Energia eolica e crisi finanziaria

Energia eolica e crisi finanziaria

Fino all’anno scorso l’energia eolica è apparsa immune alle peggiori devastazioni di una tempesta economica che attraversava il mondo, ma il più grande produttore di turbine eoliche sembra essere stato scosso dalla crisi, a tal punto, da ritenere incerti 3000 posti di lavoro, nella sede centrale, nel Nord d’Europa.

Questo cosa comporterà? Una minaccia per la produzione e la distribuzione in tutto il mondo della tecnologia? Eolica e non solo. Oppure tutto questo è solo un falso allarme? Secondo Ditlev Engel, direttore generale di Vestas, c è stato troppo ottimismo e per lungo tempo, dato che la società ha tagliato la sua forza lavoro del 15%, ma che sicuramente, prima di dare risposte definitive e prendere decisioni difficili, sarà necessario studiare approfonditamente il mercato, a rischio le quattro unità di produzione in Danimarca e Svezia.

Sicuramente la logistica per l’energia eolica è stato uno dei problemi principali, dato che sarebbe stato impossibile costruire una turbina in Asia per poi farla funzionare in Europa ad un prezzo di buon mercato; oltre ai vincoli fiscali in Europa, la domanda di turbine eoliche è stata colpita dalla riduzione dei prezzi dei combustibili fossili e dalla scarsità di credito all’inizio della crisi finanziaria, infine anche lo slancio politico è diventato un fattore negativo.

Alcuni osservatori del mercato, avevano avvertito della rilevante sovraccapacità in Europa per qualche tempo; lo stesso Engel, aveva dichiarato che la sua azienda stava rispondendo per necessità finanziarie, deviando la capacità di produrre dove la produzione è meno costosa, mantenendo le attività di sviluppo e di ricerca in Danimarca, strategia necessaria per preservare la redditività Vestas negli anni a venire. La parola immunità non viene più sbandierata nei circoli di energia eolica, regola valida anche per le più grandi multinazionali.

Un goal per sostenere l’energia eolica

Almeno i produttori possono accedere ai mercati che hanno come obiettivo di raggiungere; al centro dell’ascesa fulminea in Europa, vi è stata la necessità di tagliare le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990 per promuovere la crescita economica, mantenere la leadership tecnologica e tenere il cambiamento climatico sotto controllo. L’energia eolica, resta sempre attaccata all’esigenza della riduzione di carbonio e la European Wind Energy Association ha affermato che l’obiettivo attuale è quello di ridurre al minimo il calo industriale. EWEA sottolinea una riduzione del 30% entro il 2020 e un passo fondamentale per ridurre le emissioni del 80% -95% entro il 2050. Il taglio è considerato essenziale se l’Europa vuole mantenere la propria leadership nelle tecnologie di energie rinnovabili quali l’energia eolica e per creare nuovi posti di lavoro, diventare più competitivi ed evitare di perdere terreno rispetto alle altre regioni. La perdita di 3000 posti di lavoro nel nord d’Europa è ancora più dolorosa, l’energia eolica è fondamentale per il progetto dell’Unione Europea di creare un milione di nuovi posti di lavoro attraverso la produzione locale, con una crescita del PIL di circa 0,6%. EWEA ha dichiarato che una mossa al 30% supera i costi; se l’obiettivo di riduzione è stato quello di restare al 20%, uno sforzo di riduzione molto più alto sarebbe necessario post 2020. Inoltre, la recessione ha ridotto il costo di centrare l’obiettivo del 20% da 70000000000 a 48 miliardi di euro all’anno nel 2020 o 0,32 PIL, secondo la Commissione Europea. Nei prossimi cinque anni, la capacità di energia eolica mondiale è destinata a crescere quasi triplicando da 160 GW a 450, prendendo il valore di mercato del settore e moltiplicandolo per 124 miliardi di dollari nel 2014,da $75 miliardi nel 2010. BTM prevede che se la capacità continua a crescere, raggiungendo un TW entro il 2019, l’energia eolica sarebbe allora responsabile di oltre l’8% della produzione mondiale di elettricità, rispetto all’1,6% nel 2010. Un Goal quasi un anno fa, il Global Wind Energy Council, ha riferito che i mercati globali continueranno la loro rapida crescita, nel mondo la capacità di energia eolica crescerà del 160% nei prossimi cinque anni. Nel 2010, GWEC ha previsto che la capacità eolica installata globale raggiungerà 409 GW entro il 2014 rispetto ai 158,5 raggiunti nel 2009. In passato queste proiezioni sono state regolarmente superate dalla performance attuale del settore e hanno dovuto essere regolate verso l’alto. Nonostanti questi dati, gli investitori non si lasciano scoraggiare e preferiscono credere nelle previsioni ottimistiche. Un altro rapporto del settore, stilato da Nomura, prevede un aumento quasi del 15% in impianti a livello mondiale; nel complesso le IPP internazionali hanno continuato a guidare il mercato in avanti a dispetto delle strette condizioni finanziarie.

Energia eolica: Un problema globale?

A quanto è stato dimostrato, effettivamente la crisi esiste ed è presente in Europa, dove si sta facendo sentire di più, ma ci sono preoccupazioni anche negli Stati Uniti e perfino in Cina, che finora ha evitato la recessione, ma che ha visto cadere i tassi di crescita. Gli Stati Uniti rimangono al vertice per le installazioni cumulative, anche se l’anno scorso hanno conosciuto il più lento trimestre dal 2007. Mentre continua lo sviluppo, il dipartimento delle energie, stima che 54 GW di eolico off-shore potrebbero essere inclusi nei 300 necessari per soddisfare il 20% degli Stati Uniti. Tuttavia lo sviluppo di energia eolica, continuerà ad essere ostacolato da una tenuta in atto dei mercati finanziari e dalla recessione economica globale. A contrastare questo, sono state in qualche modo le disposizioni del governo in particolar modo con il Recovery Act e i programmi di sovvenzione; rimangono le incertezze legislative a livello federale in Canada, con conseguente previsione di un mercato nordamericano che resterà piatto per almeno quattro anni e poi riprendereà nel 2012, per giungere ad un totale complessivo di 101,5 GW entro il 2014. Ciò si tradurrebbe in un’aggiunta di 63GW in USA e in Canada per i prossimi cinque anni. Uno studio del mercato statunitense per l’energia eolica da IHS Emerging Energy Research, ha previsto che il 2010 è stato il primo anno, dopo il 2004, in cui l’industria eolica ha avuto una recessione così importante, nonostante gli incentivi federali; lo studio ha accusato i riverberi della crisi finanziaria, che continuano a creare uno scenario difficile per il mercato a breve termine, specialmente alla luce di un’ostinata incertezza politica nei confronti delle energie rinnovabili. Il mercato americano, è nella morsa di un rallentamento causato da una mancanza di direzione federale, creando un ambiente business instabile attraverso l’America. Se si osservano le statische fatte dall’American Wind Energy Association, a seconda del trimestre che si prende in considerazione, si nota un declino nell’installazione dei parchi eolici dal 50 al 70%; un ulteriore ostacolo è dettato dalla mancanza di linee di trasmissione per le centrali eoliche, problema che dovrebbe risolvere la politica federale. Nel luglio 2010, sono stati installati solo 700 MW di turbine eoliche in tutti gli Usa, facendo registrare un calo del 71% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Cina in testa, Europa ancora arretrata a causa della crisi.

La Cina, come anche l’Europa, ritiene l’energia eolica un fattore molto importante, per gli obiettivi prefissati relativi alla riduzione del carbonio. Ma la Cina è ancora più ambiziosa, con l’obiettivo di una riduzione del 40% entro il 2020. Con un obiettivo non ufficiale di 150 GW di capacità eolica entro il 2020, il governo cinese rimarrà uno dei principali motori nei prossimi anni, con aggiunte annue che dovrebbero essere superiori ai 20 GW entro il 2014. Anche se il governo ha espresso preoccupazioni per il surriscaldamento per la produzione di turbine cinesi, le misure cautelari saranno probabilmente destinate alla produzione piuttosto che all’impiego di turbine eoliche. La crescita cinese è sostenuta da una politica aggressiva per sostenere la diversificazione della fornitura di energia elettrica e di una fiorente base industriale nazionale. La crescita in Europa di nuovi impianti, dovrebbe calare dal 14% nel 2010 all’1% quest’anno, secondo gli analisti di Citigroup. L’Europa possiede una posizione strategica affacciandosi sul mar mediterraneo, secondo i dati diffusi dalla EWEA nel 2010 le installazioni sono aumentate del 51% e questo è stato tradotto in un investimento produttivo; per esempio, il gigante eolico Gamesa ha avanzato la sua strategia per rendere il Regno Unito, il core del proprio business in tutto il mondo eolico off-shore, proponendo la creazione del suo centro eolico marino a Glasgow, in Scozia, una mossa che potrebbe vedere la creazione di 130 posti di lavoro nella città più grande del paese. L’annuncio di Gamesa, giunge pochi mesi dopo l’aver presentato un piano industriale per l’energia eolica off-shore nel Regno Unito, dove si prevede di investire 150.000.000 euro entro il 2014. Oltre al suo centro di tecnologia off-shore a Glasgow, la strategia di Gamesa per l’eolico prevede la costruzione di un impianto di produzione di lame e l’impiego nella logistica in mare aperto di una serie di porti del Regno Unito. Ammettendo che le condizioni finanziarie restino favorevoli i funzionari dell’UE e EWEA dicono che potrebbero essere installati fino a 40 GW, nella regione del Mar del Nord entro il 2020. Infine l’Europa continuerà a guidare il settore in ricerca e sviluppo continuando ad ospitare la più grande capacità eolica fino al 2014 (136,5 GW) quando sarà superata dall’Asia (148,8 GW).

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  1. linus 24 marzo 2011
  2. Alex87ai 24 marzo 2011
  3. zad 28 marzo 2011
  4. max75 24 marzo 2011
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  7. Fabrizio87 22 marzo 2011
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  9. Arx33 24 marzo 2011
  10. Arx33 22 marzo 2011
  11. Alex87ai 22 marzo 2011
  12. Fabrizio87 22 marzo 2011
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  22. brandofil 22 marzo 2011
  23. Alex87ai 22 marzo 2011
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  32. stefanoscibilia 22 marzo 2011
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  35. Francesco12-92 22 marzo 2011
  36. linus 22 marzo 2011
  37. max75 22 marzo 2011
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  39. pinkchow 22 marzo 2011
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  44. FlyTeo 22 marzo 2011
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  47. max75 22 marzo 2011
  48. Fabrizio87 22 marzo 2011
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  50. axanoam 25 marzo 2011
  51. Francesco12-92 22 marzo 2011
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  69. linus 21 aprile 2011
  70. max75 23 marzo 2011
  71. tonilaro 23 marzo 2011
  72. saxelectronic 23 marzo 2011
  73. max75 23 marzo 2011
  74. MikiTux 23 marzo 2011

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