La gerarchia dei rifiuti: viaggio nel sistema italiano

Ogni anno l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale pubblica il Rapporto rifiuti urbani. Analisi e monitoraggio della gestione dei rifiuti che evidenzia la complessità stessa dell’intero sistema. Un sistema, quello italiano, così diversificato e spesso poco omogeneo, caratterizzato da alte quote di smaltimento in discarica e una modesta parte di riciclaggio ma anche da modalità diverse della raccolta differenziata sul territorio. Un sistema diviso tra Comuni modello che alimentano l’industria del riciclo e in molti casi, del riuso favorendo la cosiddetta economia circolare e sistemi di sviluppo locale come un piccolo paese toscano, Peccioli di cui si è a lungo parlato, che ha trasformato la propria discarica in un impianto industriale in grado di generare profitto per l’intera comunità. Ma anche, un sistema caratterizzato da casi che integrano componenti tecnologiche come la raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani, con tecnologia RFID che permette di avere dati precisi per la valutazione di comportamenti virtuosi e per il calcolo delle tariffe urbane.

Introduzione

Il Rapporto dell’Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, l’ente di ricerca del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare fornisce i dati sulla gestione dei rifiuti a livello nazionale e regionale, sui costi dei servizi di igiene urbana, sul sistema delle tariffe e sulla pianificazione territoriale. Il rapporto nasce, infatti, come mezzo di raccolta, analisi e monitoraggio dei dati in modo da poter intervenire soprattutto sulle criticità.

Nell’ultimo rapporto si vede come la forma di gestione dei rifiuti più diffusa in Europa è lo smaltimento in discarica 31% a cui segue il riciclaggio 28%, l’incenerimento 26% e il compostaggio 15%. In Italia, la produzione nazionale dei rifiuti urbani si attesta a 29,7 milioni di tonnellate con una percentuale di aumento dello 0,3% mentre a livello regionale la più alta percentuale di raccolta spetta al Veneto, con il 67,6%, seguita dal Trentino Alto Adige con il 67%. La provincia di Treviso supera l’80% di raccolta differenziata e Pordenone raggiunge quasi il 77%. L’Italia continua a smaltire in discarica quasi metà dei suoi rifiuti urbani: 44% pari a circa 13 milioni di tonnellate all’anno. Non ci sono nuove discariche sul territorio italiano e la situazione rifiuti è critica soprattutto, nelle grandi città. Altro dato importante è che la raccolta differenziata non raggiunge il 40%. In realtà, la situazione della raccolta differenziata è profondamente diversa da regione a regione ma anche all’interno delle singole regioni, tra le differenti realtà locali. Da una analisi dei dati sulla raccolta differenziata emerge un livello diverso di raccolta doppio al Nord rispetto al Sud. Gli esperti sostengono che in base all’andamento degli ultimi anni comunque in crescita, si può desumere che occorreranno almeno 15 anni per raggiungere un livello medio di raccolta differenziata vicino al 70% su base nazionale.

LA GERARCHIA DEI RIFIUTI

La Comunità Europea ha introdotto l’obbligo per i Paesi aderenti a seguire una serie di norme in materia di rifiuti. In questo senso, la Direttiva europea che è stata introdotta, nasce allo scopo di ridurre al minimo le conseguenze negative per la salute umana e per l’ambiente dovute dalla produzione dei rifiuti e lo fa individuando delle regole generali e stabilendo una gerarchia dei rifiuti (figura 1).

gerarchia dei rifiuti

Figura 1: Gerarchia dei rifiuti.

In cima alla gerarchia c’è la prevenzione considerata in assoluto prioritaria rispetto a qualunque tipo di intervento. Per prevenzione si intendono tutte quelle misure che devono essere adottate ancor prima che i materiali e le sostanze diventino un rifiuto. Alla base delle regole di prevenzione c’è la diffusione delle buone pratiche a cui si può arrivare solo attraverso la sensibilizzazione dei cittadini e attraverso una pianificazione efficace in materia di rifiuti delle  istituzioni locali. Sempre tra le misure che rientrano nella prevenzione, c’è la riduzione della quantità di rifiuti che si ottiene sia favorendo l’estensione del ciclo di vita del prodotto, sia attraverso il [...]

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2 Commenti

  1. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio Di Paolo Emilio 25 luglio 2018
  2. Roberta Fiorucci Roberta Fiorucci 25 luglio 2018

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