Motori che dialogano attraverso le vibrazioni, algoritmi che prevedono i guasti prima che accadano e sistemi intelligenti che lavorano direttamente sul campo. E' così che la manutenzione predittiva sta cambiando radicalmente il volto dell’industria. Grazie all’unione tra Intelligenza Artificiale ed edge computing, oggi è possibile passare da interventi reattivi a strategie preventive, con ottimi risultati in termini di riduzione dei costi, fermi macchina e rischi operativi.
Introduzione
Nel moderno contesto industriale, la continuità operativa è diventata fondamentale per la competitività, in quanto un guasto improvviso può fermare una linea di produzione, generare ingenti perdite economiche e compromettere la sicurezza. Per questo motivo, la manutenzione tradizionale, basata su controlli periodici o interventi a guasto avvenuto, sta progressivamente lasciando spazio a modelli più evoluti basati sulla manutenzione predittiva, concepita con l'obiettivo di anticipare i problemi prima che si manifestino in modo critico, sfruttando i dati raccolti direttamente dalle macchine. La recente evoluzione delle tecnologie digitali ha reso questo approccio teoricamente valido e concretamente applicabile. In particolare, la combinazione tra sensori intelligenti, Intelligenza Artificiale ed edge computing consente di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale, direttamente vicino alla sorgente dei dati stessi. Per fare un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica possa tradursi in soluzioni pratiche, flessibili e scalabili per l’industria, consideriamo un prototipo basato su dispositivi a basso consumo energetico che si occupa di monitorare lo stato di salute di un motore elettrico attraverso l’analisi delle vibrazioni, elaborare localmente le informazioni e visualizzarle su una dashboard interattiva e intuitiva.
Dalle vibrazioni allo stato di salute del motore
Il cuore di un sistema di manutenzione predittiva è la raccolta dei dati. Prendendo come caso rappresentativo quello dei motori elettrici, le vibrazioni sono uno degli indicatori più affidabili dello stato meccanico. Ogni motore, durante il suo funzionamento, genera infatti un profilo di vibrazioni caratteristico, e quando questo profilo cambia in modo anomalo può essere il segnale di un problema in fase iniziale come uno squilibrio dell’albero, un disallineamento o l’usura dei cuscinetti. Intercettare questi segnali in anticipo significa avere il tempo di intervenire prima che il guasto diventi grave e irreversibile. A tal fine, vengono impiegati accelerometri MEMS ad alta sensibilità, sensori compatti ed economici in grado di rilevare vibrazioni su un ampio intervallo di frequenze. I segnali analogici raccolti vengono convertiti in digitale e inviati ad un dispositivo di elaborazione locale, che può essere un microcontrollore o un FPGA. La scelta dipende dal contesto applicativo: il microcontrollore offre bassi consumi e semplicità di integrazione, mentre l’FPGA garantisce maggiore potenza di calcolo. Prima dell’analisi vera e propria, i dati vengono filtrati e trasformati per mettere in evidenza le componenti più significative, un passaggio fondamentale per fornire informazioni chiare e strutturate agli algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Figura 1: Manutenzione predittiva di un motore elettrico
Intelligenza Artificiale leggera, direttamente sul campo
Portare l’Intelligenza Artificiale direttamente sul campo, vicino alla macchina, è uno dei metodi più adottati degli ultimi anni. A differenza delle soluzioni basate esclusivamente sul cloud, l’edge computing permette di elaborare i dati localmente, riducendo tempi di risposta e dipendenza dalla connettività. Tuttavia, i dispositivi embedded hanno risorse limitate, ed è qui che entrano in gioco le reti neurali leggere. I modelli sono progettati per offrire un buon livello di accuratezza senza richiedere grandi quantità di memoria o potenza di calcolo. Il processo inizia con l’addestramento del modello in un ambiente centralizzato, utilizzando dati provenienti da motori in diverse condizioni operative, sia normali sia degradate. Una volta addestrata, la rete viene ottimizzata attraverso tecniche che ne riducono la complessità, rendendola adatta all’esecuzione su microcontrollori o FPGA. In fase operativa, il modello analizza in tempo reale i dati pre-processati e fornisce una valutazione dello stato del motore, classificandolo in base al livello di criticità; ciò consente di ottenere risposte immediate, migliorare la sicurezza dei dati e ridurre i costi legati alla trasmissione continua verso sistemi esterni.
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