L’era del petrolio è davvero finita? Scopriamo le nuove forme di smart mobility

Si dice che l’era del petrolio sia al termine, ma sarà vero? Davvero le risorse di idrocarburi sulle quali si basa la nostra economia globale  stanno per esaurirsi? C’è chi dice di sì, c’è chi dice di no… ma forse non è questo il nocciolo della questione.
L’affermarsi dei dispositivi per la smart mobility, ovvero la mobilità intelligente, economica e green basata sull’energia elettrica e sulle rinnovabili, non dipende solo da un calo di risorse ma da un cambiamento epocale dell’approccio dei consumatori, sempre più attenti alle questioni ambientali e ad una migliore qualità della vita. La "mobilità intelligente" intesa come evoluzione tecnologica, permette di investire sulla tecnologia per rispondere ai requisiti di forte richiesta ma nello stesso tempo di innovazione sostenibile. Il tutto per un futuro migliore. Scopriamo insieme di più sulla fine dell’era del petrolio e sulla nuova era smart, conoscendo nel dettaglio i dispositivi che già possiamo utilizzare per migliorare i nostri consumi e la nostra vita e diminuire la nostra dipendenza dal petrolio.

Dibattito aperto: l’era del petrolio è davvero finita?

Si parla da molto tempo sia in ambiente scientifico che nella divulgazione comune, di ‘fine dell’era del petrolio’ e di risorse in via di graduale ma relativamente veloce diminuzione. La previsione dell’esaurimento degli idrocarburi risale a metà del ‘900 quando già M. K. Hubbert, partendo da dati storici sul ritmo di estrazione in USA, sosteneva che l’avvicinarsi del picco estrattivo (allora previsto per gli anni ’70 e poi più volte posticipato) avrebbe coinciso con l’inizio del declino dell’età del petrolio. Eppure l’analisi si è sempre dimostrata scientificamente incompleta perché fondata su dati empirici geologici e sui livelli di produzione di allora. La verità sostenuta dagli osservatori moderni è che non è possibile conoscere davvero il picco estrattivo perché non si conosce effettivamente non solo la disponibilità di petrolio effettiva e certa, ma anche perché non si conosce la domanda futura, la quale dipende dalle nuove tecnologie, in veloce e continua proliferazione, che sostituiranno il petrolio, e dipende anche dalla cultura del consumo, dalle politiche nazionali e internazionali ecc. In verità non possiamo non notare che nonostante il consumo netto mondiale di petrolio sia comunque aumentato, oggi si stima che le riserve di petrolio siano sufficienti per 60 anni (figura 1); tale limite, grazie alle nuove tecnologie verrà ulteriormente posticipato sino ad arrivare ad almeno 200 anni (il che spiega il motivo per cui oggi il greggio costa 30 dollari barile).

Petroliera

Figura 1: Petroliera nel mar del nord

Eppure… l’era del petrolio è davvero sul viale del tramonto, ma non per via delle scarse risorse. Il punto è… che l’età della pietra e del bronzo non sono certo finite perché erano finiti bronzo o pietra, bensì perché si era scoperto un metodo di utilizzo delle risorse più intelligente, benefico e adatto alla vita e all’evoluzione del modus vivendi di allora. Erano cambiate e si erano evolute le necessità delle comunità e le nuove ‘scoperte’ portavano risorse e vantaggi prima sconosciuti.
Questo si intende davvero per ‘fine dell’era del petrolio’: la fine, che non è mai netta ma che come in tutti i decorsi storici è un lento passaggio, ad una nuova fase di consumo dovuta non tanto all’effettiva carenza di un prodotto o di una risorsa ma a

  • Nuove scoperte.
  • Sviluppo scientifico e tecnologico.
  • Necessità di miglioramento dello stile di vita e della salute delle persone.
  • Diminuzione dello stress ambientale e dei danni causati dai precedenti consumi e modalità produttive.
  • Necessità economica-politica di affrancarsi dalla fornitura di greggio da alcuni stati (per ragioni per lo più legate alla politica estera).

Questione non di poco conto, quest’ultimo punto: diversificare le fonti di energia e ridurre la domanda di greggio e la petrodipendenza dei paesi sviluppati ma anche e soprattutto quelli in via di sviluppo, allenterebbe la presa esercitata dai paesi produttori e soprattutto il rischio che un taglio repentino di rifornimenti dovuto a cause di politica estera (e negli ultimi anni ne abbiamo avuto degli esempi) possa mettere i ginocchio tutta la nostra economia, [...]

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4 Commenti

  1. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio 8 novembre 2016
  2. Newton 9 novembre 2016
    • Gaetano Aerialclick Gaetano Aerialclick 25 novembre 2016

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