Hexarchia: la Blockchain applicata ai videogiochi

La tecnologia blockchain è ormai fondamentale per tutti i settori fortemente in espansione, come IoT e AI. Le principali applicazioni sono per i servizi finanziari, visto che si tratta di una specie di "libro mastro" di transazioni di vari tipi, che consente di bypassare banche, notai ed istituti finanziari. Tuttavia, è ancora poco applicata al settore del gaming; la maggior parte dei videogiochi online si basa su un modello centralizzato, ma questa tecnologia promette di far avere ai giocatori il pieno controllo sui propri account. Cosa significa questo? Ce lo spiega in questa intervista Carlo Moretti, studente dell'Università di Firenze, che con la software house Overdroid ha creato il primo videogioco italiano basato sulla blockchain.

Ciao Carlo! Raccontaci chi siete e come si è formato il vostro gruppo!

Carlo Moretti, 25 anni

Mi presento. Sono Carlo Moretti, ho 25 anni e sono laureando nella Laurea Magistrale in Economics presso l'Università di Firenze con una tesi su blockchain e la proposta di regolamento dell'Unione Europea del settembre 2020, la cosiddetta Markets in Crypto-Asset Directive (MICA) che, appunto, si propone di portare chiarezza regolatoria nel nascente settore delle crypto-monete della tecnologia blockchain. Oggi sono qui insieme a voi per parlare della start up Overdroid, una software house che sviluppa videogiochi di nuova generazione. Io sono l'amministratore ma il team si compone di altre tre persone: Denis Dellapasqua, Game Designer, Joseph Aliaga, di formazione un Game Designer che però ha studiato anche ingegneria informatica e supervisiona tutti gli aspetti tecnici della start-up ed Andrea Tomei, Lead Game Programmer. Joseph e Denis erano compagni di classe all'Accademia di Design, e con loro ci siamo conosciuti in occasione di alcuni eventi organizzati dall'Università di Firenze. Andrea si è aggiunto al nostro team qualche mese più tardi; ci siamo conosciuti online poi è nata un'amicizia ed anche una collaborazione professionale.

So che con questo progetto avete vinto un concorso!

Un'immagine di Hexarchia

Vero. Overdrive SRL, appunto, nasce come software house che sviluppa videogiochi di nuova generazione. Il nostro primo prodotto, Hexarchia, è un videogioco di guerra e strategia fondato sulle più importanti civiltà della storia dell'umanità ed è ambientato nell'Eliseo, il mondo degli antichi romani e degli antichi greci in cui dopo la morte andavano a riposare i più importanti combattenti e guerrieri che si sono distinti in vita. Fin da subito l'idea fu di far affiancare il progetto da un incubatore specializzato. Così ci proponemmo all'Incubatore Universitario Fiorentino, che è l'incubatore di start-up dell'Università di Firenze. Nel settembre del 2019 cominciammo questo percorso di crescita imprenditoriale, Impresa Campus, della durata di sei mesi. Quindi, si presentarono e furono selezionate per accedere al progetto circa 30 idee di start-up e durante questi sei mesi, attraverso un percorso di mentorship guidato che, appunto, accompagnava tutte le start-up e nell'ideazione della strategia di mercato, abbiamo avuto la possibilità di andare a validare l'idea di questo videogioco. Alla fine di gennaio 2020 sono state selezionate dieci start-up e, presso la Cassa di Risparmio di Firenze, si è tenuto l'evento finale di Impresa Campus, con start-up di vari settori, dall'alimentare al robotico. C'è stata una esibizione e il nostro videogioco fu premiato con il primo premio. Questo primo premio ci diede la possibilità, oltre che di ricevere un primo riconoscimento in denaro, di accedere ad un programma di accelerazione per start-up che cominciò nel febbraio del 2020 e si è concluso a fine ottobre del 2020. Ci fu assegnato un mentore, un ingegnere elettronico dell'azienda Nuovo Pignone che ci ha sostanzialmente fatto ripercorrere il percorso che avevamo fatto in Impresa Campus, ma in maniera molto più approfondita e dedicata esclusivamente a noi.

Questo percorso ci ha permesso di crescere molto e ci ha fatti arrivare poi nell'ottobre 2020 ad un'altra competizione di start-up, StartUp Toscana che ha una prima fase a livello locale e una successiva a livello regionale; sono state selezionate le migliori start-up da tutte le Università della Toscana, dall'Università di Firenze a quella di Siena, l'Università di Pisa, la Sant'Anna, la Normale e la Scuola di Alti Studi di Lucca. È stato molto interessante, c'erano progetti dell'industria del wearable, c'era un progetto per rilanciare le costruzioni nei paesi in via di sviluppo... Quindi progetti molto interessanti! Anche lì, con nostro grande piacere, ci è stato assegnato il secondo premio, che ci ha dato la possibilità poi di accedere al Premio Nazionale per l'Innovazione, la più importante competizione a livello nazionale organizzata dagli Atenei di tutta Italia (non tutte le regioni d'Italia ma ne mancano davvero poche). Ogni regione porta le proprie tre o quattro start-up più promettenti e le fa competere al fine di trovare il vincitore dell'anno. Anche quello fu uno straordinario momento per farsi conoscere e per verificare se c'era interesse da parte di possibili investitori; ci sono attori molti importanti del panorama nazionale italiano. Alla fine siamo arrivati secondi, ma siamo comunque rimasti molto contenti. Questo è stato fino ad oggi il nostro percorso istituzionale.

Qual è l'aspetto più innovativo del vostro progetto?

L'aspetto più innovativo di Hexarchia è il fatto di unire un'esperienza videoludica, paragonabile a quella dei videogiochi tradizionali, con gli incentivi economici garantiti dalla tecnologia blockchain di Ethereum. È qualcosa che nell'industria di videogiochi tradizionali ancora non esiste. Per chi non li conosce, i videogiochi su blockchain sono caratterizzati dall'essere fondati esclusivamente sul collezionismo, cioè sulla mera compravendita di asset interni al videogioco, al fine di generare un surplus economico. Quindi, per esempio, possiamo immaginare di comprare le figurine del baseball. Io compro una figurina di un giocatore famoso e il mio obiettivo non è utilizzarlo all'interno di un gioco ma semplicemente rivenderlo al fine di guadagnarci del denaro. Questi videogiochi sono emersi ad inizio 2018; il problema fondamentale era che a distanza di pochi mesi dal lancio di queste piattaforme, gli utenti si allontanavano perché appunto si vedevano enormi volumi di denaro che circolavano (il mercato delle cryptomonete sposta altissime cifre di denaro) ma l'esperienza videoludica era pressoché inesistente. Quindi vediamo tutti questi utenti che spendono centinaia di milioni di dollari in cose che non posso neanche utilizzare! Questo ci ha fatto pensare di sviluppare un videogioco con un'esperienza videoludica soddisfacente e paragonabile appunto a quelle dei videogiochi tradizionali e, al contempo, garantire la possibilità di poter avere degli incentivi economici che permettano ai videogiocatori di guadagnare del denaro mentre si divertono. E così nasce Hexarchia.

Come mai avete deciso di utilizzare una cryptomoneta non fungibile invece di utilizzare direttamente il Bitcoin?

Questo è un concetto molto importante: la differenza tra un token, un gettone fungibile, e non fungibile. Allora, una banconota da 5 € è fungibile, nel senso che se io vado alla gelateria e compro un gelato, il fatto che al gelataio dia una banconota da 5 € o un'altra banconota da 5 € non cambia niente; non è fungibile, per esempio, un ticket per entrare in una partita di calcio in tribuna a cui viene assegnato il nome Carlo Moretti. Con quel ticket solo Carlo Moretti può entrare in tribuna a vedere quella partita in quel weekend. Questo concetto è stato anche adottato dalla tecnologia blockchain. Quindi un Bitcoin è fungibile rispetto ad un altro Bitcoin, mentre un token che rappresenta un opera d'arte digitale non è fungibile rispetto ad un altro token. Il che vuol dire che dietro l'immagine dell'opera digitale sta una stringa di codici alfanumerici che rappresenta l'esistenza di quella opera digitale su blockchain e che la rende differente da qualsiasi altra opera digitale. Questo è applicato anche nel nostro videogioco. Ovvero, i personaggi di Hexarchia che sono utilizzati all'interno del videogioco, per esempio come imperatori, non sono fungibili, nel senso che ognuno di essi è diverso dall'altro. Chi lo detiene ne è l'esclusivo proprietario, una volta che è comprato, e detiene qualcosa di unico. Il Bitcoin non si presterebbe a questa necessità, perché il Bitcoin è uno strumento di pagamento. Nella nostra piattaforma è utilizzato per comprare il personaggio, quindi Bitcoin è uno strumento di pagamento che permette di trasmettere il valore tra due individui, per esempio da Alice a Bob, in maniera decentralizzata, e può essere utilizzato per comprare ad esempio i personaggi di Hexarchia,  mentre i personaggi non possono essere fungibili. Sono diversi l'uno dall'altro in modo tale da poter assicurare a chi li compra la proprietà su di essi.

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2 Commenti

  1. Andrea Garrapa 4 Giugno 2021
    • Maila Agostini 7 Giugno 2021

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