Le città intelligenti del futuro

La ricerca di soluzioni per realizzare delle città intelligenti ha trovato in Joseph Alderson uno scrupoloso osservatore, intento ad analizzare i fattori emergenti che accelerano il bisogno di un'infrastruttura intelligente e meglio interconnessa. Alderson evince come le innovazioni che portano alla nascita di una città tecnologicamente avanzata rappresentino senza alcun dubbio alcuni dei più importanti sviluppi dell'età moderna. Affinché ci sia una crescita sostenibile delle nostre città, è indispensabile che anche i servizi più basici (come acqua, elettricità e gas) diventino intelligenti, siano facile da distribuire e semplici da monitorare. Analizziamo quattro situazioni.

Monitoraggio dei gas e dei terremoti

I consigli comunali delle città si trovano oggi ad affrontare una serie di problematiche che richiedono un monitoraggio efficace. Ad esempio, l’inquinamento atmosferico, se presente in forma di gas, come l’anidride carbonica e il diossido d’azoto o le polveri, diventa una minaccia per la salute dei cittadini, poiché potenzialmente può causare malattie respiratorie. L’utilizzo di sensori in grado di sorvegliare gas, radiazioni, particolati e vibrazioni, può essere integrato nelle reti wireless per costruire un’ampia gamma di servizi per il monitoraggio di gas e di terremoti, oltre che di applicazioni maggiormente localizzate come il controllo strutturale degli edifici.

Un ecosistema intelligente va oltre dei contatori intelligenti

Continuando il discorso sull’importanza della facilità d’uso, nonché intelligenza, dei servizi di pubblica e frequente utilità, è doveroso parlare delle implicazioni che si avrebbero anche a livello domestico. L’introduzione di contatori intelligenti, che darebbero agli utenti l’opzione di controllare online i proprio consumi energetici, è stata già ritenuta come uno dei fiori all’occhiello delle città del futuro. Ma questo va considerato solo come l’inizio.

Infatti, cosa accadrebbe se ogni lampadina avesse un indirizzo IP? Le possibilità sono praticamente infinite: gli utenti potrebbero monitorare e gestire il consumo prodotto da ogni lampadina da qualsiasi dispositivo portatile abilitato alla connessione internet; accendere o spegnere delle luci (o le stesse lampadine) individualmente e regolare la luminosità.

Un sistema di illuminazione intelligente potrebbe a questo punto avere dozzine, o centinaia, di elettrodomestici collegati attraverso una rete wireless, progettata per un risparmio massimo di energia e in grado di comunicare informazioni riguardo il loro stato, nonché allertare in caso si verifichi qualsiasi problema (ad esempio se la lavatrice perde acqua e sta per allagare casa). Nel 2011, NXP e partner hanno rivelato il proprio network Greenchip Smart Lighting abilitato alla connessione internet, che è destinato ad aprire una nuova dimensione nell’illuminazione energeticamente efficiente.

Risparmiare carburante e ridurre le emissioni attraverso il traffico dati in crowdsourcing

Un’applicazione intelligente per smartphone montati sul cruscotto (come facciamo adesso con i navigatori satellitari), potrebbe sfruttare i social network per raccogliere informazioni sulle luci dei semafori da diversi utenti e ritrasmetterle a tutti gli altri (crowdsourcing), in modo da ottimizzare la velocità e il consumo di carburante. Ad esempio, sapere che un semaforo posto a 500 metri di distanza è appena diventato rosso, permette di rallentare e mantenere un’andatura costante, in attesa che scatti il verde senza doversi fermare. L’applicazione SignalGuru, un progetto del Massachusetts Institute of Technology e della Princeton University, permette agli automobilisti di risparmiare in media il 20% sul costo del carburante, rispetto a quelli che invece devono fermarsi ogni volta ai semafori. Questa applicazione, in fase di test, ha dato risultati soddisfacenti in Cambridge, nel Massachusetts, quando le luci dei semafori sono impostate su un timing fisso. Se quest’ultimo varia, come nella prova eseguita a Singapore, il sistema funziona meno.

Il sistema operativo di una città intelligente

Il Portogallo sta sperimentando un sistema basato su sensori per una città intelligente, e i ricercatori hanno stimato la presenza di circa 100 milioni di sensori distribuiti in un’area di appena 17 chilometri quadrati. La sfida più grande per realizzare un’ideale città intelligente passa dall’abilità di analizzare ed elaborare, senza sbavature, l’immensa mole di dati che confluiscono in tempo reale. La risposta a questa problematica potrebbe essere l’utilizzo di un sistema operativo dedicato. Ecco che allora si svelano alcuni progetti, come quello di Living PlanetIt e i suoi partner, che hanno proposto nel settembre del 2011 Urban OS, un sistema operativo in grado di gestire le comunicazioni tra sensori e dispositivi, come i semafori, l’aria condizionata o le pompe d’acqua; tutti fattori che influenzano la qualità della vita in una città.

Nel caso si verificasse un incendio, Urban OS potrebbe controllare i semafori per garantire il via libera alle squadre di vigili del fuoco; o permettere un’evacuazione della zona rapida e sicura. Un sistema sicuro, che possa gestire ininterrottamente le infrastrutture di un’area urbana, renderebbe concreto il concetto di una rete di sensori per una città intelligente.

In conclusione, è possibile affermare che tutta la tecnologia necessaria per rendere intelligenti le nostre città è al momento presente al nostro fianco, utilizzata quotidianamente; sta quindi agli ingegneri, agli innovatori, trasformare le applicazioni una volta riservate a gadget frivoli in supporti essenziali che permettano di mantenere in funzione, costantemente, i trasporti, le comunicazioni e i servizi di pubblica utilità.

Voi come vedete la possibilità di realizzare una città intelligente? È sufficiente, come afferma Joseph Alderson, avviare una trasformazione innovativa, oppure è necessario valutare l’incidenza che ogni automazione avrebbe in un contesto urbano (ad esempio, la sicurezza di un sistema che gestisce i trasporti, i semafori e le pubbliche utenze: in caso di interruzione di uno di essi ci potrebbero essere delle conseguenze difficili da calcolare, visto che inoltre si parla di grandi e popolose metropoli)?

Articolo tratto da Technology First by Farnell

Una risposta

  1. Emanuele Bonanni Emanuele 12 giugno 2012

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