iniziare?" La risposta, da parte di chi ha esperienza é sempre la stessa "familiarizza con Arduino e poi evolviti con i PIC".
Questo perché Arduino (grazie al software, e a tutto quanto si trova in rete a supporto) offre un approccio estremamente soft alla materia, e non scoraggia il principiante.
Verrebbe allora da chiedersi "ma non sarebbe possibile avere entrambi?" Forse si. Mi sono per caso inbattuto in questa scheda: http://www.digilentinc.com/Products/Detail.cfm?Prod=CHIPKIT-UNO32

Questa é una scheda che monta un Pic a 32bit, ma ha lo stesso form factor di Arduino, é compatibile con molti dei suoi schield e, udite udite, si programma alla stessa maniera! L'IDE di questa scheda é identico a quello di Arduino (parlo ovviamente del front-end), si programma con lo stesso linguaggio e si puó utilizzare anche per Arduino stesso. Quello che ha in piú é ovviamente la possibilitá di gestire la UNO32 e le sue sorelle maggiori.

Voi che ne pensate? Conoscete questo prodotto? Lo avete provato?

@Emanuele
Pensi sia possibile avere una scheda che abbia i vantaggi di Arduino ma senza averne i difetti?

Ciao e grazie per gli articoli.

Alex

ritratto di Giorgio B.

Ma non è meglio, a sto punto,

Ma non è meglio, a sto punto, puntare su quella scheda freescale che stava in palio nel contest?

ritratto di Piero Boccadoro

:) Si chiama FRDM-KL46Z

:)

Si chiama FRDM-KL46Z :D
http://it.emcelettronica.com/corso-su-arm-scopriamo-frdm-kl46z

Mi fa piacere ve la ricordiate...Volevi vincerla tu, eh?! :D

E secondo me la risposta è sì, senza ombra di dubbio :D

Però credo di aver capito che alex intendesse comunque cominciare con qualcosa di semplice...

ritratto di alex272

... e qui casca l'asino....

Ciao Giorgio e ciao Piero.

Giorgio, rispondo alla tua giustissima obiezione.

In realtá, penso che ci siano migliaia di schede migliori di Arduino, per prestazioni, affidabilitá, possibilitá applicative. Ma qui si parla d'altro...

Il mio discorso non é infatti semplicemente riferito al solo hardware, ma al contesto in cui esso deve operare. A chi, questo hardware si rivolge.

Ribadisco il concetto espresso sopra.... Arduino é per principianti, hobbisti, makers; non ingegneri, non progettisti, non professionisti di settore.

Piero ha ragione, qualcosa di piú semplice, ma non solo.

Il principiante necessita di risultati, seppur semplici, ma immediati (non ti devi studiare il C e le logiche dei microcontrollori per far accendere due LED), che lo incoraggino a continuare ed approfondire.

L'hobbista ha tante idee, vorrebbe metterle in pratica tutte al piú presto, e quindi, necessita anch'egli di velocitá e versatilitá.

E in ultimo (the last but not the least) il Maker, che non é solo un nome di moda, é un piccolo artigiano, un piccolissimo imprenditore di se stesso, che forse ne sa piú degli altri due ma che necessita di una cosa fondamentale, LIBERTA'!

Libertá che deriva da una parola, OPENSOURCE.

Tu mi dirai, "si ma che c'entra?". Ti spiego subito.

Se pensi a tutte le piú belle (e stranamente economicissime) schede che trovi sul mercato, i marchi piú blasonati, prestazioni di altissimo livello, tecnologia di prima scelta ecc...; sono tutte (generalizzo non entro nel merito di ognuna) " EVALUATION BOARD", il loro scopo é farti "provare" l'hardware, fartelo "assaggiare" ma poi, per mangiarlo, devi pagare profumatamente.

Non puoi, ad esempio, confezionare un prodotto e venderlo utilizzando una evaluation board, non potresti nemmeno programmarla come vorresti senza aver pagato la licenza del corrispettivo software (il code warrior, nel caso della scheda di cui sopra), non puoi fare niente di piú che qualche progettino privato per sperimentare l'hardware.
Licenze!
Il meccanismo del mondo moderno che tutela gli interessi di pochi.

Ecco dove casca l'asino...

Queste sono le schede che usano i professionisti, che hanno effettivamente interesse a provare i componenti per poi implementarli su grandi produzioni.

Io sostengo che la figura del Maker, che probabilmente si evolverá ufficialmente in piccolo artigiano molto presto, sará il futuro; dovrá produrre diversi prodotti in piccole quantitá, basandosi su progetti sviluppati in condivisione.

Ecco perché penso che, visto che a livello hardware Arduino é limitato, se si cerca un alternativa, bisogna ricercarla nello stesso ambito applicativo e filosofico, guardando al futuro e non al presente.

Ciao

ritratto di Piero Boccadoro

Sono d'accordo. La situazione

Sono d'accordo.
La situazione è quella di Davide che combatte Golia ma tra mito e legenda questa storia potrebbe essere il nostro futuro!

ritratto di alessio31183

Ecco dove casca l'asino...dai PIC ad Arduino. Possibile?

Salve,
sono un nuovo abbonato ma non nuovo al mondo dell'elettronica che esploro da molti anni ormai. Volevo innanzitutto complimentarmi con voi per la vostra attività di esportatori di conoscenze in ambito elettronico e non solo.

Personalmente ho sempre sviluppato le mie schede su PIC, in ambiente MPLAB utilizzando diversi compilatori (HITECH, CCS, C18......)
Tutti accumunati da un fattor comune. La chisura totale alla condivisione delle conoscenze. Ecco a mio parere il fattore chiave che ha permesso e permetterà ad Arduino di vincere se sarà in grado di evolversi un po'.

Il punto centrale, nel mondo dei compilatori è a mio parere il fatto che non mettono a disposizione ciò che Arduino fa. Le librerie ed il fatto che per poter cominciare a vedere dei risultati apprezzabili su schede più o meno complesse, con le solite evaluation board e gli ambienti di sviluppo forniti, c'è bisogno di entrare veramente a fondo nelle questioni tecniche che sovrintendono l'utilizzo di una particolare libreria (ad esempio la scrittura su SD).

Arduino ha secondo me vinto grazie alla capacità di poter rendere trasparente all'utente alcuni aspetti di basso livello nel firmware durante l'implementazioni di alcune funzioni anche complesse.

Per esempio, recentemente ho sviluppato un rivelatore automatico di aritmie portatile che memorizza su uSD un tracciato anche di alcune ore per poi poter essere analizzato in post analysis da un cardiologo.

Ho voluto provare a realizzarlo con il uC atmel di arduino UNO e utilizzando l'IDE per evitare di impazzire su alcune funzioni che mi avrebbero fatto perdere molto tempo per poter essere risolte da zero usando un PIC ed il C18. Banalmente, spesso non è auspicabile perdere giornate per capire come aprire e chiudere un file su SD perchè l'obiettivo è un'altro....Non so se mi spiego......

I limiti che ho chiaramente notato anche io per quando riguarda Arduino sono senza dubbio la mancanza di DEBUG. Lavorare con la sola seriale è veramente un'impresa.....soprattutto a certi livelli.

Credo che risolvendo questa problematica, Arduino possa entrare di diritto anche nel mondo del professionismo e non solo dell'hobbistica o della didattica.

Purtroppo oggi, i commerciali pretendono soluzioni elettroniche pronte in poco tempo e non comprendono nemmeno minimamente a quali problematiche spesso si va incontro sia a livello hardware che firmware nella progettazione di una scheda.

Quindi in definitiva, la vittoria di Arduino e dovuta alla trasposizione, in ambito elettronico, della filisofia dell'open source, quindi di condivisione delle conoscenze, che consente di poter sviluppare progetti, anche complessi, in più breve tempo e magari non preoccupandosi troppo di sondare in maniere approfondita alcuni aspetti firmware semplicemente perchè "qualcuno lo ha già fatto".....

E se qualcuno lo ha già fatto perchè impazzire ancora......si progredisce molto più lentamente....

Allora, visto che qualcuno di buon senso ha già risolto la problematica della procedura firmware da implementare per svolgere una certa funzione, la cosa più ovvia è condividere......

La vittoria di Arduino, nel mio caso è stata questa......

Quindi perchè ripartire da zero ad ogni implementazione firmware su una scheda che svolga una certa funzione?
Vedere gli header file compresi nel prezzo di alcuni compilatori per capire di cosa sto parlando.
Scheletri senza muscolatura e men che meno dotati di terminazioni nervose....

ritratto di alessio31183

...e la certificazione?

...ah dimenticavo...
Per quanto riguarda la certificazione credo che essa rappresenti oggi un freno a mano per il passaggio tra prototipo in ufficio e prodotto commerciale....
Un freno naturalmente necessario ma a volte sufficiente a frenare l'ingresso sul mercato di alcune idee-prototipo che aspettano la fase di vendita con ansia.....

Il passo che credo il team di Arduino debba fare è quello di pensare di "snellire" questa fare ai makers magari mettendo a disposizione una sorta di pacchetto certificatore sulla falsa riga di quello che hanno pensato per la vendita di prodotti Arduino based (the "Arduino at Heart" program).

Quindi in breve, io spedisco la scheda ad un "Arduino LAB" che viene da loro certificata ed ottiene per esempio la marchiatura CE per la vendita nella comunità europea.....

Questo accelererebbe di molto le operazioni di creazione di un prodotto, sulla base di un'idea per i makers di tutto il mondo.
L'alternativa oggi è cercare dei laboratori che offrano la certificazione "pinco pallino", ottenerla, e poi proporsi al mercato.

E' a mio parere un aspetto che frena l'ingresso di prodotti, anche interessanti nel mercato finale....

 

 

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