IoT: soluzioni di design per le Smart City

Città come Barcellona, Dubai, Singapore, New York sono già nel futuro. Sono già delle Smart City. In queste aree metropolitane l'"Internet delle Cose" ha cominciato a declinarsi in molteplici applicazioni con il risultato finale che in un prossimo domani ogni essere vivente, uomo, pianta e animale, e inanimato saranno costantemente connessi tra loro.  Di seguito verranno esposte applicazioni di Smart City che andranno a pervadere, volenti o nolenti, le nostre vite. Con lo scopo ovviamente di rendere migliori e più sicure le nostre giornate. E tutto questo senza che noi ne avvertiamo la presenza perché come diceva Mark Weiser, "La miglior tecnologia è quella che scompare".

Una ragnatela di fili invisibili

L’internet delle cose descrive un sistema dove gli oggetti del mondo fisico, e in particolar modo i sensori, sono connessi a Internet attraverso connessioni wireless o cablate. Nel caso di comunicazioni a radiofrequenza, le soluzioni tecnologiche di interconnessione sono svariate. Parleremo di tecnologie RFID, NFC, WiFi, Bluetoooth e ZigBee se le informazioni da trasmettere non superano distanze delle decine di metri. Oppure se i sensori sono situati in ambiti difficilmente accessibili e dalle vaste dimensioni come aree rurali o superfici urbane, allora sentiremo parlare di reti GSM, 3G o 4G. Oppure potremo incontrare le LPWAN (Low Power WAN), reti di recente diffusione dove con antenne dalle dimensioni contenute e con dispositivi dal basso consumo si possono coprire distanze di diversi chilometri (fino a 20 km). In quest'ultimo caso le potenze richieste sono talmente contenute, per cui i dispositivi alimentati a batterie possono sopravvivere per anni (dai 5 ai 10 anni) prima di affrontare il problema della manutenzione. Di sicuro, nella città del domani, nella città che con una terminologia elegante viene definita come Smart City, saremo aggrovigliati  da una ragnatela di fili invisibili che ci terranno “connessi” sempre e comunque, anche a nostra insaputa. Sarà questo lo scenario futuribile delle nostre vite e delle nostre città? Direi che non c’è bisogno di scomodare Jeremy Rifkin, guru, saggista e opinionista statunitense che da decenni analizza l’impatto che i cambiamenti scientifici e tecnologici hanno su ogni versante della nostra vita quotidiana, autore tra l’altro di libri come Economia all’Idrogeno e La società a costo marginale zero. L’internet delle cose, l’ascesa del “commons” collaborativo e l’eclissi del capitalismo, per comprendere come lo scenario che ci aspetta è proprio quello di una ragnatela di trasmissioni a radiofrequenza. Si potrebbe obbiettare che la visione proposta sia un poco stravagante e lungi da venire, oppure riservata al chiuso di qualche laboratorio. Ma quel futuro è già tra noi e per dimostrarlo andiamo a esporre alcune applicazioni che renderanno Smart le nostre città e che sono già funzionanti in luoghi come Barcellona, Dubai, Singapore.

L'apparato nervoso di una Smart City

Prima facciamo una premessa indispensabile per comprendere le successive esposizioni. Affinché l'Internet delle Cose e le conseguenti applicazioni in cui esso si va a declinare possano funzionare, le città devono dotarsi di una struttura, per così dire, nervosa. Gli stimoli e le informazioni che migliaia di sensori presenti in città inviano via etere devono essere captati da una serie di dispositivi, i gateway, con diffusione quasi capillare.  Saranno i [...]

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Una risposta

  1. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio 12 luglio 2016

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