Autovetture connesse e Internet of Things that Really Matter

L’Internet of Things, noto anche con il nome IoT, sbarca nel settore automobilistico. Da semplice infotainment si è evoluto integrando sistemi di comunicazione cellulare e short-range, sensor fusion e sistemi di localizzazione, con le nuove straordinarie tecnologie V2X (vehicle to X dove X può indicare comunicazione con infrastrutture, altri veicoli e altro ancora), con cui è possibile migliorare l’esperienza di guida e accelerare lo sviluppo di veicoli a guida autonoma.  La funzione base delle tecnologie V2X consente ai veicoli di trasmettere informazioni essenziali alle infrastrutture e agli altri veicoli, al fine di evitare incidenti stradali.

Introduzione

Le tecnologie V2X inviano la posizione in caso di chiamate d’emergenza  sempre più spesso obbligatorie (eCall).  Tuttavia, le tecnologie V2X vantano anche un entusiasmante potenziale: sono in grado di avviare una nuova era di automobili “cognitive”, consapevoli del proprio stato ed anche di quello degli altri veicoli e dell’ambiente circostante, delle condizioni atmosferiche e della strada, del traffico e di una miriade di altri parametri capaci di influenzare la sicurezza e l’efficienza dei tempi di viaggio.  Queste abilità cognitive dell’auto, in cui rilevazioni, comunicazioni e decisioni si svolgono a livello di machine-to-machine, catapultano il settore automobilistico ben oltre l’infotainment e il classico IoT, all’interno del regno dell“Internet of Things che davvero ha importanza” al fine di limitare inconvenienti al guidatore e potenzialmente al produttore OEM.  La logica conseguenza di questo passaggio alle tecnologie V2X è che, attraverso le misure necessarie che stabiliscono comunicazioni affidabili e a bassa latenza, che incorporano tecniche di progettazione comprovate e componenti affidabili, queste abilità cognitive possano spianare la strada  verso: autovetture sicure, affidabili e davvero autonome. In tal modo si accrescerà la sicurezza del conducente grazie a sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) per evitare collisioni e si faciliteranno servizi commerciali come la gestione di flotte di veicoli.

L’infotainment è solo un punto di partenza

Da un punto di vista veramente tecnologico, dotare le auto di connessione a Internet con finalità di infotainment è un’evoluzione naturale del trasferimento dei dispositivi mobili dalle case alle automobili. I produttori del settore hanno compreso che i consumatori vogliono combinare l’esperienza di intrattenimento domestico con quella di dispositivi mobili e per l’auto.  Secondo i recenti dati forniti da Scotiabank / BI Intelligence, entro il 2020 il 75% delle stimate 92 milioni di autovetture vendute a livello mondiale disporrà di hardware per la connessione a Internet, con un tasso di crescita annuo medio del 45% (Figura 1).

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Figura 1: Entro il 2020 il 75% delle stimate 92 milioni di autovetture vendute a livello mondiale disporrà di hardware per la connessione a Internet, con un tasso di crescita annuo medio del 45% (Link).

Le applicazioni spaziano dalla musica e dai video in streaming all’utilizzo del Web e alle notifiche delle condizioni del traffico e meteo. Tutto ciò fa alzare il prezzo medio di un’autovettura connessa alla considerevole cifra di USD 55.000, sebbene i prezzi dovrebbero in seguito scendere rapidamente.  Da parte sua, Gartner prevede che, entro il 2020, circoleranno in tutto il mondo oltre 250 milioni di veicoli connessi, e che la spesa dei consumatori per renderli tali sarà raddoppiata.  L’aspetto interessante è che, secondo BI, soltanto 88 dei complessivi 220 milioni di autovetture connesse che circoleranno nel mondo nel 2020 disporranno di servizi di connessione richiesti dai relativi proprietari. Eppure, BI ritiene che le connessioni incorporate avranno buoni risultati, non solo perché eviteranno di ricorrere al piano [...]

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3 Commenti

  1. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio 7 giugno 2016
    • Gianluca Angelone GianlucaAngelone 8 giugno 2016
      • Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio 8 giugno 2016

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