System on a chip (SoC): il cuore di ogni smartphone e tablet

SoC

Grosso modo tutti noi sappiamo, per motivi professionali o semplicemente come assemblatori o utilizzatori finali, come è fatto un PC. Non tutti forse sanno invece cos'è e come è strutturato un SoC (system-on-a-chip), il cuore degli attuali dispositivi mobile. Non sapete orientarvi tra termini come Tegra, Snapdragon, oppure Exynos? Volete vederci chiaro prima di acquistare il vostro prossimo tablet o smartphone? Bene, leggete allora questo articolo, i SoC non avranno più segreti per voi!

Tutti noi sappiamo che un normale PC, per poter svolgere i compiti a cui è destinato, richiede un certo numero di componenti. Anzitutto occorre ricordare la CPU, il vero e proprio cuore del PC, in grado di eseguire milioni di operazioni al secondo e a sua volta composta da più core funzionanti in parallelo. Abbiamo poi la GPU, la quale si occupa di gestire al meglio la parte grafica e il rendering 2D/3D richiesto dalla maggior parte delle applicazioni attuali. Non può certo mancare poi una memoria RAM ben dimensionata (almeno qualche GB), e un'unità disco capiente (> 1 TB), in modo tale da rendere fluide ed efficienti anche le applicazioni più assetate di risorse hardware. Tutto qui? Niente affatto! Ci sono altri "piccoli" componenti che svolgono un ruolo fondamentale, ma che non vengono quasi mai citati, essenzialmente per il fatto che essi sono installati direttamente sulla scheda madre del PC. Tra questi componenti vi è anzitutto il northbridge, un chip che si occupa della comunicazione tra CPU, GPU, e memoria RAM, cioè in sostanza i componenti più veloci appartenenti all'architettura hardware. Il suo "gemello" è ovviamente il southbridge, che comunica con il northbridge e con altri tipi di periferiche e interfacce, come USB, SATA, PCI (quella standard, il PCI Express è invece gestito dal northbridge), IDE (per i dispositivi legacy), e il BIOS. Il southbridge si prende quindi in carico la gestione dei dispositivi più "lenti" del sistema. Talvolta il southbridge può anche includere, in forma integrata, la gestione delle porte Ethernet e dell'audio (nel caso in cui queste periferiche non siano gestite da chipset dedicati e separati dal southbridge). Con la crescita e i continui miglioramenti conseguiti nella fabbricazione dei componenti elettronici, è oggi possibile stipare un sempre maggiore numero di componenti (un tempo tenuti separati) all'interno di uno stesso chip. I vantaggi di questa soluzione sono molteplici:

  • riduzione della complessità del sistema
  • contenimento dei costi
  • minor assorbimento di corrente
  • riduzione dello spazio richiesto sul PCB, con conseguente maggiore miniaturizzazione del prototipo risultante

Ecco quindi che le caratteristiche hardware e la potenza computazionale di un attuale PC possono essere racchiuse in un singolo dispositivo, tanto piccolo da poter essere inserito in un comune smartphone. Nasce così il SoC (system-on-a-chip) un dispositivo monolitico con caratteristiche paragonabili a quelle di un moderno PC desktop. Scopo di questo articolo è quello di presentare le principali caratteristiche e i criteri di valutazione e confronto tra i vari SoC disponibili sul mercato, i cui maggiori produttori sono: Apple, Qualcomm, Samsung, Nvidia, Texas Instruments, Intel, e AMD.

Quando si parla di SoC in generale, e più in particolare di SoC destinati alle applicazioni di tipo mobile, cioè quelle che oggi vanno per la maggiore e creano i volumi più consistenti a livello di profitti, non possiamo prescindere dal citare un nome storico che ha scritto (e ne fa tuttora parte) la storia dei SoC: ARM. ARM Holdings, con sede a Cambridge, è la società inglese da tempo specializzata nella progettazione e sviluppo di dispositivi elettronici integrati per applicazioni embedded. ARM è una società "fabless", cioè priva di una propria struttura per la fabbricazione, distribuzione, e commercializzazione dei componenti fisici. Viceversa, ARM è più simile al reparto R&D di una grossa multinazionale: molta ricerca e sviluppo, ma mai fini a se stesse. I core ARM sono oggi un pò dappertutto, con caratteristiche che vanno dai bassissimi consumi alle prestazioni elevate. Non solo, ARM ha saputo fornire anche un valido supporto agli sviluppatori, che tramite il tool di sviluppo Development Studio (o utilizzando altre toolchain disponibili sul mercato, anche con licenza open-source) possono oggi contare su una quantità di librerie e codice già pronti per l'utilizzo. Fattori, questi, in grado di determinare il successo e la longevità di un prodotto come la serie di core sviluppata da ARM.

Da notare che l'approccio seguito da ARM si discosta sensibilmente da quello adottato da Intel, un colosso della microelettronica. Intel non solo progetta ma produce, distribuisce, e commercializza i propri prodotti. E AMD? AMD inizialmente aveva una struttura simile a quella di Intel ma la tendenza più recente è quella di passare a una struttura più flessibile, con conseguente dismissione o cessione a terzi dei siti produttivi. ARM, da sempre fabless, vive grazie ai contratti di licenza che vengono assegnati a varie società produttrici di CPU e MCU. Qualche esempio? Sicuramente avrete sentito nominare i chip Cortex-A9 e Cortex-A15, tanto per citare due tra i più popolari core sviluppati recentemente da ARM. Non solo, i chipset Tegra 3 e 4 sviluppati da NVidia, gli Exynos 4 e 5 di Samsung, come pure il processore A5 utilizzato da Apple sono tutti esempi di SoC basati su core ARM.

Oltre a essere licenziataria del design dei propri core, ARM fornisce anche su licenza il proprio set di istruzioni, noto semplicemente come "ARM". Questo aspetto è molto importante, in quanto consente a terze parti di utilizzarlo nei propri progetti custom, garantendo la compatibilità software con uno dei set di istruzioni più diffusi al mondo. E' così possibile realizzare dei propri circuiti (in sostanza degli ASIC) con caratteristiche anche molto differenti in termini di prestazioni e consumi rispetto ai core originali ARM, ma compatibili dal punto di vista del codice. Questa interessante possibilità è stata sfruttata sia dalla Apple (con il chip A6) che dalla Qualcomm (con il chip Snapdragon S4), dei chipset custom progettati internamente dalle rispettive aziende al fine di ottenere il giusto compromesso tra prestazioni e consumi di potenza. E' questo infatti il connubio sul quale si stanno spostando gli equilibri nei dispositivi per applicazioni mobile: da un lato si vuole potenza per suportare le applicazioni sempre più affamate di CPU, dall'altro si è però costretti a limitare il più possibile gli assorbimenti al fine di garantire un'autonomia accettabile della batteria. Ebbene, sia Apple che Qualcomm hanno ritenuto che i core Cortex-A9 e Cortex-A15 fossero, rispettivamente, troppo poco performanti o troppo assetati di potenza per le proprie applicazioni, e hanno perciò preferito optare per una soluzione custom che al tempo stesso fosse però compatibile a livello di codice.

Una situazione simile alle CPU vale anche per i chip grafici. ARM, infatti, rilascia su licenza la sua serie di GPU denominata "Mali". Vi sono poi ditte che si sono specializzate nel campo dei sistemi grafici, come ad esempio Imagination Technologies, i cui core grafici sono oggi adottati da aziende quali Intel, Apple, e Samsung. La CPU (core), unitamente a una GPU e a qualche altro componente per l'interfacciamento e la codifica/decodifica video, sono i componenti fondamentali di ogni SoC. Generalmente i SoC non includono al loro interno la memoria RAM, che è invece allocata su un layer esterno dedicato (a volte questo può essere collocato proprio sopra il SoC stesso). Vediamo ora di passare in rassegna i principali modelli di SoC, suddivisi in base all'azienda che li utilizza.

Apple

Partiamo da Apple non tanto perchè vogliamo seguire l'ordine alfabetico, quanto per il fatto che si tratta di un numero contenuto di dispositivi destinati ad un altrettanto ristretta cerchia di prodotti (tutti, ovviamente, di Apple). I SoC utilizzati da Apple sono contraddistinti dalla lettera "A" seguita da una cifra che ne identifica il particolare modello. Questi SoC, utilizzati per equipaggiare i prodotti iPod, iPad, iPhone, e la Apple TV, includono tutti uno o più core basati su architettura ARM, una GPU, una memoria cache, oltre ad altri circuiti elettronici di interfacciamento o per eseguire funzioni molto specializzate. Storicamente, il primo SoC sviluppato da Apple è stato l'A4, introdotto nel 2010 e utilizzato inizialmente sulla prima versione di iPad; successivamente è stato poi impiegato sull'Iphone 4, sulla quarta generazione di iPod Touch, e sulla Apple TV. Il dispositivo include una CPU Cortex A8 a core singolo, una GPU PowerVR SGX 535, e 256 MB (iPod) oppure 512 MB (iPhone) di memoria RAM. L'A4, realizzato in tecnologia al silicio da 45nm, è stato prodotto per Apple dall'azienda coreana Samsung. Si tratta di un dispositivo basato su core ARM, ma fortemente customizzato nel design dalla Apple a dalla Samsung stesse al fine di ottenere delle elevate performance contenendo il più possibile gli assorbimenti. La RAM non è integrata nel SoC, ma viene piuttosto adottata un'architettura di tipo PoP (package-on-package), un particolare tipo di packaging in grado di combinare verticalmente i circuiti logici (SoC vero e proprio) con la memoria ball grid array (BGA). Nonostante l'A4, capostipite della famiglia di SoC Apple, sia stato superato in prestazioni dai modelli successivi, ancora oggi può dire la sua grazie anche al supporto fornito dal sistema operativo iOS, in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche hardware dei SoC utilizzati da Apple. L'immagine seguente (Wikipedia) mostra il SoC A4 di Apple:

Nel 2011, all'A4 si è affiancato il nuovo SoC (sempre PoP e sempre fabbricato da Samsung), denominato A5. L'A5 rappresenta il cuore pulsante dei dispositivi iPad2, iPhone 4S, iPad mini, e l'iPod di quinta generazione, prodotti dalla casa di Cupertino. Il nuovo SoC include un dual core ARM di tipo Cortex-A9, con supporto per l'estensione NEON (un'estensione avanzata del set di istruzioni espressamente studiata per accelerare applicazioni nel campo multimediale e signal processing). La GPU è una dual-core PowerVR SGX 543MP2, in grado di disegnare tra 70 e 80 milioni di poligono al secondo. La dimensione della memoria RAM è invece pari a 512 MB. Il clock tipico di funzionamento di questo SoC è compreso tra 800 MHz e 1 GHz, ma può essere ridotto al fine di prolungare la durata della batteria. Apple ha a suo tempo dichiarato che l'A5 ha una CPU due volte più veloce e una GPU fino a nove volte più veloce rispetto al predecessore A4, anche se il costo è ovviamente superiore. L'A5 è anche famoso per il suo cospicuo numero di varianti, resesi necessarie per coprire le differenti esigenze dei diversi prodotti offerti da Apple. Ad esempio, è stata realizzata la versione A5X, con la stessa CPU dell'A5 ma una GPU potenziata (quad-core), 1 GB di memoria RAM, e un controllore di memoria con banda estesa, destinato ad equipaggiare l'iPad di terza generazione con display retina. E' stata inoltre realizzata una versione dell'A5 in tecnologia a 32 nm, capace di ridurre notevolmente (fino al 30%) il consumo di batteria.

Si arriva così al più recente esemplare della serie "A": il SoC A6. L'A6 è stato annunciato nel settembre 2012, in concomitanza con il lancio del nuovo smartphone iPhone 5. La CPU, in questo caso, non corrisponde strettamente ad un modello rilasciato su licenza da ARM. Essa infatti utilizza un set di istruzioni modificato (ARMv7s), e si ritiene che sia stata ottenuta da Apple come risultato di una customizzazione del core Cortex-A15. La CPU, dual-core, si combina con una GPU triple-core PowerVR SGX 543MP3 di Imagination Technologies e con una memoria RAM da 1GB. Il risultato è all'incirca un raddoppio delle prestazioni del predecessore A5, ottenuto sia incrementando il clock sia aumentando il numero di istruzioni per secondo (il Cortex-A15 è di classe superiore rispetto al Cortex-A9). Non solo, le dimensioni dell'A6, rispetto a quelle dell'A5, sono ridotte del 22%, e i consumi sono anch'essi inferiori. Anche per l'A6 è nata una versione speciale (l'A6X), utilizzata sulla quarta generazione dell'iPad. La CPU è la stessa, mentre la GPU è quad-core, il controllore di memoria è maggiorato, e la frequenza di clock incrementata (può arrivare a 1,4 GHz).

Cos'altro dire dei SoC utilizzati da Apple? Una considerazione che sicuramente dobbiamo fare è che Apple ha sempre preferito dei chipset con elevate prestazioni grafiche, rispetto a prestazioni di calcolo puro (i corrispettivi chipset utilizzati per Android, come vedremo, hanno CPU con prestazioni superiori). Ciò tuttavia non costituisce un grosso svantaggio, compensato pienamente dall'"arma" che Apple ha rispetto alla concorrenza: iOS. Il sistema operativo iOS è infatti sotto il pieno (e aggiungiamo noi, solo) controllo di Apple, la quale può introdurre tutte le ottimizzazioni richeste a livello di codice per sopperire a un hardware non sempre "aggiornatissimo". La stessa cosa non avviene invece con Android, i cui rilasci e le cui versioni seguono una strada propria, non essendo legati agli specifici dispositivi hardware di un determinato produttore. Quale sarà il futuro SoC di Apple? Al momento non si sa nulla di certo, se non che il nome, per tradizione, dovrebbe essere A7. Probabilmente questo nuovo SoC sarà destinato ad equipaggiare il futuro iPhone 5S, e potrebbe essere ancora prodotto da Samsung (anche se voci parlano di un accordo con TSMC). Secondo alcuni "rumors" captati dalla rete, sembra che nella versione 7 di iOS si possano trovare delle "tracce" (supporto per) che conducono a questo fantomatico nuovo SoC, e che queste farebbero presupporre l'esistenza nello stesso di componenti Samsung. Staremo a vedere, Apple ci ha abituato ad annunciare i nuovi prodotti solo quando gli stessi si possono toccare con mano..

Qualcomm

Qualcomm è l'azienda californiana che ha dato vita allo Snapdragon, un SoC espressamente progettato per le applicazioni mobile, e considerato dalla stessa Qualcomm come una vera e propria piattaforma sulla quale costruire tablet, smartphone, e smartbook. Possiamo senz'altro affermare che Qualcomm rappresenta oggi il principale player nel settore dedicato dei SoC mobile, basti dire che la stessa Samsung, che progetta e fabbrica SoC sia per sè sia per conto terzi (vedi Apple) spesso e volentieri ricorre a Qualcomm per equipaggiare le versioni statunitensi di alcuni suoi dispositivi mobile. Qualcomm ha nel proprio portafoglio una quantità considerevole di SoC, troppi per poter essere tutti degnamente trattati in un singolo articolo. Vedremo quindi di soffermarci solo su alcuni di essi, i principali per importanza e diffusione. Una caratteristica fondamentale di Qualcomm è quella di creare da sè sia la CPU sia la GPU, piuttosto che utilizzare un core sotto licenza ARM. L'architettura attualmente uilizzata sulle CPU prodotte da Qualcomm si pone circa a metà strada, come prestazioni, tra l'ARM Cortex-A9 e il Cortex-A15, con il vantaggio però di essere più efficiente rispetto a quest'ultimo. Questa CPU, derivata dal Cortex-A15, prende il nome di Krait, ed è inclusa in tutti i SoC Qualcomm della serie Snapdragon. Le GPU che equipaggiano i SoC Qualcomm vengono invece identificate con il nome Adreno, e anche queste sono caratterizzate da elevatissimi livelli prestazionali, contribuendo alla buona reputazione conquistata da Qualcomm sul mercato. Nell'immagine seguente è mostrato uno "spaccato" del SoC Snapdragon S4, con in evidenza i principali blocchi funzionali che lo compongono. Il punto di forza della Qualcomm, comunque, rimane il fatto che essa è stata la prima ad incorporare nei propri SoC dei modem per la comunicazione 3G/4G. Per lungo tempo, infatti, Snapdragon è stato l'unico SoC disponibile sul mercato con un modem LTE integrato. Ciò spiega perchè colossi come Samsung hanno scelto i SoC Qualcomm per i dispositivi da commercializzare sul mercato americano, e perchè la stessa Apple abbia scelto di utilizzare modem (esterni, non integrati) prodotti da Qualcomm. I vantaggi derivanti da questa soluzione sono molteplici: minore complessità circuitale, maggiore spazio disponibile sul PCB, minore consumo di corrente.

Lo Snapdragon S4, uno dei più recenti modelli di SoC Qualcomm, è realizzato in tecnologia al silicio da 28nm, include due core Krait con frequenza fino a 1,7 GHz, e una GPU Adreno. Dal punto di vista delle prestazioni, la GPU Adreno inclusa in questo SoC è paragonabile a quella che equipaggia l'Apple A5 (di Imagination Technologies), mentre la CPU Krait si colloca circa a metà strada tra l'A5 e l'A6. Questo SoC è stato utilizzato un pò ovunque per equipaggiare smartphone di fascia medio-alta; tra gli altri ricordiamo: Samsung Galaxy S III (versione USA), Nokia Lumia 920 (equipaggiato con sistema operativo Windows Phone), e BlackBerry Z10. Il modello di SoC che segue immediatamente l'S4 è l'S4 Pro, il quale, nella sua versione più evoluta, unisce una CPU Krait di tipo quad-core con una GPU Adreno 320. La tecnologia elettronica impiegata per la fabbricazione è sempre quella da 28nm, mentre la frequenza di clock può spingersi sino a 1,7 GHz. A livello prestazionale, l'S4 Pro si colloca ai livelli dell'Apple A6, anche se la CPU ha un potenziale superiore, essendo dotata di ben quattro core. Molto dipende, quindi, da se e come le applicazioni utilizzate sono in grado di sfruttare tutta questa potenza di calcolo. L'S4 Pro ha trovato impiego nell'Optimus G di LG, nel Nexus 4, nel Droid DNA di HTC, in alcuni modelli del Sony Xperia, e in moltri altri dispositivi di tipo mobile. Salendo ulteriormente la scala dei SoC Qualcomm, ci portiamo direttamente sui due modelli di punta, al vertice della gamma: lo Snapdragon 600 e lo Snapdragon 800. Il primo è stato utilizzato per alcune versioni del Galaxy S4, per l'HTC One, e per l'LG Optimus G Pro. Il secondo è il modello di punta attuale della serie Snapdragon, in grado di operare sino alla frequenza di 2,3 GHz. Il SoC è particolarmente indicato per il settore dei tablet, essendo in grado di supportare una risoluzione grafica fino a 3840×2160 pixel.

Samsung

I SoC prodotti da Samsung appartengono tutti alla serie Exynos, un'architettura basata sull'utilizzo di core ARM la quale comprende tre modelli principali di SoC (Exynos 3, 4, e 5) con le relative varianti. Il capostipite della famiglia, l'Exynos 3, è stato introdotto nel 2010 e ha equipaggiato, tra gli altri, il Galaxy S. Si trattava di un SoC derivato dal core ARM Cortex-A8, con architettura single-core, tecnologia a 45nm, e clock fino a 1,2 GHz. Il successore, l'Exynos 4, è disponibile in due versioni (Dual e Quad) in base al numero di core di cui è composta la CPU (2 e 4, rispettivamente), derivata dal core ARM Cortex-A9. I SoC di questa serie hanno equipaggiato dispositivi come: Galaxy Note 10.1, Galaxy Note 8.0, Galaxy Note II, e alcune versioni del Galaxy S III. Il top della gamma è rappresentato dall'Exynos 5, disponibile a sua volta nelle versioni Dual e Octa. Il primo è abbastanza simile al suo predecessore, con la differenza sostanziale che la sua CPU, dual-core, è derivata in questo caso dall'ARM Cortex-A15, più performante del Cortex-A9. Uno dei dispositivi su cui è stato impiegato questo SoC è il tablet Nexus 10, uno dei più performanti, almeno al momento della sua uscita sul mercato. Da notare che sia l'Exynos 4 che il 5 Dual sono tutti realizzati in tecnologia a 32nm. Particolarmente interessante il secondo tipo di Exynos 5, l'Octa, destinato ad essere impiegato sul Galaxy S 4. Gli otto core di cui è composta la sua CPU non sono in realtà omogenei, ma sono suddivisi in 4 core su un ARM Cortex-A15 e 4 core su un ARM Cortex-A7. L'Exynos 5 Octa sfrutta pienamente l'architettura big.LITTLE, sviluppata dalla stessa ARM, il cui obiettivo è quello di mixare core ad alte prestazioni (Cortex-A15) con core più lenti ma più risparmiosi (Cortex-A7) al fine di trovare il giusto compromesso tra prestazioni e consumi contenuti. L'Octa sfrutta pienamente questa architettura, cavandosela egregiamente anche nelle situazioni più complesse dal punto di vista computazionale (raramente nei benchmark si sono visti tutti e 8 i core attivi). Da notare inoltre che la GPU inclusa nel SoC è compatibile con lo standard Direct3D, requisito necessario per un eventuale utilizzo anche su smartphone dotati di sistema operativo Windows Phone (la serie "A" di Apple, ovviamente, non ha questa preoccupazione).

Texas Instruments

TI occupa un ruolo particolare nel variegato mondo dei produttori di SoC, soprattutto quelli destinati ad applicazioni nel settore mobile (smartphone e tablet, in primis). In questo settore TI è stata in passato una vera protagonista, soprattutto con i prodotti appartenenti alla famiglia OMAP (Open Multimedia Applications Platform). Si tratta in sostanza di una famiglia di SoC basati su un'architettura general-purpose incentrata su un core ARM, al quale si aggiungono uno o più processori specifici per le applicazioni grafiche, la comunicazione, ecc. Almeno una versione del Samsung Galaxy S II è stata equipaggiata con un SoC TI OMAP (ad esempio il 4430, utilizzato per il mercato asiatico), in luogo del tradizionale Exynos prodotto dalla stessa Samsung. Lo stesso modello di SoC ha inoltre equipaggiato l'intera gamma di tablet Amazon Kindle Fire. Nonostante la validità del prodotto, la fama e il background dell'azienda produttrice, e i successi commerciali, a questi fatti è stata contrapposta la decisione della stessa TI di uscire progressivamente dal mercato dei SoC per applicazioni mobile, riducendo le risorse destinate allo sviluppo di nuovi prodotti in quest'area, e concentrarsi maggiormente sul mercato embedded. Un settore, quest'ultimo, sicuramente meno eccitante e con meno riflettori puntati addosso, ma molto più remunerativo sul piano economico e con maggiori margini di profitto. L'OMAP 4470, il cui schema a blocchi è mostrato nell'immagine seguente, appartiene alla famiglia di SoC OMAP4, della quale fanno parte anche il 4460 e il 4430.

Tutti questi SoC sono basati su un'architettura dual-core ARM Cortex-A9 con GPU single-core Imagination Technologies PowerVR SGX540/544. Sono inoltre presenti due core ARM Cortex-M3 a basso consumo per eseguire operazioni di background che richiedono un basso utilizzo di CPU. Alla serie OMAP4 ha fatto seguito la nuova famiglia di SoC OMAP5, destinata, forse, ad essere anche l'ultima impiegata nel settore mobile. Rispetto alla serie precedente, l'OMAP5 include dei core aggiornati: i Cortex-A9 sono stati sostituiti con dei Cortex-A15, i Cortex-M3 con dei Cortex-M4, e la GPU è ora una versione dual-core.

Nvidia

I SoC di Nvidia sono rappresentati dalle famiglie di processori Tegra, giunti ora alla versione 4. I SoC della serie Tegra 4 (come della sua variante 4i, destinata soprattutto agli smartphone) sono dei processori molto performanti ("il processore mobile più potente al mondo", secondo la stessa Nvidia). La CPU include quattro core ARM Cortex-A15, e una GPU custom sviluppata dalla stessa Nvidia (azienda fortemente specializzata nel settore della grafica). La CPU in realtà include anche un quinto core (denominato "companion core"), un Cortex-A15 a basso consumo non visibile dal sistema operativo e utilizzato per eseguire operazioni di background quando i core principali sono inutilizzati. La versione 4i include anche un modem LTE integrato (Icera i500), un modem configurabile e interamente programmabile via software, un'opzione che dovrebbe permettere di ridurre il numero di versioni richieste dai vari mercati internazionali.

E Intel?

Intel, il marchio che ha fatto la storia dei PC, e non solo, grazie alla famosa architettura x86, sta affilando le armi per dire la sua anche nel settore dei SoC. La famiglia di SoC Atom, lanciata nel 2008, era sostanzialmente nata per il settore dei netbook, e non è quindi destinata ad un utilizzo competitivo per i dispositivi mobile. Anzi, i processori Atom sono stati spesso criticati per le prestazioni non proprio entusiasmanti. La famiglia Atom è stata progressivamente aggiornata e migliorata nel corso degli anni, ma è giunto ora il momento, per Intel, di compiere un vero e proprio salto di qualità, grazie all'introduzione della nuova famiglia di Soc Silvermont. Il mercato target sarà quello degli smartphone e dei tablet, non più quello dei netbook. Sembra anche che Intel voglia accelerare i tempi per colmare il gap con le architetture rilasciate dai suoi competitor (Krait e Exynos, principalmente), e l'imminente annuncio da parte di AMD della propria linea di SoC Kabini. Silvermont rappresenterà la prima famiglia di SoC Intel fabbricati con un processo a 22nm, e sarà caratterizzata da elevate prestazioni unite a un ridotto assorbimento di potenza.

Conclusioni

Abbiamo visto in questo articolo che cos'è un SoC e quale importanza esso riveste come parte integrante di tutti i dispositivi di tipo mobile (e non solo). Stilare una graduatoria relativa ai SoC attualmente in produzione, oppure dire quale secondo noi è il migliore, è un compito molto arduo, se non impossibile. E' un pò come mettere a confronto due smartphone o due tablet appartenenti alla stessa fascia di prezzo e prestazioni: si possono elencare le caratteristiche e le differenze tra i modelli, ma il giudizio complessivo deve tenere conto di molteplici fattori, non soltanto di quello relativo all'hardware. Personalmente (una volta tanto per quanto mi riguarda) spezzerei anzitutto una lancia in favore di Apple. Come già indicato in precedenza, l'azienda di Cupertino ha un vantaggio rispetto ai propri concorrenti: quello di fare in casa il sistema operativo (iOS), potendolo adattare di volta in volta alle caratteristiche dei SoC della serie "A". Quando questo articolo sarà pubblicato, probabilmente sarà già stato presentato il nuovo iPhone 5S, e dovrebbero essere disponibili informazioni più detagliate sul nuovo SoC utilizzato (per ora sappiamo che si chiamerà A7.). Tra gli altri produttori di SoC impressionano sicuramente Samsung (un vero e proprio "colosso" dell'elettronica, che, come abbiamo visto, è anche fornitore di alcuni componenti alla stessa Apple), Qualcomm (fortemente specializzata nella parte a radio frequenza, modem in particolare), e Nvidia, che ha il suo punto di forza nella realizzazione di GPU ad elevate prestazioni.

Il settore dei SoC sta vivendo un periodo di estrema vitalità, con nuovi modelli che si susseguono a ritmo incalzante. Chissà, forse anche la recente acquisizione della divisione cellulari di Nokia da parte di Microsoft porterà nuova linfa a questo settore.

 

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8 Comments

  1. Tiziano.Pigliacelli Tiziano.Pigliacelli 26 settembre 2013
  2. Giorgio B. Giorgio B. 26 settembre 2013
  3. Giorgio B. Giorgio B. 26 settembre 2013
  4. slovati slovati 26 settembre 2013
  5. Emanuele Emanuele 27 settembre 2013
  6. Tiziano.Pigliacelli Tiziano.Pigliacelli 27 settembre 2013
  7. Giorgio B. Giorgio B. 30 settembre 2013
  8. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 30 settembre 2013

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