Hubble ed il futuro dei telescopi spaziali

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Il telescopio spaziale Hubble è uno dei Grandi Osservatori costruiti dalla NASA, insieme con il Compton Gamma Ray Observatory, il telescopio spaziale Spitzer ed il Chandra X-Ray Observatory. La missione, che doveva essere conclusa anni fa, festeggia in questi giorni i suoi 25 anni e probabilmente sarà in funzione per altri 5 anni, grazie alla manutenzione del 2009. Nonostante le difficoltà iniziali, ci ha permesso di realizzare immagini ad altissima risoluzione ed effettuare importanti scoperte astrofisiche, come il tasso di espansione dell'universo, e ci ha mostrato dischi protoplanetari e pianeti extrasolari. Ora questo grande telescopio sta per andare in pensione: a chi spetterà la sua eredità scientifica? In questo articolo ripercorreremo le tappe del suo successo e daremo una panoramica dei suoi possibili successori.

Non il primo, non l'ultimo... e nemmeno il più fortunato!

L'Hubble, chiamato così in onore dell'astronomo Edwin Hubble, non è stato il primo telescopio spaziale in orbita. Progetti in questo senso si hanno dai primi anni '70; i primi telescopi erano posizionati più in basso nell'atmosfera, ed erano più che altro dei rivelatori di raggi x e gamma, come Uhuro ed HEAO 3. Il primo a lavorare anche nel visibile è stato Hipparcos, lanciato solo un anno prima di Hubble; per l'infrarosso invece il primo è stato IRAS, nel 1983. Il progetto di Hubble riprende parte della progettazione di questi due telescopi. Il lancio di HST era previsto nel 1986, ma il programma NASA subì ritardi a causa del disastro dello shuttle Challenger, spostando il lancio al 1990. Nonostante i problemi iniziali, è indubbiamente è uno degli strumenti più versatili che siano mai stati lanciati.

Rispetto ad alcuni suoi "simili" a terra, il diametro è ridotto: solo 2,4 metri. Gli specchi sono in configurazione Ritchey-Chretien e le osservazioni vanno dall'ultravioletto all'infrarosso.

Inizialmente erano presenti solo cinque strumenti scientifici: Wide Field and Planetary Camera (WFPC,) dispositivo di imaging ottico hi-res, lo spettrografo Goddard ad alta risoluzione per l'ultravioletto (GHRS), un fotometro ad alta velocità , la fotocamera Faint Object (FOC) e lo spettrografo Faint Object (FOS), sempre per l'ultravioletto.

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Con la prima missione di manutenzione, nel '93 , è stato necessario installare il Correttive Optics Space Telescope Axial Replacement (COSTAR), un sistema di ottiche correttive per lo specchio primario. All'analisi delle immagini, infatti, si era notato subito un problema; la curva dello specchio era stata mal realizzata e la qualità delle immagini era nettamente inferiore a quella prevista. Il sistema COSTAR è stato installato al posto del fotometro, che doveva essere lo strumento più importante. La stessa missione ha sostituito anche il WFPC, installandone una versione più avanzata e parte dell'elettronica.

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Dr.Emanuele Pace, Dispense di Tecnologie Spaziali (ver. 2012)

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Successivamente nel 1997, sono stati sostituiti anche il GHRS ed il FOS; al loro posto sono stati installati lo Space Telescope Imaging Spectograph (STI) e la Near Infrared Camera and Spectrometer Multi-Object (NICMOS). Anche il NICMOS è stato a sua volta sostituito con il sistema Engineering and Science Tape Recorder, a causa di un [...]

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2 Commenti

  1. Fabio.Galanti 19 aprile 2015
  2. Maila Agostini Maila Agostini 19 aprile 2015

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