
Possedere uno smartphone non rappresenta più uno status-symbol, perché ormai la tendenza è così diffusa che quasi ci si sente vintage a possedere un telefono cellulare classico. Ma ne abbiamo bisogno davvero? La risposta non può essere sì o no, ovviamente, date le innumerevoli sfumature della società che hanno contribuito a formare figure professionali, e non, talmente eterogenee da necessitare bisogni differenti. Uno smartphone è un computer portatile tascabile, o è un telefono cellulare particolarmente evoluto?
Lo smartphone rende la vita più semplice
La dipendenza che crea uno smartphone dipende dall’uso che se ne fa: infatti è come un normale telefono cellulare, se ci si limita alle chiamate e ai messaggi: e-mail, applicazioni, internet, instant chat, sono tutte funzioni che possono essere tranquillamente adottate solo in caso di necessità. In questo senso uno smartphone rende la vita più semplice, permettendo la consultazione online (quasi) ovunque ci si trovi, oppure sostituendo il Gps quando ci si perde, fino a trasformarsi in un utile passatempo mentre si è in attesa. Quante volte si necessita un’informazione importante, fuori casa, e grazie ad un collegamento ad internet la si ottiene?
Le innumerevoli applicazioni consentono una facilità di azione e di interazione che alla lunga, però, porta ad un assuefazione tale da cui non si riesce a guarire.
Lo smartphone rende più stupidi
Ed ecco quindi che possiamo introdurre l’altro lato della medaglia, quello ‘oscuro’ degli smartphone. Ogni volta che abbiamo bisogno di qualcosa e la troviamo con un solo click, la realtà assume due aspetti opposti: quello del trionfo tecnologico, da un lato, e quello dell’abbandono delle nostre capacità critiche e istintive di sopravvivenza.
Esattamente come accade quando ad un predatore viene servita una preda come pasto.
Tutta la tecnologia, così come la scienza in generale, se utilizzata in modo opportuno ed oculato, offre un aiuto indispensabile all’umanità; ma dal momento in cui viene abusata o diventa uno strumento a scopo di lucro, può causare danni seri. Un esempio: tra i ragazzi dai 15 ai 20 anni di oggi, quanti hanno sfogliato un’enciclopedia o aperto il vocabolario per reperire le informazioni di cui necessitano? Per loro è più naturale ‘googlare’ e il gioco è fatto.La loro Bibbia è Wikipedia.
Lo smartphone rende schiavi
Dal punto di vista lavorativo, lo smartphone è una spada di Damocle: la sua assoluta portabilità non accetta scuse, deve essere sempre con noi, ovunque.
Il problema è legato soprattutto all’aspettativa che si crea nelle altre persone, soprattutto in campo lavorativo, perché spesso non si può dire: ‘non rispondo’ o ‘non leggo l’e-mail’. Se possiedi uno smartphone ce l’hai sicuramente appresso, visto che serve anche per comunicare con amici e parenti (almeno fino a quando c’era il portatile si riuscivano ad esulare alcune situazioni). Quindi, se in possesso di uno smartphone, si ha l’obbligo di essere reperibili.
Purtroppo, soprattutto chi lavora con serietà e non riesce a venire meno ai propri obblighi, non riuscirà mai a non rispondere alle e-mail, quindi lo smartphone che tiene in tasca rappresenta una sorta di guinzaglio con pulsante di richiamo pronto a scattare da un momento all’altro.
Lo smartphone rende liberi
Liberi da fili, gadget, ecc., perché con uno smartphone si sostituiscono, con un solo colpo, PDA, lettore Mp3, Gps, telefono cellulare, videocamera, fotocamera e computer (benché nella sua funzionalità base). Quindi in un solo dispositivo se ne racchiudono almeno quattro o cinque.
Meno ingombro, meno fili, meno pensieri. Inoltre la libertà, paradossalmente, è concessa anche dagli stessi fattori che causano dipendenza, cioè internet e le varie applicazioni. Come già accennato, un loro utilizzo limitato e ponderato è davvero utile in molte situazioni, permettendo un notevole risparmio di tempo ed energie.
Lo smartphone distrugge i rapporti sociali
Basta andare in un ristorante o in pub per vedere come le persone stiano con i loro smartphone in mano, sostituendo chat, foto, bacheche e tweet alla conversazione. Altro incredibile paradosso: lo smartphone è stato il propulsore dei social network, quindi ha penalizzato la socializzazione reale a vantaggio di quella virtuale.
A questo punto potremmo cominciare ad abbozzare una risposta alla domanda del titolo: non abbiamo assolutamente bisogno di uno smartphone, ma un suo utilizzo moderato ed idoneo alle circostanze può renderci più facile la vita. In pratica, se non ce l’abbiamo, non possiamo sopravvivere senza problemi, e forse anche con qualche apprensione in meno.
Per i genitori con bambini piccoli, può essere utile avere un dispositivo portatile e comodo per leggere ed inviare e-mail, così da poter accompagnare i figli al parco, seguendo comunque il proprio lavoro; per chi è sempre stressato e oberato di impegni, sapere di uscire dall’ufficio con l’incombenza di una notifica di lavoro non appena si è seduto in macchina, possedere uno smartphone non rappresenta il picco della felicità.
Last, but not least, la presunta nocività degli smartphone, causata dall’elevato indice di assorbimento SAR..
Quasi tutti hanno uno smartphone, quindi possono dare un’opinione e un giudizio in merito a questa discussione.
Inoltre il ruolo di questi nuovi telefoni diventa sempre più importante, per cui mi chiedevo se dobbiamo cominciare a mettere un freno alla loro invasività, o se lasciare che le loro funzionalità diventino così importanti da creare una dipendenza patologica.

Tutto è utile e niente è indispensabile e il troppo è come il troppo poco..
Io non ne sento il bisogno mi basta e avanza il cellulare ma capisco anche che tutti i mezzi di comunicazione di ultima generazione fanno presa sui giovani e non solo.
Sicuramente quando giocavo con la radio del nonno
http://www.webalice.it/crapellavittorio/racconti/nonno.htm
se ci fosse stato lo smartphone i miei giochi avrebbero preso un’altra strada..
Certamente l’eccesso di comunicazione ovunque e in ogni momento al punto di creare dipendenza comporta mutamenti relazionali e forse stravolge il modo di vivere classico di ognuno di noi.
Anche io ho un cellulare vintage : ) Peraltro voelvo chiedere a chi ha uno smartphone quante applicazioni scaricate usate veramente tutti i giorni? (è una mia curiosità). Credo del resto che, una volta che ci si abitui a questa comodità, sia difficile tornare indietro…
Per carità di applicazioni utili ne esistono e ne abbiamo parlato molto (http://it.emcelettronica.com/le-10-migliori-applicazioni-apple-iphone-free-parte-12). Ma mi dite a cosa serve l’accendino virtuale? Per non parlare di quando si arriva a risultati al limite del paradosso (http://it.emcelettronica.com/7-applicazioni-iphone-contestabili)
Per quanto mi riguarda io uso un semplice cellulare (anche perché è piccolo) e non invio neanche gli SMS (o meglio ne invierò 2 al mese). Per quanto riguarda le email ho deciso di guardarle solo 2 volte al giorno e ho appurato che non cambia assolutamente nulla.
Sono daccordo sul fatto che le tecnologie moderne sono importanti ma che vanno utilizzate con senso di responsabilità in modo da evitare la “dipendenza patologica”.
Secondo me non serve avere uno smarphone. Il mio cellulare, pagato 30 euro 3 anni fa, fa solo chiamate e sms… è smart a modo suo! 🙂
Ma in un blog di elettronica ci sarà un utente che ha uno smartphone? : ) coraggio non vergognatevi, nessuno può scagliare la prima pietra. Io ad esempio, mio malgrado, sono internet dipendente : )
E va bene, io ammetto di avere uno smartphone! Di solito non mi adeguo facilmente alle mode (anzi, in genere le rifiuto, sono più un amante del classico), però devo ammettere che ogni tanto le funzioni dello smartphone possono servire: puoi usare GoogleMaps, il navigatore gps, fare qualche foto o video, leggerti le mail o navigare su internet, basta un segnale 3G e sei a posto. Comunque, alla fin fine, lo uso prvalentemente per lo scopo per cui è nato, cioè comunicare tramite telefonate, e qualche SMS ogni tanto. Quando uso i mezzi pubblici, poi, lo tengo sempre in tasca – vedendo molte persone (di tutte le età, sesso, e estrazione sociale) con sempre ‘sto aggeggio in mano mi fa veramente pensare: forse quella è veramente dipendenza (e a volte ostentazione di uno status symbol)
Cercate un “dipendente” da smartphone? Eccomi 🙂 Io non potrei mai vivere senza almeno uno dei miei 2 cellulari di ultima generazione. Il perché? Beh è molto semplice: mi ha cambiato la vita. Il potermi svincolare per alcune attività dall’uso del computer è per me una conquista importantissima. Dovendo convivere almeno quelle 16 ore al giorno da una connessione internet (per lavoro, per le relazioni sociali “digitali”, ma anche per amore – perché la mia compagna è andata a lavorare negli USA), aver potuto ridurre questa dipendenza dal “mezzo” computer è stato fondamentale.
Inoltre, si può avere sotto mano una serie di strumenti che in alcuni frangenti possono essere utilissimi. Pensate alle mappe, ma pensate anche all’applicazione “tripadvisor”: io quando sono fuori per lavoro o per vacanza dipendo da tripadvisor. No, decisamente la rivoluzione introdotta in questi ultimi anni prima con l’iPhone e poi con Android è stata la vera rivoluzione dei cellulari. Diciamo che prima c’erano l’E-Tac e tutti i suoi figli, poi sono nati iPhone e Android. E tutto è cambiato 😉
Hi.. vera dipendenza ..
che ci dobbiamo fare ognuno ha le sue debolezze e dipendenze
sempre meglio un smartphone o similari però che altre dipendenze
Io uso un cellulare da 15 euro che tengo in tasca con le chiavi, ma posseggo uno smartphone che uso senza sim, difatto un palmare, collegato wi-fi alle reti di casa,ufficio,amici, hot spot, ecc… funziona con skype come un cordless, funziona come walkman radio sveglia, come monitor del citofono e del sistema di sorveglianza, gps bussola navigatore, memoria USB, macchina fotografica, lente di ingrandimento quando mi scordo gli occhiali, agenda, torcia elettrica, registratore vocale, da tempo non porto più l’orologio, trovo elettrodroid utilissimo, mi riprometto di sviluppare delle app per usarlo come pilota automatico della mia barchetta a vela quando, in fuga dalla tecnologia, navigherò verso i mari del sud e potrà essere anche un utile decoder per navtex, meteofax, rtty, GMDSS, AIS,SART… fuga senza speranza.
uso molto lo smart e pochissimo il phone, il lettore di codici a barre e QR code ti apre un mondo, il telecomando universale poi! apri il cancello e tutte le porte di casa,accendi le luci e lo stereo, accedi al menu service del TV e sblocchi la porta usb o cambi zona al DVD e poi non si accenderà mai più (sigh!). Voglio una app che usi la telecamera per leggere una tastiera disegnata su un foglio di carta, cosi posso scrivere in treno come sul PC di casa, che con le dita che ho anche una tastiera standard mi va stretta…
‘”Quindi, se in possesso di uno smartphone, si ha l’obbligo di essere reperibili.”
ma che ti sei fumato?!?!?’
Fumata, magari. 😛
Comunque è proprio così, se hai uno smartphone puoi leggere e-mail in qualunque momento ed essere collegato ad internet virtualmente sempre, quindi non hai scuse, se ti devono comunicare qualcosa da lavoro sanno che tu la riceverai..:)
Certo, dipende dal lavoro che fai..se sei un cameriere non cambia niente! 🙂
Ma immaginavo fosse ovvio
Si, diciamo che è aumentato l’obbligo morale di essere reperibili. Già con il telefonino si è iniziata a percepire questa ‘non-libertà’, poi con lo smartphone non ci sono piu scuse (avendo il gps non ci si può nemmeno piu perdere 🙂
A meno che ovviamente non si risieda sotto al Gran Sasso!
(perche in cima si, cè un antenna anche li…..)
25 anni fa ci stavamo avvicinando all’ennesima(-1) crisi economico-sociale, io capitai per caso in una assemblea di sfigati convinti di fondare il ” Partito Umanista”. Il tema tema proposto era quello di individuare, fra tutte, una rivoluzione possibile per cambiare il mondo. Io ero euforico, per il recente upgrade ad un potentissimo AT 286 20Mhz HD20MB VGAcolor 640Kb ram e per gli sguardi di una rossa che sfoggiava un notevole paio di gambe, quindi per dare un senso alla serata decisi di buttarmi e presi la parola deciso a sconvolgere le menti dei presenti rossa compresa. La mia teoria si basava sull’ipotesi che nel giro di pochi anni tutti avrebbero avuto accesso a un PC e ad Internet, questo avrebbe comportato una svolta democratica fondamentale… Il moderatore mi tolse la parola ed invitò me e tutta l’assemblea a fare interventi più seri e concreti, la rossa era scomparsa.
25 anni dopo l’Islanda riscrive la costituzione su Facebook e noi siamo qui a discutere se sia troppo.
Il concetto di “morale” é fondamentale perchè questo è uno strumento di una potenza straordinaria e malamente controllabile da leggi e regole. Se ci riflettiamo qualsiasi aspetto relativo agli smartphone, quindi alla comunicazione, richede etica, dalla progettazione per gli aspetti biofisiologici, all’uso, per quelli sociali antropologici.
E un fenomeno evolutivo, certamente inevitabile e certe volte anche drammatico perchè incontrollabile senza “etica e morale”, la legge e la tecnica non servono.
Per lavoro e per passione per la tecnologia, devo dire che da anni faccio molto uso degli smartphone.
Il primo per me e’ stato un PDA Compaq Ipaq 3900 con card GPRS e poi un Nokia Communicator. Preferendo sistemi operativi Open Source ho iniziato ad utilizzare smartphone e tablet Android.
Il fatto per me di poter accedere alla rubrica, agli appuntamenti, alla posta aziendale e privata da qualsiasi posto mi trovi è impagabile.
A volte dimentico di accendere il portatile in ufficio perche’ per molte attività o durante le riunioni di lavoro, posso fare quasi tutto dallo smartphone.
Mi rendo conto che spesso diventa una dipendenza, ma dipende anche dal lavoro che fai, a me e’ sempre richiesto di essere reperibile e di rispondere alle mail (la famosa spada di Damocle.
Per le applicazioni direi che per me le piu’ utili sono in assoluto:
Dropbox, che mi consente di avere disponbili o modificare documenti di lavoro da qualunque device, ma anche ebook per lo svago
Nimbuzz, che trovo un ottimo strumento per l’IM multi piattaforma (FB, MSN, GoogleTalk etc) e il VOIP a prezzi bassissimi (provato negli Usa con WI-FI free di Starbucks)
Maps, utile spesso anche a piedi, aiuta rapidamente a trovare negozi e posti di interesse.
La mia app, http://it.emcelettronica.com/conduit-mobile-creazione-di-apps-tutti-i-pi%C3%B9-popolari-sistemi-operativi
per seguire sempre e dovunque i nuovi articoli pubblicati sul Blog di EMC
Ciao a tutti,
io ho uno smartphone da agosto, comprato a causa di un furto subito in vacanza.
Non ho mai usato molto il telefono e quindi ero restio a spendere tutti quesi soldi per avere un oggetto che non avrei utilizzato al massimo delle potenzialità. Ho scelto uno smartphone che avesse anche un sistema GPS offline, in modo da non necessitare di una connessione (e conseguente abbonamento onerosi) permanente alla rete. Avere uno smartphone non significa essere sempre connessi come vedete. Dato che buona parte della giornata sono in ufficio o a casa, dove ho una connessione a internet (ma anche un pc), non mi serve un abbonamento dati che sfrutterei all’1%. Conosco gente davvero dipendente, che quando esce, invece di chiacchierare con gli amici, passa tutto il tempo con lo smartphone in mano a chattare o a postare foto su facebook. In vacanza ho visto persone passare buona parte del tempo a inviare quotidianamente le foto del viaggio, come se qualcuno fosse impaziente di vederle. Come al solito la tecnologia va usata nel modo corretto. Concordo con l’autrice dell’articolo quando dice che soprattutto all’inizio lo smartphone era uno status symbol; ora le cose sono un po’ cambiate ma non del tutto. C’è chi ancora fa la fila nei vari store all’uscita dei nuovi modelli che in quanto a funzionalità sono al 90% uguali ai precedenti e che non giustificano una spesa così elevata. Le applicazioni che uso maggiormente sono: il GPS, il client mail e la rubrica. Non uso praticamente mai la fotocamera o il lettore MP3 per due motivi: 1) la batteria si consuma troppo velocemente 2) sono del parere che se si punta alla qualità si devono usare strumenti dedicati (fotocamera digitale o lettore mp3 di qualità).
Ciao,
Kino.
ovviamente le nuove tecnologie portano ad usufruire di nuove possibilità e dovrebbero renderci più liberi, ma vado OT nella domanda, invitandoti ad affrontare l’argomento : obsolescenza programmata, poichè credo che in molti dispositivi soprattutto elettrici ed elettronici sia ormai un problema di discussione generale che deve interessarci profondamente e poco discusso ed affrontato.
Una volta la maggior parte di dispositivi elettronici portava dentro l’involucro o anche fuori lo schema elettrico, oggi sembra una richiesta eccessiva verso le case madri che spesso si rifiuto di rilasciare.