Quanto tempo utile perdiamo davanti al PC?

Conduciamo un semplice esperimento, con il cronometro, durante una giornata "tipo" trascorsa davanti al PC. Si scoprirà che le attese delle varie operazioni, sommandosi tra loro, produrranno una importante e significativa perdita di tempo prezioso.

Introduzione

Quante volte sarà capitato a tutti di aspettare "qualche istante", durante le normali operazioni al computer. Il più delle volte queste attese si trasformano in imprecazioni, specialmente se tali pause forzate si prolungano più del necessario. Davanti al computer, tantissimo tempo prezioso viene letteralmente bruciato durante le operazioni più innocue dell'elaboratore. Non ci credete? Proseguiamo a leggere l'articolo procurandoci, nel contempo, un cronometro, carta e penna e andando a segnare solo i "tempi non produttivi", ossia le pause di attesa che l'elaboratore si prende per portare a termine le sue operazioni.

Si inizia la giornata

Dopo una notte tranquilla decidiamo d'iniziare la nostra giornata nel migliore dei modi, esattamente alle ore 9:00. Prendiamo il nostro cronometro, lo avviamo e accendiamo, contemporaneamente, il computer, misurando i tempi del bootstrap e dell'avvio del sistema operativo (figura 1). Relativamente alla potenza della CPU, la bontà del S.O. e della quantità dei programmi caricati, essi potrebbero variare di molto. Finalmente appare al monitor il desktop, ma vediamo che ancora l'hard disk lampeggia e il sistema è un po' lento. Ecco, adesso ci siamo. Il terminale è, finalmente, pronto per ricevere i nostri comandi. Dall'attivazione del pulsante sono passati

02'50"

Figura 1: avvio del sistema

Figura 1: avvio del sistema

Segniamoli sul foglio di carta e proseguiamo il nostro lavoro. Decidiamo di andare a leggere la posta elettronica e avviamo il nostro browser preferito. Sette secondi più cinque per richiamare l'indirizzo della webmail, per altri

00'12"

Dopo aver letto l'email pensiamo bene di visitare i Social Network e una decina di siti vari (notizie, e-commerce, ecc) per una quarantina di pagine esaminate. Mediamente ogni pagina non appare immediatamente ma dopo due o tre secondi (sui PC veloci), pertanto possiamo annotare sul taccuino altri

01'40"

persi inutilmente. Sono già le 9:30 e dobbiamo scrivere una lettera. Apriamo il Writer del LibreOffice (vedi figura 2), aspettando nove secondi. Questa lunga attesa si verifica solo al primo avvio, per i successivi utilizzi dei programmi la pausa è decisamente più breve. Dopo la relativa digitazione e correzione decidiamo di stampare il lavoro. Per vedere il documento impresso sulla carta dobbiamo attendere quindici secondi che, sommati ai precedenti, ammontano a

00'22"

Figura 2: l'attesa per l'avvio del LibreOffice

Figura 2: l'attesa per l'avvio del LibreOffice

Durante la mattina visioniamo altre cinquanta pagine Web, circa. Durante la navigazione il browser si blocca, facendoci perdere, tra il ripristino, il riavvio e la consultazione, altri

04'00"

Nel pomeriggio

Come si vede il tempo bruciato comincia ad accumularsi, e siamo solo a metà giornata. Nel pomeriggio decidiamo di gustarci un breve video ma c'è qualche piccola difficoltà nella connessione, cosicché la visione inizia con un ritardo di

01'20"

nel corso dei quali non facciamo assolutamente nulla. Quindi, passiamo nuovamente a navigare su Internet, visitando altre ottanta pagine circa, per una latenza di caricamento di

03'20"

Altri piccoli ritardi si verificano durante la sessione pomeridiana al PC che, presi singolarmente, sembrano insignificanti ma sommati rappresentano una cifra realmente importante. Essa, infatti, ammonta a ben

13'44"

che rapportati a un anno al PC totalizzano più di 83 ore (più di 3 giorni!), perse nel nulla. Quelli riportati sopra sono solo i più significativi ma vi assicuriamo che le pause non produttive sono state molte di più.

Ormai è tardi e decidiamo di spegnere il computer. Iniziamo la procedura idonea ma il PC ci avverte che è imminente la fase di aggiornamento del S.O, che durerà qualche ora. Va bé, noi andiamo a letto lo stesso...

Conclusioni

Quanto riportato dovrebbe far riflettere su come spendere un po' meglio il proprio prezioso tempo e non cadere nella sindrome dell'Hourglass (figura 3). Proprio per questo, invitiamo i lettori a riprodurre l'esperimento e a misurare le pause inutilizzate, durante la propria giornata.

Figura 3: la sindrome dell'Hourglass

Figura 3: la sindrome dell'Hourglass

 

6 Commenti

  1. Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 21 febbraio 2018
  2. zMaurizio00 16 marzo 2018
    • Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio Di Paolo Emilio 16 marzo 2018

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