Un hackathon con Arduino

Utilizzare Arduino connesso in rete che invia dati al cloud di Dropbox per produrre Open Data. In questo articolo viene descritto un nuovo modo di fare innovazione che guarda alle tante tecnologie che ci portano verso una nuova rivoluzione industriale: dai nuovi modi di generare idee sostenibili, sociali ed economicamente valide attraverso gli hackathon, al mondo dei dati, all’internet delle cose e naturalmente, agli “hackers” e ai makers e a chi di questo mondo ne ha fatto una professione ma anche una bella ragione di vita. Hackathon è una parola inventata unendo i termini hacker e marathon. Una maratona a cui partecipano esperti del settore informatico: programmatori e sviluppatori di software, designers, esperti di marketing e comunicazione. Il primo Hackathon si è svolto nel 2000 a Calgary, negli Stati Uniti, con dieci sviluppatori del sistema operativo open source OpenBsd riuniti per trovare nuove soluzioni che potessero garantire una maggiore sicurezza al sistema operativo stesso. Gli hackathon rappresentano da una parte, un bisogno concreto di risolvere un problema, dall’altra, un momento divertente fatto di competizione e al tempo stesso di collaborazione.

Introduzione

Un evento che può durare 24 ore ma anche molto più, dove ci si incontra per progettare soluzioni tecniche e creative proposte al momento da uno o più sponsor su un determinato tema. Gli hackathon rappresentano un momento di brainstorming per generare idee o per trovare soluzioni in modo creativo ed innovativo. Chi utilizza questo approccio così creativo per risolvere i problemi civici viene definito hacker civico o hacker “buono”, spesso, senza conoscere bene la differenza tra un hacker e un cracker entrambi cercano di violare dei sistemi informatici ma solo il cracker vuole creare un reale danno informatico per ottenere dei vantaggi anche dal punto di vista economico. L’hacking civico, in realtà, è un fenomeno molto legato alla responsabilità civica ed ad un certo modo di risolvere molti problemi avvicinandosi alla tecnologia. Gli hackathon possono essere di diverso genere sia per sviluppare soluzioni per la digitalizzazione della pubblica amministrazione sia per trovare soluzioni verticali con l'uso di un software specifico. Molte grandi aziende, oggi, mettono a disposizione software ed hardware innovativi che permettono di mettere le mani su tecnologie all’avanguardia. Nel nostro caso, HackToscana è stato il primo hackathon organizzato dalla Regione Toscana sull’uso e riutilizzo di open data da parte della Pubblica Amministrazione.

Uso e riuso di Open Data

L’idea che la conoscenza deve essere un bene comune è alla base stessa del World Wide Web fin dalla sua nascita quando Tim Berners Lee parlava di cooperazione tra i ricercatori del CERN. L’open source si fonda proprio su concetti di apertura e competenza collettiva. Oggi, il bene comune deve essere soprattutto trasparenza e partecipazione e questo deve avvenire anche attraverso i dati. Poi, la gestione (e raccolta) dei dati prodotti dalla pubblica amministrazione proprio perché rappresentano l’intera comunità deve essere espressa in modo aperto e deve essere disponibile a tutti. Ecco perché nascono gli open data, i dati accessibili a chiunque senza vincoli di natura giuridica e tecnologica. Gli open data sono interoperabili ovvero possono essere recuperati da fonti diverse ed elaborati per migliorare prodotti e servizi esistenti o anche per creare nuovi servizi. Esempi di piattaforme che permettono l’uso e il riuso di dati ci sono in moltissimi paesi del mondo, primo tra tutti gli Stati Uniti d’America. Per effettuare una ricerca di piattaforme che ospitano dati aperti è consigliabile sempre procedere per ambiti. Un esempio è il portale inglese che mostra come vengono impiegati dal governo britannico i soldi delle tasse. Basta andare su wheredoesmymoneygo.org. L’Open Knowledge Foundation che è la [...]

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