A cosa serve la matematica?

Insalata matematica

Non ho mai negato di avere un background di studi classico e di essermi avvicinata alla matematica e alla tecnologia con un misto di sospetto, sfida e timore reverenziale. Tra i banchi di scuola una delle ragioni più gettonate per preferire le materie umanistiche era che, a differenza della matematica, queste servono anche nella vita quotidiana. A cosa servono invece numeri e formule (fatta eccezione ovviamente della capacità base di “far di conto?”).

Questo articolo, ispirato dal libro “Mai più paura della matematica” di Giovanni Filocamo vuole essere una riflessione tra il serio e faceto con l’intento di dimostrare, non senza la dovuta ironia, che la matematica permea ogni aspetto della nostra vita, anche quello che ci sembra meno razionalizzabile in numeri. La nostra realtà quotidiana è permeata di formule e algoritmi, più di quanto possiamo immaginare. Quante volte attribuiamo un evento al destino? E se invece si trattasse di una serie di variabili che si innescano?

In campo medico gli algoritmi sono molto utilizzati per pronosticare il rischio di sviluppo delle malattie.

Quando abbiamo iniziato a pensare per algoritmi e formule

Lo stile algoritmico, secondo la visione del filosofo della scienza canadese Ian Hacking è uno degli approcci che usiamo per conoscere il mondo, insieme a quello sperimentale, della dimostrazione e quello statistico. Questi “stili di ragionamento” si sono alternati nelle epoche passate: uno dei più antichi è il metodo sperimentale, già noto ai greci se non anche agli egizi e ai babilonesi, mentre ad esempio gli antichi non usavano lo stile statistico (materia sorta nel 1600). Ognuno di questi stili ci permette di conoscere una porzione di mondo.

Trovare l’amore? Basta un algoritmo

Vi avevamo già parlato dell’ algoritmo dell’amicizia di Sheldon. Ma secondo una ricerca perfino un sentimento passionale come l’amore può essere spiegato matematicamente. La sfida è quella di rendere in termini quantitativi un fenomeno prettamente qualitativo. Eppure non sembra impossibile. Basta pensare al meccanismo dei siti di incontri o delle applicazioni per il calcolo delle affinità: questi sistemi non fanno altro che collegare, in base alle risposte dei questionari, profili potenzialmente compatibili. Si ottiene così la media quadratica, ovvero un numero che, a seconda del valore, prevede l’affinità tra due persone. Poco romantico?

Dimmi a chi mandi gli sms e ti dirò chi sei

Perfino abitudini che riteniamo strettamente personali, come il semplice invio di sms, è schematizzabile in regole matematiche che si ripetono. I ricercatori tedeschi dell’Università di Potsdam, insieme ad un team cinese dell’Università di Pechino delle Poste e Telecomunicazioni, ha analizzato i dati forniti da tre grandi compagnie telefoniche giungendo alla conclusione che il 90% deli sms che partono da un telefonino è diretto verso un unico destinatario. Numero e frequenza degli sms tendono inesorabilmente a diminuire con il tempo (si passa da un intervalla compreso tra 2 e 20 minuti tra un sms e l’altro fino ad un invio saltuario e occasionale). Secondo gli autori della ricerca l’invio degli sms rispecchia quello che avviene nelle comunicazioni faccia a faccia: con il tempo vengono meno gli argomenti di conversazione.

Serie di tv di successo: l’algoritmo di Lost

Dai cellulari alla tv: anche per poter prevedere il successo di una serie tv basta applicare un algoritmo. Lo hanno determinato tre studiosi dell’Università di Londra: Adam Ganz, Fionn Murtagh e Stuart McKie. Ci sono algoritmi che contano ogni singola parola e il modo in cui queste si relazionano per studiare l’effetto sul pubblico dei dialoghi dei personaggi.

Prevenire il jetlag: basta una formula

Ed è ancora un algoritmo che ci permette di prevenire il jet lag e gli effetti collaterali di viaggi con fusi orari di diverse ore. Jay Olson, ricercatore presso la Simon Fraser University in Canada, ha messo a punto un sistema algoritmico che, attraverso le coordinate fornite (cioè voli, orari e ritmi usuali di sonno), calcola il momento in cui il viaggiatore deve sforzarsi di rimanere sveglio e quello in cui invece deve cedere al sonno in modo da non turbare il ritmo circadiano.

Mangiamo anche noi “insalate di matematica”

Insomma pare proprio che bisogna rassegnarsi al fatto che la matematica sia intorno a noi. Dalla tecnologia GPS alle previsioni meteo, dall’arte alla musica e perfino alla base delle relazioni interpersonali.

 

 

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6 Comments

  1. Marco Giancola Marco Giancola 25 aprile 2013
  2. Boris L. 25 aprile 2013
  3. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 26 aprile 2013
  4. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 26 aprile 2013
  5. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 26 aprile 2013
  6. maurizio.recca 28 maggio 2013

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