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Dio esiste! .....oppure no?

Dio

Sapete qual è l'articolo più letto e commentato di sempre comparso su queste pagine? E sapete in quale categoria si trova? Ve lo dico io: è nella categoria "Matematica". Strano vero? Beh, se lo dico così, certamente. Se vi faccio vedere qual è il tema dell'articolo certamente capirete da soli perchè. Si tratta di un pezzo interessantissimo a firma di Marco Giancola comparso qualche tempo fà, ovvero Dimostrazioni matematiche della (non) esistenza di Dio. Io personalmente ho riflettuto sul tema e vorrei proporvi di riparlarne.

Partirei, se a voi tutti non dispiace, da questo video che mi è capitato di vedere dopo che un amico me lo aveva proposto.

Prima di andare avanti, per correttezza, però, segnalo a chi legge che la scena che state per vedere (funzionale al discorso) è tratta da un film, "Punto di impatto" (2011), e potrebbe certamente contenere SPOILER! Bene, ora che siete stati avvisati, possiamo proseguire.

All'inizio pensavo di proporvi alcune frasi di questo dialogo, se non di riproporvele tutte; mi son ricreduto ed ho realizzato che la cosa migliore è estrapolare i punti cardine che vengono affrontati:

  • il senso di vuoto;
  • la domanda: "ho davvero bisogno di questi amici immaginari?"
  • credere è difficile?
  • il mondo è bello;
  • quante religioni esistono? Qual è quella "vera"? -> "Mi dispiace, non vorrei ridere!"
  • la guerra è uno strumento di dio?
  • il conforto;

Vorrei sottolineare, prima di andare avanti, che nel video chi parla è americano e la religione "nazionale" (invero la più praticata) è il protestantesimo, una forma di cristianesimo considerata, peraltro, (cito da Wikipedia) <<nella dottrina e nella prassi non più conforme alla parola di Dio, a seguito del movimento politico e religioso noto come "Riforma protestante", derivato dalla predicazione dei riformatori, fra i quali i più importanti sono Martin Lutero e Giovanni Calvino.>>

Ora, rispetto ai punti in elenco, vorrei fare delle osservazioni.

  1. il senso di vuoto è umano. È normale. Direi quasi scontato, banale. L'universo è davvero troppo grande rispetto ad ognuno di noi. Ma ciò non dimostra, di per sè che esista altro oltre a noi che abbia una volontà infinitamente più longeva, lungimirante o determinata della nostra. Non è semplicemente sufficiente.
  2. da questo punto, ed è qui che il dialogo dimostra la sua forza, discende logicamente la domanda del secondo punto. Peraltro è logica come conclusione, io la vedo come la prosecuzione del ragionamento. Cioè, se non c'è un ente superiore che abbia questa volontà così risoluta, perchè credere nella sua esistenza? Ma soprattutto: cosa mi indica che voglia o debba essere venerato?
  3. "credere è difficile?" A questa domanda la risposta è certamente no! Ed anche asserire che le prove siano difficili è ipocrita. Se la prova è il modo in cui Dio verifica la determinazione nel credere, ed un credente ha deciso di dimostrare la sua fedeltà a Dio, come si può asserire che le prove siano dure? Anche uccidere il proprio figlio diventa un semplice gesto meccanico piuttosto che fonte di travaglio. D'altronde, vorrei far notare che se il Dio vendicativo del Vecchio Testamento  è stato rivisitato, modificato e ridisegnato (ad arte) in un Dio caritatevole e misericordioso c'è da chiedersi se per caso a qualuno non sia venuto il dubbio che la fede non valesse la barbarie di un gesto insano e, peraltro, magari anche illegale...
  4. sul fatto che il mondo è bello, vi richiamo alla frase che chiude il film "Seven": <<Ernest Hemingway una volta ha scritto: il mondo è un bel posto e vale la pena combattere per esso." Condivido la seconda parte.>>
  5. ci sono, in questo momento, al mondo, ben 8 categorie diverse di fedi religiose praticate e ciascuna possiede un media di 6 varianti e/o forme. Ciascuna di esse concepisce la realtà e Dio in chiave materialistica piuttosto che spirituale, per non parlare della concezione della santità, della sacralità, di come si concepisce l'iconoclastia, il concetto del perdono e così via. La domanda è: ma se voi foste Dio, lascereste veramente le gente in tali ambasce?!
    O forse non c'è UNA confessione? E se non ce n'è UNA che "centri" il punto, non viene il dubbio che magari Dio sia davvero solo un bisogno di ciascuno di noi? E se la risposta a queste domande è "sì", vale la pena combatterci per questo?
  6. e quindi: che ruolo ha la guerra nella religione?
  7. è evidente che un confronto serva. È indispensbaile. Tuttavia la forma di arroccamento che affligge i fedeli (come avete visto nel video) chiude al dialogo, lasciando tutti isolati nelle loro "posizioni" e/o convinzioni.
    Vi pongo, però, una domanda: se Dio è in ciascuno di noi, che senso ha abbracciare UNA fede, dal momento che i valori sono universali? La più logica delle risposte è che i valori non sono affatto universali. E allora, se è così, perchè ne parliamo come se fossero verità oggettive ed assolute invece che semplici opinioni?
  8. voi cosa avreste detto a quel bambino? Cosa si dice ad un bambino che muore? La verità è che non c'è alcuna risposta giusta da dare! Dirgli che andrà in paradiso è certamente più misericordioso MA NON È VERO perchè non lo si può dimostrare.
    A questo proposito, posso e voglio solo ricordare, anche se può sembrare che c'entri poco, le parole di una persona straordinaria, che è scomparsa da poco e la cui scomparsa ha depauperato pesantemente questo Paese. Sto parlando di Rita Levi Montalcini che ha detto "Io sono la mente, il corpo faccia quello che vuole".

Cosa ne penso io

Tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, atteso in un corridoio di un ospedale un parente che aveva avuto un problema.
Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo visto una bara scendere sotto terra sapendo che non avremmo più abbracciato una persona a noi cara o quantomeno conosciuta!
Tutti noi abbiamo sperimentato angoscia, incertezza, paura, delusione, a volte terrore, sconforto, senso di smarrimento, desiderio di rivalsa o di risalita, anche a scapito di qualcun altro (magari chiunque altro!)...
Sono sensazioni umane, legittime direi quasi fisiologiche e senza le quali nessuno può dirsi UMANO.

Tuttavia, resto dell'opinione che nessuno, che sia appartenente alla specie animale della quale faccio parte io, potrà mai vedersi riconosciuto il permesso o l'autorità per dirmi come, quando, dove ma soprattutto perchè abiurare al mio raziocinio in favore di un'improbabilissima prospettiva di vita futura. La vita, per quanto tutti noi ne sappiamo, è qui. Ora.
Per dirla con le parole di una filastrocca declamata da Padre Pizarro, uno dei più bei personaggi di Corrado Guzzanti, "il senso della vita è la vita, la fine della vita è la fine!"
E questa, finora, è l'unica verità che Tutti noi possiamo toccare.

E se questa affermazione dovesse costarmi la vita eterna, sono certo che verrò perdonato nonostante tutto perchè sono in buona fede quando lo dico!

 

 

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ritratto di delfino_curioso

Un inizio di giornata

Un inizio di giornata impegnativo ma senza dubbio interessante ;-)
Ti parlo da ATEO.
1. I fondamentalismi sono SEMPRE sbagliati, precludono l'ascolto verso l'opinione altrui e, di conseguenza, la possibilità di arricchire la propria. Il cristiano, il musulmano, l'ebreo etc. non sono necessariamente come il personaggio del film (per fortuna...): l'importante per un qualunque essere umano, a mio vedere, è ricordarsi che si ha un cervello ed il diritto ad una propria opinione, pur riconoscendosi in un determinato credo (questo non vuol dire "farsi le regole secondo il proprio tornaconto" ma solo rielaborarle sempre e non accettarle ciecamente).
2. Dio esiste? La sua esistenza è dimostrabile? No. Si parla di "fede" e non di "teorema" proprio per questo. E dunque: serve fare guerre, reali o concettuali, per "convincere" gli altri delle proprie vedute in merito? Secondo me no. L'opinione di chi crede ha la stessa valenza di quella di chi non crede.
3. Occorre sempre fare un distinguo tra la fede ed i dettami di questa o quella religione, che sono COSTRUTTI FORMULATI DALL'UOMO. Il rapporto tra una persona e un "eventuale" Dio secondo me deve essere qualcosa di personale. Se io credo che Dio sia in realtà un grosso cavallo con gli zoccoli d'oro, nessuna Chiesa o Ordine religioso ha il diritto di venirmi a dire che sbaglio: siamo nell'ipotetico, quindi ogni convinzione è valida, anche quella del cavallo. Inoltre, la cieca accettazione delle Scritture (di qualunque credo) è pericolosa, poiché si tratta di esperienze, regole, visioni del mondo e della vita di  uomini che sono vissuti migliaia di anni fa. Ecco perché andrebbe sempre riconsiderato tutto in chiave attuale: i principi di base di qualunque cosa possono anche essere "eterni", ma tutto il resto va sempre contestualizzato. 
4. Una volta un prete mi ha detto:"ogni uomo deve credere in un suo sogno personale". Credere in qualcosa, trovare un proprio scopo per vivere, è un concetto che non è nè religioso nè ateo: l'importante è che lo si faccia, altrimenti rimaniamo schiacciati nella negatività del vivere quotidiano. Perché mi devo alzare alle 05:50 ogni mattina? Perché devo lavorare, farmi venire il sangue marcio in ufficio con i colleghi, lottare per le ferie, pagare bollette gonfiate, litigare col vicino di casa perché tiene la musica alta etc etc.? C'è un senso in tutto questo? Dove mi sta portando? Ogni persona DEVE trovare il proprio senso. In qualche modo, io vedo ciò come "trovare il proprio Dio". E non mi interessa se questo è il Dio postulato dai cattolici o l'Allah dei musulmani. È un MIO scopo di vita. E dunque, PER ME, è valido. Se un religioso lo trova in un concetto astratto e non dimostrabile, per me va bene lo stesso.

Starei ore a parlarne ancora, ma sono già in ritardo per il lavoro di cui al punto 4......comunque ottimo argomento, molto stimolante.

ritratto di Boris L.

Concordo con quanto hai

Concordo con quanto hai detto.
La ricerca di Dio è quella del "proprio" Dio nel senso della necessità di trovare un proprio personale equilibrio!
D'altronde, che male c'è a sentire questa necessità?
Come detto nell'articolo, si tratta di un bisogno umano.
E comunque ora ve la do' la notizia: per me Dio, se esiste, è donna!

ritratto di Daniele Bertaggia

Protestantesimo

Gentile Piero,
io sono un protestante, volevo solo dire che il mondo cristiano-protestante è nato in seguito alla Riforma per liberare il messaggio evangelico da tutte le sovrastrutture umane (se poi ci riusciremo questa è un’altra storia…). Sono rimasto un po’ colpito dalla definizione che del movimento ne dai tu citando wikipedia. Secondo me è solo una semplice svista in quanto su wikipedia la definizione che appare è la seguente:
“Il Protestantesimo è una forma di Cristianesimo sorta nel XVI secolo per riformare la Chiesa cattolica considerata nella dottrina e nella prassi non più conforme alla parola di Dio, a seguito del movimento politico e religioso noto come "Riforma protestante", derivato dalla predicazione dei riformatori, fra i quali i più importanti sono Martin Lutero e Giovanni Calvino.” Ad essere considerata non conforme, come si può vedere, non è il Protestantesimo ma la Chiesa cattolica romana… Ma, appunto, sono convinto della semplice svista. :-)

ritratto di Piero Boccadoro

Una frase leggermente ellittica...

... di 4 parole come "per riformare la Chiesa" :)
Touchè

ritratto di Piero Boccadoro

Comunque io attendo ancora

Comunque io attendo ancora che sviluppi gli altri punti, eh? :)

ritratto di Daniele Bertaggia

Punti

Ben volentieri,
a presto allora...

ritratto di Daniele Bertaggia

Teo-logica

Ciao Piero, provo ad esprimere ciò che penso a riguardo della trascendenza stimolato dalle tante domande sollecitate dal video. Ciò che mi colpisce, nei discorsi inerenti questioni metafisiche, è la facilità con cui si danno per scontati molti fattori (considerandoli universali quando in realtà sono già frutto di una presa di posizione, come fa nel video il credente). Per quanto mi riguarda io sono valdese ma la mia riflessione sarà (o vorrà essere) puramente razionale. Da parte mia ecco cosa penso:
1) Che esista una dimensione metafisica può essere assunto come assioma in un quadro teologico-teorico di riferimento ma non può essere dimostrato per mezzo della logica;
2) Ammesso che esista tale dimensione, da questo non discende, come corollario, che tale dimensione sia deiforme;
3) Ammesso che tale dimensione sia deiforme da ciò non discende, come secondo corollario, che essa sia teista piuttosto che deista;
4) Ammesso che i punti 1, 2 e 3 siano verificati da questi non discende, come terzo corollario, che il monoteismo sia verificato ed il politeismo sia falsificato;
5) Ammesso che siano verificati i punti 1, 2, 3 e 4 non discende, come quarto corollario, che tale dimensione sia colta dai popoli del Libro, ovvero ebrei, cristiani e musulmani;
6) Ammesso che siano verificati i punti 1, 2, 3, 4 e 5 non discende, come quinto corollario, che i cristiani siano depositari della Verità;
7) Ammesso che siano verificati i punti 1, 2, 3, 4, 5 e 6 resta ancora non universalmente condiviso quale confessione abbia declinato meglio storicamente tale Verità (al di là dei numeri che, al contrario di quanto avviene in democrazia ed in politica, teologicamente e logicamente sono del tutto indifferenti)
Tutto qui
Ciao
A presto

ritratto di Piero Boccadoro

Trovo le tue osservazioni

Trovo le tue osservazioni ponderate e responsabili e mi ci riconosco.
Sono degli ottimi presupposti.
Ora dimmi: quindi tu come ti "organizzi" per scegliere una confessione piuttosto che un'altra? :D
Quali criteri, quali metodi, quali ipotesi fai per decidere cosa scartare e cosa no?

Ma soprattutto, una cosa che nessuno ha chiarito fino a questo momento è: siamo noi che scegliamo di abbracciare una religione oppure è la religione che sceglie noi?!:D

ritratto di Giorgio B.

Secondo me la prima, senza

Secondo me la prima, senza dubbio...

ritratto di dada

perseverare su una vecchia polemica è diabolico?

Interessante articolo, direi che gli spunti iniziali sono validi, mentre la conclusione tradisce le premesse.
Con quello che scrivo e scriverò non intendo offendere nessuno, anche se potrebbe sembrare perché parlo in tutta la sincerità, compresa quella propria dei miei difetti.
M diverte sempre molto sentire le opinioni di persone che stimo su tale argomento, perché in qualche modo sembra che l'attitudine al ragionamento, in questo ambito di ricerca, si fermi sempre alle prime difficoltà di elucubrazione: credo personalmente che "la dimostrazione di Dio" non sia così ardua o così astrusa, per una mente dialettica e preparata, di certo però ci vuole qualche base culturale , un po di piglio filosofico ma soprattutto un'inclinazione alla libertà di pensiero ( la propria ) e al rispetto.
Premesso ciò e visto che tali qualità sembrerebbero non mancare agli autori e lettori di questo sito, se interessasse procedere allo sbrigliare tale annosa questione ( di spontanea scelta, la sfida ideologica non dovrebbe essere ammessa ), potrei consigliare qualche percorso di ricerca.
Di sicuro per condurla tra le righe di un area commenti sul web, l'essere gentiluomini ne diventerebbe la prerogativa principale alla partecipazione.
Non essendo in voga ancora tale rigore, mi limiterei a dire al sig Boris che l'esclusiva notizia mi sembra arrivi a sproposito, in quanto ci potrebbe essere la remota possibilità che il paragone esposto si riferisca più precisamente alla Madre di lei, sua genitrice. Non mi meraviglierebbe e sarebbe meraviglioso.
Di sicuro però bisognerebbe ammettere anche l'esistenza di un Padre, il suo contributo rimane essenziale ( in provetta o meno, quantomai nella vita ) con tutti i risvolti filosofici conseguenti. Piuttosto si potrebbe immaginare se avesse cuore che gli interessati subiscano le sue frustrazioni personali e quelle degli altri. Oppure le lodi. Personalmente anche nel primo caso e nel suo caso, sig Boris, mi pentirei io per primo di farlo. E se la notizia fosse arrivata anni fa ci sarei cascato senza remore.
Ci vuole attenzione a rivelare tali notizie, dicono che un papa ci ha rimesso le penne: probabilmente era vicino ad una verità, che dovremmo già sapere e integrare.
Non smetti di riflettere sig Boris, l'intelligenza è uno dei doni maggiori provenienti da Dio, qualsiasi nome abbia, e credo le convenga ammetterne quantomeno la possibilità che l'esista.
E non c'è nessun male a sentire tale necessità visto che la necessità collettiva è inammissibile che non sia l'Amore, l'Equilibrio ne è la sua diretta applicazione , il suo visibile risultato, o il terreno in cui crescere il approvvigionamento di tale necessita.
cari saluti

ritratto di Boris L.

Io non nego che l'esistenza

Io non nego che l'esistenza di dio sia possibile.
Mai fatto.
Tuttavia non ritengo d'aver gli elementi sufficienti per assegnare una probabilità a questo evento.

Dico, poi, che se esiste è donna perchè un tale bilanciamento, un così profondo senso di rispetto e di equilibrio non è proprio dell'uomo ma della donna.
L'uomo è un animale piuttosto piccolo mentre le donna appare infinitamente superiore a lui in ogni aspetto.
Nella sua capacità di ascolto, di elaborazione, di empatia ed in definitiva di equità.
Non parlo della di lui genitrice ma di lui stesso.
Ciò che ha fatto, se è stato lui, non è possibile sia stato pensato da mente di uomo :)

Spero d'aver reso meglio il concetto. ;)

ritratto di dada

mai negare ...ci si annega ?

Mi riferivo alla Madre di Lei, sig Boris, la sua genitrice.
Non si incollerì, gliene sarei grato se riservasse allo stesso modo il ragionamento alla mia di Madre, divina creatura anche se solerte "seccatrice" ( punto saliente in cui le similitudini con nostro Interpellato cesserebbero di confondersi ). Semplicemente ho apprezzato davvero la sua sensibilità verso il gentil sesso,
e in ciò non posso che stimarla, e prodigarla a proseguire nei suoi modi il dibattito, non di meno trovo comunque prive di tatto e un poco di senno le sue conclusioni:
per quanto la scienza abbia già scoperto i particolari fisiologi ( in particolare cerebrali ) di tale presunta superiorità, questo non la autorizza a trasportare delle qualità biologiche nel impianto del ragionamento teologico, già complesso di suo , autonomo per giunta anche da parafrasi di tipo probabilistico.
Pertanto ho creduto che facesse un pur legittimo riferimento alla donna che forse conosce meglio.
Di più gli inaspettati risvolti della sua notizia mi hanno davvero sollevato dal cercare le cause di quelle crisi mensili, che attraversano questi tempi difficili, quelle irragionevolezze quotidiane di natura lunatica.
Ripensandoci poi, per quello che vale la mia esperienza, farei a meno di aver conosciuto Donne di un certo tipo. Una fra tante Condoliza Rice o Hillary Clinton.
Ad ogni modo sono contento che non neghi l'esistenza di Dio, il contrario non l'ho mai scritto ( prego rilegga, per quanto abbia sbagliato a scrivere ) , semmai che di tale proposito non le conviene non ammetterne ne le molteplici possibilità , neppure (quindi quantomeno) l'Esistenza ( libera e fuori dai suoi pensieri ), vista la sua sensibilità , certo che sia curiosa la sua interpretazione in chiave materialistico-biologica, leggermente froidiana.
a rileggerla.cari saluti.

ritratto di dada

i limiti nei commenti web

Volevo anche aggiungere che l'articolo citato nella sezione Matematica, è molto interessante, per quanto sembri un po' retorico e un po' fuori parametri ( la branca della Matematica più solida non mi sembra è ne l'Analisi ne l'Algebra.. )
Un aspetto interessante è che nessuno nei commenti ha risposto con delle formule, quindi mi chiedo se è possibile? ( forse mi sono perso qualche faq how-to )
avrei qualche integrale e formula Euleriana a risposta e corredo..
devo dire che in generale il panorama delle riviste on-line non si è ancora aperto molto a questa modalità comunicativa.
la tecnologia che serve cmq si chiama Latex..Personalmente da programmatore web mi dimentico sempre di integrarla o di supportarla.
cari saluti

.

ritratto di Giorgio B.

Questa frase "la branca della

Questa frase "la branca della Matematica più solida non mi sembra è ne l'Analisi ne l'Algebra.. " non l'ho capita...

ritratto di dada

... Matematica

Non sono un esperto, ma per semplificare, vorrei essere d'accordo con lei che ogni teoria prodotta nella Scienza Matematica appartiene a una determinata branca, ed ha un precisa collocazione nell'impianto strutturale della disciplina.
Senza essere Ortodossi, si può apprezzare il senso compiuto quanto il senso morale della precisione di tali collocazioni.
Potra constatarne un esempio forse maldestramente superficiale dell'organizzazione (in chiave enciclopedica) alla voce su Wikipedia ( mi scuso per la fonte ) corrispondente. Per ognuna delle sottovoci esistono dei paradigmi noti che ne supportano intelligibilità, ne certificano la validità , ne definiscono i confini di interesse e di applicazione.ecc.. Di questi ovviamente gli assiomi ne sono una parte consistente.E tali assiomi sono la naturale premessa alla bontà delle teorie susseguono, sono " i garanti ", le "colonne portanti" ( ma non di un palazzo qualsasi: del cielo stesso direi ! ). Lo schema visuale proposto non rende ragione di quanto ogni voce di quell'Organizzazione è interconnessa , e quali gradi di interdipendenza. Non di meno della "solidità" di tali colonne: la loro efficenza formale e logica ( a non tradirsi , in definitiva a non tradire noi umani ).
La colonna della Fisica per esempio avrebbe ancora dei muratori, degli architetti, degli ingenieri ,dei teorici al lavoro, chissà per quanto ( ahimè poco ).E sebbene la colonna della Statistica sarebbe qualificata a sorreggerle quasi tutte, non sarebbe la più solida. Almeno per quel che dovuto studiare perché ammetto che a fare della chiarezza non metaforica, come la mia, ci si debba promettere poi un approfondimento negli scritti di Thomas Kuhn ,Russel, e il tardo Leinibiz.

ritratto di Gintas69

Vorrei dire la mia a tal proposito:

La religione è un tema veramente complesso: In questo pianeta
la specie umana è quella che prevale e da sempre gli uomini si
fanno delle domande su questo. Il fatto che al mondo ci siano
così tante religioni è dovuto al fatto che il problema della
Fede è insito in ogni cultura ed essere umano. Ogni popolo
ha sviluppato la sua in maniera quasi casuale ma se fate qualche
ricerca noterete che tutte le religioni tra loro hanno sempre
qualcosa in comune. Gli esseri umani si sentono soli e questo
può giustificare sicuramente la ricerca di un Dio che potesse
poi dare delle risposte. Cosa fa la Scienza? Fa lo stesso,
cerca la verità. Se mi fosse consentito fare uno schema potrei
mettere al centro un cerchio che rappresenta Dio e tutto intorno
delle frecce che vanno verso il centro, ognuna rappresenta una
confessione religiosa o disciplina scientifica. E' ormai un
luogo comune che Fede e Scienza siano in netta contrapposizione
e in pochi si accorgono che entrambe sebbene partono da punti
opposti, conducono sempre verso il centro. Ho personalmente
partecipato a discussioni simili con persone che si pongono a
questo tema tenendo in mano come unica verità un testo
sacro. Io dico questo: Gli uomini non sono tutti uguali, alcuni
hanno bisogno della religione per condurre una vita serena
e completa, altri invece tentano altre strade. In tutto questo
comunque dovrebbe esserci sempre una regola di condotta che è
quella di essere uomini giusti e avere come obbiettivo il
rispetto e l'amore per gli altri, che poi è un sentimento
naturale tra i mammiferi. Se non c'è questo la vita non ha valore,
la Fede non ha valore, la Scienza non ha valore, le invenzioni
e i mille progetti non hanno valore. Uno scenziato, un
ricercatore, dovrebbe avere sempre questo in mente. Ci sono però
esseri umani che in nome della fede hanno istigato guerre e
scienziati che si sono prestati a progettare congegni per il male
dell'umanità e del pianeta. Questa comunità certo non promuove
la fede e la religione ma dovrebbe mantenere l'etica e ricordare
a tutti noi geni, inventori o forse persone normalissime prese
dalla passione e dalla curiosità che inventano il futuro, che tutto quello che facciamo deve avere come unico obbiettivo il benessere per il prossimo e del pianeta. Questa, anche se non si tiene sotto il
braccio un libro sacro è Fede.

ritratto di dada

bless you

@Gintas69
mi trovo assai d'accordo sul finale. un commento emozionato, ed emozionante, con l'amore la cultura e l'etica come unico presupposto per la vera scienza.
ma visto lei ritiene l'argomento complesso, trovo che si potrebbe evitare di ridurlo semplicisticamente, a che pro? ugualmente mi sembra poi azzardato escludere dal suo mondo felice (" il rispetto e l'amore per gli altri, che poi è un sentimento naturale tra i mammiferi") tutte le altre categorie viventi e animate , potrà constatare per esempio che i pesci e gli uccelli vivono quasi con più convizione di noi mammiferi quell' ideale di monogamia sacro nelle proprie relazioni sociali e familiari.si informi.
@Boccadoro
Premesso che faccio fatica a cogliere un filo razionale in ognuno dei sui punti ( non gliene farei una colpa e men che mai mi potrei immaginare che Qualcuno lassù, si possa e voglia adoperarsi a recriminarle degli impeti di emozione inequivocabilmente innocui ) il punto 8 mi desta curiosità davvero :quando dice "Dirgli che andrà in paradiso è certamente più misericordioso MA NON È VERO perchè non lo si può dimostrare." mi chiedo cosa lei sappia di VERO e DIMOSTRABILE rispetto al futuro. Già se fosse il suo sarebbe un evento straordinario, a cui auspicherei un cambiamento professionale, da autore a predicatore o addirittura santo.
Le domande "cosa avrei detto a quel bambino? Cosa si dice ad un bambino che muore? " sono lecite, ma un po' patetiche, un po' come le risposte sono ovvie :
di sicuro non gli parlo di arduino. e nemmeno dell'iphone.
di sicuro non gli devo dimostrare il meccanicismo della REALTA, o la caducità del contingente, o il rasoio di Occam.
Di sicuro non è qualcosa che scaturisce da premesse di "dimostrabilità" ne qualcosa che sappia di scienza o certezza.Forse qualcosa che instauri una relazione, profonda, fuori dal tempo , qualcosa che comunichi "l'essere vicino" ( altrimenti perché essere al capezzale a condividere una tale terribile circostanza ?)
Mi aspetto di sapere da lei quale argomento pertinente potrebbe trarre dall'insieme di "ciò che è Dimostrabile".
Per me auspico che in un momento così profondo e tragico a parlare (anche in silenzio) sia solo il cuore, e se il cuore parlasse di "eternità" credo che quel sentimento sarebbe VERO, più "vero" del solito, sarebbe un "vero" palpabile.
la "dimostrazione dell'esistenza di Dio" tra le difficoltà della vita non è la più ardua, bisogna solo avere gli strumenti culturali idonei. Vivere è tutto un altro discorso.
cari saluti

ritratto di Gintas69

La ringrazio. Di certo io non

La ringrazio.
Di certo io non ho la presunzione di sapere tutto di Dio e questo mondo, sono solo uno dei tanti che cerca la verità, e non credo neanche di esserci vicino. La frase "il rispetto e l'amore per gli altri, che poi è un sentimento naturale tra i mammiferi" mi è scappata alla tastiera. Da quì transpare il mio sentimento di rabbia verso quegli uomini avidi di tutto. Non le sarà sfuggito che ho citato il pianeta, proprio per ricordare che ci sono altri animali in questo mondo. Ci sono anche altre specie e volendo, per fare un ragionamento spicciolo meriterebbero più degli esseri umani di stare in questo pianeta.
Ma è un ragionamento spicciolo come dicevo. Se L'uomo ha prevalso, ci sarà pure un motivo, e anche se dovesse essere una casualità, dentro questa c'è stato un qualche elemento che ha fatto prevalere questa situazione.
In questo ci avrà messo sicuramente lo zampino Dio, che poi non è
necessariamente un essere fatto come noi, anzi non lo credo proprio.
Certamente gli esseri umani in questo momento hanno delle grandi
resposabilità nel pianeta e dunque gli scienziati devono fare la sua parte. Il mondo come vede non mi appare così felice ed è per questo che
ho voluto dire la mia.
Per quanto riguarda il Sign. Boccadoro, credo che con questo tema abbia voluto iniziare una discussione provocatoriamente, sopratutto per svegliare la comunità ed avere una prova di quanto questa fosse attiva. Quando si toccano questi temi, appare ovvio che questi sono di grande complessità, ma è altrettanto ovvio che toccano tutti. Sono registrato
da almeno tre anni e mi limito a leggere senza mai intervenire, ma come ha visto, il tema mi ha spinto a farlo. Se è come credo, susciterà
l'interesse e spingerà molti a postare. Potrebbe essere un buon contributo per sbrogliare il problema, sicuramente non usciranno le
risposte che ci attendiamo, mo potrebbe schiarire la mente a molti che
preferiscono mantenerla offuscata. Cordiali Saluti.

ritratto di Piero Boccadoro

"Per quanto riguarda il Sign.

"Per quanto riguarda il Sign. Boccadoro, credo che con questo tema abbia voluto iniziare una discussione provocatoriamente, sopratutto per svegliare la comunità ed avere una prova di quanto questa fosse attiva."

Quando la malafede smetterà di essere il metodo attraverso il quale ci si arroga il diritto di credere di poter giudicare gli altri, allora il dialogo potrà iniziare!
In quanto all'attività di questa comunità, ci tengo a specificare che essa non ha certamente bisogno di me, o del mio sempre fin troppo modesto contributo, peraltro, in questo caso, dichiaratamente Off-Topic.
Questa comunità, fortunatamente, vive a prescindere da me così come viveva prima del mio ingresso in questo gruppo (e lei non può essere certamente testimone visto che ne fa parte da molto prima di me…) ed allo stesso modo in cui riuscirà a vivere anche quando io, per un motivo o per un altro, non dovessi più essere in grado di seguirla. :)

ritratto di Gintas69

Egr.Sign. Boccadoro. Le

Egr.Sign. Boccadoro. Le chiedo scusa se con la mia affermazione
citata da lei sono stato offensivo. Io credevo invece di farle
un complimento e lei non lo ha capito. Era solo una risposta
per "Bless You" e avrei preferito che lasciasse correre ma non
lo ha fatto quindi a questo punto mi sorge veramente il dubbio.

Vede: dopo che si espone un argomento come a fatto lei e passando
per otto punti, non capisco come ci si possa aspettare una risposta
banale. Se vuole può spiegarcelo meglio. In testa all'articolo lei
stesso afferma che uno degli articoli più commentati è stato
quello della "Matematica" dove strano ma vero si tentava la
dimostrazione dell'esistenza di Dio. Dopo di che ci propone un video
dove si vedono due persone che discutono sul tema e con un finale
piuttosto acceso, infine ci chiede delle opinioni su questo e tenta
di sviluppare un poco il discorso con qualche sua osservazione perchè,
parole sue, ha riflettuto sul tema e vorrebbe riparlarne.
Ora, vuole ancora affermare che non ha voluto ritentare l'esperimento?
Perchè dice che sono in malafede?
Nella sua risposta dice che il suo è un articolo inserito all'interno
di una categoria che dichiara al blog di essere Off-Topic. Ciò mi
confonde perchè allora non capisco che senzo abbia perdere tempo in
una discussione che non porta alcuna utilità: è come se dopo una
conferenza su Arduino Due, nel BreakCoffee tanto per chiaccherare o per
dire qualcosa, a qualcuno venisse in mente di conoscere l'opinione
degli altri riguardo a un fatto simile. Da parte mia credo non sia normale.

Più sotto leggo che il Sign. Emanuele si è convinto insieme a lei che
questo poteva essere un argomento interessante di cui si poteva discutere
ma adesso sembra quasi che lo voglia ridurre ad una semplice discussione
approfondita su cosa sarebbe giusto dire ad un bambino che sta per morire.

Io su questo tralascerei di rispondere perchè è troppo banale, quasi mi
offende. Tra gli utenti di questa comunità, ho visto molti laureati in
discipline scientifiche e se conosco un poco la categoria penso che la
maggior parte non rientra tra quelli timorati di Dio, con l'appuntamento
fisso e inderogabile in Chiesa o qualsiasi altro luogo di culto. Su questo
potrei anche sbagliarmi ma come ha detto lei prima, uno degli articoli più commentati è stato quello della "Matematica" dove strano ma vero si tentava la dimostrazione dell'esistenza di Dio. Quindi, sempre con rispetto credo che la maggior parte di questi utenti preferisca discuterne sempre tenendo d'occhio la logica. Siccome è logico che nessuno, ma neanche un ateo, può rispondere al bambino una cosa del tipo: Piccolo, Stai per morire, la tua vita finisce qui, sai piccolo, si è rotto il circuito di alimentazione e non possiamo farci nulla; tra poco ti spegnerai e fine di tutto, allora mi sembra inutile e riduttivo rispondere.

Cordiali Saluti.

ritratto di Giorgio B.

A me l'altro articolo era

A me l'altro articolo era piaciuto (quello di Giancola) ma questo non capisco dove vada a parare...
Sono sostanzialmente d'accordo con quanto detto finora da alcuni di voi.
L'articolo ha un titolo che non concorda con la sua conclusione.
L'opinione dell'autore, peraltro, non mi pare un granchè (scusami ma la penso così!).
I punti mi sembrano troppo scarni e insufficienti per analizzare una tematica così complessa e temo si faccia una gran confusione sul ruolo della chiesa rispetto alla dottrina in quanto tale.

Unica cosa sulla quale penso che possiamo essere tutti d'accordo è che si tratti di una discussione leggera, di poco peso ma alla quale può, a suo modo, essere piacevole partecipare.

Dal canto mio io sono agnostico e la cosa dovrebbe essere già di per se stessa risolutiva. Tuttavia io non capisco di cosa parliamo qui: ci vogliamo occupare del valore di dio? di dimostrare dio? di criticare dio? o di idividuarne il sesso (forse l'unico punto innovativo finora)?
Perchè non facciamo un po' d'ordine e ricominciamo da capo?

ritratto di Piero Boccadoro

I punti SONO scarni, SONO

I punti SONO scarni, SONO insufficiente e la tematica è in definitiva infinitamente più grande anche di quanto non siamo noi stessi in grado di discuterne.
Tuttavia non volevano essere esaustivi.
Si trattava di una road map, di una mappa concettuale che fissava alcuni punti nel mio personalissimo ragionamento.
Spero ora sia più chiaro.
E anzi, se nessuno ha un elenco di punti sostitutivo, perchè non discutiamo di ciascuno singolarmente? :)
Così magari scopriamo anche se e come sono collegati l'uno all'altro :p

ritratto di Boris L.

E vabbè ma discutiamone

E vabbè ma discutiamone però…
Riusciamo ad andare avanti? Dì come la pensi...

ritratto di Daniele Bertaggia

Protestantesimo

Gentile Piero,
io sono un protestante, volevo solo dire che il mondo cristiano-protestante è nato in seguito alla Riforma per liberare il messaggio evangelico da tutte le sovrastrutture umane (se poi ci riusciremo questa è un’altra storia…). Sono rimasto un po’ colpito dalla definizione che del movimento ne dai tu citando wikipedia. Secondo me è solo una semplice svista in quanto su wikipedia la definizione che appare è la seguente:
“Il Protestantesimo è una forma di Cristianesimo sorta nel XVI secolo per riformare la Chiesa cattolica considerata nella dottrina e nella prassi non più conforme alla parola di Dio, a seguito del movimento politico e religioso noto come "Riforma protestante", derivato dalla predicazione dei riformatori, fra i quali i più importanti sono Martin Lutero e Giovanni Calvino.” Ad essere considerata non conforme, come si può vedere, non è il Protestantesimo ma la Chiesa cattolica romana… Ma, appunto, sono convinto della semplice svista :-)

ritratto di Antonello

Ehi... vedi che voleva dire

Ehi... vedi che voleva dire attiva dal punto di vista intellettuale, ricettiva e reattiva a stimoli diversi e "variegati"...
(coreggetemi nel caso!)

ritratto di Boris L.

Si si, credo anche io :)

Si si, credo anche io :)

ritratto di dada

...

@Gintas69
Sarei nuovamente d'accordo con lei, soprattutto quando altruisticamente rinuncerebbe al "creato" cedendo il posto a creature più umili e più meritevoli, se non lo sapesse uno dei atti più importanti di trascendenza karmica del Gautama Buddha ( ancora bodhisattva ) è stata proprio tale rinuncia secondo le sacre scritture indiane. Non posso che stimare chi incontro su tale percorso spirituale, che fosse anche solo corrente di pensiero. Quindi credo sia il ragionamento meno spicciolo che ha fatto ( e raccontare di se, della sua umanità, mi sembra un contributo fondamentale ). Quanto invece alla grossa tematica che stiamo affrontiamo, accettare e fornire semplicismi, dal mio punto di vista, corrisponde ad auto-restringere i propri orizzonti di comprensione, con il rischio di trascinane anche la propria visione emotiva, e perdere le definitamente la possibilità di apprezzare le molteplici declinazioni e risvolti di una ricerca che si svolge su più piani intellettuali. Non è il suo caso, mi sembra.
A rileggerla.

ritratto di Gintas69

La ringrazio per il suo

La ringrazio per il suo apprezzamento, troverà una risposta più sotto nella discussione.

ritratto di Antonio Fallico

Come conciliare ragione e fede?

Definirsi "Ateo" o "Credente" o "Religioso" é porre una etichetta sulla superficie del proprio essere.

In tutti i casi, si tratta di professioni di fede. Perché anche un ateo ha fede: nel proprio ateismo.

La realtà di ognuno é quella dell'intimo suo, quella che scaturisce dalle sue intime intenzioni e non quella che vuol far apparire agli altri.

Può esserci chi, per timore di un castigo nell'aldilà, tiene una condotta irreprensibile, dal punto di vista religioso - ma solo nella forma e non nella sostanza - cioé senza uno slancio di apertura verso gli altri.
Di contro, può esserci, invece, chi, professandosi ateo, va incontro agli altri con slanci di generosità che tanti religiosi non posseggono.

Di cosa stiamo parlando, quindi?

Molte volte, la responsabilità del perché un individuo sceglie l'ateismo é delle teologie che portano immagini incredibili della Divinità, ma anche false, a tal punto che, per esempio, sono più nel vero coloro che negano l'esistenza di un Dio creatore e Signore del cielo e della Terra di chi, invece, lo affermi.
-------------------------------------------------------------------------

Io non voglio convincere nessuno della esistenza o meno di Dio, altrimenti farei lo stesso errore delle religioni, con le loro dottrine più politiche, proselitistiche, che per una ricerca della Verità.

Abbiamo uno strumento meraviglioso che é quello della ragione. Usiamolo.

Caso e finalità non possono coesistere, o la logica non é più logica. Chi, dotato di logica, non é d'accordo con questa affermazione?
Se ciò é vero, come é vero, basta trovare un solo fine, uno soltanto, in un qualunque ambito naturale per escludere definitivamente il caso.

Se voi credete anche solamente che la vita in generale miri quanto meno all'autoconservazione, voi credete in un fine.

Qui arriva il materialista incallito; quello che per difendere le proprie posizioni é disposto ad affermare l'impossibile, e dice: E' frutto della necessità.

Ebbene, sostituire allo scopo la necessità ed il caso é invero fare un torto all'intelligenza dell'uomo. Proprio sul piano della logica, una tale affermazione é una contraddizione insanabile.

Che cos'é la necessità? Stato di bisogno di qualcosa indispensabile.

La necessità delle vite naturali si chiama, in qualunque caso, azione per la continuazione della vita, cioé volontà inconscia di sopravvivere.
E non é già questo uno scopo, un fine?

Allora, come si può legare il fine col caso, senza ammettere già quello che si vuol negare?

Forse che mettendo accanto alla parola necessità la parola caso si possono imbrogliare le carte? Non per chi capisce il significato delle parole e dei concetti!

Ora, nella meravigliosa simbiosi delle specie attraverso alla quale ciascuna trae fonte di vita, il fatto che una, quella umana, sia dotata di intelligenza e di autocoscienza, che significato ha nei confronti dello scopo che la natura ha, di conservare la vita?

Evidentemente, nessuno; anzi, semmai é controproducente, visti i danni che l'uomo apporta all'ambiente. La razza umana poteva benissimo non essere dotata di intelligenza e di autocoscienza, e la vita biologica sul pianeta non ne avrebbe risentito.

Ragionevolmente si può escludere che le facoltà psichiche, il cui possesso diversifica la razza umana dalle altre naturali, siano uno strumento, un elemento che gioca nel fine di autoconservazione della vita naturale.

D'altra parte, siccome tutto ha uno scopo in natura, uno scopo devono averlo anche le qualità psichiche dell'uomo. E siccome, in natura, chiaramente la vita dell'individuo é subordinata, in modo inconscio per i singoli, alla sopravvivenza del gruppo; e quella del gruppo alla sopravvivenza della vita di tutte le specie; dato che l'uomo é un essere autocosciente, si può ragionevolmente supporre che il fine per il quale la natura lo ha dotato delle facoltà psichiche sia quello di fargli perseguire coscientemente quel senso collettivo del vivere che qualcuno chiama altruismo e che, nelle altre specie, é perseguito inconsciamente e condizionatamente.

Una tale concezione poggia su elementi concreti e può essere condivisa tanto dai materialisti quanto dagli spiritualisti; quindi rappresenta il punto d'incontro di due concezioni contrapposte: la conciliazione di fede e ragione.

Una tale concezione costituisce la quintessenza della morale, e il conseguente comportamento non può essere eluso con la scusa che é illogico e incredibile il fatto da cui discende.

Tutto é chiaro: basta voler vedere.

Pace a voi.

Antonio

ritratto di dada

De Rerum Naturae

@Antonio Fallico
Mi sembra sig.Fallico che abbia il vizio formale di pre-etichettare i suoi ragionamenti con (dubbie) "verità" senza soppesarle affatto ne arricchendole di plausibili riferimenti. Eppure dovrebbero essere presentate al confronto senza taluna etichetta. Dato il suo approccio ambientalista new-age, mi chiedo dove ha trovato conferma di "quel senso collettivo del vivere che qualcuno chiama altruismo e che, nelle altre specie, é perseguito inconsciamente e condizionatamente" ( tema essenziale del suo discorso, probatorio alla concezione riduzionistica delle presunte finalità ).
Le consiglio vivamente di rileggere libri di Etologia, che la natura conosce meglio degli altri ( per esperienza empica,non me voglia.. ): perché ancora la "coscienza" delle altre specie rimane un grosso interrogativo. Ma di sicuro non mancano nella letteratura di tale scienza le smentite al senso comune, ampiamente diffuso persino in ambiti accademici di altre discipline, che vuole gli animali privi di coscienza e di intelligenza. Ci faccia chiarezza: è una lacuna che possiamo permetterci. Approfondisca con la luce accesa in buone e sane letture: mi permetto di consigliarle Lorenz, premio nobel.
pace a lei e a rileggerla.

ritratto di Piero Boccadoro

Trovo straordinariamente

Trovo straordinariamente curioso, e, devo ammetterlo, anche un po' patetico, che non si possa affrontare questo tema senza offendere l'altro (e prima che qualche provocatore della domenica mi accusi di essere stato offensivo spiegherò che ho criticato un comportamento non certamente la persona! Chi non lo capisce a un problema che però non è con me!)

Onestamente non ritengo di doverlo dimostrare, e credo che anche dirlo sia offensivo per l'intelligenza di chi legge, ma i commenti precedenti mi costringono a farlo e pertanto vorrei semplicemente, umilmente, molto cristianamente e pacatamente far notare che non c'è nulla in quello che ho scritto che dimostrasse l'intento di offendere chi la pensa in maniera diversa da me.
Mi insospettisce e mi lascia particolarmenteperplesso chi fraintende in questa maniera così grave ed esacerbata le mie parole ma immagino che discutere possa, e talvolta debba, significare tollerare di buon grado offese gratuite.
Ed è per questo che non ho intenzione di dire altro se non che, a differenza di quanto asserito, non c'è nulla di quello che io abbia detto che debba o possa, a persone in buona fede, risultare un attacco personale.

Quanto poi allo scopo dell'articolo in questione, vorrei sottolineare che è stato inserito all'interno di una categoria che dichiara al blog di essere Off-Topic. Suggerire che io abbia indicato arduino come tema di cui discutere con una persona in grave difficoltà ancora una volta appare incredibilmente fantasioso.
E benché io ne apprezzi lo sforzo, ciò non mi sembra sufficiente per farne elemento di discussione.
Lo scopo, benché sia stato esplicitamente scritto,è quello di proporre una riflessione che, come ho già detto, si può portare avanti tra posizioni differenti in maniera molto diversa da quella che impone o suggerisce che ci sia da effettuare attacchi personali.

SE tutto questo è chiaro, possiamo continuare. Altrimenti mi permetto di suggerire a tutti di rientrare immediatamente nei ranghi della buona educazione della civiltà perché mi sembra che questi canoni siano stati barbaramente superati senza che neanche ci fosse un ragionevole motivo (ammesso e non concesso che ne possa mai insistere uno).

ritratto di Piero Boccadoro

Rileggendo il mio commento,

Rileggendo il mio commento, devo ammettere di non aver reso sufficientemente bene un concetto.
Sebbene si tratti evidentemente di una volgare provocazione, la frase

"Premesso che faccio fatica a cogliere un filo razionale in ognuno dei sui punti ( non gliene farei una colpa e men che mai mi potrei immaginare che Qualcuno lassù, si possa e voglia adoperarsi a recriminarle degli impeti di emozione inequivocabilmente innocui"

ha davvero del poetico (salvo per un evidente errore di gramamtica ma....son dettagli)!
Provo sincera ammirazione per questo esperimento di dialettica!
Si tratta di una delle provocazioni più eleganti che io abbia mai letto e devo e voglio rendere atto all'autore che la sua maestria è davvero mirabile!

ritratto di Boris L.

Ecco... così già va un po'

Ecco... così già va un po' meglio... :D

ritratto di dada

Rileggendo i suoi commenti.

@Boccadoro
Grazie per l'eleganza, di solito mi danno del Barbone.
MI dispace che colga delle evidenze di provocazione , per giunta volgari ( in effetti ho offeso di petto , lo ammetto, la grammatica ). Cerco il più possibile di astenermi dal dare voce al mio interlocutore che già voce ha.
D'altronde ho proprio scritto del fatto che determinare le intenzioni del prossimo e del futuro, ha un che di miracoloso. Lei non ha indicato Arduino e io non l'ho mai scritto ne suggerito. Piuttosto, stimandola, le ho dato la mia spontanea opinione personale, dando per scontato che non debba aver così credito. Mi piacerebbe confrontare con lei ognuno dei punti che ha posto, di buon grado, magari uno alla volta , perciò in qualche modo sono partito dall'ultimo , quello che personalmente mi ha coinvolto di più:
Proprio perché sono un appassionato di elettronica, del codice, del opensource , abbastanza sfegatato e radicale, direi che i miei pensieri sono abbastanza monopolizzati da ciò, e mi capita appunto che nei momenti più profondi mi vengano pure tali pensieri "binari", invece umane, e mi trovo pure a sentirmi un po' in imbarazzo con me stesso. Non posso che lodare un articolo che tratta di tali argomenti e chi lo scrive. Occasioni come questa mancano nella mia quotidianità. Questo spero la convinca, se non ci è riuscita la grammatica, che il Soggetto suggerito sarei solo io.
Rimane che questi argomenti hanno una tale dignità e importanza culturale, che qualsiasi approccio o confronto non possa prescindere appunto dall'essere sinceri galantuomini, con una forte coscienza della propria onestà intellettuale, e che sia più importante tale disposizione del possedere un bagaglio di nozioni e nozionismi. Per me anche la dialettica ha delle regole, chi non le rispetta si perde il piacere del gioco, come accade per tutti gli altri. Il piacere in ogni caso per me è passare del tempo con persone che si stimano, con cui si sentono affinità positive. Non dovrebbe coinvolgerci oltre il piacere di parlare.
Se le avessi rovinato tale piacere avrebbe tutto il diritto di escludermi dalla conversazione, e sarei io il primo a volermene emancipare.
con assoluto rispetto.
a rileggerla.

ritratto di Piero Boccadoro

Ci mancherebbe altro...Io

Ci mancherebbe altro...
Io non ho nè il potere nè la voglia di escludere alcuno!
Che logica ci sarebbe mai nello scrivere ad una comunità e non permetterle di smentirmi o criticarmi anche con fermezza? Visto il periodo nel quale siamo approfitto per dire che ciò è comune soltanto ai due peggiori tra i candidati alle prossime elezioni...

Certo che li affrontiamo, uno alla volta, ed anche molto volentieri.
Comincerei dal primo, per andare avanti con ordine.
Secondo lei da dove nasce nell'uomo l'idea di dio?

ritratto di dada

a me mancherebbe..

Grazie, sono convinto che questa blog testata sia open-source e open-mind come poche in Italia.Appoggio il suo umorismo politico. mi metto in scia..
Premetto che la domanda diretta "dove nasce nell'uomo l'idea di dio?" così subito un po' mi spiazza.
perchè principalmete andrebbe di nuovo interpretata:
intende il punto fisico nel corpo? La biologia ha già diverse soluzioni..
intende un indefinito punto mentale , teoretico ? La metafisica ha il suo perché!
intende un punto (nesso) psicologico ? La Psicanalisi potremmo abbandonarla , L'Antropologia Culturale no.

La domanda è un tranello ( non la sua intenzione di farla, ne la questione spontanea che solleva ), perchè dovremmo prima aver deciso se L'uomo nasce da Dio o Dio dall'Uomo e localizzarne l'evento sarebbe poi cosa di poco conto.
Oltretutto l'idea potrebbe non essere di Dio. Almeno finche non ne certifichiamo l'esistenza, è nullatenente.
Ex nihilo nihil fit.

Quello che ho appena scritto è ovviamente una caricatura retorica per suggerire che tale domanda non è una domanda scientifica , ma una domanda emotiva direi "irrazionale".
quindi le chiederei prima di rispondere ( effettivamente lo faro più tardi ) che risposta si aspetta da me ?
Perché dal mio canto cercherei di fornirle delle mie risposte che sarebbero coerenti ad entrambe le prospettive ma che difficilmente coesisterebbero nello stesso registro comunicativo.
Bisogna prendere una scelta: la pillola blu o la pillola rossa.
in definitiva varcare i cancelli dell'ontologia classica.
( e gettarsi nelle fauci dell insostenibile leggerezza dell Essere)

ritratto di Piero Boccadoro

Ok, è giusto... La domanda

Ok, è giusto...
La domanda era sì scomoda ma anche mal posta. :)
No, non un punto fisico. Però terrei ferme le altre possibilità.
Un punto di partenza mentale, con annesso risvolto (o causa) psicologio è certamente un ottimo inizio.
E l'aspetto antropologico è certamente molto utile.

Io mi aspetto che lei si arrenda ad una considerazione: indipendentemente dal fatto che Dio abbia creato tutto e tutti o meno, l'uomo, a dritta o a storta, nel bene o nel male, nella buona o nella cattiva fede, è riuscito ad arrivare a porsi una domanda: Dio esiste? :D
Non c'è modo di sapere se questa domanda sia un punto di arrivo del ragionamento di una mente imperfetta (perchè non divina) o il risultato di un suggerimento che Dio concede all'uomo, di questo ne sono consapevole...
Però, per continuare a parlarne, temo dovremo superare questo scoglio facendo l'ipotesi semplificativa che questo sia assolutamente ininfluente :D

Ergo, la domanda ora diventa: "com'è riuscito l'uomo a farsi venire il dubbio?"
Forse così è più corretta con quello che avevo in testa :)

ritratto di dada

Never say Never

Super!
MI arrenderei volentieri alla sua considerazione, perché tale domanda è (semplicisticamente) un evento cognitivo culturale, dal sapore decisamente provvidenziale. Le esperienze empiriche che coinvolge sono essenzialmente individuali e imprevedibili. Chiunque corre il rischio di porsela da un momento all'altro. o troppo tardi.
Io per primo. Magari domani..
Piuttosto mi sembra anche che è una domanda dove le scappatoie psicologice sarebbero preferibili ad un confronto diretto con la realtà. Alla sopportazione della stessa nei casi più tragici.
Il suo dubbio è già stato limato dalla storia.E' un dubbio distillato. Metafisico.
Può risponderle solo Padre Pizarro.
ci informi sul responso.
Un altra domanda lecita potrebbe essere:
quindi posto che esiste, quale impalcatura mentale dovremmo edificare, quali assiomi dovremmo integrare?
"Quando il peccato si è trasformato in colpa, qualcosa è andato perduto."
anche Habermas alla fine ha mollato l'osso.
a rileggerla

ritratto di Boris L.

Non capisco le scappatoie...

Non capisco le scappatoie...

ritratto di dada

via delle responsabilità che non ci competono

Eppure sig.Boris, casualmente ci si trova nel mezzo..
Prima di carpire bisognerebbe constatare .. tutto sommato è il Metodo Scientifico , che ce lo imporrebbe..
a rileggerla

ritratto di Boris L.

Se scrivo che non "le

Se scrivo che non "le capisco" vuole già di per sè dire che ne ho constatato l'esistenza, non trovi?!

ritratto di Boris L.

Sei proprio un

Sei proprio un ragazzino...
Ma come?? Tu scrivi un pezzo in cui scoperchi il vaso di Pandora su un tema di questa portata e sei talmente ingegnuo da non renderti nemmeno conto che ti devi aspettare almeno un vaffa ogni tanto e appena arriva da uno che la pensa diversamente da te che fai?
Te la prendi?!!?!?
Devi proprio crescere....!

ritratto di Emanuele

Gli avrei detto la stessa bugia che gli hai detto tu!


Un bambino ha appena perso i genitori e sta anche lui per andarsene.... mi chiede se il paradiso esiste..... certo piccolo è li che ti aspettano mamma e papà. Dopo un'ora muore col sorriso sulle labbra.


Tu cosa gli avresti detto? Non c'è nessuna prova del paradiso?


No, probabilmente gli avrei detto la stessa bugia che gli hai detto tu.

 

Quando ho visto questo film e poi deciso (insieme a Piero) di trasformare questo brano in un articolo questa è la frase che mi ha colpito di più. Ed è su questa che mi piacerebbe riflettere, discutere, scambiare opinioni.....

ritratto di Piero Boccadoro

Ci stiamo arrivando, penso

Ci stiamo arrivando, penso :)

PS: però così ti sei fatto scoprire... io volevo proteggerti con l'anonimato... :)

ritratto di Piero Boccadoro

Ora che ci penso: manca una

Ora che ci penso: manca una tua posizione ben argomentata sia su questo sia sul resto :D
We're looking forward.

ritratto di dada

chissà gli autori..

"No, probabilmente gli avrei detto la stessa bugia che gli hai detto tu."
A mio avviso è un altra battuta ineffabile di quel dialogo, gli sceneggiatori sono davvero abili nel dosare la quantità di "immedesimazione" ( da parte del pubblico ) nei protagonisti. il prodotto mi sembra ben confezionato per accontentare un po' tutti. Avendo lavorato nello show-business potrei confessarle che oggi è il primo motto professionale per i successo in un mercato globalizzato.
Che le bugie a fin di bene, siano in molte casistiche da non considerarsi così immorali è un fatto risaputo un po' da tutti. Credo perché tutto sommato abbiamo vissuto almeno una volta la parte denigrante di chi le riceve, sia la parte arrogante di chi le concede. Credo appunto che sia un fatto assodato da quegli sceneggiatori che non ignorerebbero neppure che in questo caso difficilmente la verità verrebbe a galla: proprio perché quando si scoprono gli altarini delle bugie, che si svelano le intenzioni delle stesse e saranno le bontà di tali intezioni a motivare la reciproche comprensioni dei soggetti coinvolti.
I migliori propositi dipanano i peggiori equivoci.
Percio si dice che "il diavolo costruisce le pentole , ma non i coperchi"
a rileggerla.

ritratto di Antonio Fallico

La speranza

E' il classico esempio della "bugia a fin di bene". Solo che la bugia, per essere oggettivamente tale, deve presupporre una verità altrettanto oggettivamente accertata. E non é questo il caso.

Quindi, nel dialogo in questione, la bugia é ritenuta tale da chi non crede a priori che esista un aldilà; o almeno, dice di non crederci, perché la verità o meno di quest'affermazione risiede soltanto nel suo intimo.

E' da compiangere quell'uomo, per quanto dev'essere infelice, il quale é disposto a dire una bugia pur di dare speranza a un bambino e, con questa, riuscire a donargli l'ultimo sorriso, ma non é giammai disposto a fare altrettanto con se stesso!

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Oh, speranza, cara amica dell'uomo, quanto gli dài in cambio di nulla, perché non costa sperare! Tu addolcisci ogni angoscia, ogni dolore; tu aiuti a sopportare, ad accettare; tu apri uno spiraglio di luce a chi é immerso nell'oscurità anche più greve.
Ed é per quello spiraglio che non é sopraffatto, che non soccombe.

Anche nelle situazioni disperate - cioé senza speranza - tu non ti rassegni e in altra forma, con altra promessa, soccorri l'infelice.

Chi é che aiuta a tener duro, a resistere nella tempesta delle avversità? La speranza che tutto finisca.

Chi é che oppone resistenza alla malattia e ne impedisce il dilagare più di ogni medicamento La speranza di guarire.

Chi fa sopportare duri sacrifici, talvolta con forza sovrumana? La speranza di riuscire, di raggiungere la mèta.

Per rendersi conto di quanta forza, coraggio e conforto rechi la speranza, basti pensare al suo contrario: la disperazione.

Chi é tanto forte da accettare una condanna della vita, senza illudersi che qualcosa, all'ultimo momento, lo salvi? Chi rinuncerebbe a una promessa di aiuto nel bisogno?

Sapete che vi dico? Se dovessi scegliere fra l'essere "Maestro" di qualcuno o, invece, rappresentare per lui la speranza, vi assicuro che con immensa gioia sceglierei di essere la sua speranza, perché non ci può essere niente di più bello e gratificante che essere la speme di una "creatura".

Antonio.

ritratto di Piero Boccadoro

Sono certo che tutti faremmo

Sono certo che tutti faremmo questa scelta.
Ma anche l'Ateo di quel dialogo dice la stessa cosa alla fine...
Scusate ma lui lo dice: "gli direi la stessa bugia che gli hai detto tu".
Assume sia una bugia, questo è vero e potremo parlare di questo, però cede alla sua superiorità ed al fatto che, in definitiva, sia la scelta migliore...
Io vorrei e potrei andare oltre....
Non basterebbe forse questa scelta a dire che lo stesso Ateo abbia un dubbio latente?! :)

ritratto di Giorgio B.

A parte il fatto che chi te

A parte il fatto che chi te lo ha detto che faremmo tutti quella scelta?!
Ed a tal proposito, a nome di tutti quelli che non lo farebbero, parlo io: io non lo farei.
Non lo so cosa farei!
Perchè non mi ci sono mai trovato in quella situazione e la verità è che non mi augur di trovarmici e nemmeno dovreste farlo tutti voi...
Come potete immaginare di essere onesti intellettualmente nel giurare e spergiurare sulla vostra capacità e lucidità di giudizio in situazioni che non conoscete?
Non vuole essere una provocazione ma una domanda seria!

ritratto di Piero Boccadoro

Senti, quello che dici non è

Senti, quello che dici non è sbagliato e capisco benissimo che la tua sia una domanda seria piuttosto che una provocazione…
tuttavia, andiamo…
Siamo seri: bisogna ammetterlo, non c'è niente di più comprensivo, empatico e come vuoi chiamarlo chiamalo rispetto ad un'affermazione come questa…
Non si tratta soltanto di onestà intellettuale di sensibilità.
Senza considerare poi che se entra in ballo la fede il discorso si complica perché onestà intellettuale e sensibilità da sole non bastano più… Nel bilancio rientrano anche le proprie convinzioni, la morale religiosa, le proprie speranze…
La valutazione si complica necessariamente.

ritratto di Boris L.

Ecco, questa mi sembra una

Ecco, questa mi sembra una posizione sensata.

ritratto di Antonio Fallico

Una cosa che non dimostrabile significa che non é vera?

Prendendo spunto dalle parole dell'amico Piero:

<< Dirgli che andrà in paradiso è certamente più misericordioso MA NON È VERO perchè non lo si può dimostrare >>.

E' un dilemma al quale invito a dare soluzione. Ciascuno la propria. Poiché ogni opinione é egualmente valida, fintantoché di opinione si tratti.

Senza dover per forza sfociare nel trascendentale, nell'ambito della vita così come la viviamo collettivamente, non esistono principi assunti come veri perché ritenuti evidenti, o perché forniscono il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento? (Definizione di assioma).

Per altri versi:

Nel passato, quando non si poteva ancora volare, era giusto dire: << Non si può volare perché non é dimostrabile? >>.

Quando ancora non si era osservato l'atomo, era giusto affermare : << Non esiste niente di più piccolo della molecola! >>

Negando qualcosa soltanto perché non se ne capisce il significato non é commettere, ancora oggi, lo stesso errore perpetrato da sempre nella storia?

Forse sarebbe giusto dire: Una cosa che ancora non é stata dimostrata, può essere vera oppure no. Vedremo se é quando sarà evidente!

Nel frattempo, non é più edificante sperare che lo sia?

Questa é la mia opinione.

Antonio

ritratto di Piero Boccadoro

Certamente sì :) È

Certamente sì :)
È indubitabilmente edificante.
Ed è di questo che parlavo quando ho scritto che è umano.

E nel contempo, io credo ad atomi, positroni e cationi anche se non li vedo :)
Solo che di quelli esistono dei riscontri oggettivamente comprovati e misurabili, comprensibili anche a chi non è del settore.
Si "toccano", se mi passate il termine. :)

È più edificante, questo è certo, ma non altrettanto misurabile.
Io non dico che crederlo nonostante non si possa misurare sia poco etico o, in definitiva sbagliato, ma semplicemente incorretto dal punto di vista logico.
E scusate ma alla fine la fede non è questo? Credere a qualcosa che non si può provare?
Non parliamo del dogma?

ritratto di dada

il mio framework è il mio dogma!!!

@Boccadoro
credo fraintenda gli ambiti di applicazione degli strumenti in campo:
quando dice "Io non dico che crederlo nonostante non si possa misurare sia poco etico o, in definitiva sbagliato, ma semplicemente incorretto dal punto di vista logico." l'ambito incorretto è proprio quello logico.
La logica non include nei propri ambiti formali la misurabilità, ne la credibilità di elementi fantasiosi storici culturali. La logica, ammette "universi" ben più vasti, perché è una disciplina analitica, un po' come la matematica Algebrica, fuori dal tempo e da problematiche contingenti come la misurabilità o la sensibilità. A lei risulta trovare unità di misura nelle trattazioni di Algebra ? ( al massimo negli esercizi ). Oltretutto tra i rigori applicabili la Logica primeggia per tutta la sua integrità, se cade Lei cade tutto il resto dell'impalcatura scientifica e filosofica ( non del tutto ad essere pignoli ). Quindi non si scherza con la Logica.
Credo ci si dovrebbe chiedere: se l'uomo dovesse finire bisognerebbe aspettarsi che smetta di esistere il teorema di Pitagora, come concetto e come verità ? quindi la Logica e le sue verità ? Men che mai.
Certe "Idee" ( il Logos Greco ) non appartengono all'uomo , l'uomo le scopre ( pian piano ), e basa la vita su di esse ma non sono sue. Ci mancherebbe che incontrassimo un UFO( da un altro universo) e facessimo zuffa per
difendere paternità del pigreco, o dell'elevamento a potenza. Concetti, Idee Eterne.di Nessuno,di Tutti.
Ammesso che questa premessa non sia valida, del tutto, e concesso che le strade che porterebbero al Signore, siano infinite, mi sbilancio volentieri a sostenere che un ottimo inizio per dipanare l'Eccelsa Questione sia cmq proprio scegliere una disciplina di indagine per volta e pre-vagliarne le qualità di intervento intellegibili, circoscrivendo le speculazioni ai relativi ambiti di disciplina e defilando i classici paradossi di prassi ( per evitare di essere prolissi ) .
Il chiaro strumento può ben essere, ben inteso, lo stesso Metodo Scientifico di sempre, ma con la caratteristica peculiare di essere multi-disciplinare, cioè con la facoltà di ricusare qualsiasi problematicità assiomatica, interferente con i postulati a corredo della costruzione teorica generale,
E ad affrontare un tal percorso, sarei ben contento di armarmi della Speranza, perché il rischio è quello di inocularsi il germe della Follia , come è capitato credo ad Illustri Giganti Polifemici della nostra tradizione moderna.
Abbiamo un sacco di tracce da seguire. Il passaggio a Nord-Est è aperto.
IP 4 Peace!
a rileggerla

ritratto di Piero Boccadoro

Perché la logica non

Perché la logica non c'entra?
Io penso di poter utilizzare questa parola, questo concetto, magari impropriamente, come sinonimo di consequenzialità. Una cosa è ragionevolmente accettata se risulta essere credibile in quanto segue un filo logico, razionale…
O no?
Per quanto riguarda l'esempio del teorema di Pitagora, credo che potremo utilizzarlo come bandiera ed emblema dell'intera questione. La sua validità, il fatto che sia vero ed inoppugnabile, specie all'interno dell'ipotesi di base che trattasi di geometria euclidea, non smetterebbe certamente di esistere.
Molto probabilmente, però, il fatto che lo si esprima con lettere provenienti da uno specifico alfabeto e che la fonetica della sua espressione sia quella (per ciascuna lingua) cesserebbe di esistere.
O no?
:)

ritratto di dada

nella logica sono ammessi i "perchè" ?

La Logica "c'entra" eccome, ma non sta al Centro. al centro ci starà semmai Lei, sign Boccaporto.mi auguro.
La Logica è' di nuovo un mezzo non un fine.E il famoso Lewis Carroll ( il padre di Alice ) era un matematico, esperto di Sillogismi ( lo si omette sempre, come gli scritti che ha prodotto in merito ). La Logica ha di che infuriarsi quando non le si permette di camminare a piedi scalzi in tutta autonomia. O quando le si propone di saltare degli ostacoli senza usare le gambe che la natura gli ha fornito. Io mi infurierei altrettanto.
Il Pippo, di Topolino, si è chiesto "perché la discesa dal basso sembra una salita?".
E lei può coglierne l'ironia solo quando è in compagnia della Logica, ed essa è in momento di svago.
Quando dice "Una cosa è ragionevolmente accettata se risulta essere credibile in quanto segue un filo logico, razionale" radicalizza una concezione sbagliata di fondo: che sia la Credibilità a determinarne la Razionalità , piuttosto che L'Evidenza. Tale approccio fa un torto immeritato alla Gnoseologica, come è capitato nei fraintendimenti dei NeoPlatonici in generale. Oltretutto la frase contiene quella tipica illogicità delle frasi tipo
"Una cosa è bianca perché è bianca" o delle domande tipo " di che colore è il cavallo bianco di Napoleone".
Si rilegga attentamente la sua frase: La ragione da chi altri dovrebbe essere accettata, se non in primo luogo da se stessa ?
Sia pure che la consequenzialità degli Eventi , e dei Ragionamenti, si rifletta solo superficialmente negli aspetti meccanicistici della vicenda, in quei rapporti di causa ed effetto. Sono concatenazioni che rischiano di imbrigliare il ragionamento, invece che di liberarlo. Sono le catene di cui ha scritto recentemente il DalaiLama ( ma è una vecchia scoperta ). Le conseguenze dei ragionamenti vanno vagliate tutte, escluderne qualcuna, si ripercuoterebbe sull'insieme.
La bandiera del Teorema di Pitagora poi andrebbe issata solo negli spazi conquistati della Geometria. non altrove.Ci mancherebbe se inoppugnabilità di tale teorema, venga pretesa nella studio della teoria degli insiemi, per esempio. Sarebbe solo una presenza gradita per il simposio finale.
Se le questioni fossero già state chiuse l'Epistemologia e La Filologia non si sarebbero date un gran da fare
( con la spinta onerosa di un mecenate tuttora misterioso e anonimo, che ha dato i fondi necessari ) il decennio scorso al ritrovamento del palinsesto di Archimede ( il patriarca , l'Abramo della Scienza ) originali.
Inaspettatamente è saltato fuori lo "Stomachion" ( se dovesse cercare su wiki, vada alla versione inglese ), la prima raffinata testimonianza di calcolo combinatorio.
Mi spiace ma non ha alcuna importanza l'inflessione fonetica, altrimenti i dotti del SETI , sarebbero licenziati in tronco.
La Storia è stata riscritta di recente. Aggiorni il file.
a rileggerla.
 

ritratto di Piero Boccadoro

Comincio a rispondere subito

Comincio a rispondere subito sulla questione della logica perché credo sia importante ragionare su questo punto visto che si tratta del presupposto del discorso :D
Sono perfettamente consapevole che la logica sia un mezzo e certamente non un fine ma dobbiamo essere consapevoli di quali siano le sue reali possibilità e di come poterla usare…
Io non intendo utilizzare lacci o catene per rendere la logica schiava del mio ragionamento. Ma non è forse vero che ciò che appare evidente è automaticamente credibile?
Or bene, ora che ho scritto questa frase mi rendo conto di una cosa: è falsa!
Se mi metto al centro di un binario ferroviario e lo guardo distendersi in tutta la sua profondità mi parrà di vederlo piramidale piuttosto che composto di due linee parallele…
L'evidenza altera la mia corretta capacità di percepire i binari e me li fa vedere non già come parallele… L'evidenza non è credibilità perché è possibile che l'evidenza non sia sinonimo di prova… :)

ritratto di dada

Gambadilegno non aveva pro-tesi.

Certe considerazioni sono i paradigmi della Gnoseologia, nate agli albori della Scienza stessa.
Infatti al simpaticissimo Pippo non resta che degustare un arachide e trasformarsi in Super-Pippo, constatando di persona il relativismo intrinseco alla questione.
Non di meno anche snocciolare San Tommaso sarebbe un ottimo nutrimento per ammetterlo.
"Non ci credo, finchè non vedo". Mi sembra proverbiale, come il detto che "i miracoli non hanno mai fatto ricrescere un dito mozzato".
Crede che non lo sappiano tutti ? Eppure a Napoli sarebbero in grado di confezionarle un costume da clown, per un abito talare.
Il peso dei suoi miraggi è la tara sulla bilancia di queste disquisizioni, non vale perché serve solo a lei per garantirle di non essere stato fregato dall'Ortolano. Altrimenti, soffrirebbe della stessa patologia cartesiana del sign.Fallico.
a rileggerla.

ritratto di Piero Boccadoro

A questo punto mi corre

A questo punto mi corre l'obbligo di far notare che il numero di commenti che hanno seguito alla mia domanda non sono stati sufficienti a trovare una risposta :D
Fino a questo momento abbiamo dilagato, ora mi piacerebbe andare al sodo.
E se davvero la logica non dovesse essere un giudizio oppure il termine di paragone o ancora un criterio valido di selezione delle argomentazioni piuttosto che delle verifiche, sperimentali o meno, che sia fatta una scelta ma sia fatta subito perché questa discussione, tanto interessante, sta rovinosamente franando verso un mare di non senso fatto di tante parole che si perdono e che ci stanno facendone concentrare. :)

In altre parole, parole più efficaci, più brevi, più spicciole, più plebee: non ha ancora risposto alla mia domanda!
Resta in attesa augurandomi che il prossimo sia il commento in cui io possa riceverne una.

ritratto di dada

Enigmi

Francamente le domande sono mal poste, non glielo ho detto?
non capisco se preferisce avere una risposta di qualità o se una risposta qualunque le andrebbe bene, perché l'importante è averla...
da Padre Pizarro ne ha quante ne vuole... sono stato breve?
o forse mi sono perso quale domanda era.. può cortesemente riproporla?
a rileggerla

ritratto di Piero Boccadoro

Senza contare, ma lascio che

Senza contare, ma lascio che questa sia soltanto una nota a margine, che la sua improbabile menzione della città partenopea aveva un sapore vagamente razzista ed io sono napoletano in pectore. :)

Purtroppo certe malattie sono nazionali e accomunano tanto Aosta quanto Gela perché è nel malcostume che certo tipo di persone vivono e costringono gli altri a vivere. E mi auguro che questo sia cristianamente fin troppo chiaro perché sarebbe veramente disgusto ancora oggi, nel 2013, essere costretto a leggere parole che dovessero dimostrare una deriva razzista :D
Lasciamo, cortesemente, certe sgradevoli considerazioni a chi ha avuto il cattivo gusto di scampare ad un ictus piuttosto che fare un favore a tutta la nazione.

ritratto di dada

Pink Floyd - live in Pompei

come nota mi sembra poco marginale, soprattuto nei miei riguardi..
l'altro giorno in pizzeria c'era scritto sulla parete:" gli abitanti del Golfo di Napoli non vanno in paradiso, perché in paradiso ci hanno vissuto tutta la vita". Ed io per un attimo mi ci sono trasportato.Vorrei essere Napoletano, vorrei essere uno dei protagonisti di Benvenuti al Sud. Ora mi spiego il suo essere refrattario all'immaginarsi mondi eterei.
Considero partenopei tra le persone più intelligenti in assoluto ( sarà che ho incontrato solo persone di tal risma , lei in parte non tradisce i suoi predecessori ),e non per la furbizia. Credo sia DNA. non saprei. ( sarebbe razzismo verso le altre regioni ? ) Uno di solo di loro riscatterebbe una nazione di ignoranti. L'eccellenza Italiana deve nel campo Culturale ringraziare l'eccellenza ( unica ) Napoletana.
Certe "malattie" non sono nazionali sono universali e le troverà dovunque le condizioni di vita non sono così facili.
Veda lei, che di piatti prelibati non può non intendersene, di come assaporare quello che scrivo.
Però se scegliessi di prendere un mastino napoletano come cane da guardia , non mi si dica che sono razzista verso i chiwawa: so che se li prendi da piccoli possono diventare letali.
assapori il caffè anche se non è buono come quello che fa lei. zucchero a piacere.
segua pure la strada che il suo pectore le consiglia e si goda certi privilegi.
a rileggerla.

ritratto di Antonello

Sono perfettamente d'accordo

Sono perfettamente d'accordo con te.

ritratto di Giorgio B.

Credo di aver risposto prima

Credo di aver risposto prima :)

ritratto di Antonio Fallico

Ciò che é paradossale, nello

Ciò che é paradossale, nello spirito scientifico, é che esso accetta come reale solo ciò che é conoscibile attraverso al percezione dei sensi; non di meno l'immagine che la conoscenza scientifica, volente o nolente, dà al mondo, esclude ogni valore anche solo sensorio, percettivo, emozionale.

Una concezione scientifica del mondo non contiene in sé alcun valore etico. Eppure non c'é bisogno che vi inviti a riflettere quale parte predominante nella realtà dell'uomo questi valori hanno e debbono avere.

Se anche la scienza fosse in grado di descrivere dettagliatamente come le lacrime solcano il viso degli uomini, resterebbe il fatto che nulla essa ci dice del dolore e dell'emozione, dei pensieri e dei sentimenti, che sono i veri valori umani.

La bellezza, la bontà, no sono materie scientifiche, eppure non c'é dubbio che esse sono potenzialmente benefiche come la scienza.

Credere che la scienza possa risolvere tutti i problemi umani é un atteggiamento irrazionale. Assai più lo può un miglioramento delle qualità degli uomini.

Se la ricerca scientifica, giustamente, esige un impiego di mezzi e se ciò é fatto nella speranza di un miglioramento delle condizioni della vita dell'uomo, non meno dovrebbe essere fatto per migliorare l'uomo.

Certo é che, con i suoi princìpi informatori, la scienza non giungerà mai a coglere l'unità del tutto; così come non coglie la realtà umana riducendo l'uomo ad un meccanismo.

MA CIO' CHE ESSA NON COGLIE NON SIGNIFICA CHE NON ESISTA.

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Una volta, uno scienziato ricercatore, famoso per il rigore con cui conduceva i suoi esperimenti e per la riluttanza ad ammettere la realtà di un fenomeno anche quando ne aveva osservato il prodursi più e più volte, tornatosene a casa, se ne stava assorto ripensando di ripetere ancora certi esperimenti per trarre una maggiore credibilità scientifica.

Il suo stato assorto, causato dal suo lodevole scrupolo di ricercatore, rchiamò l'attenzione di sua madre che, facendoglisi incontro, così lo interrogò accarezzandogli i capelli: << Figlio mio, c'é qualcosa che ti preoccupa? >>. Rispose: << Nulla. Pensavo al mio lavoro, mamma >>.

<< Mamma >>. E un dubbio maligno, causato da una sorta di deformazione professionale, si impossessò della sua mente e cominciò ad assillarlo con grande tormento. << Mamma, ho detto. Che prova esiste che questa donna sia mia madre? Che io sia veramente quel figlio uscito dalle sue viscere? Ma avrà poi avuto un figlio? E quel figlio sarò io, oppure sarò stato sostituito per un errore o un'altra causa al vero figlio di questa donna?
Qual'é la certezza che essa sia mia madre? La levatrice? Chi mi dice che non sia stata d'accordo per la sostituzione? Mio padre? Non era presente alla mia nascita. No, no, no, le testimonianze non servono. Bisogna ripetere l'esperienza >>.

Ma, rendendosi conto che ripetere la sua nascita non era possibile, si convinse che ogni uomo é figlio di madre scientificamente ignota. A tacere poi della paternità.
<< Absit injuria verbi >> (Sia detto senza offesa.

ritratto di Giorgio B.

Ma.... a riguardo della

Ma.... a riguardo della seconda parte del commento... oggi lo strumento c'è...! Ed è proprio quello che si diceva prima...
Qualcuno prima ha scritto che crede negli atomi anche se non li vede...
Beh, per atomi e paternità una prova esiste...
O mi sbaglio?

ritratto di dada

..2 parte del commento

Per me non si sbaglia.

@Antonio Fallico
credo sign.Fallico che lei soffra di una forma di ipocondria cartesiana borderline: mi riferisco al raptus mistico della seconda parte del commento. La per la prima parte la stimo.
Non credo che a condannare la Scienza o Chicchessia, (ne viceversa le Religioni, La Religione ), il discorso tragga giovamento. Ben saprà infatti che per esempio la Medicina tra le varie scienze, fonda il bagaglio della "propria concezione scientifica" su una delle più grandi conquiste dell'Umanità nel campo del Etica: il giuramento di Ippocrate.
Ancor'oggi, per fortuna, è un giuramento che ha una sacralità culturale in ambito Accademico.
La Scienza poi ha tutte le possibilità di migliorarci la vita, ne ha già dato la prova e sarebbe sgradevole negarlo, soprattutto alla Medicina, tant'è ché in generale le fondamenta culturali necessarie non sono mai mancate ( quelle rimaste certo è un peccato sprecarle ). La Scienza non è quello che intende lei: è per prima cosa un linguaggio, un mezzo, di comunicazione e di applicazione pratica ,( motivato da ideali in ognuna delle sue premesse ), che è diventato in parte integrante della nostra cultura, di noi stessi. Credo sia l'uomo a non essere alla altezza del mezzo e non viceversa. Se incontra qualcuno che la tratta come un meccanismo, di sicuro quello non è uno scienziato che possa dirsi tale, è un impostore. oggigiorno professione alla ribalta.
Quindi è come la sua lingua madre: L'Italiano: se incontra un tale che si esprime ad insulti, per quanto li comprenda e offendano, non si può recriminare alla lingua o alla propria abilita di comprensione, di averli trasmessi o ascoltati.
a rileggerla

ritratto di Boris L.

"Ciò che é paradossale, nello

"Ciò che é paradossale, nello spirito scientifico, é che esso accetta come reale solo ciò che é conoscibile attraverso al percezione dei sensi"

Io non sono d'accordo con te però... mi sembra di aver letto nominare atomi ecc ecc... e come la mettiamo col fatto che sappiamo che questa cosa è vera al di là dei nostri sensi? :)

ritratto di Boris L.

Cioè intendiamoci, tu lo

Cioè intendiamoci, tu lo spieghi dopo ma il punto è: se la conoscenza fosse fatta solo di sensi o percezioni sarebbe miope e con poche prospettive...
Tuttavia io credo che la componente esperienziale sia fondamentale quando si voglia fornire una dimostrazione di qualunque cosa…
In fondo anche utilizzare un microscopio non vuol dire aver studiato dal vivo la struttura atomica o subatomica di un materiale…

Dopodiché sarebbe comunque anche giusto chiedersi: sono sicuro che quello che ho visto tramite un microscopio posso considerarlo vero?
C'è il vantaggio di avere una mentalità scientifica è quello di essere formato ed abituato a mettere costantemente in dubbio il proprio modo di essere e di fare…

So che può sembrare un po' come la tela di Penelope ma non è forse questo che ci fa crescere?

ritratto di Gintas69

@dada

Si, ha ragione, questo non è un tema leggero, ne tantomeno facile da discutere e il fatto che gli autori abbiano voluto provarci, gia mi puzza. Vede, le persone che mi conoscono fisicamente, mi vedono come una persona semplice ma dentro scoppia un vulcano in continua eruzione: La gran parte della fatica è spesso quella di esporre le opinioni in un modo che gli altri possano capirlo. Poi ci sono quelli a cui se lo dici in modo complesso fanno finta di non averlo capito e maliziosamente continuano a perdere tempo con dialettica inutile. A questo punto preferisco (come si dice al mio paese) "imboccargliela con il cucchiaino", espressione che sott'intende pure che stò trattando con un bambino. Prima di procedere oltre, a chi si sente chiamato in causa, vorrei dirgli che comunque ne ho rispetto, lo stesso che potrei averne per me stesso e per tutti gli esseri di questo creato. Volendo il tema di cui parliamo dovrebbe essere capito anche dai bambini poichè la morte come
la vita, appartiene a tutti, ed è una cosa con cui dobbiamo prima o poi fare i conti. Le confido una piccola cosa: Io sto vivendo in famiglia una tragedia simile e fortunatamente per me non si tratta di un bambino. Non è la fine del mondo, tanto che prima o poi deve succedere a tutti, l'ho detto solo perchè avesse una piccola idea sul mio stato d'animo e la prego di non chiedermi altro in merito a questo.

Tornando al tema principale, è inutile approfondire l'argomento sul "cosa direste ad un bambino che sta per momire", perchè la discussione è già andata su un binario morto, mentre mi sembra più logico cercare di capire se un uomo debba o no avere Fede.
Discutere sugli altri esseri del creato e se questi abbiano o meno una coscienza può essere dispersivo. Fintanto che non sappiamo quanto questa discussione potrà andare avanti conviene incentrare l'argomento sull'uomo. Fermo restando che gli altri esseri del creato meriterebbero di esser considerati allo stesso modo, vorrei più tosto capire se ciascuno di noi comprende a pieno il valore della sua esistenza.

Avere Fede non significa credere in una cosa che non si può dimostrare, piuttosto significa essere predisposti ad accettare il ruolo e il destino a cui siamo sottoposti, comprenderlo a pieno e fare in modo che esso si compia anche seguendo quello che la nostra coscienza ci suggerisce (quì entra in gioco anche la nostra comprensione di Dio, anche se poi non sempre siamo capaci di percepirlo bene). Quanto riusciamo a farlo
non dipende solo da noi perchè ci sono altri fattori in gioco. Non dipende solo dalla volontà che abbiamo nel perseguire l'obbiettivo ma anche da quanta forza possediammo (un esempio può essere quello di Benedetto XIV) e di contro anche da quanta forza si contrappone.

Mi fermo deliberatamente e vediamo che succede.

ritratto di Gintas69

Scusate, intendevo dire

Scusate, intendevo dire Bendetto XVI.

ritratto di Boris L.

Vabbè dai...s'era capito :D

Vabbè dai...s'era capito :D

ritratto di dada

Fides Gallica

continuo a stimarla, sig. Gintas69, apprezzo i suoi commenti umani e sinceri, mi fanno partecipe della sua umanità, le confermo empatia! E Le Auguro serenità se sta vivendo un periodo profondo.
Nella mia esperienza ho tratto sempre giovamento dal leggere le parabole delle varie religioni, tutte mi hanno raccontato aspetti dell'uomo: in definitiva di me stesso. Le posso confermare che le sarei pure grato se mi riservasse quella stessa premura, nell'alimentare un bambino, da come i buoni ingredienti avranno migliore effetto sulla salute fisica, così a detta di Moebius, le buone idee e i veri stimoli culturali , miglioreranno la salute mentale.
Che la Fede si prometta di credere in una cosa che non si può dimostrare, mi sembra invece la più virtuosa delle premesse. Gli conferisce una dignità morale. Una coscienza di intenti. Il destino imperscrutabile potrebbe rimescolare addirittura le carte di fronte a tale fermezza, ma continuerebbe a giocare con la coscienza come il vento con una foglia. Senza che la foglia abbia un ruolo nelle forze in campo, tranne l'aver un peso in campo che è alquanto gravitazionale.
La Fede (intendendo di per se l'impeto fideistico comune alle varie Religioni ) pertanto ritengo che non abbia niente da dover dimostrare, se non di essere fedele a se stessa e al suo prossimo. Non ha i difetti evidenti di logica. Le contraddizioni teoretiche che possono insorgere sono come le controindicazioni dei medicinali:
inferenze con altre patologie.
Per la complessa cosmogonia greca, questo destino, la "Moira", era un entità con cui nemmeno gli dei potevano intervenire o conoscere. Perchè era il principio di tutta la cosmogonia stessa , perciò per alcuni studiosi è stata un monoteismo ante-litteram.
Del trattamento riservato a Giobbe nella Bibbia, poi non è stata fatta, a mio avviso, abbastanza iconografia da renderla un storia sulla bocca di tutti.
Oggi in quanto a forze , mi sento stremato, non deplorerei certo Ratzi per la stanchezza.
Occcupy Wall Street ha detto "Thanks Pope , Great Input". Spero sinceramente che la stanchezza non colga i fedeli.
a rileggerla.

ritratto di Gintas69

La ringrazio ancora, non

La ringrazio ancora, non credo comunque che sia io a doverla imboccare. Certo potrebbe darsi, che io, senza accorgermene le stia insegnando qualcosa ma per ora credo che è lei che lo sta facendo con me.
Mi ricorda un mio cliente, vecchio professore ed esperto dell'Unesco. Ogni volta che mi chiama, durante l'esecuzione del lavoro resta presente,
e mi creda, il tempo che impegno si triplica ma quello che ricevo è molto di più di quello che ho dato.
Anche io cerco di trarre il massimo insegnamento da quello che mi
circonda ma a differenza di lei si tratta di eventi che capitano quotidianamente: L'apporto che posso dare a questa discussione deriva semplicemnte dalle mie esperienze di vissuto e da come io mi sono posto più o meno onestamente rispetto a questi eventi.
Lei invece, ha fatto spesso delle citazioni, segno che dietro le sue affermazioni c'è una mente allenata ed è probabile che abbia fatto degli studi concernenti il tema.

Ho visto che ha saputo controbattere magistralmente ad ogni post e di questo mi compiaccio perchè credo che lei stia muovendo nella mia stessa direzione.

Uno dei motivi per cui continuo a postare è il fatto che la mia impressione iniziale rispetto a questa discussione è stata l'ipotetica possibilità che ne uscisse come risultato la conclusione che Dio non esiste perchè come diretta conseguenza ciò porterebbe al fatto di potersi sentire liberi dal giudizio divino. L'architrave di tutte le confessioni religiose, è costituioto dal fatto che esiste un Dio quasi fisico con cui ogni uomo può confrontarsi e da cui ricevere sostegno.
Allo stesso modo se costui dovesse violare le leggi sacre, riceverebbe un punizione divina.

Tutto questo concetto secondo me è stato costruito nel tempo per diversi motivi: uno tra cui vi è la antica concezione che non si possono controllare grandi masse di uomini senza intimorirli in qualche modo (quasi fossero animali: ed infatti lo siamo), ed ecco che arriva la punizione.
E' talmente automatica la cosa, che si usa farlo quando si educa un figlio, o anche un cane, e anche in guerra (conoscerete il termine guerra preventiva).

Quindi la cosa che mi spaventa veramente non è l'idea che Dio non esiste, quanto invece la reazione che ne può derivare. Se Dio non esiste, ci sarebbe l'anarchia e tutti farebbero un pò come gli pare. Quanto credete che il mondo possa durare? In verità già si scorge l'ipotesi della
fine e tutto deriva dallo stesso punto: Sempre più persone non credono in Dio.

ritratto di dada

Deus ex machina

Le riconfermo che lo scambio è reciproco, sig Gintas69. Apprezzo molto quello che ci racconta, come esperienza diretta e sincera. Ed è proprio l'esperienza personale ad essere il punto di partenza: quella individuale, empirica e quotidiana ( nei film, come quello proposto da Boccadoro, siamo appunto coinvolti, per gioco, appunto nelle vicissitudini dei protagonisti ). L'esperienza Mistica o Spirituale, ha un modello comunicativo differente da un esperienza di tipo Culturale o Scientifico. Ha una difficoltà espressiva non banale e si potrebbe passar per pazzi ( come son tentato di fare nel caso del sig.Fallico ), per semplificare. E' una comunicazione che da per scontato che anche l'interlocutore a cui si rivolge abbia avuto tale esperienza a contatto con il Divino. Come per la trasmissione di informazioni tra due "device": devono avere lo stesso protocollo! la stessa base cognitiva. In questo caso perché l'esperienza stessa è trasmissibile ( o scaturisce ) non da delle parole ma in seguito ad un proprio ad evento illuminatorio, intimo, personale, opportunamente senza testimoni, che quando riportato ad esterni crea sempre equivoci come nelle migliori commedie.
Non mi stupisce quindi che Lei incontri difficoltà a trasmettere il senso profondo delle sue esperienze spirituali a un auditorio che magari non ha ancora fatto certe esperienze di quel tipo. Non ha di che mortificarsi. Si figuri con chi disconosca a se stesso la possibilità pure di viverle. Gli Atei Radicali.
D'altronde l'errore comune delle persone che fanno del solo razionalismo astratto il primo caposaldo del Sapere, è che si dimenticano come ha avuto luogo il proprio apprendimento dal principio. Nessuno ( tranne Chuck Norris ) , la prima volta che ha visto un cerchio, ha automaticamente appreso l'esperienza del Pigreco. E un informazione "contenuta" nel Cerchio, ma trasmissibile solo a chi ne conosce l'esistenza, a solo ne chi è stata tramandata o insegnata la conoscenza, a chi insomma ha vissuto quel particolare evento, in questo caso la scoperta di una proporzione costante (ma infinita..). Si può ben comprendere perciò la portata di alcuni Eventi nella storia collettiva e personale: l'evento singolare di un solo Uomo può cambiare il destino di quelli a venire.
E chi si è adoperato per tener memoria di tali eventi, a beneficio dei posteri, meriterebbe una gratitudine inequivocabile, soprattutto in campo religioso (per il coraggio), innegabilmente in quello culturale-scientifico. Eventi in pieno spirito open-source.. direi.
Per quello che mi riguarda, quando mi sono intrattenuto fugacemente in luoghi esotici con persone delle più diverse Confessioni ho riscontrato in tutte la stessa luce negli occhi, cioè la ricerca legittima della conferma da parte mia ( nei miei occhi ) di conoscere una qualsiasi via spirituale: poichè , di qualunque via si trattasse, ( diversa nei modi , nelle parole, nei personaggi, nei riti ) sarebbe stato il punto di partenza per comprendere e rispettare la loro. Se conosco la fatica di fare il pane, quando assaggerò il tuo sentirò il sapore della mia fatica e ben rispetterò la tua. E' il Sillogismo del "Buon Senso" e della "Disperazione". Il credere in Dio è di per se una garanzia tra gli umili perché se la fede è sincera è vale come una patto di umiltà e di "parità" democratica, qualsiasi confessione sia.
L'Architrave di cui Lei tratta credo però corrisponda più a quella che sostiene la discesa del Divino, in certi teatri dove si svolge una rappresentazione recitata e melodrammatica della Realtà. Un palco dove gli attori spesso son ben pagati , indossano maschere e sanno fare il loro mestiere ( Hollywood ? ). Dove in fondo si applicano quei detti popolari, senza troppi scrupoli e senza remore:
"se vuoi far felice il tuo cane: prima lo picchi e poi smetti."
Condivido appieno la sua preoccupazione perche è anche la mia ( pur se certi integralismi possono terrorizzarmi assai di più ). E se proprio lo vuole sapere penso sia uno degli argomenti di cui mi piacerebbe che si parlasse di più. C'è il rischio ti vanificare gli sforzi dei nostri predecessori in qualunque campo del Culturale, di perdere quello che ci rende più vivi e uniti. per delle vanità celebrali e insipide e ignoranti.
Son convinto che le piacerebbe leggere J.Campbell, il creatore dei personaggi di StarWars ( Luke Skywalker & Co), ritenuto il "massimo" esperto mondiale di Religioni e Mitologia Comparata ( per certi versi non è mai abbastanza ): George Lucas non ha badato a spese per la buon riuscita del Film ( con cui si è creato il proprio impero economico ) ed ha coinvolto Lui ( manderebbe KO il Robert Langdon di Dan Brown con lo sguardo ). Son convinto che troverà molti punti di vista in comune con quello che pensa lei e che penso anch'io,
In libreria si possono trovare le conversazioni di J.Campbell con un'amico giornalista , molto fluide, un po' come le nostre.
grazie di aver posto la questione.io ci sto.
a rileggerla

ritratto di Antonio Fallico

Il mio non é un attaccare ...

... ma, anzi, un cercare di costruire.

Se leggerete pazientemente quanto ho da dire, comprenderete le mie intenzioni.
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La critica alla storiella dello scienziato é fin troppo scontata.

Le storielle, le favole, così come le parabole sono racconti tratti dalla fantasia e che non hanno alcun valore se non per quello che vogliono dimostrare.

Inutile insistere su un punto, del quale non é stato tratto lo spirito satirico. Perciò, su questo punto mi taccio definitivamente.
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In ogni caso, non é mia intenzione attaccare né la scienza e né le religioni. Entrambe svolgono, ed hanno svolto, una funzione più che rilevante nella evoluzione della razza umana, con tutti i risvolti ad essa associata. Entrambi hanno costituito un tessuto sociale di grande valore.

Per quanto concerne le religioni, mi riferisco più a quelle che predicano le buone relazioni tra gli uomini che a quelle che si limitano a cercare un rapporto fra l'uomo e la divinità.

Le religioni primitive, per esempio, con una serie di riti e di prescrizioni cercano di instaurare un rapporto fra gli individui e gli dei; ed anche questo, in una certa misura, costituisce un supporto sociale; ma non così importante come quello costituito dalle religioni che fanno dell'amore al prossimo, dell'aiuto reciproco, della solidarietà, un comandamento primario.

Ciò non significa che le religioni, in senso assoluto, conoscano una graduatoria d'importanza. Ciascuna ha un suo contenuto che é valido per gli individui che la seguono. Ciascuna serve ad impostare in determinato modo le esperienze dei fedeli; esperienze valide per la evoluzione spirituale.

Il punto centrale del mio dire é che se gli uomini pratici, positivi, razionali, vogliono considerale le religioni fra le cose ormai superate, in un tempo in cui tutto dev'essere sostenuto dalla logica e giustificato dall'utilità pratica, non c'é dubbio che quella parte di quelle religioni che predica l'amore al prossimo, la solidarietà, lo scambievole aiuto, conserva valore ancora oggi: é ancora attuale rispetto ad altre parti che si limitano ad affermare princìpi di fede.

Per esempio: l'assunzione al cielo della madre di Cristo. Un cattolico vi crede, anzi, deve credervi, ma questo non ha un riflesso diretto nella costituzione della società, a meno che il cattolico non imbracci il fucile per difendere la sua fede.

L'insieme di princìpi etici, imposti in nome di una autorità spirituale e con la minaccia di un castigo - cioé senza farne comprendere la ragion d'essere per il singolo e per la collettività - ha determinate tutte le alienazioni di cui é piena la storia.
Il << non fornicare >> di Mosè, imposto senza comprenderne la ragione ed i limiti, ha determinato le nevrosi sessuali che, secondo Freud, sono la causa unica dell'umana crudeltà e ferocia.

Ma l'uomo ha il dovere di farsi delle domande logiche, anche in maniera irrazionale come quella religiosa, e di chiedersi se veramente tutto il problema religioso, per l'individuo, può risiedere in una scelta individuale.

Perché, vedete, finché si tratta di fare o non fare qualcosa, allora la volontà individuale può essere determinante; ma quando si tratta del desiderio, come il non desiderare la roba d'altri, non desiderale la donna d'altri, la volontà può servire solo a non tradurre in pratica il desiderio; ma il desiderio rimane.

Eppure l'uomo può superare i propri desideri egoistici.
Diversamente da così, i grandi destini spirituali a cui é chiamato l'uomo dovrebbero identificarsi in un atteggiamento esteriore, in un altruismo costruito, artefatto, e l'uomo rimane invece, nel suo intimo, un pozzo di egoismo.

L'amore al prossimo di Cristo non può essere inteso come mostrarsi agnelli e rimanere, nell'intimo, lupi feroci.

Si é altruisti quando si << sente >> in termini di altruismo, non quando ci si comporta come tali.

Il comportarsi e non essere crea tutte quelle nevrosi che affliggono il singolo e la società.

Le leggi e le imposizioni dall'esterno non servono più a imbrigliare l'egoismo dell'uomo; perciò é necessario che ognuno modifichi se stesso, se non vuole che la società diventi un triste spettacolo di indifferenza, crudeltà, insensibilità.
Ma soprattutto é indispensabile che questa trasformazione avvenga in un modo del tutto semplice e non alienante.

Allora, se utile é seguire il comandamento che affratella gli uomini, ancora più utile sarà seguirlo serenamente, nell'armonia interiore, liberi da ogni violenza a se stessi.

Pace a voi.

ritratto di dada

il suo modo di fare

Sinceramente Sig. Fallico, Lei mi induce quella tentazione (a cuì mi sforzo di resistere) di mandarla a quel Paese e di non rileggerla nuovamente. Spero perciò che riveda i suoi comandamenti sotto altri punti di vista, quelli del prossimo.
Un calderone di coerenza, istinti, drammi, difetti, doveri. Se fossi il Papa , mi licenzierei anch'io, ad avere un fedele come lei. Eppure saprei che mi posso fidare che non prenda un fucile e faccia una crociata, ben inteso.
Froid è stato un cocainomane incallito ( prego controlli.. ) , ha quasi ucciso la moglie, e ci è riuscito col suo migliore amico. Cercando pure di far del bene. E' un esempio da non seguire ne citare.
Lle rinnovo il consiglio di leggere Lorenz per la comprensione di cosa è la Volontà, di cosa è il Bene e il Male dal punto di vista psicopatologico, umano-animale. Anche le tesi di Schopenhauer, il mio scrittore preferito , riguardo alla volontà sono ahimè state superate, eppure le leggo "volentieri" come sempre.
L'uomo non è quello che descrive.Le religioni neppure..
a partire da:
"Per quanto concerne le religioni, mi riferisco più a quelle che predicano le buone relazioni tra gli uomini che a quelle che si limitano a cercare un rapporto fra l'uomo e la divinità." mi scusi, ma quali sono ? ne ho studiate tante , ma nessuna avrebbe questo scopo o intento..forse l'Unicorno Rosa o lo il Flyng Spaghetti si. ma non sarebbero religioni.
"Le religioni primitive, per esempio, con una serie di riti e di prescrizioni cercano di instaurare un rapporto fra gli individui e gli dei" ma dove l'ha letto ? mi dia una fonte per piacere ..
"Ma l'uomo ha il dovere di farsi delle domande logiche, anche in maniera irrazionale come quella religiosa, e di chiedersi se veramente tutto il problema religioso, per l'individuo, può risiedere in una scelta individuale."
questo è uno dei passaggi più ineffabili.. e paradossali.
Tutto quello che ne deduce è ineffabile parimenti.
mi astengo dal correggerla ( ci deve riuscire da solo )
e mi consola che alla fine ne tragga un ideale di pace.
quindi pace a Lei.

ritratto di Piero Boccadoro

Mi corre assolutamente

Mi corre assolutamente l'obbligo di correggere un punto: il Papa non si dimette, il Papa abdica!
In qualità di sovrano e monarca assoluto di uno Stato, il suo è un mandato di regnante a vita e pertanto non esiste l'istituto giuridico delle dimissioni, nel suo caso.
La dicitura corretta è abdicare.

Scusate ma la precisazione era assolutamente d'obbligo! :D

ritratto di dada

correntisti

la sua precisazione è gradita, e casca proprio a fagiolo "come nel suo bacello" direbbe l'Olio compagno di Stanlio, visto che lei sarebbe essere un giornalista ( o pubblicista ) e che la stessa sarebbe, ancor di più in questo contesto, "deo-onto-logica".
Stranamente si non riserva lo stesso "obbligo" alla sovranità popolare, alla figura del singolo.In qualche modo vi avvalgo della stessa licenziosità costituzionale, con la stessa gratuità che mi prendo con "la grammatica" sapendo che non mi porterà ìn tribunale, già indaffarato in questioni più importanti e che non ne varrebbe in fondo la pena.
In questo caso poi il Papa , mi sembra essere stato licenziato.. un po' in tronco. Sarei curioso davvero di saperne di più visto la misteriosa "buona uscita" aziendale..
a rileggerla

ritratto di Boris L.

Ma si può sapere di che

Ma si può sapere di che parli?!?!
Ma come licenziato???

ritratto di dada

certo , incerto

La mia opinione, non avvallata da assodati fatti di cronaca, è che l'abdicazione in questione non sia avvenuta per la stanchezza. daltronde non portare certe Croci sarebbe un peccato ideologico in certi ambienti, come avviene nei cantieri della Bergamasca.
Nutro il sospetto , probabilmente illegittimo, che ci sia stata una pressione da parte di altri Poteri. Forse della Curia, che si sarebbe accorta della scarsa efficacia mediatica del Nostro ( visto le recenti dichiarazioni pre-natalizie nonché gli evidenti errori diplomatici commessi in passato ) o che abbia riconosciuto la somiglianza con l'imperatore Sith, nemico dei Jedi, un'immagine difficilmente recuperabile, poco cool, poco geek ,definitivamente poco rockstar, per del marketing 2.0 .
Forse addirittura di poteri ancora più Forti. ( vado in bagno appena posso .. )
Cmq mi sembra demenzialmente simile alla scena di Forrest Gump , quando smette di correre.. non trova ?
Certi copioni, andrebbero interpretati meglio, per ambire agli Oscar.

ritratto di Boris L.

E della tua regolarità

E della tua regolarità intestinale a noi cosa interessa?! O.o
Fai pubblicità per il bifidus anche tu?

ritratto di dada

Sbiffidato.

Infatti non si tratta di irregolarità intestinale.Ma son contento che abbia colto il punto più nevralglio della questione.. la risposta dovrebbe essere abbondante e ottima.

ritratto di Piero Boccadoro

Trovo abbastanza

Trovo abbastanza significativo che questo discorso possa essere affrontato senza mai fare menzione delle istituzioni della Chiesa, del suo ruolo e dei suoi aspetti fondanti…
Tuttavia, se non vi dispiace, non appena vi sarà più gradito, vorrei che discutessimo anche questo aspetto perché se da un lato è molto interessante parlare di Dio e riuscirci senza doversi per forza appiattire sulle posizioni espresse da una confessione religiosa, dall'altro credo che uno degli aspetti più significativi che cercare di capire se queste ultime possono o non possono, debbano o non debbano essere ritenute fondamentali :)
Che ne pensate?

ritratto di dada

Design Patterns

Premesso che lo spaccato migliore, l'ho trovato nel romanzo "il Nome della Rosa" di U.Eco ( sono poche pagine, in una settimana si legge, tempo permettendo, e non lo si compri, non si diano soldi ai soliti noti ), faccio sempre fatica a trasmettere quanto sottili siano certe considerazioni di carattere Storico-sociale, con che pinze bisognerebbe trattare certi eventi.
Per esempio l'Olocausto, avvenuto con le scoperte delle Americhe e il successivo continuum coloniale sono stati in primo luogo perpetrati dalle istituzioni monarchiche di quel periodo ( gli eserciti appartenevano a loro), invece che dalle istituzioni Ecclesiastiche, senza esercito ) tantè che ancora i bottini di quelle ruberie globalizzate sono conservate principalmente nelle casseforti di quegli Stati , piuttosto che in quelle vaticane.
il film "Mission" racconta magistralmente un episodio emblematico della vicenda ( peccato che non facciano più di film così ! ) "la giungla vera è nei salotti del Europa" dice uno dei protagonisti.
Il primo strumento in ambito storico è valutare IL CONTESTO ( un alto giallo a firma Sciascia ). e trarre da esso il vagliabile l'intellegibile.
La Chiesa è uno stato, che ha il difetto, come gli altri, di poter eleggere un Dittatore senza scrupoli e di essere vittima di golpe. E in effetti sappiamo che è già successo più volte nei vari secoli. Questo a mio parere non toglie credibilità ad un istituzione. Ci sprona a solamente migliorarla e perfezionarla per impedire che gli eventi si ritorcano contro di Noi. Anche se ne fossimo esclusi , e non ne fossimo cittadini, come io non sono.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra.. mi verrebbe da aggiungere alle varie analisi storiche in voga.
Ci è stato detto che Hitler, abbandono lo stadio di Berlino quando durante le olimpiadi Jesse Owens, vinse pressoché tutte le gare di corsa. Eppure il diretto interessato , afferma che nella sua biografia, che proprio il Mostro entusiasta della prova, cercò di complimentarsi di persona.
Di nuovo gli eventi e le testimonianze personali hanno un peso non trascurabile.
Condanno con assoluta fermezza certe tragedie dell'Umanità, condanno altresì certe sufficienze di giudizio perché preparano le tragedie successive. Erodoto l'aveva capito già allora, Braudel nella "Grammatica delle civiltà" ha rinfrescato la memoria.
Quando Wojtyła ha dichiarato "che dio si sarebbe vergognato degli Uomini" in occasione dell'invasione Americana in Iraq, ha rischiato di bruciare all'Inferno ( ma più qui in terra! ). Quando invece Ratzi si è espresso sulla guerra preventiva, si è lastricato davvero la strada per tale direzione.
Spero che le sue considerazioni siano sottili ed eque come si conviene.
a rileggerla.

ritratto di Piero Boccadoro

Non farò sconti!

Io mi auguro che spero di essere sempre equo in qualunque comportamento io decida di avere. Tuttavia non c'è da essere sottili per quanto mi riguarda.
Se da un lato è assolutamente vero che questa istituzione non possieda forze militari di grande rilevanza oggi (salvo qualche pagliaccio in costume) è anche vero che io certamente non devo spiegare che cosa sia il Potere Temporale…
Così come sono certo di non dover spiegare quale fu il valore storico, politico, sociale ma soprattutto economico dell'incoronazione di Carlo Magno la notte di Natale…
Non furono mani di uomini di chiesa a macellare un intero popolo durante le crociate ma braccia e spade da essi aizzate e determinate ad esistere proprio per perpetrare quel meccanismo di potere di cui l'allora re dell'allora Francia fu il primo suddito.
Il colonialismo non ha assolutamente ragioni solo politiche ma principalmente economiche ed un'istituzione concepita come monarchia assoluta e che tutt'oggi ha conservato quella struttura non può che avere giganteschi interessi in merito.
Io non so se posso essere considerato equo dicendolo ma, mi dispiace, non faccio sconti su questo!

Sono sicuro che queste considerazioni non possono essere fatte da una persona direttamente coinvolta con questi istituzioni e, siccome nel corso della mia se pur breve vita ho avuto modo di dialogare molto intensamente con diversi preti, monaci et similia ricevendo soltanto risposte straordinariamente tutte uguali, così impersonalmente recitate e, purtroppo, completamente prive di significato perché distaccate dalla realtà, la prego, se così dovesse essere per lei, evitiamo clamorose arrampicate sugli specchi perché questo dibattito è di un certo livello…

Per essere onesti, per essere giusti, per dimostrare di essere persone non dico di cultura ma almeno scolarizzate e per rendere giustizia alla propria intelligenza e alla propria coscienza l'unica strada, per quanto mi riguarda, è quella di essere credenti considerando la Chiesa come una presenza semplicemente superflua.

Spero sinceramente che riusciremo ad arrivare alla conclusione almeno del punto uno dei miei otto proposti perché onestamente sarebbe piuttosto divertente se riuscissi ad esprimere il concetto che, in quanto bisogno intrinseco dell'uomo, del nome di Dio è stato fatto abuso e scempio da parte di tanti, troppi...
Nel nome di Dio è stato compiuto ogni crimine umano concepibile ed oggi perseguito.
Nel nome di Dio è stata istituita la Santa Inquisizione e su questo punto, per carità, si abbia l'onestà intellettuale di commentare semplicemente "è vero!"…

Le citazioni che lei propone mi sono molto care e sono certo facciano parte di un panorama che prova a raccontare uno spaccato di società del tempo ma ciò non toglie che ci siano evidenze storiche assolutamente non contestabile del fatto che si è trattato prima e soprattutto di uno Stato che come tutti ha avuto interessi economici che vanno ben al di là di qualunque motivazione o stimolo religioso.
Sono certo che lei non ignora quale sia stato il significato storico della donazione di Sutri così come sono certo di non dover spiegare cosa siano i patti lateranensi… E siccome so benissimo che è così, mi permetto di far notare come la 728 d.C. fino al 1929 gli interessi, le reali motivazioni ed i fini non siano poi troppo cambiati…
Ed oggi nonostante qualche sparuta e rara personalità di rilievo questa istituzione non è assolutamente migliore di quanto non lo sia stato nel tempo.

E tutto questo senza fare menzione una volta sola delle ingerenze, degli abusi e gli straripamenti all'interno della regolamentazione della vita e dei principi della comunità che, in realtà, li ospita ovvero l'Italia...

ritratto di dada

Historia Magistrae Vitae

Credo che a non fare sconti ci rimetterebbe alla fine il bilancio dei suoi ragionamenti, in un ottica di strategia commerciale. Perché potrebbe in definitiva poi non riceverne, e pagare il prezzo pieno, notoriamente ingiustificato, ne varrebbe la pena? Anche il Beccaria, conviene, che sono preferibili gli sconti purché la pena sia di qualità.
Di nuovo, a mio avviso, tradisce le sue premesse. Visto che per argomentare meglio le sue tesi potrebbe risalire al concilio di Nicea o ancor meglio all'incoronazione di Augusto , insieme alle vicissitudini dello zio Cesare: anche se certe storie non erano ancora state scritte , sono "sottilmente" più pertinenti.
non capisco dove stia l'equità ne dove vorrebbe andare a parare..
L'Italia ( che ha solo 150 anni ) ha compiuto massacri, genocidi, appunto per interessi economici , senza che la religione centrasse alcunché. Ma Lei mi sembra che è cittadino italiano. Dovrebbe cambiar lingua , o smettere di leggere in italiano ? Dovrebbe ritenere superfluo lo Stato ?
Quando ha saputo che a Bologna, a Milano, a Palermo l'anno scorso, i medici ammazzavano di proposito i pazienti le è venuto in mente che gli ospedali o il sistema sanitario nazionale fosse superfluo ?
"Nel nome di Dio è stato compiuto ogni crimine umano concepibile ed oggi perseguito." quale pretesto migliore si immagina , da parte di un Intelligenza Criminale ? ne trovi uno più convincente , più plausibile. Crede davvero che un Imperatore avrebbe desiderato che nei libri di storia si scrivesse " ho fatto la guerra, ho massacrato genti, perchè volevo diventare ricco" ? oppure "andate e morite in nome mio"!! questo non convince gli eserciti , non convince i sudditi, si farebbe la figura degli idioti o dei capricciosi. cioè si passa dalla parte del torto in un secondo, rischiando che siano i tuoi a farti la pelle: o si ha la forza di reprimere tutti oppure si strumentalizzano le vicende, si plagiano gli ignoranti, ci si investe di Divino.( da qui può capire perché gli imperatori cercavano tutti di inserire il cugino, lo zio, nel conclave o sul trono papale , tale quale si fa oggi per i ministeri ). Ce lo dice Erodoto , il primo degli storici ,( lettura proibita sotto Stalin ) come si fa e tutti i ponenti applicavano pedantemente la lezione del manuale. Se non è nel nome di un ipotetico Dio , è nel nome di un ipotetica Giustizia che si istituisce qualsiasi Inquisizione.. Guardi la guerra in Iraq e le Armi di distruzione di Massa.. ma lei ha creduto a Bin Laden e che siano andati in Afganistan, il giorno dopo, per Lui ? ma ha visto il film di Moore?
E' successo aI paese con le migliori università del Mondo..quindi è un paese superfluo di gente superflua ?
La mia onestà intellettuale mi fa commentare: è ( un vero ) banale e ridicolo, dove l'equità non è di casa , un po' come la sua domanda finale ai punti..
per fortuna il dibattito è di un certo livello.
legga Braudel, della scuola degli Annales francesi, ma non il libro che le ho consigliato prima, parta da "Mediterraneo" le chiarirà tanti risvolti storici. approfitti degli sconti in libreria o vada in biblioteca ..altro che scolaretti..
a rileggerla.

ritratto di Piero Boccadoro

:) Ora ho un dubbio: temo di

:)
Ora ho un dubbio: temo di essermi imbattutto in un interlocutore meno di qualità di quanto mi si era prospettato all'inizio...

Lei ha scritto:
1) che le mie argomentazioni avrebbero bisogno di più forza... e mi sembra ovvio che non sia così... risalire a tempo più addietro non toglierebbe nulla alla veridicità storica di quanto io non abbia già detto e provato oltre ogni ragionevole dubbio. E la dimostrazione sta nel fatto che lei bolla queste argomentazioni come non pertinenti nongià come non vere. :D
Ergo lei ha implicitamente ammesso che siano valide ma gioca al ribasso per tentare di suggerire che siano inconsistenti...
Per caso lei ha studiato giurisprudenza? No perchè tali considerazioni sono degne del miglior Ghedini...

2) che siccome altri hanno compiuto analoghi delitti o crimini, sarebbero colpevoli nello stesso modo. Ma non perchè questo renda loro gravemente colpevoli ma me straordinariamente poco coerente... Puntare sul senso di colpa non la aiuterà a convincermi che le mie argomentazioni non sono valide.. dovrà sforzarsi un po' di più temo.
L'uso magistrale del senso di colpa mi affascina ma con me, semplicemente, non funziona.
Io sono un cittadino italiano e sono fiero di esserlo.
E ciò non ha nulla a che vedere col fatto che i crimini di cui tutti i credenti hanno le mani sporche sono stati compiuti in nome di un dio che ha pronunciato il discorso della montagna. Un'orazione fatta di grandissimi postulati e fortissimi valori tutti traditi da 2000 anni di storia :D
Non provi a sviare il discorso.. non funzionerebbe.
Inoltre questa considerazione sul fatto che in definitiva "sono tutti colpevoli allo stesso modo" ha un sapore vagamente qualunquista...
Ha per caso intenzione di sostenere Grillo alle prossime elezioni politiche?

L'unica risposta che una persona onesta intellettualmente potrebbe fornire sarebbe un modestissimo "è vero".
La prego, non tradisca le aspettative che lei stesso ha creato :D
Si denigrerebbe da solo :D
O quantomeno, le consiglio di scegliere una nuova strada per sviare il discorso perchè, le ripeto, questa non ha funzionato :D

3) da questo ne discende che non sono io a non essere equo ma lei non ancora sufficientemente maturo, cosciente e consapevole da fare autocritica su ciò che lei ritiene vero, importante e valido :D
Le faccio un esempio, visto che siamo in tema di politica: non ammettere che si sarebbe potuta fare una riforma o un'altra NON vuol dire essere onesti intellettualmente ma non ammettere gli sbagli di uno o più esponenti del mondo politico. Tuttavia essere consapevoli che non si è fatto e si sarebbe dovuto/potuto fare non vuol dire che sceglierò di votare qualcuno meno vicino (anche solo formalmente) alle mie convinzioni.

Spero che questa parentesi politica non l'abbia disturbata ma gli esempi mi sembravano calzanti.

Mi preme fare una precisazione: un paese, prima di tutto, rappresenta un insieme di persone accomunate non soltanto dal fatto di vivere fisicamente in una regione geografica comune ma che sono anche accomunate la storia, lingua, cultura, formazione e così via…
Non vorremo certo confondere un'istituzione di questo tipo con lo stato Vaticano, vero?!
Ovviamente mi aspetto che mi si dica che quella invece è un'istituzione più alta perché trascende tutto questo crea legami più profondi di intrinseci tra le persone… Farò finta che questa sia una valida argomentazione e su questo punto, almeno, la lascio vincere. :D

ritratto di Boris L.

Ecco appunto... "sono tutti

Ecco appunto... "sono tutti uguali"... "chi è senza peccato" con quel che segue...
Ma andare avanti senza stereotipi, fare una discussione vera è possibile oppure bisogna continuare ad usarli come comodi scudi?

ritratto di dada

Ecce Agnus

sarei d'accordo con lei sig.Boris, se ho capito bene.
Gli Stereo-Typos sono evidenti: che certe impronte siano state lasciate è indubbio, ma bisogna aver fiuto ed esperienza per capire chi le ha lasciate , quando le ha lasciate, e trovare la tana.per puro spirito d'indagine s'intende, oramai i boschi sono disabitati, anche gli elfi si sono dileguati.
a rileggerla.

ritratto di dada

i suoi dubbi

Sono lieto di sollevarle altri dubbi, lo Scetticismo è stata la corrente filosofica che mi ha spronato maggiormente : sono un Protagoriano in pectore, come direbbe Lei.
La prego di non parafrasare ciò che neppure ho scritto:
lei non ha bisogno di più forza ed io non l'ho mai scritto.e ragionamenti che ne detrae si ammettono da soli.
se lo vuole sapere non sono laureato e a malapena mi sono diplomato ( è stato un evento che ha avuto del miracoloso ). In quanto al Lerch ( della famiglia Addams ) lo considererò come un ottimo suggerimento per il costume del prossimo Carnevale (anche quello dei Clown svizzeri non era male ).
Vale lo stesso per il senso di colpa ( la fantasia non le manca, come certe allucinazioni ), la frase di Habermas qualche commento fa, spiega abbondantemente il mio punto di vista.
Poi se io fossi magistrale, l'istruzione italiana avrebbe il Ciccio nipote di Nonna Papera come ministro della cultura.
Il suo "vero" è vero e io non ho mai scritto il contrario, ma è a mio avviso un vero ridicolo.. come dire " la pera cade verso il basso dall'albero" , dovrebbe fare degli sforzi Newtoniani, per trarne qualcosa di Più. son sicuro che ne assolutamente capace.
Vede Erodoto ci racconta che sia il "Burka" sia la tipica prostrazione con la fronte, esistevano già ai suoi tempi nelle medesime regioni, ci mancherebbe quindi che siano argomenti pertinenti ad un inutile alterco religioso.
Sarebbero inutili come le sue precisazioni, che confondono "stato" con "paese", i confini geografici con quelli culturali. dovrebbe riguardare ( se l'avesse già fatto ) il film di Salvatores "SUD" con il simpatico Silvio Orlando che premette all'inizio:
"il Sud è un confine tracciato soltanto nelle nostre teste."
io l'ho trovato in biblioteca.. poi si godrà meglio Braudel o Le Goff.
il premio alla vanagloria delle vittorie sarà una corona di Spine.
a rileggerla

ritratto di Boris L.

Certo che hai una capaicità

Certo che hai una capaicità incredibile di sproloquiare abbondantemente dicendo davvero poco :D

Le atrocità compiute dalla Chiesa Cattolica in nome (e per conto?) di Gesù Cristo sarebbero verità "ridicole" per te?
Il tuo umorismo così macabro pare degno del peggiore Quentin Tarantino, temo.

ritratto di Giorgio B.

Ma non lo capite che non ce

Ma non lo capite che non ce l'ha una risposta?!?!
E piantatela un po'... :D
Ha accusato il colpo, si arrampica sugli specchi, ha ceduto... basta!
D'altronde, chi è talmente imbecille da negare che la Chiesa sia la sola e unica responsabile delle peggiori atrocità compiute dall'uomo?
Una volta Guantanamo esisteva ed era dato mandato alla Santa Inquisizione di eseguire ogni genere di tortura.
Lo sappiamo, nessuno è così idiota da negarlo.
Il punto è un altro: non agiva in nome E per conto di Dio ma solo IN NOME di Dio.

Ed è su questo che si sollevano i più legittimi dubbi...

ritratto di Giorgio B.

Vi fare notare a questo

Vi fare notare a questo proposito che quanto accaduto a Giordano Bruno, per non parlare di mille altri che non hanno neanche avuto un nome, è uno spettacolo che nemmeno il più efferato dei mafiosi avrebbe mai messo in scena!

ritratto di Giorgio B.

*farei Scusate.

*farei

Scusate.

ritratto di Antonio Fallico

Mio malgrado

Sono costretto a dei chiarimenti. Lo faccio, non di buon grado poiché temo in un protrarsi di una discussione privata fin oltre i limiti del decente.
Tuttavia, siccome sono anche una persona di indole speranzosa, spero con tutto il cuore che questo mio "post" non alimenti una perpetua diatriba, con tutto lo spreco di energie che ciò comporterebbe.

Non amo il genere di dialoghi in cui uno si esprime e l'altro recepisce in funzione delle proprie risposte precostituite. Forse perché mi ricorda gli scambi con mia suocera la quale, se per esempio si convince che sto male e mi chiede: << Come stai? >>, ed io rispondo << Bene, grazie >>, lei conclude: << Coraggio, passerà >>.

Chiedo scusa a tutti, quindi, per questa mia, forse non opportuna ma sentita, performance. Chiedo scusa soprattutto a Piero, che avrebbe voluto indirizzare la discussione sul binario delle istituzioni religiose ( se non ho interpretato male il suo pensiero); per quanto mi riguarda, sono pronto a confrontarmi su qualunque argomento mi si voglia sottoporre, non appena avrò la sensazione qui si possa esprimere le proprie opinioni senza essere continuamente interrotti da sterili polemiche.

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Premetto che non sono un religioso. Non mi identifico in alcuna religione, pur avendo cognizione della gran parte di esse. Allo stesso modo, non mi identifico in nessuna fazione politica. - La cui linea di demarcazione mi risulta difficile da individuare -.

Sono soltanto un uomo, un individuo convinto che ciò che si percepisce non sia tutta la realtà e, in funzione di queste convinzioni, propende alla ricerca, in maniera quanto più possibile avulsa da ogni tipo di condizionamento esterno e, ancor più, da "comandamenti".

- A proposito, da cosa si evince che io sia un "fedele del papa", proprio mi sfugge. -

Non ho la presunzione di voler convincere alcuno delle mie individuali conclusioni; per adduzione logica, perché non sono così sciocco da pensare di essere depositario della Verità.

Per questo dico che << l'uomo ha il dovere di farsi delle domande logiche, anche in maniera irrazionale come quella religiosa, e di chiedersi se veramente tutto il problema religioso, per l'individuo, può risiedere in una scelta individuale >>.

Perché sono convinto che l'uomo, in ultima analisi, sia solo di fronte alla Verità. Sta a lui e lui solo, individualmente, cercare la propria via che conduca alla consapevolezza, con l'ausilio degli strumenti che ha ha disposizione, cioé la ragione, il buon senso e l'intuizione (che é una forma di comprensione diretta, spesso inafferrabile; la quale facoltà meriterebbe, forse, ulteriori approfondimenti).

Mi si spieghi in cosa consiste la presunta paradossalità di questo pensiero. Ovvero, mi si chieda delucidazioni in merito, con spirito puramente indagatore, e, in tal caso, sarò ben felice di fornirle.

Se qualcuno vuole ritenermi un pazzo per questo, o mandarmi a quel paese, si accomodi pure. Questo, per l'appunto, é uno di quei condizionamenti di cui mi sono distaccato da tempo. Continuerò a seguire la mia strada, coerentemente con i principi che animano il mio spirito ricercatore.

Ciò non significa che non sono pronto ad ascoltare ciò che altri hanno da dire. Ma sarò sempre da solo di fronte alla scelta se ciò che ho udito mi "suoni" reale o meno.

Quando cito un autore, non lo faccio perché sono attratto o d'accordo o simpatizzante di quell'autore, ma soltanto perché non mi piace attribuirmi il pensiero di qualcun altro e, quindi, lo cito per quella che ritengo essere "onestà intellettuale".

Per esempio, ho citato Freud (si legge Froid ma si scrive Freud!) perché, secondo lui, << le nevrosi sessuali sono la causa unica dell'umana crudeltà e ferocia >>.
Da questa citazione si può evincere, semmai, che io sia d'accordo sul fatto che le nevrosi sessuali effettivamente esistano, non già che sia d'accordo con Freud sul fatto che esse nevrosi siano la causa della crudeltà e ferocia umana.

Se poi lui abbia avuto o no problemi di cocaina, sono fatti suoi. Non spetta a me, né a nessun altro, giudicare le scelte del nostro prossimo. Nessuno ha le carte in regola per giudicare gli altri.
Inoltre, a mio avviso, chi etichetta le persone con epiteti di qualunque genere con l'intenzione di distruggere il contenuto del loro pensiero commette un errore alquanto puerile e non meriterebbe nemmeno di essere preso in considerazione.

Ai credenti, ai non credenti, ai materialisti, agli spiritualisti, a tutti gli uomini (ancor a coloro che dal mio ideale di pace possano trarre conforto), pace a voi tutti.

ritratto di dada

il suo buongrado

Siccome sig,Fallico credo che si rivolga principalmente a Me, sono io a dovermi scusare.
e lo faccio ben volentieri. Non volevo costringerla a dei chiarimenti ne volevo irritarla. Prenda le mie affermazioni per spontanee, come si farebbe tra amici, ma sopratutto difettevoli. Non le recriminerei affatto che mi prendesse per pazzo, con tutte le droghe di cui ho pervicacemente abusato , sono il primo ad ammettere che ne avrebbe tutte le ragioni. Mi conceda perlomeno l'attenuante che la mia mia pazzia è, a tratti, lucida.
La prego perciò di non abbandonare la discussione a causa mia, stimando le sue esperienze personali al pari del sig.Gintas69. Non credo di aver sbagliato quando ho pensato che i suoi comandamenti sarebbero i suoi ideali. Come come anche l'identificarli ipoteticamente in una morale cattolica, insieme alla fantasiosa ipotesi in cui io fossi un Papa e lei un fedele.
Non si deve preoccupare:io la considero depositario di una Verità, quando questa erge in definitiva ad un interesse di Pace Globale. Perciò non colgo nessuna logica quando si accorge di essere solo ad affrontare tale Verita. Spero di averle chiarito il paradosso.
Poi credo che se andasse a quel paese, troverà che ci siamo stati un po tutti, e che tutto sommato è un paese pacifico.
Per quanto riguarda Herr Froid ( mi dispiace, lo giudico eccome, e lo perdono indubbiamente ) non son riuscito ad esimermi dal ricordarle i progressi in ambito accademico che son stati fatti , suggerendole , succintamente, da chi sono stati fatti , cioè da Lorenz ( colui che ha scoperto il Mobbing ). Ma in effetti ci vuole un ulteriore spiegazione.
quando Herr Froid dichiara che "le nevrosi sessuali sono la causa unica dell'umana crudeltà e ferocia", per la logica si dichiara che "un essere asessuato(!) non soffrirà di tali inclinazioni". Ed appunto è stata Etologia a dimostrare il contrario, con con tutti gli ingenti costi e le fatiche che un analisi scientifica ben fatta ha comportato.Tale ricerca ha prodotto, per esempio, un saggio dal titolo "il cosiddetto Male" che sfata la mitologia popolare che vuole lo Squalo come l'animale più crudele in natura ( si è dimostrato essere invece il pesce Corallino ). Grazie a Lorenz possiamo anche considerare un eufemismo il detto "Homo homini lupus" , augurandoci che sia effettivamente così. ( in effetti la discendenza del Lupo si è rivelata il miglior amico del uomo , più dell'uomo stesso ). il nostro Nobel ha dato pace pure ai seguaci di Nietzsche ( non sbaglio di proposito! ) di "Al di là del Bene e del Male" , a cui va la mia solidarietà visto la condizione mentale che ci accomuna e visto che è stato il mio ispiratore nei periodi più torbidi della mia vita.
Le riconfermo che sapere che lei è un uomo di pace mi da un gran conforto, commisurato alla quantità cellulare che lei occupa nel mondo. Spero quantomeno di darle altrettanto.
con assoluto rispetto, se non fossi stato chiaro sarei a disposizione.
a rileggerla.

ritratto di Antonello

Non ho capito cosa c'entra

Non ho capito cosa c'entra questo outing sull'abuso di sostanze stupefacenti ma mi viene il sospetto che sia la chiave per comprendere il suo punto di vista: dica, ci ha mica parlato? :D

ritratto di dada

c'entra a mio malgrado, ahimè

apprezzo la sua ironia, sig.Fallico, non smetta di usare tutte le chiavi disponibili per comprendere il suo prossimo.. ce ne una per ogni cassetto dell'anima come ha illustrato Dalì..
le potrei poi rispondere che avendo il numero di telefono ho lasciato il messaggio in segreteria ( grazie tecnologia ), sicuro della cortesia del mio interlocutore, aspetto pazientemente che richiami, quando avrà un attimo di tempo libero. Son convinto che è oberato di lavoro...Lei ?
a rileggerla.

ritratto di Antonello

Comunque scusate se mi

Comunque scusate se mi permetto, anche perchè non conosco bene la lingua, ma sono piuttosto certo del fatto che sia Freud e non Froid..

ritratto di dada

babele

Herr Froid, si è dimenticato di conoscere il significato di Freud, nella propria lingua..cioè "Gioia", un errore madornale, che si è ripercosso sulla sua carriera personale, e quantomai nella vita.. si informi.
a rileggerla.

ritratto di Antonio Fallico

Le religioni dell'uomo

Anch'io, come Dada, non ho ben compreso qual'é il quesito che si propone. La domanda, infatti, non é posta chiaramente e si presta, quindi, a libere interpretazioni.

Non so quale sia lo scopo intimo di Piero, per il quale ci troviamo qui a discutere di certe argomentazioni; se sia esso di ordine commerciale, o per generare stimoli riflessivi, o per un suo bisogno di trovare conferme alle proprie convinzioni. Forse, più semplicemente, come spesso accade a tutti noi, credo, non lo sappia nemmeno lui.

Siccome le ragioni possono indefinitamente varie, personalmente rinuncio a crearmi il problema di scoprirle, a meno che egli non senta la necessità di confidarcelo [ sorriso ].

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Quale é stata e quale é la funzione delle varie religioni?

La religione, nel senso comune, é intesa come un'istituzione incaricata di rispondere all'innato senso mistico dell'uomo e, nello stesso tempo, ad un'esigenza di carattere pratico: il bisogno di raccomandarsi a un amico potente, di rifugiarsi in questo amico per averne sollievo ed aiuto ai propri problemi, alle proprie contrarietà.

Che cosa sono gli ecclesiastici di oggi? Uomini politici in vesti sacerdotali; falsi profeti.

Con questa affermazione non vorrei distruggere la stima di chi ha fede nelle istituzioni religiose, l'attività delle quali é ora la migliore che la storia ricordi.
Infatti, la pena di morte non é più contemplata dal diritto canonico, l'Inquisizione é liquidata da più di un secolo; la scomunica é sempre inflitta ma va a scomparire, anche perché rischia di diventare patente di intelligenza e valore per chi la subisce.

Non mi sembra sia il caso di lamentarsi neppure per il fatto che attraverso il loro bisogno di religione si manovrino le persone nella maniera che più conviene al potere religioso; se quelle persone non si lamentano, vuol dire che hanno bisogno di quel tipo di religione.
In fondo, per fare un pò di cassetta, é meglio indire un Anno Santo fuori tempo che ricorrere a finanzieri con pochi scrupoli.

Quindi, vedete: il comportamento delle istituzioni religiose é in netto miglioramento.

Ironia a parte, personalmente non riesco a conformarmi a nessuna istituzione, sia essa politica o religiosa, perché penso che tutte le istituzioni, tutti i raggruppamenti, finiscono sempre per diventare più importanti dell'ideale morale che li ha creati, su cui fondavano i loro principi. Con tutto quello che ne consegue: corruzione, compromessi di ogni genere che mirino a salvaguardare gli interessi dell'organizzazione.

Se non ricordo male, fu San Tommaso il primo a comprendere la necessità di distinguere il potere politico da quello religioso, proprio per poter giustificare le pessime azioni nonostante la proclamazione dei migliori propositi, e inconsciamente si può dire che inventò il principio di : << quella é un'altra cosa >>. Principio meraviglioso! Che é rimasto in auge fino ai nostri tempi. Quante volte un comportamento diverso, in identiche circostanze, per persone diverse, é giustificato dicendo; << Ma quella é un'altra cosa! >>. - Video meliora proboque, deteriora sequor (vedo il meglio e lo approvo, ma seguo il peggio -

Ehm, mi scuso, soprattutto con l'amico Dada, per questi miei attacchi di follia! per fortuna rari, spero.

Anche il sommo Dante riconobbe la necessità di distinguere il potere politico da quello religioso: ovviamente per ragioni diverse da quelle che avevano mosso San Tommaso. Il successivo passo nella storia non poteva che essere innovatore su due fronti: da una parte Marsilio da Padova ardisce affermare la superiorità dell'imperatore sul Papa e dall'altra il buon Machiavelli asserisce che la politica deve correre su binari diversi da quelli della morale: un atto di onestà encomiabile contro il dilagare dell'ipocrisia della Chiesa, che fu massima proprio nel periodo in cui essa deteneva il potere politico; encomiabile si, anche se poi, in pratica, si ridusse in un togliere ogni remora alla spregiudicata azione dei politici, a fare della politica un faccendare ancor più privo di scrupoli.

Mi si obietterà che la politica non é solo questo, c'é anche l'ideologia. E' vero, c'é l'ideologia che il politico vuol far salva ad ogni costo, anche quando ormai le azioni sono esattamente all'opposto dell'idea professata. E chi non riesce a identificare il proprio pensiero in una delle ideologie che animano i partiti, é bollato col grave epiteto di "qualunquista".

Non so se in tutta questa disquisizione si trovi la risposta a un qualunque interrogativo.

Non so nemmeno se ho ottemperato alla richiesta di Piero.

Non so se tutto ciò abbia un senso. A ciascuno l'onere di trovare il proprio.

Antonio

ritratto di dada

Homo sapiens

Vorrei rinnovarle nuovamente le scuse sig.Fallico, apprezzo quanto ha scritto, colgo seppure con a fatica la bontà delle sue affermazioni. per esempio: "Non ho la presunzione di voler convincere alcuno.." è una frase sbagliata in principio: la presunzione non esiste nel "voler", la presunzione semmai è nel "poter" o nel "convincere": cioè lei non può avere la presunzione di voler andare sulla luna, ma di poterci andare così come la presunzione di voler conoscere Dio, non esiste, semmai la presunzione di poterlo conoscere. ( non sarei ovviamente daccordo ).
Il volere è pretenzioso, il potere è presuntuoso (direi, quando hanno accezioni negative).
Mi chiedo se sono stato chiaro ? Perche credo che chi avvallasse , coscientemente, il suo modo di dire si prenderebbe gioco di lei. E' per questo che la invito a rileggersi.
Allo stesso modo quando dice "l'uomo ha il dovere di farsi delle domande logiche, anche in maniera irrazionale come quella religiosa, e di chiedersi se veramente tutto il problema religioso, per l'individuo, può risiedere in una scelta individuale." capisco cosa vuol comunicare, ma di nuovo è un enunciato che mi sembra scorretto, illogico, vediamolo insieme:
"l'uomo ha il dovere ( credo intendesse il diritto, altrimenti il suo sarebbe un obbligo, un comandamento, perciò è una concezione che va contro i suoi principi , un paradosso gustoso ) di farsi delle domande logiche ( qui non ce niente da dire ), anche in maniera irrazionale ( qui mi dovrebbe spiegare come fa una domanda logica a essere irrazionale ) come quella religiosa ( qui mi chiedo cosa sia "la domanda religiosa", "dio esiste?" è una domanda che le religioni non si pongono , senno chiuderebbero baracca e burattini ) e di chiedersi se veramente tutto il problema religioso ( quale problema ? la "domanda religiosa" ? Essere o non essere ? credere o non credere ? ... ) per l'individuo, può risiedere in una scelta individuale ( è misteriosa ... a quale scelta si riferisce? il "credere" o meno? o le scelte generali nella vita , quelle che appunto coinvolgono la coscienza individuale, per esempio da grande faccio il criminale oppure no.. )." Mi manda il fumo negli occhi.
con tutta probabilità ho i neuroni consumati dal consumo eccessivo di stupefacenti ed era tutto chiarissimo.
anch'io bisogno della sua conferma.
e ancora:
"La religione, nel senso comune, é intesa come un'istituzione incaricata di rispondere all'innato senso mistico dell'uomo ( mi spiace la Religione, non ha sensi comuni e non è un istituzione )"
"Che cosa sono gli ecclesiastici di oggi? Uomini politici in vesti sacerdotali; falsi profeti." anche questo è un generalismo troppo radicale: tanto vale dire che sono dei barman ( stanno dietro il bancone). E che Qualcuno le serve aceto, qualcuno champagne. In Vino Veritas , ma si sa che può essere anche un arma di distruzione di massa, sociale ( come per i Maori ). E a bene vedere a Ginevra dovrebbero includerla nella famosa convenzione.
Sarebbe terribile se si ripetesse il misfatto.
Si poi immagini lo stupore di un ristoratore che fosse arrestato per commercio abusivo di armi fatte in casa.
"Le funzioni delle Religioni" per quanto mi riguarda, è un' enunciato abbastanza ineffabile sia perché si riferirebbe ai riti ( le funzioni in chiesa "funzionali" o "funzionanti" ) sia perché si accumunerebbero alle molteplici funzioni del vino, chè il sigBoccadoro si ostinerebbe a non ammetere, sia perché nei libri degli Esperti che ho letto in materia non l'ho mai trovata.
Credo che lei sia un anarchico, come i miei migliori amici, "senza identificazioni" in alcuna religione o partito,
cittadini del mondo sempre in viaggio, io sono un po come lei .. salvo che giudico tutto e tutti senza condannare alcuno. MI piace giocare agli Indiani.
So di essere puerile di natura , ma i particolari per me sono essenziali perché fanno la differenza. determinano le mie scelte. cerco in quelli le mie Verità e nella "fantasia" della ragione le Verità universali.
Grazie, le sono anch'io amico. lei sarebbe il benvenuto anche come nemico.
ho un guanciale da porgerle sia a pranzo che a cena.
a rileggerla.

ritratto di Antonio Fallico

Caro amico

Io invece non ti giudico. E spero tu abbia capito che non lo faccio per afflato religioso ma semplicemente perché, con tutta probabilità, se fossi al tuo, posto, nei tuoi panni, con i tuoi problemi (che non so quali siano perché non sono nei tuoi panni), mi comporterei allo stesso modo.

Perché hai dovuto prendere tanti stupefacenti?

Vorrei capire. E, dato che lo ripeti sempre, penso che tu non sia renitente a parlarne. Altrimenti non ti avrei posto una domanda tanto diretta e personale.

ritratto di dada

ti scrivo

perché sono stupefacenti, signFallico, nel vero senso della parola..
non posso negare che la controindicazione è che tendono a far dimenticare le proprie responsabilità, e che al pari del vino e della "religione" ( soprattutto per Marx, anche se più una leggenda metropolitana ) sarebbero delle sofisticate e terribili armi di distruzione di massa.
Sarei anche convinto di aver sbagliato a rovinarmi tali esperienze in pubertà perché adesso me le sarei godute molto di più. Purtroppo ora ho una certa incertezza di fondo..esigo prodotti di qualità e certificazione biologica.
a rileggerla

ritratto di Antonio Fallico

Lettera aperta

Vedi, caro, con il concetto che hai della vita la comprensione ti sarà sempre difficile.

Se leggi le parole dei tuoi fratelli soltanto per il gusto di correggerne gli errori ortografici o di impostazione tecnica e non per comprendere, e non per aprirti piuttosto a quello che esse vogliono significare e suscitare in te stesso, la tua vita rimane un affannarsi continuo a cercare attrito con gli altri e, puntualmente, trovi la sofferenza.

Anch'io potrei dirti che, secondo me, soffri della "Sindrome del vecchio professore di lettere", o di una fobia "Morettiana". Come anche posso riscontrare numerosissimi errori nei tuoi interventi, di grammatica, di sintassi, e concentrarmi su quelli lasciandomi sfuggire il significato del contenuto.

Ma sorvolo su questi errori perché potrebbero essere dovuti al fatto che scrivi di getto, senza soffermarti a rileggere.

Mi rifiuto di pensare che saresti disposto ad ascoltare soltanto chi abbia una cultura sufficiente a non turbare la tua forte tentazione correttrice.

Il conflitto che cerchi con gli altri altro non é che il conflitto interiore che ti agita. La vita é l'esatta riproduzione del disordine che é in te.

Abbi il coraggio di guardare dentro di te, di esaminare l'intimo tuo.

Cos'é che vuoi dimostrare?

Di essere più colto, più erudito, più logico degli altri? Di essere "intellettualmente quadrato"?

Non voglio saperlo; ma se così fosse, ebbene, sappi che del sottoscritto lo sei senz'altro.

Il dolore ha molti volti: può manifestarsi attraverso l'amarezza, l'angoscia, l'inquietudine, la macerazione, la mestizia, la malinconia, l'oppressione, il rammarico, lo strazio, lo spasimo, la tribolazione, il travaglio, il tormento, e in mille altri modi.

Direi che vivere é avere un retaggio di dolore.
Pessimismo il mio? No, constatazione di un fatto estremamente naturale.

Per gli esseri dotati di raziocinio il dolore é anche causa di angosciosi interrogativi. Qual'é la ragione del tuo dolore?

Se senti il bisogno di un sincero dialogo con il sottoscritto, sono a tua completa disposizione.

Antonio

ritratto di dada

indirizzata principalmente a me.

Son contento che inizi a giudicare, Sig.Fallico.
Finalmente si mette nei miei panni.. non ho da "rimproverare" nessuna delle cose chè ha scritto: sono coerenti e filano lisce. La frase con cui sento una sintonia maggiore è
"Direi che vivere é avere un retaggio di dolore."
E' una frase profonda, che mi fa inspirare. mi fa espirare. lentamente...
lentamente..
Per me sarebbe la degna conclusione del articolo: l'ha scritta senz'altro Lei.
in questo momento mi fa dimenticare la retorica di quelle domande.
E anche se non l'ha scritto credo si riferisse non solo al dolore personale ( il mio per esempio ) ma a quello altrui, a quello di chi ci ha preceduto.
Tanto è bella la vita che il dolore diventa un'aspetto che illogico da considerare. quasi fosse un morbo che si trasmette a contatto, ne fuggiamo appena sentiamo che è vicino, e spesso lo combattiamo con l'indifferenza, la ragione, facendoci domande, anche stupide o illogiche e/o dandoci risposte altrettanto (A volte sarebbe deprecabile a volte no, dipende troppo dai casi, dal contesto, non si può generalizzare )
Percio , non è importante cosa si dice al bambino, è importante avere il coraggio di essere li, vicino al dolore, essergli accanto anche senza parole. Certi dolori non diminuiscono con le chiacchere ( forse col canto si ..), ma con gli sguardi, con le attenzioni , con carezze, con il contatto.
Mi chiedo se il non essere ancora riuscito a finire il "Mestiere di Vivere" di Cesare Pavese, conoscendo il triste epilogo che è avvenuto nella realtà, sia correlato alla paura di parteciparvici fino in fondo.
Ad essere eruditi ci si guadagna nel avere degli strumenti culturali che aiutano a alleviare, sopportare, accettare il dolore, partendo dall'ammettere che il beneficio pratico della Cultura stessa non potrebbe essere che questo.
A Pavese certo non mancava, ma non si può dire che sarebbe stata inutile, perché con la sua testimonianza ci ha dato indubbiamente la possibilità di comprenderlo, il suo dolore, di rimediare , di intervenire.
L' enigma della Sfinge ( la "prima" divinità misteriosa ), era comprendere che la migliore delle prospettive è augurasi che la vita faccia il suo semplicemente il suo corso , che le stagioni si susseguano come dovrebbero, che un padre o una madre non veda morire il proprio figlio.
sapere cosa è il dolore ci farà dare il massimo per vivere gioiosi senza negare ad alcuno tale possibilità.
mi fa piacere e onore che Lei passi dall'Amico al Fratello.
spero che abbia colto l'invito concreto, precedentemente esposto, ad essere mio ospite.
a rileggerla.

ritratto di Antonio Fallico

Grazie per l'invito

anche qualora non potesse essere realizzabile, a meno che non tu non sia disposto ad accogliere tutta la mia famiglia, con la quale ci muoviamo in gruppo, gli uni appendici dell'altro.

Il guanciale che intendi offrirci é dei monti lepini?

ritratto di dada

Welcome to the Jungle

sig Fallico, mi immagino la scena, sarebbe un fantastico spasso. In effetti sarei impreparato a certi conti, ma per la divisione del pasto, se la sua famiglia fosse composta da un numero irrazionale di elementi, o se con l'abaco non ce la facessimo, ho ancora una vecchia calcolatrice a disposizione. Invece, ahimè, quel particolar guanciale potrò inserirlo nel menù solo dopo aver concluso una missione di pace-enogastronomica in quelle regioni ancora da me sconosciute. In quanto ambasciatore della polenta, ho di solito scarsi successi diplomatici, dovrebbe darmi un po di tempo.
In ogni caso grazie del consiglio, mi sa che lo metto in cima alla lista.
i sapori lontani sono peggio del canto delle sirene..

ritratto di dada

continuum

Mi son dimenticato di ringraziarla, sig.Fallico per la comprensione verso le mie improbabili forme di scrittura creativa, spero di non aver fatto errori madornali maggiormente nei ragionamenti che le ho sottoposto.
Quanto all'offerta di essere a mia disposizione e quindi "vicino" , potrà ben dedurre, che è il miglior gesto che mi potessi aspettare.
Grazie di cuore.
a rileggerla.

ritratto di Gintas69

Sono tornato.

Chiedo scusa per la mia assenza, non tanto perché la discussione imponesse la mia partecipazione ma solo perché avevo un accordo con il sig. dada. Ho dovuto accompagnare un mio intimo familiare che aveva un impegno inderogabile: “con un funzionario dell'ufficio delle imposte dirette!” (non so se qualcuno conosce il film “Ti Presento Joe Black”). Ho ripassato i post fino ad ora, ho ancora la mente in cortocircuito ma leggendo ho visto che la discussione è rimasta più o meno ferma a dove l'ho lasciata. Sig.dada, mi sembra di aver capito che lei ha già vissuto una
esperienza più o meno simile alla mia. In verità immaginavo già una cosa simile perché mi ero fatto l'idea di avere di fronte una persona di almeno sessanta anni. Se poi è come traspare, la sua deve essere stata ancora peggiore della mia. Ha la mia massima comprensione, sono vicino a persone che hanno perso un figlio e da allora non si sono più riprese. E' una esperienza e forse la peggiore che un uomo possa mai fare.

Sig. Boccadoro. Lei qui ha posto un tema usando un video i cui passaggi possono ferire molto coloro che vivono o hanno vissuto certe esperienze. Credeva forse che tra gli iscritti a questa comunità non ci fossero persone che hanno avuto più o meno esperienze simili? Avrebbe voluto che ne discutessero serenamente, così tanto per trasmetterlo in puro stile OpenSource? Se non altro, era logico aspettarsi risposte con toni simili.

E poi leggere una frase tipo: “Tutti noi abbiamo sperimentato angoscia, incertezza, paura, delusione, a volte terrore, sconforto, senso di smarrimento, desiderio di rivalsa o di risalita, anche a scapito di qualcun altro (magari chiunque altro!)... “.

A me ha dato l'impressione che dentro di lei ci fosse l'idea che in casi simili sarebbe disposto a fare qualunque cosa pur di fare a cambio con un altro. Come se fosse lecito ottenere un organo per il trapianto pagandolo per l'estirpazione a qualche altro, o rubandolo addirittura.

La mia opinione è che se gli uomini potessero fare in modo di prolungare la propria esistenza indefinitamente, chissà quale Babele potrebbe esserci sulla terra. Non auguro a nessuno, neanche a me stesso questa possibilità. Tuttavia questa, è una possibilità che solo la scienza potrà rendere reale e ciò mi spaventa. Da qui ho citato l'etica perché se è vero questa comunità si pregia di avere fra i suoi componenti persone di talento nella tecnologia e in vari altri rami scientifici mi sembrava
lecito ricordare anche il valore di certe scelte: Io personalmente non sarei fiero di inventare o portare avanti progetti la cui finalità non sia a servizio dell'uomo o di questo pianeta. In ogni caso, anche se in media, i componenti di questa comunità dovessero essere dei ragazzini il cui fine massimo sarebbe quello di fare lampeggiare un led con la scheda arduino, non è lecito accettare che il tutto si debba ridurre alla semplice conclusione che "il senso della vita è la vita, la fine della vita è la fine".

ritratto di dada

hugs

sono contento sig.Gintas69 di rileggerla nuovamente..devo dire che l'ho pensata, con affetto. Il film che consiglia non l'ho visto ma provvederò. La discussione si sarebbe in effetti rilassata ,però i pochi passi fatti non sono stati invani, per quel che mi riguarda, anche se direi che avrei potuto evitare di monopolizzare un po i discorsi: debbo delle scuse a tutti.
La ringrazio per la sensibilità nei miei confronti, quello che che ho vissuto non è quello di cui ho parlato ma qualcosa che un po' lontanamente si avvicina. Ho espresso dei pensieri forse poco attinenti a me in particolare.
Sono un black-block sopra i 30 anni, e con tutte le risorse che ho a disposizione, ho combinato poco nella vita.
il riscatto è cominciato da poco. Spero che il prossimo non faccia i miei stessi errori. Ma forse quegli errori hanno degli intenti karmici imprescindibili.
Agli ideali del mondo manca l'intento, secondo me, di crederci fino in fondo, le risorse umane ci sono, gli strumenti fisici pure, i presupposti culturali sono già dentro di noi, forse è il nichilismo di comodità a fregarci. La rabbia si accumulula pari passo allo spreco : Il consumismo ha radicalizzato l'usa e getta anche con gli errori, i successi, gli eventi, le persone, i pensieri, la cultura ,i sogni , del presente, della storia. Chi non l'ho fa è il mio Eroe.
La vita si allunga ma perde forse di qualità. Credo come lei che la frase citata sia una pessima conclusione. ma anche un ottimo inizio, in quanto fa sorridere ed è spiritosa. E bisogna ripartire proprio dal sorridere: non uso emoticon, nei commenti web perché in sms e skype ne abuso, questo non toglie che abbia sorriso in complicità con tutti i miei interlocutori soprattutto nelle mie pseudo-"provocazioni" e che abbia partecipato anche proprio per strappare questi sorrisi. a me e al prossimo.
Se non ci fossi riuscito sarebbe la peggiore delle ipotesi.
a rileggerla, ben tornato.

ritratto di Piero Boccadoro

Eri a Genova?

Eri a Genova?

ritratto di Giorgio B.

Ma se ti dico che sono un

Ma se ti dico che sono un drago arancione a tre teste che fai, mi chiedi se c'è una festa nazionale dedicata a me in giappone?

ritratto di Giorgio B.

Uuuhhhh c'è un ragazzo

Uuuhhhh c'è un ragazzo cattivo qui.... :D

ritratto di Piero Boccadoro

Io veramente, quando ho

Io veramente, quando ho scritto quella frase, immaginavo più una situazione all'interno della quale una persona, in grave difficoltà, o che vive un momento molto problematico, passi il suo tempo ad arrabbiarsi e a sfogarsi prendendosela con chiunque per qualunque motivo cercando di scaricare rabbia, tensione e frustrazione.
Ma immagino che ciascun dal proprio cor l'altrui misuri...

Chiarito questo imbarazzante equivoco, Le do il bentornato e mi permetto, anche a nome di tutti quelli che leggono, di significarle vicinanza per questo sgradevole appuntamento.

ritratto di Antonio Fallico

Eh, già.

Qualunque cosa si dica sul dolore, sarà recepita in maniera diversa tra chi é soffre e chi é spettatore della sofferenza.

Nell'ora della disperazione, quando sentiamo di non farcela con le nostre sole forze e ci volgiamo attorno, forse senza speranza, quanto sollievo può darci la mano di chi ci aiuta.

Forse il senso della vita é considerare chi ci é vicino come vorremmo essere considerati. Sembra che il dolore ci indirizzi a farci comprendere, come intima trasformazione, non già come un fatto di conoscenza.

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L'mmortalità! Se nessun uomo del passato fosse morto, specialmente i potenti...

Tutti vorrebbero continuare a pesare sulla storia.

Ma, a parte questo, se anche la scienza riuscisse a fermare il decadimento del corpo, dovremmo pensare di continuare a vivere migliorandoci via via, trasformandoci, tranne chi si piace così com'é, chi é soddisfatto di se stesso.

Ma trasformarsi non é morire? Morire a quello che si é?

ritratto di Gintas69

Non so più da dove ricominciare.

Sig. Dada. Io non so chi è lei e non conosco il suo vissuto, lei può impersonare
il ruolo che meglio crede, questa è una sua scelta. Allo stesso modo anche
io potrei dire che quello che ho raccontato è falso ma non lo farò.
Lei ha detto di essere un black-block, se dice questo io non posso fare altro
che prenderne atto. Lei potrebbe essere il Papa, un ambasciatore, un regista, potrebbe essere pure una cellula terrorista dormiente ma nel suo stile di scrittura ho notato una certa raffinatezza e ho notato anche altro.
Resto dell'opinione che lei è una persona dal livello culturale alto. Conoscere la sua identità e il ruolo che lei ha nella società è una cosa che incuriosisce (io stesso ho provato e fare delle ipotesi fin da quando si è rivolto a me per la prima volta) ma non credo sia rilevante, quindi credo che lei ha voluto fare questo Outing per stemperare la discussione. Io chiedo scusa per aver tentato di farla finire.

Lei mi ha manifestato stima e rispetto, anche nell'ultimo post, ed io continuo a ricambiare. Che lei stava giocando esercitandosi con la dialettica, io lo avevo capito, e se non fosse stato per la novità sopraggiunta gli e lo avrei fatto notare al momento opportuno (ci ha pensato il Sig. Fallico). Il ruolo che lei ha avuto in questa discussione era importate, se vuole, per quanto mi riguarda, può continuare in questo modo.

Sig. Boccadoro. Chi dovesse rileggere i post che si sono susseguiti avrebbe l'impressione di leggere una parodia dell' Ulisse di Joice con il finale stile "Eyes Wide Shut", vedete, alla fine stò cominciando a fare delle citazioni pure io.
Lo dico a lei che in questa riveste il doppio ruolo di moderatore e partecipante. Non so se sono stato l'unico ma vi ho trovato passaggi appassionanti, almeno fino a quando non l'ho lasciata. Probabilmente
la discussione non avrebbe preso certi toni se lei non avesse iniziato l'articolo in un certo modo, forse non lo possiamo sapere. Io non la conosco e non so che tipo di persona lei è, però se parto dal presupposto
che lei è una brava persona le consiglierei di fare un corso di neuro-semantica, credo che per questo il sig. Dada potrebbe darle qualche indirizzo. La prego di non offendersi, io sono Siciliano e per noi le parole possono essere pietre, fiori o coltellate. So bene che chiunque può sbagliare e cercando di affermare un principio finisce per fare passare un altro messaggio, però alla terza volta si cominciano ad avere dubbi.

Io qui, a prescindere che Dio esista o no, volevo difendere un principio, anche con l'apporto del Sin. Dada, mi dispiace solo che siamo stati in pochi a partecipare: Sia chiaro, in questa, che non è un puro esercizio di dialettica, è colui che perde, quello che vincerà il premio, e so bene che potrei vincerlo pure io. Sig.Boccadoro, tutto sommato è anche nel suo interesse, come lo è nell' Opensource.
Sempre che, tutta questa non sia solo una operazione commerciale.

ritratto di Marco Giancola

Recentemente ho ripescato la

Recentemente ho ripescato la mail che mi inviò un mio amico ingegnere dopo avergli segnalato il mio articolo. La reputo talmente arguta ed esilarante che non ho resistito alla tentazione di postarla:
"Caro Marco,
ho letto il tuo articolo, che si aggiunge a molti altri scritti da filosofi e scienziati, credenti e non, sull'annoso problema di Dio. Devo dire che la mia opinione in proposito rimane la stessa di quando avevo 10 anni: CREDERE E' FEDE, NON CREDERE E' SCIENZA. Ma siccome, da che mondo è mondo, la logica dice che si deve dimostrare che qualcosa esiste e NON che qualcosa NON esiste (oppure, il che è lo stesso, che NON-QUALCOSA esiste), lasciamo ai credenti il compito di dimostrare, senza far ricorso alla fede, l'esistenza di dio: vediamo se riusciranno dove hanno fallito, dopo affannosi tentativi, menti del calibro da Pascal a Godel.
Non è compito di noi razionali dimostrare la NON esistenza di dio. Sono loro (i credenti) che ci devono convincere con argomenti logici.
A me basterebbe, volando molto più basso, che mi spiegassero perché credere in concetti assurdi come trinità, madonna madre vergine e in assunta in cielo col corpo, papa infallibile, spirito santo sui cardinali in conclave, santi ecc... è FEDE mentre credere negli spiriti, fantasmi, manitù, stregatto, malocchio, la dea kalì e chi più ne ha più ne metta, è SUPERSTIZIONE. BOH?
Perché dicono che dio è pace e vita quando dio è la causa di quasi tutte le guerre e la vittime da Costantino in poi? Perché negano che i paesi cattolico-praticanti (america latina in primis) sono le patrie del sottosviluppo e dell'ignoranza?
Taccio poi sulle favolette del paradiso e inferno e sulle varie pseudo-teorie teo(logiche?) riguardanti la loro ubicazione.
A proposito, ricordo che ai tempi universitari determinai la posizione del paradiso.
Partii dal tempo intercorso tra la morte della madonna (a pressappoco 60 anni) e la proclamazione del dogma dell'assunzione corporea in paradiso della medesima (avvenuto nel 1950).
Ho perciò ipotizzato che, muovendosi al massimo alla velocità della luce, essa abbia raggiunto il paradiso dopo circa 1923 anni di volo a 300.000 Km/sec.
Il paradiso deve perciò essere da qualche parte vicino alla costellazione di Ercole (a 1923 anni-luce dalla terra) perchè:
1) sicuramente la madonna conosceva la geometria di Riemann e durante il volo ha seguito una geodetica.
2) era talmente ansiosa di arrivare che non ha fatto nemmeno una sosta agli autogrill
In conclusione: "ciascuno creda in quel che vuole, ma il Papa non ci deve prendere per il culo"
Ciao"
Dire che sono totalmente d'accordo con lui sarebbe a dir poco pleonastico. Altre "favolette" su cui io stenderei un velo pietoso sono, ad esempio, le apparizioni mariane tipo quella di Fatima, dove la madonna sarebbe apparsa a quei 3 pastorelli dicendo loro di pregare per il bene dell'umanità (o qualcosa del genere). Io dico: perché la madonna non è apparsa invece, ad esempio, ad Hitler intimandogli di cessare di perpetrare le sue nefandezze?
Concludo invitandovi a vedere questo video: http://www.youtube.com/watch?v=DK3lURpG-tc&feature=share dove, in merito all'esistenza di dio, esprime la sua opinione Stephen Hawking, che non è certo un signor nessuno come me.

ritratto di Piero Boccadoro

Questo commento mi è piaciuto

Questo commento mi è piaciuto :D
Si tratta di un punto di vista interessante, per me, e difficile da non condividere :)

Per quanto riguarda Stephen Hawking, io lo conosco di fama ed ho visto il video.
Credo sia una persona con una grande forza d'animo, offesa nel corpo ma non nello spirito e che sia dotata di una grande capacità di astrazione e riflessione.
Tuttavia onestamente io preferisco cercare di sbattere la testa per capire una dimostrazione piuttosto che sentirmela raccontare a mò di favoletta in una trasmissione di divulgazione scientifica per non addetti ai lavori.
Perchè? Semplice: la necessità di semplicità rischia di ridurre e sminuire il valore di quanto detto.
Temo... Poi non so... Voi che ne dite?

ritratto di Giorgio B.

Per essere una posizione di

Per essere una posizione di Stephen Hawking.... scusate se mi permetto ma...
Non vi sembra che sia un po' poco argomentata?!

ritratto di Marco Giancola

A mio modesto avviso,

A mio modesto avviso, l'argomentazione di Hawking è concisa ed eloquente. Semmai, secondo me, ci sarebbe da chiedersi: ma i fisici sono certi al 100% che non sia esistito il tempo prima del big bang? Questo sarebbe un tema alquanto interessante su cui discutere, ma temo che occorra una competenza non comune. A tal proposito, mi chiedo se, tra gli avventori di questo sito, non ci sia un fisico sufficientemente ferrato su tale argomento da poterci illuminare.

ritratto di Piero Boccadoro

Mi accordo a questa

Mi accodo a questa richiesta: se si potesse argomentare questo assunto, o almeno fugare questo dubbio, non sarebbe affatto male. :)

ritratto di Giorgio B.

Concordo: qualcuno può darci

Concordo: qualcuno può darci una mano?
Altrimenti, almeno questo aspetto del discorso, rimarrà lettera morta.

ritratto di Piero Boccadoro

Devo confessare che questa

Devo confessare che questa "preoccupazione", questo disorientamento caratterizza anche me.
Per un motivo o per un altro, la discussione si è letteralmente arenata naufragando in mari completamente sconosciuti e peraltro del tutto non pertinenti.
So perfettamente di essere una persona particolarmente logorroica ma sono un amante della lingua italiana e detesto l'idea che qualcosa che io abbia detto possa non essere risultato chiaro.
Per questo motivo, ho immaginato che sia davvero il caso di rivedere tutto quello che ho scritto provando a farne io stesso una parafrasi.
Lo scopo di questo radicale intervento dovrebbe essere quello di chiarire in via definitiva tutto quello che ho detto.
Questo da un lato per cercare di eliminare ogni fraintendimento, dall'altro per cercare di spiegare al meglio il mio punto di vista, alla quale spiegazione io per il momento non sono ancora riuscito ad arrivare, ed in ultimo per cercare di riprendere un po' le redini del discorso che temo siano sfuggite di mano a me come a tutti.

ritratto di Piero Boccadoro

Primo punto, se vogliamo

Primo punto, se vogliamo preliminare: questa non è un'operazione commerciale! È un dialogo! Tra me e tutti coloro che vogliono partecipare. Un dibattito aperto su una questione delicata, spinoso ma particolarmente appassionante e toccante per la maggior parte di noi.
Se volete vederci della malafede, come ho già avuto modo di chiarire, la cosa non mi riguarda.
Io so che non ce n'è! E se vorrete farmi la cortesia di credere alla mia buona fede, allora il dibattito potrà diventare nuovamente molto interessante, spero, per tutti noi.

ritratto di Piero Boccadoro

Il riferimento che ho fatto

Il riferimento che ho fatto all'articolo di Marco Giancola serviva da un lato per far conoscere a chi non lo conoscesse già uno dei momenti maggiormente partecipati che il nostro blog ha vissuto ma anche provare a mandare un messaggio a tutti i lettori: essere tecnici, avere un lavoro ed avere passione per l'elettronica non vuol dire che siamo persone solamente formate in un certo senso.
So che quello che ho detto da solo potrebbe sembrare la negazione del fatto che dietro questo post ci sia un'operazione commerciale ma io penso fermamente che non fermarsi mai nel lavorare ma pensare solamente a questo sia del tutto controproducente. La mente deve essere aperta e ricettiva, se no non è mente!
Io per primo non sono assolutamente in grado di lavorare o studiare per 12 ore di fila, fare la stessa cosa senza aver necessità di interrompere. Senza necessità di una pausa.
Quest'articolo era anche particolarmente interessante perché un matematico provava ad affrontare un tema che altri matematici prima di lui avevano provato ad affrontare senza alcun successo.
Non solo senza successo, ma anche senza seguito. La dimostrazione matematica dell'esistenza di Dio è un tema che sfiora diversi ambiti della mentalità ma anche dell'etica e della morale del tempo in cui gli autori scrivono e penso che provare oggi ad attualizzare questo tentativo sia fondamentale per gente come quella che segue queste pagine che l'attitudine al ragionamento che l'ha eccome…

ritratto di Piero Boccadoro

Il video, come ho spiegato, è

Il video, come ho spiegato, è soltanto una traccia. Rappresenta un canovaccio, se volete…
Io personalmente lo trovo particolarmente stimolante perché utile dal punto di vista dei concetti che contiene e che prova a descrivere, sebbene recitato malissimo da attori che reputo mediocri.
Ma veniamo ai punti.
Io ho identificato 8 comodi (per me) punti concettuali che provano a muoversi in maniera ordinata nella trama di questo dibattito cercando di argomentarli secondo la mia opinione.
E veniamo al primo: io ho sempre pensato che Dio esista come effettivo bisogno dell'uomo. L'idea di essere la forma di vita più intelligente su questo pianeta e nell'intero universo credo generi all'interno dell'uomo stesso una sensazione paradossale non di potere ma di angoscia.
L'uomo è un animale sociale, peraltro, ed il suo scopo, perché l'istinto glielo ha suggerito fin da tempi che non può ricordare, e la vita in società rappresenta senza ombra di dubbio la soluzione migliore per risolvere tutti i suoi problemi relativi al sostentamento ma anche alla sopravvivenza.
In un gruppo ognuno ha il suo ruolo e, pertanto, un gruppo ha necessità di andare "da qualche parte". Il ruolo di guidare un gruppo dovunque esso vada è necessariamente sempre stato affidato ad un capo.
Io credo che Dio sia semplicemente la risposta intangibile (immateriale) che l'uomo da alla sua esigenza di avere un capo.
Io spero e mi auguro che almeno su questo possiamo concordare ma anche se non dovesse essere così io ritengo che tutti noi possiamo onestamente fare i conti con noi stessi e con le nostre coscienze nella speranza di rivedere dentro gli altri e nei comportamenti degli altri cose simili a quelle che facciamo noi specie quando i nostri atteggiamenti possono essere, a loro volta, simili a quanto ho appena descritto.
Io per primo, e colgo questa occasione preziosa per confessarlo, ho sempre desiderato che ci fosse qualcun altro a cui attribuire la responsabilità di una scelta che viceversa ero costretto a fare io e con la quale mi era difficile far pace.
Tutto questo, però, sebbene rappresenti una straordinaria valvola di sfogo, non serve e non è semplicemente né è logicamente, nè matematicamente, tantomeno fisicamente, sufficiente a dimostrare che Dio esista.

ritratto di Piero Boccadoro

Al secondo punto mi è

Al secondo punto mi è sembrato di poter, piuttosto logicamente, continuare il ragionamento speculando su alcune questioni di grande rilievo. Prima di tutto, se siamo tutti d'accordo sul fatto che ci sia una logica in tutto questo, io direi: se nulla (di efficace) è stato utilizzato per dimostrare che Dio esista, perché ci affanniamo tanto a parlarne?
Scrivendo questo mi rendo conto di una domanda che sicuramente dentro molti di noi si sarà fatta strada: "ma perché dovrei dimostrarlo io?".
Se esista o meno, infatti, viene il dubbio che la dimostrazione sia inutile da fare… Voi su questo, che cosa ne pensate? È utile provare a dimostrare che esista? Vi ci siete mai cimentati seriamente?
Io sinceramente si ma non trovo che il dogma sia il modo giusto per affrontare il discorso pertanto cerco di andare oltre questo strumento inefficace per provare a fare la dimostrazione e… Non trovò soluzione!
Come filosofia di vita io per primo ho deciso che per me esiste solo quello che posso dimostrare matematicamente o quello che ritengo che gli altri abbiano matematicamente dimostrato in maniera egregia prima di me oppure a prescindere da me.
La matematica è un linguaggio universale per cui se qualcuno è riuscito ad utilizzarla per dimostrare qualcosa, allora per me è automaticamente valido. Un po' come accetto che il congiuntivo sia un modo verbale perché accetto che l'italiano sia una lingua.
Accetto che l'ultima mano al gioco della scopa non possa prevedere l'omologo punto perché queste sono le regole!
Una volta affrontato questo problema, viene evidente pensare che un essere superiore può esserci o non esserci per ciascuno di noi e comunque… Perché venerarlo?
Venerare un essere superiore fa parte del linguaggio giusto per comunicare con lui?
Chi ha deciso che un essere superiore vada venerato? E se non fosse la venerazione ma piuttosto, per esempio, la meditazione la modalità con la quale preferisce essere ricordato? Ovviamente la meditazione c'è già in qualunque forma di religione ma spero sia chiaro il concetto che quello che voglio suggerire è che anche la modalità del credere, la sua routine quotidiana, non è stata realmente suggerita…
Esistono, in tal senso, fonti testimoniali che sono quanto meno dubbie… Non scordiamoci che i Vangeli non sono quattro, in realtà...!
Ma soprattutto, adesso torno a fare una domanda che ho fatto qualche tempo fa: come la mettiamo con l'iconoclastia?

ritratto di Piero Boccadoro

Il terzo punto secondo me è

Il terzo punto secondo me è più difficile da affrontare (perchè coinvolge un complesso sistema di valori di ciascuno di noi) ma per me è molto facile da esporre e spero di averlo fatto chiaramente proprio nell'articolo. Nonostante questo, però, a scanso di qualunque equivoco, vorrei ripetermi. Io credo che una persona convinta del fatto che Dio esista, del fatto che sappia che cosa vuole per sé stesso e che sappia esattamente che cosa vuole per ciascuno di noi sia un'entità della quale ci si possa fidare ciecamente ed il cui volere vada semplicemente eseguito nella maniera più pedissequa possibile.
Se accettiamo che Dio è il nostro essere superiore di riferimento, che lui ha un disegno per ciascuno di noi e che questo disegno a noi non è dato conoscere, io mi chiedo come possa essere definito un turbamento un qualsiasi compito, anche il più cruento dal punto di vista fisico o psichico…
Credere non è affatto difficile perché se si crede si accetta che ci sia dell'altro rispetto a quello che noi possiamo vedere, una prospettiva non soltanto diversa ma più ampia che comprende il nostro punto di vista e nel contempo lo trascende, rendendolo solo parte di un tutto incomprensibile ma completo.
Credere significa sapere (anche se, almeno a me personalmente, sembra un controsenso!) che quello che noi crediamo di sapere è semplicemente incompleto e ciò che dovrebbe fare un credente è attendere, nella sua vita, che si manifesti il volere di Dio per se stesso e poi eseguirlo, benedicendo il giorno in cui questo evento si è verificato. Cosa potrà mai esserci di difficile in tutto questo?
Ribadisco ancora una volta, per l'ennesima volta, che questa domanda non è una vocazione ma una domanda seria che io ho avuto la fortuna di poter già, nel passato, porre a diverse persone appartenenti a questo universo non soltanto perché i credenti ma anche perché "lavoratori". Ma non vi voglio guastare la sorpresa e quindi per il momento non vi dirò che cosa mi hanno risposto.
Preferisco sapere che cosa ne pensate voi.

ritratto di Piero Boccadoro

Il mondo è bello. L'assunto

Il mondo è bello. L'assunto del mio quarto punto di riflessione dovrebbe essere condiviso da tutti noi. Purtroppo, ahimè, almeno per quanto mi riguarda personalmente, il mondo non è affatto bello! Il mondo è letteralmente tormentato, violentato, sfruttato e torturato da un cancro che lo sta distruggendo lentamente e senza pietà. Un metodo di tortura atroce e perfetto che si basa su un unico ingrediente fondamentale: l'uomo.
Con la scusa che questa è la specie più intelligente "disponibili" sul pianeta, l'uomo sta cercando ogni modo per distruggere tutto quello che di bello su questo pianeta esiste. Il suo equilibrio, tutte le sue espressioni e con esse anche se stesso. Avete visto il film Matrix? Penso di sì e pertanto vorrei richiamare la vostra attenzione sull'accostamento che la gente Smith fa tra l'uomo e la specie animale che più gli si avvicina: il virus. Ricordate le motivazioni che adduce?
A questo punto io vi chiedo, ed ancora una volta si tratta di una domanda seria: davvero voi pensate che sia sufficiente accettare che ci sia un disegno di Dio tale per cui non dobbiamo essere responsabili delle nostre azioni e che Dio stesso ci lasci distruggere il pianeta che ci ha regalato?
In fondo Adamo ed Eva non hanno mica avuto l'occasione di svillaneggiare in modo altrettanto barbaro il giardino dell'Eden…

ritratto di Piero Boccadoro

Al quinto punto di questa

Al quinto punto di questa riflessione arriva finalmente l'osservazione più ovvia di tutto il discorso: sul pianeta esistono tante religioni differenti, ognuna con una confessione differente (quando sono due perché in realtà sono anche di più…!). Esse si differenziano per gli assunti di fondo sulla modalità in cui Dio si manifesta, il suo spirito, la sua stessa esistenza, le modalità in cui bisogna credere, i principali valori in cui bisogna credere ma anche le modalità di espiazione di una colpa, lo stesso concetto di colpa viene ridefinito ad hoc ogni volta…
Questa moltitudine di verità suggerisce che non ce ne sia una sola giusta. Su questo siamo d'accordo? E se no, perchè?
Anche se non siamo d'accordo su questo, io non capisco quale sia il senso di combatterci l'un l'altro per questo punto. È evidente che non esista una religione vera e questo parrebbe concordare perfettamente, combaciare e chiudere il cerchio attorno all'idea che la religione, così come Dio, siano in realtà modalità attraverso le quali non possiamo entrare più in contatto con i nostri desideri, con i nostri bisogni, con le nostre paure più remote…
L'uomo è un animale debole e questa, almeno per quanto mi riguarda, è l'unica verità sulla quale si può convenire senza alcun problema.

ritratto di Piero Boccadoro

Per il sesto punto io spero

Per il sesto punto io spero che vi rendiate conto che non c'è possibilità di coniugare i valori della tolleranza, dell'uguaglianza tra i popoli, del desiderio di diventare persone migliori che aspirano ad uno stato mentale e fisico migliore rispetto a quello che vivono tutti i giorni e la necessità di torturare, uccidere, sgozzare, violentare e praticare ogni genere di tortura umanamente concepibile su un altro essere umano! Se c'è religione, non c'è guerra!
Ma siccome è la Storia a contraddire questa mia idea ed affermazione, credo che dovremmo riportare il tutto su binari più leciti ed affermare che dove c'è Dio non c'è guerra!

ritratto di Piero Boccadoro

Se il quinto è stato

Se il quinto è stato argomentato sufficientemente secondo voi, io lascerei la discussione aperta sul settimo concentrandomi sulla domanda che ho messo in grassetto: se Dio è in ciascuno di noi, che senso ha abbracciare una fede, dal momento che i valori sono universali?"
La parola a voi.

ritratto di Piero Boccadoro

Per quanto riguarda l'ottavo

Per quanto riguarda l'ottavo ed ultimo punto di questo elenco, qualcuno ha già provato a dare la sua risposta ed io penso che sarebbe il caso di lasciare aperte le porte affinché tutti possano meglio spiegare la loro idea, se vogliono. Tuttavia io credo che sia assolutamente imprescindibile rispondere prima tutte queste otto domande (se non vi dispiace) e poi arricchire questo elenco con le domande che ciascuno di noi ha per poter effettivamente puoi andare a discutere di che cosa sia la carità, la compassione, in certi casi, la pietà e così via dicendo…

ritratto di Piero Boccadoro

Ecco, così credo di aver

Ecco, così credo di aver spiegato un po' meglio quello che avevo scritto nell'articolo e che probabilmente aveva davvero bisogno di una spiegazione che andasse un pochettino più a fondo rispetto a quello che avevo scritto.
Onestamente sono turbato dal fatto di aver letto che qualcuno ha suggerito che i toni con cui io avrei dato corso a questo articolo sono stati, per motivi che restano comunque ignoti, provocatori o quant'altro…
Vi garantisco che se ho voglia di litigare! Se ne avessi desiderio, saprei esattamente con chi andarmela a prendere e non vengo certo ad insozzare le pagine di un blog per il quale peraltro cerco di dare tutto me stesso solo dal punto di vista della professionalità e della disponibilità :D
Ma siccome ho abbondantemente, spero (!), chiarito qual è il mio spirito, adesso la parola è davvero a voi :D

ritratto di Giorgio B.

Sì, tu hai spiegato benissimo

Sì, tu hai spiegato benissimo che cosa pensi…
Però, mamma mia quanto parli… :D

Scherzo, ovviamente.
Ti risponderò punto per punto quanto prima.

ritratto di Antonio Fallico

Concetto di Dio

Per affrontare seriamente questo argomento occorre, innanzi tutto, liberarsi da tutti quei preconcetti che mirano a cristallizzare la ragione.

Il concetto del dio creato a immagine e somiglianza dell'uomo; del dio che, al massimo, può essere considerato un "buon uomo", non regge!

Qualcuno ha detto: << Fatemi una sola ammissione e vi dimostrerò che Dio esiste >>. Cosa significa?

Chiedetevi: Dio é amore? Se, dopo una lunga riflessione, la risposta sarà affermativa, allora ecco dimostrato che Dio esiste.
Dio é pietà? Dio é la vita? ........ Dio é il tutto?

Per coloro ai quali la risposta all'ultima domanda dovesse risultare affermativa, allora questi sono pronti a incamminarsi lungo il sentiero che conduce all'unica possibile concezione di Dio:
Quella di Dio-Tutto-Uno-Assoluto.

E' un concetto nuovo, quindi complesso da affrontare. Per cui, non vado oltre nell'argomento.

Attendo qualche segnale di apertura, di duttilità, in tal senso. E se questo segnale non vi sarà, pazienza.

Pace a tutti voi.

ritratto di Piero Boccadoro

Io comincio seriamente a

Io comincio seriamente a credere di non esser granchè capace di spiegarmi quando scrivo...
Cercherò di dirlo nella maniera più chiara possibile: il titolo dell'articolo è "Dio esiste!...oppure no?"
Se tu mi chiedi di liberarmi di tutto ed abbracciare l'enunciato (e non voglio dire assioma) "Dio è tutto", la discussione è già finita... :D
O meglio, la discussione che volevo portare all'attenzione di tutti è proprio questa.
Questa frase è la discussione...
Se la diamo per assodata la discussione è finita. :D

Mi permetto di far notare che quei miserevoli 8 punti che ho suggerito sono aspetti, conseguenze e con-cause di questo "dato" quindi se te lo concedo come dato di fatto, come facciamo ad andare avanti? :D

ritratto di Antonio Fallico

Dimmi, cosa cerchi tu, delle

Dimmi, cosa cerchi tu, delle risposte o cosa?

ritratto di Piero Boccadoro

Io volevo solo

Io volevo solo parlare...
Volevo conoscere dei punti di vista...
Questa ipotesi chiude il dialogo, temo...

ritratto di Antonio Fallico

Una ipotesi, per definizione,

Una ipotesi, per definizione, si presta ad aprirlo il dialogo.

Invece, qualcosa percepito come vero (anche se non sarà mai la verità assoluta), chiude il dialogo e apre la possibilità di approfondimento, se suscita interesse.

Se tu desideri continuare a girare intorno all'argomento, senza mai arrivare a una conclusione, soltanto per il piacere di chiacchierare, eludi il testo da me scritto (che poi é il mio punto di vista)e vai avanti per la tua strada. Non me la prenderò.

Se poi vorrai rimbrottarmi di averlo oramai scritto e, perciò,chi l'ha letto non può far finta d'averlo fatto; beh, in tal caso hai il mio preventivo permesso di cancellare il post e gli interventi del sottoscritto si concludono qui.

Con tutta serenità.

ritratto di Giorgio B.

E dai però... dì come la

E dai però... dì come la pensi, spiega la tua posizione, articola un'opinione e andiamo avanti...
Non è che uno deve pregare per avere un parere... :D
Ognuno di noi dice la sua, se siamo d'accordo si va avanti e si discute di quello su cui non concordiamo...
Non è che serve un arbitro per discutere... :D
Suvvia...
Alla serenità bisogna affiancare la leggerezza :D

ritratto di Boris L.

Anche su questo punto, ed in

Anche su questo punto, ed in questo caso, dire che concordo.
Perché non proponi un'idea non dico ben "confezionata" o quanto meno organica invece di soffermarsi sulle singole parole?
Questa è una bella discussione, perché non andare avanti? :)

ritratto di Giorgio B.

Aspetta... ma non siamo qui

Aspetta... ma non siamo qui per dire ciascuno la sua?

ritratto di Giorgio B.

Concordo. Mi sembra giusto...

Concordo.
Mi sembra giusto...

ritratto di Gintas69

Al Sig. Marco Giancola e a tutti.

Si, la sua storiella sulla Madonna è molto divertente, le confesso che mi ha
strappato una lacrimante risata, quasi non mi tenevo la pancia.

Con il suo intervento mi ha costretto a rileggere il suo articolo, colgo
l'occasione per scusarmi con il Sig. Boccadoro sulla questione "Malafede":
Non ero andato a vedere l'articolo precedente e non avevo capito che questa ne è la continuazione, "quando sbaglio lo ammetto".

Sig. Giancola, Il suo amico, con la mail che le ha mandato le consigliava di lasciare ai credenti la dimostrazione dell'esistenza di Dio, anche il suo amico si è accorto della fatica inutile che lei ha impegnato per cercare il modo di dimostrarne l'inesistenza. Perchè è ovvio, se quello di dimostrare l'esistenza di Dio è un compito dei credenti non ha senzo che un "non credente" si impegni tanto.

Lei mi ricorda mio figlio: Ogni tanto, gli porto un piccolo regalo e quando lo vedo, gli dico che gli ho fatto una sorpresa: Il regalo non lo do subito. In questo modo cerco di stimolare la sua curiosità e mi aspetto che lui mi faccia delle domande, poi mi aspetto che lui tenti di frugare fra le mie tasche o della giacca, e così fra strattoni e solletico dovrebbe finire tutto in una calda risata. Per me è un modo giocoso di interagire con mio figlio.

Fatta questa premessa, le dico come mio figlio risponde a questo:
Mi dice che la sorpresa non esiste, si mette a braccia conserte e assume una espressione arruffata. A me dispiace che lui si comporti in questo modo, ciò nasconde la sua pigrizia o incapacità di tentare un approccio di ricerca della sua sorpresa. Man mano che cresce, vedo comunque dei miglioramenti.

Lei in questa occasione ha fatto lo stesso: Ha impiegato il minimo sforzo, usando qualche formula a lei cara per dimostrare l'inesistenza della sua sorpresa. Da qui ho capito che lei, o è pigro e si aspetta che gli altri le diano la risposta o proprio non è capace di fare una ricerca seria. Io penso che se ne è reso conto: "Per dimostrare l'esistenza di Dio ci vuole molta più fatica e ingegno" e non basta la logica e la matematica. Sarebbe come quando si deve riparare una sofisticata
apparecchiatura elettronica: Si chieda se può farlo solo con un cacciavite e una pinza.
Se dovrà farlo, un bravo tecnico deve quantomeno usare tutti gli strumenti che ha a disposizione e tutte le tecniche e trucchi acquisiti con l'esperienza, sopratutto quando non c'è uno schema di riferimento.

Perchè lo avrebbe fatto?
Perchè anche lei come tutti, vorrebbe conoscere la verità, spero che non smetta mai di cercarla ma dovrebbe farlo con metodi più leciti. Intanto dovremmo chiederci se l'uomo potrà mai avere gli strumenti per provare l'esistenza o l'inesistenza di Dio: ci vuole hardware e software molto sofisticato! (intendo in senzo metaforico). Dio potrebbe non essere comprensibile per noi umani, neanche per quelli più intelligenti. Lo ha detto lei stesso in fondo.

E se fossimo in realtà solo dei programmi? come in Matrix. Quali strumenti avremo per dimostrare questo? Persino la fisica e la matematica potrebbero avere delle regole la cui logica sopravvive solo dentro al sistema. Ci vorrebbe qualcuno che dall'esterno possa staccare i collegamenti e solo allora potremo capire qualcosa in più, vedendo il tutto da una prospettiva più ampia. Forse durante il processo di trapasso e morte trovandoci a cavallo delle due realtà potremo avere una visione più ampia della cosa. Stia tranquillo, non le chiederò di morire.

Noi quali strumenti abbiamo? In fin dei conti siamo delle scimmie con la presunzione di essere intelligenti. Ma tutto quello che abbiamo saputo fare fino ad ora è stato solo quello di saper copiare. Penso se ne sia accorto: Tutto quello che l'uomo ha inventato o scoperto è stato un suggerimento della natura, questa è una considerazone che ogni inventore dovrebbe tenere a mente, se vuole campare con questo lavoro. E se questa è la verità, significa che gli uomini hanno dei limiti imposti dalla natura.

Di certo siamo delle molecole, siamo fatti di materia ed energia, e la nostra esistenza deriva dal fatto che il nostro pianeta gira intorno ad una stella. Se non ci fosse il Sole, sulla terra non ci sarebbe nessun uomo, animale o pianta, e questa che noi chiamiamo vita non esisterebbe.
Gli antichi infatti venerevano il sole come un Dio.

Delle molecole, delle cellule di un sistema a noi sconosciuto, i componenti di una sofisticata scheda, che probabilmente interagisce con altre. Forse io sono un transistor e lei una resistenza. Oppure viceversa. Siamo parte di un sistema più grande, il cui funzionamento siamo molto lontani dal comprenderlo. I medici ci dicono che siamo fatti di cellule che interagiscono fra loro, ognuna con un compito diverso. Forse un biologo a livello cellulare studia gli organismi guardando ad essi come farebbe un astronomo. In fin dei conti si tratta di analizzare dei sistemi complessi.
Ma se ognuna delle nostre cellule avesse una coscienza? E solo una ipotesi. Quanto grande potrebbe essere questa coscienza per comprendere di appartenere e fare parte di un organismo complesso come un'animale? Ma noi siamo delle creature di questo pianeta.

Lei quanta capacità ha di capire il suo ruolo dentro ad esso? Per come la vedo io, poco o niente, almeno fino a quando continuerà a ragionare in questo modo.

Alcuni ipotizzano che noi siamo le cellule di questo pianeta. Un pianeta vivente: "Gaia", questa è una possibilità che merita di essere valutata. Noi tutti, comunque facciamo parte di un sistema e di questo non percepiamo completamente la funzione. Chi crede che non ci sia un fine e neanche uno scopo, mi appare come una cellula impazzita, che non vuole fare parte di un ordine.

Ma un'ordine ci deve essere: Partiamo dagli atomi che formano le molecole, ma anche gli atomi sono a loro volta formati da protoni, neutroni ed elettroni. Ma le molecole sono i mattoni della materia che è la sostanza di cui sono fatte le cose (compresi gli esseri viventi). E i pianeti sono fatti di materia, ma anche le stelle, le galassie e l'universo intero. Dal più grande al più piccolo, i sistemi sono inglobati uno dentro l'altro, come una matrioska. Quante sono le bambole una dentro l'altra? Noi vogliamo vedere solo quelle che riusciamo a contare. Allora Dio solo sa se c'è una banbola più grande dell'universo e una bambola ancora.

Lei ci ha indicato un link con un video, chissà forse Stephen Hawking non è un signor nessuno come me e lei, però ha lo stesso mezzo che abbiamo io e lei per valutare la questione. Ci dice che Dio non esiste e lo fa descrivendo un paradosso: Dio non esiste perchè nel tempo in cui avrebbe creato l'universo in realtà non c'era neanche il tempo e Lui quindi non poteva esistere. E se Dio fosse nato insieme all'universo? O insieme al tempo?. Ammetto che gli effetti speciali sono ben fatti e anche il suono, che un pò mette angoscia.
Dopo aver visto il video, a lato, sui suggerimenti di youtube (forse in questo centra Dio) ho scoperto questo video interessante http://www.youtube.com/watch?v=CCt9Ik1gPLE&feature=fvwp&NR=1 ,
questo è stato fatto con meno effetti speciali e anche qui si mostra un personaggio che non è un signor nessuno come me e lei. Però lui ha usato gli stessi mezzi che abbiamo entrambi: La mente.

Prima che lei pensi male, le faccio la premessa sul video che sta per vedere:

Durante una conferenza con vari universitari, un professore dell'università di Berlino lanciò una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda:

"Dio creò tutto quello che esiste?"
Un alunno rispose con coraggio:
"Si,Lui creò tutto..."
"Realmente Dio creò tutto quello che esiste?" domandò di nuovo il maestro.
"Si.signore" rispose il giovane.

Il professore rispose: "Se Dio ha creato tutto quello che esiste, quindi Dio ha fatto il male, visto che esiste il male! E se stabiliamo che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, quindi Dio è cattivo!!".
Il dialogo è proseguito con quello che vedrà nel video. Io non so se questa vicenda è vera ma spero convenga con me che il dialogo trasmette una verità.

La mente: E' l'unico mezzo che gli uomini hanno per comprendere le cose ed è con questa che cercano di descrivere Dio. Ma è un mezzo che usiamo male perchè il contesto in cui siamo inseriti ci confonde: Quindi per noi tutto, come nella logica deve essere vero o falso, nero o bianco, male o bene, luce o buio. Anche nella materia in cui tutti noi qui siamo appassionati, mi sembra assistere ad una regressione: vogliamo fare tutto con l'elettronica digitale dimenticando tutti gli aspetti analogici. Il Sig. Boccadoro me lo ha fatto notare nei suoi appunti sui PCB.

Se manteniamo questo modo di pensare, credo che siamo fermi al tempo degli uomini primitivi. In poche parole restiamo scimmie e la nostra resta una visione individuale ed egoistica. Se Ripetiamo l'ipotesi di prima, e cioè che siamo tutti dentro una sorta di Matrix, allora si può assumere che pure Dio sia una immagine ricreata nella nostra mente. Tanto più è semplice la mente dell'uomo in cui questa idea vive, tanto più l'immagine che esso ha di Dio si avvicina a quella di un essere dalla voce tonante, infatti nella Bibbia c'è scritto che Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza.

Sig. Giancola, da quello che ho letto nel suo post ho finito per fare la considerazione che lei e il suo amico, in fin dei conti non siete tanto diversi dai credenti che criticate. Ragionate entrambi con la stessa mente semplice.

Le religioni, per descrivere Dio raccontano storie e parabole, praticano dei riti che appaiono strani agli atei. Ma questo è solo il mezzo migliore per arrivare a più uomini possibile, le religioni tentano di descrivere Dio usando un linguaggio evoluto più vicino alla mente degli uomini. Un po come quando per sviluppare un applicativo per il computer si usa il basic, ma il linguaggio vero è il codice macchina. Quanti sarebbero capaci di capirne il funzionamento leggendo solo numeri?. Questo linguaggio è stato inventato da altri uomini che tutti i credenti chiamano profeti. Questi, me lo consenta, sono degli uomini straordinari, allo stesso modo come lo è Stephen Hawking per lei e come Albert Einstein per me.

Non abbia paura di entrare in una Chiesa, Moschea o altro luogo di culto religioso. Stia tranquillo, non le faranno il lavaggio del cervello. Sopratutto a lei che ha questo spirito così libero. Se apriamo la mente, possiamo trovarci sempre qualcosa da cui trarne insegnamento. Nessuno dovrebbe professarsi ateo, negandosi la possibilità di comprendere Dio ne avrebbe solo da perderci. Le auguro sinceramente che lei, nella sua vita, qualunque cosa faccia, tenga sempre presente l'esistenza di Dio, sintetizzando il tutto come meglio crede. Anche per il suo lavoro.

ritratto di Boris L.

Se dici questo: "In fin dei

Se dici questo: "In fin dei conti siamo delle scimmie con la presunzione di essere intelligenti." stai ammettendo la teoria evoluzionistica e quindi stai accettanto Darwin e negando la teoria creazionista.
E su questo, siam d'accordo.

ritratto di Boris L.

A me il link non si apre!

A me il link non si apre!

ritratto di Gintas69

Faccia così:

Con il tasto destro scelga "copia indirizzo del link",
dopo di che deve passare questo andando sulla barra degli indirizzi, e
qui premere incolla. Quando lo ha fatto, prima di premere invio, deve
cancellare tutta la parte che appare come "http://it.emcelettronica.com...
fino a Url= prima che comincia nuovamente http". Dovrà fare in modo che
all'inizio si deve leggere http. Spero di essere stato chiaro.

ritratto di Giorgio B.

Anche a me prima non si

Anche a me prima non si apriva... diceva che il video non era disponibile.
Ora però funziona.
Prova e facci sapere.

A proposito, interessante questo video!

ritratto di Boris L.

Sì, in effetti avevo anch'io

Sì, in effetti avevo anch'io lo stesso problema.
Comunque adesso sono riuscito a vederlo.

ritratto di Boris L.

Il problema non è temere un

Il problema non è temere un lavaggio del cervello...
L'aspetto più deteriore del fatto di entrare in una Chiesa è la possibilità che si perda in spirito critico e si accetti passivamente senza più criticare, speculare...!
Penso che almeno su questo possiamo concordare, no?
Non è forse vero che l'adorazione è il risultato del bigottismo per tante, tantissime persone (fedeli, intendo)?

ritratto di Giorgio B.

Probabilmente si... Credo di

Probabilmente si...
Credo di poter essere d'accordo con te.

ritratto di Marco Giancola

Scrivendo: "Ha impiegato il

Scrivendo: "Ha impiegato il minimo sforzo, usando qualche formula a lei cara per dimostrare l'inesistenza della sua sorpresa. Da qui ho capito che lei, o è pigro e si aspetta che gli altri le diano la risposta o proprio non è capace di fare una ricerca seria.", oltre a farmi irritare, mi ha fatto capire che il mio articolo o non lo ha letto o non ci ha capito nulla o lo ha interpretato come le faceva più comodo. Quando poi dice: "E se Dio fosse nato insieme all'universo? O insieme al tempo?" diventa comico e si autocontraddice: che dio è se è nato insieme all'universo invece di crearlo?!

ritratto di Gintas69

Ma si figuri.

Se prova a riflettere, non immagina cosa avrà provocato lei, postando
il suo contributo sulla Madonna ed ecc. Non a me, che sono un "credente non allineato", ma ai credenti quelli che ha citato si, e non oso immaginare cosa sarebbe successo se avesse citato i Mussulmani. :) Ma stia tranquillo, nel peggiore dei casi, avranno pensato che sarebbe meglio lei stia in quel paese oppure che lei è uno stolto (lo dice la Bibbia).

Io le ho detto solo che la pigrizia è una conseguenza del "minimo sforzo" perchè usando solo la sua materia, che per lei è la più facile, ha evitato di ragionare considerando altre discipline. Poi le ho detto che ha usato "qualche formula a lei cara", perchè dopo averci fatto annegare in un pantano di numeri e formule alla fine non ha combinato nulla, in pratica ci ha presi in giro tutti, credenti e non, in modo da poter giustificare quello che avrebbe scritto dopo. Se ne è uscito con un pò di logica spicciola per affermare il suo "non pensiero".

Per quanto riguarda quello che lei si aspetta dagli altri è evidente che lei vorrebbe che gli altri le spiegassero Dio perchè lei non riesce a capirlo. Per la terza opzione: "proprio non è capace di fare una ricerca seria", a questo punto mi pare ovvia e superflua, quindi per i principi di Ockham non dovrebbe essere considerata, qui ha ragione.

La motivazione che lei avrebbe dovuto indicare come causa della sua irritazione, doveva essere: "Lei quanta capacità ha di capire il suo ruolo dentro ad esso? Per come la vedo io, poco o niente" perchè le ho detto esplicitamente che lei è un pò confuso e anche che la sua esistenza mi sembra inutile. Ci tengo a precisare che è solo una deduzione.

Nell'altra parte, mi sfida e mi fa notare che sono caduto in contraddizione, ma dietro quelle due frasi ci sono in realtà due domande che lei non vuole esplicitamente fare, mi ricorda nuovamente mio figlio. In realtà lei vuole sapere come mi salta in mente questo ragionamento, oppure, se c'è, chi lo ha partorito. Se la cita in qualche suo libro, la prego di chiamarla "teoria del passante" :) ma non si azzardi a scrivere che è un sua idea: Questa è "Open" come Dio, oltretutto non immagina quanti sono gli uomini che ci sono arrivati da soli, senza scatenare una accesa discussione come ha fatto lei. A proposito di Kurt Gödel, le
auguro di non mitizzarlo troppo (ci si potrebbe pure morire di fame). :)

Sento proprio il bisogno di leggere il Sig. Dada, lui potrebbe chiarire approfonditamente questa considerazione, spero solo che non sia lui ad averci mandati tutti nell'altro paese, lo vorrei immaginare chiuso da qualche parte a pensare. Se mi legge, spero che lei non se la sia presa e riconfermo che avevo trovato in lei un uomo meritevole di rispetto.

Dopo il mio post, dalle risposte ho percepito, disorientamento, confusione: Sembra che i conducenti fossero certi della destinazione. A questo punto, ci troviamo tutti sopra una strada inasfaltata. Dovremmo semplicemente cancellare dall'intestazione quel "oppure no" e
passare avanti, perchè dobbiamo analizzare se siete d'accordo l'altra parte: "Dio esiste...". Adesso dovremmo cercare di capire cosa farci con questa "nuova" verità.

Sig. Boccadoro, io voglio costruire, non distruggere (anche se per qualcuno sembra l'inverso).

ritratto di Boris L.

Ok, continuiamo su questa

Ok, continuiamo su questa linea, diciamo che scegliamo tutti quanti in queste discussioni di cedere al dogma: cosa ci facciamo con questa nuova verità?

Lasciamo perdere ogni tentativo di dimostrarlo e diamolo per vero. Che cosa cambia adesso?

ritratto di Marco Giancola

INSOMMA, GINTAS69, VUOI

INSOMMA, GINTAS69, VUOI PROPRIO FARMI INNERVOSIRE!!

ritratto di Gintas69

Chiedo scusa

A proposito di Kurt Gödel, "mi auguro" che lei non lo mitizzi troppo (ci si potrebbe pure morire di fame).

ritratto di Daniele Bertaggia

Tentativi

Ciao Piero,
cerco di rispondere alle tue non facili domande.
1) “… tu come ti "organizzi" per scegliere una confessione piuttosto che un'altra?
Quali criteri, quali metodi, quali ipotesi fai per decidere cosa scartare e cosa no?”
Ho unito queste due domande perché nella mia risposta sono collegate in quanto la “scelta” della confessione cui aderire per me è passata da un’estraniazione totale dal contesto storico-culturale circostante. In seguito a questo processo ho poi intrapreso due strade (non so in quale ordine però…) una (meno razionale e più teologica) in cui ho percepito con quale confessione cristiana entrava meglio in risonanza il Kerygma, l’altra (meno teologica e più razionale) in cui ho indagato quale confessione, storicamente, si è comportata meno peggio (e continua a farlo).
2) “Ma soprattutto, una cosa che nessuno ha chiarito fino a questo momento è: siamo noi che scegliamo di abbracciare una religione oppure è la religione che sceglie noi?!”

A questa domanda posso rispondere in due maniere (del tutto personali):
a) Da un punto di vista calvinista la Fede è processo teonomo gratuito tramite cui Dio dona la Fede ad alcuni uomini eletti;
b) Da un punto di vista neo-gnostico la Fede è propria degli pneumatici, ovvero quelle strutture cosmiche che meno subiscono l’influsso del nulla primordiale (ancora così presente nel Creato)
e che, quindi (al contrario degli psichici e ancor di più degli ilici) possono già avere una profonda anticipazione del Mondo Futuro.
Come vedi, seppur per vie diverse, (secondo me) noi possiamo solo assecondare ciò che per noi è già stato scelto (direttamente o indirettamente)….
Spero che i miei tentativi di risposta possano essere stati utili…
A presto

ritratto di Gintas69

Infatti.

Io avrei risposto in modo più semplice, ma successivamente, analizzando il tutto con uno "sbroglio" (termine rubato alla tecnica sui PCB), sarei arrivato a questo, senza però, usare i termini: Pneumatico, Psichico, e Ilico. Ho fatto una breve ricerca e su questo link:

http://www.fuocosacro.com/pagine/gnosticismo/latriplicenaturauomo.htm

ho trovato un chiarimento sui tre termini. Le chiedo di confermare se sono spiegati nel modo corretto, visto che lei li ha introdotti.

ritratto di Piero Boccadoro

Devo confessare la mia grande

Devo confessare la mia grande voracità nel consultare questo riferimento... :)

ritratto di Piero Boccadoro

Perdona l'ignoranza ma che

Perdona l'ignoranza ma che cosa vuol dire: "Kerygma".

Al di là della terminologia (che impone una riflessione), io direi che il tuo intervento mi apre nuove frontiere di riflessione :)
Lo trovo un contributo davvero importante :)

ritratto di Daniele Bertaggia

Gnosis

Buongiorno Ginta69,
conosco il sito citato da lei, direi che è un buon sito per poter accedere a concetti considerati non del tutto “ortodossi” e difficili da conoscere tramite fonti ufficiali. Per questo le confermo la bontà delle informazioni in esso contenute (ricordando che il link da lei postato si riferisce allo gnosticismo valentiniano, quello a cui aderisco io, di cui si può avere un’ ulteriore delucidazione all’indirizzo http://www.fuocosacro.com/main_frames.htm)
Ricordo, però, che questa rappresenta solo una delle diverse correnti gnostiche…
Per quanto riguarda i termini da me usati le confermo il fatto di averli utilizzati esclusivamente perché rappresentano le mie categorie di pensiero. Al contempo sono lieto che Lei mi abbia compreso.
Cordialmente (e contento di poter parlare nuovamente con tutti voi dell’argomento)
D.B.

ritratto di Piero Boccadoro

A maggior ragione, leggo con

A maggior ragione, leggo con attenzione, rifletto e poi ci risentiamo... :D

ritratto di Emanuele

Nuovo articolo

Segnalo questo articolo:
http://it.emcelettronica.com/dimostrazioni-matematiche-che-dio-esiste-ch...

Una lettura diversa, ma con lo stesso risultato dell'articolo di Marco Giancola
http://it.emcelettronica.com/dimostrazioni-matematiche-della-non-esisten...

ritratto di Gintas69

Grazie

Personalmente, apprezzo, il contributo del prof. Roberto Vacca, e credo di aver capito che gli uomini ci hanno già provato con la matematica molto tempo fa. Avrei solo da criticare (per il momento) l'immagine usata per l'intestazione, anzichè un tramonto avrei messo un profilo umano, magari leonardesco, con una ampia luce proveniente da dietro a propagare dei raggi fino ai lati dell'immagine. Vorrei sapere a questo punto cosa fare:
Ci trasferiamo tutti in quell'articolo e ne discutiamo li, riprendendo la
questione dal punto di vista matematico, oppure proseguiamo, magari cercando di capire noi stessi e come siamo fatti, e ascoltando (come è necessario) le opinioni e le senzazioni di chi "crede". Personalmente avrei anche piacere che il prof. Vacca vi partecipasse.

ritratto di Emanuele

immagine della luce

L'immagine l'ho scelta io ed il significato è proprio "stabilire" se quella luce che filtra è solo luce o c'è qualcosa di più. Più terrena e meno celeste non credo cambi molto di significato ma eventualmente solo spostare leggermente il senso che poi è talmente personale che la differenza sarebbe stata relativa. Ovviamente è un mio punto di vista.

Riguardo la discussione potete spostarvi o rimanere qui, come volete, certo che più commenti ci sono e più è facile perdere il filo del discorso, mentre su un nuovo articolo si può dibattere più nello specifico, almeno inizialmente.....

L'Ing. Vacca riceve le notifiche, quindi se deciderà potrà intervenire.

ritratto di Daniele Bertaggia

Kerygma

Ciao Piero,
Kerygma è la parola usata nel Nuovo Testamento per indicare l'annuncio del messaggio cristiano. In Luca, 4,18-19.21 è scritto che Gesù, all'inizio del Suo ministero pubblico, entrò nella Sinagoga di Nazaret e disse:
« Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per mettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore. … ». Allora cominciò a dire: "Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi".
L’affermazione pronunciata da Gesù in quel momento è appunto il Kerygma.
Nella predicazione apostolica, seguente alla vita di Gesù, il Kerygma è il centro dell'annuncio cristiano del Vangelo, e consiste nella proclamazione della morte e risurrezione di Gesù Cristo, fatto sotto l'azione dello Spirito Santo da chi ne è stato testimone.

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