ManipolataMENTE: ecco come la tecnologia controlla la massa

pubblico tv manipolato

L’informazione, attraverso tv, stampa, internet etc rende gli uomini liberi o li rende più schiavi? Qualcuno di getto darà la prima risposta perché, come è ovvio, un popolo che non ha accesso all’informazione è oppresso da una dittatura; i complottisti al contrario punteranno il dito contro le “verità ufficiali” propinate alla massa. Usciamo da ogni ideologia e faziosità ed analizziamo tecnicamente come è possibile condizionare il popolo attraverso i media, unica strada per difenderci ed evitare di farci manipolare la mente e porre le nostre scelte in altre mani.

La stampa, la tv e internet sono mezzi esposti dalla loro stessa e implicita potenza ad usi diametralmente opposti e quindi possono liberare o schiavizzare a seconda dell’uso che se ne fa. Aldilà di considerazioni propagandistiche conoscere, dal punto di vista storico e antropologico, ma anche tecnico e tecnologico, gli strumenti di manipolazione della realtà è il primo passo per non cadere nella trappola. Consapevolezza quindi prima di tutto.

Controllare l’opinione pubblica non è un’invenzione moderna: storia delle tecniche di manipolazione

"La stampa quotidiana ed il telegrafo, che in un batter d'occhio diffondono le loro trovate su tutto il globo terrestre, fabbricano più miti in un giorno di quanti se ne potevano fabbricare una volta in un secolo": Karl Marx lo scriveva nel lontano 1872, chiaramente non consapevole di come la tecnologia avrebbe implementato e moltiplicato questo effetto. Le bufale oggi non si diffondono in un giorno ma in pochi minuti. Ma c’è un’altra cosa che Marx non poteva prevedere: non solo la vastità e la rapidità di diffusione che avrebbe raggiunto il messaggio ma anche lo sviluppo di tecniche che determinano la capacità interpretativa del destinatario. Una manipolazione quindi che non agisce solo nel momento creativo (inventando notizie false) ma anche in quello ricettivo. Oggi quasi tutti intuiscono che l’informazione televisiva sia più o meno di parte ma in pochi si rendono conto di quanto effettivamente siano profonde le conseguenze di una comunicazione non neutra e oggettiva e in un certo senso “inquinata”.

Questo atteggiamento non allarmista rischia di considerare il fenomeno marginale sottovalutando le conseguenze, come se si potesse essere immuni dalla manipolazione. Uno dei primi scritti che testimonia l’uso dell’occultismo per la manipolazione mentale è il Libro dei Morti egiziano: nel testo vengono descritti una serie di rituali di tortura e di intimidazione (volti a creare un trauma), ad esempio l’uso di pozioni o il ricorso ad incantesimi etc. (se avete tempo e pazienza guardatevi questo filmato. )

La manipolazione delle popolazioni con gli strumenti moderni ha origine alla fine della Seconda Guerra Mondiale: le due grandi potenze, Urss e Usa compresero per prime la potenza del controllo mentale sugli individui. Il 4 aprile 1951, il presidente americano Truman fondò lo Psychological Strategy Board (PSB), il primo organismo mirante al controllo psicologico di massa. Ma già da prima si era compresa l’importanza delle parole nell’idea della realtà che si voleva creare: intorno agli Anni Venti Thomas Lamont, direttore dell'ufficio pubblicitario del banchiere J.P. Morgan, propose di cambiare il nome "capitalismo" in "libera impresa" per privarlo della connotazione negativa assunta nell’opinione pubblica. Con astuzia si può arrivare a far accettare le cose più tremende: basti pensare alla proiezione di film violenti per istigare alla guerra.

In un articolo del dottor Jennis pubblicato sul "Bulletin of the Atomic Scientists" si suggeriva di educare la folla all'orrore “ bisognerebbe sperimentare un nuovo mezzo per abituare la gente a spettacoli impressionanti per evitarne la demoralizzazione. In particolare bisognerebbe utilizzare la proiezione di film - preferibilmente a colori - che rappresentino avvenimenti catastrofici". Gli anni Sessanta-Settanta sono stati quelli del potere che agisce segretamente per nascondere azioni scomode in termini di prestigio e popolarità: oggi invece la classe politica si sente libera di agire allo scoperto sfruttando l’"effetto nebbia" creato dai canali informativi ufficiali. L’automatismo: “l’ho sentito al tg, quindi è vero” non è ancora del tutto superato, neppure tra persone di istruzione medio-alta. Se provate a fare attenzione e concentrarvi su cosa dicono i telegiornali, noterete che, soprattutto per le notizie di politica, non vengono quasi mai citate le cose fatte ma quasi sempre quello che si dovrebbe fare e spesso i fatti accaduti vengono interpretati dai politici stessi che di fatto distorgono la realtà da una parte piuttosto che dall'altra. E' evidente quindi che la reale importanza del fatto accaduto non dipende dal fatto in se, dalla notizia (quasi) asettica che il giornalista avrebbe dovuto dare, ma dalla capacità comunicativa del politico intervistato. Negli ultimi anni poi i TG anno aumentato pericolosamente la parte frivola, di gossip, relegando in apertura politica e cronaca, quasi fosse un obbligo, per poi dedicare ampio spazio (più di un TG oltre il 50%) all'afa estiva, alla bontà del gelato artigianale italiano etc.
Ovviamente se TUTTI I GIORNI vedo al TG notizie con risse all'apertura del nuovo centro commerciale, interviste al gelataio con contorno di clienti gioiosi che mangiano il gelato, code infinite per accaparrarsi il nuovo iPhone da 700 euro.... la percezione della crisi del Paese viene attenuata e confinata all'interno della sfera personale: solo io non posso permettermi un telefono da 700 euro, tutti gli altri fanno file di ore e ore per averlo....

Non più di tre anni fa i dati della ricerca Ials-Sials in Italia incrociati con l’ultimo rapporto Censis su Comunicazione e media confermavano l’immagine del popolo italiano come di una massa “teledipendente” incapace di informarsi in maniera indipendente. Oggi la classe politica fa un ampio ricorso alla parola “popolo” come legittimazione del potere: il popolo esprime la propria volontà attraverso il voto. Indubbiamente vero. Ma il punto è: questa volontà si forma liberamente?

Siamo tutti analfabeti?

Nel 1992 l’Ocse ha coinvolto dodici Paesi nella prima Ricerca internazionale sulle competenze alfabetiche della popolazione adulta (International Adult Literacy Survey IALS); quattro anni più tardi, alla seconda edizione dello studio, hanno partecipato altre nove nazioni, tra cui l’Italia; l’indagine si è conclusa nel ’99. Quello che l’Ocse voleva approfondire era non se le popolazioni sanno leggere ma come lo sanno fare. La “competenza alfabetica funzionale o letteratismo” misura proprio la “capacità di raccogliere e utilizzare informazioni reperibili in testi scritti, in grafici, in tabelle ecc. e di eseguire operazioni, calcoli ovvero risolvere problemi”. Chi non dispone di sufficiente competenza, prevede l’Ocse, dovrà usufruire di appositi percorsi di formazione per essere messa nella condizioni di possedere “una piena cittadinanza nel XXI secolo”. Per quanto riguarda l’Italia nello specifico i risultati sono stati spaventosi: un terzo della popolazione non supera il livello minimo, un altro terzo staziona al secondo, ovvero quello intermedio. Se ne deduce che il 64,9% degli italiani è in grado sì di leggere ma non di capire realmente ciò che legge: sa estrapolare da un testo l’informazione esplicitata (primo livello), può scovarla mediante alcune semplici deduzioni (secondo livello), ma non è in grado di trovarla se è “nascosta” in diversi paragrafi e non in una sola frase (terzo livello), se il testo è troppo lungo, se l’informazione è astratta (quarto livello) e se lo scritto presenta molti elementi distrattori. In questo contesto la prima funzione della tv è proprio pedagogica. Ma tutto cambia con l’avvento del marketing e della commercializzazione.

Quando la tv è diventata pericolosa

Quasi tutti conoscono il romanzo di Orwell 1984: scritto 36 anni prima ipotizza un mondo in cui una dittatura controlla il pensiero e l’informazione. E’ l’origine del “Grande Fratello” (e forse se Orwell avesse saputo a cosa avrebbe dato vita con questo nome avrebbe evitato di far pubblicare la sua opera). Ma meno famoso, eppure altrettanto attuale, è il romanzo Aldous Huxley pubblicava Il mondo nuovo (1933): vi si descrive una società oppressa ma “distratta” dalla tecnologia e altre forme di benessere superficiale. La forza predittiva di questi libri, o di film come Quarto potere (1941), li rende spaventosamente attuali. Purtroppo ancora oggi, nonostante l’avvento di internet, il pluralismo informativo in Italia non raggiunge la sufficienza: la tv resta il canale preferenziale, soprattutto per le vecchie generazioni ma, e questo è il dato che lascia più perplessi, anche per i giovani. Altro fattore evidente è lo scarso interesse all’approfondimento: si leggono solo i titoli, si ascoltano notizie brevi dei tg che il giorno dopo vengono rimpiazzate da altri scoop. Non ci si documenta.

Considerando quindi le statistiche citate precedentemente, una serie di messaggi nascosti, diffusi dai media, riesce ad arrivare in maniera efficace a quasi il 65% della popolazione, condizionando quindi la maggioranza dei cittadini.

Il problema è che anche chi assimila notizie in maniera passiva ha diritto al voto.

L’uomo manipolato vota destra o sinistra?

Ovviamente in questo contesto non faremo un discorso di propaganda politica. La domanda è volutamente posta in maniera provocatoria ma la questione è: quali tecniche di marketing usano rispettivamente i politici di destra e quelli di sinistra? Ida Dominijanni, riprendendo l’approccio proposto nel saggio di George Lakoff, The political mind, ha messo in risalto una grossa differenza nel modus comunicativo di destra e sinistra con i propri elettori. La prima ha infatti dalla sua una “capacità di suscitare un’identificazione ‘calda’ dell’elettorato mobilitandone gli elementi emotivi e irrazionali” mentre la sinistra, “figlia dell’illuminismo e di una concezione razionale del contratto sociale”, punterebbe ad un approccio più freddo e meno emotivo.

Questi programmi ti stanno fregando

Il libro “Neuroschiavi: manuale scientifico di autodifesa” scritto dall’avvocato nonché laureato in psicologia Marco Della Luna assieme al neuropsichiatra Paolo Cioni descrive le principali “tecniche di manipolazione mentale”. Siamo come le aquile del libro di Anthony De Mello: siamo convinti di essere polli e quindi non ci ribelliamo se ci costringono a vivere dentro un pollaio.

L’etimologia del termine informare significa “dare forma” ma a cosa? Ai fatti o alle coscienze?

Le tecniche moderne più usate sono:

- Intrattenimento e rilassamento per distrarre: Il pubblico vuole essere intrattenuto con programmi leggeri, non informato. Le persone rilassate sono infatti più facilmente suggestionabili. La spiegazione è scientifica: agendo sull’emisfero cerebrale dominante si distrae l’attenzione cosciente; il subconscio è quindi sprovvisto di approccio critico. E’ impossibile non notare come i tg propongano periodicamente tormentoni stagionali (spesso senza nemmeno cambiare le immagini del servizio!)

- Il senso di impotenza: una strategia molto gettonata in tv è quella di bombardare lo spettatore con immagini violente (di catastrofi naturali o attacchi di natura umana): un popolo insicuro è più facilmente manipolabile.

- Pubblicità: e ovviamente c’è la pubblicità. E’ intorno agli anni ’50 che si inizia a scoprire la potenza dello spot non tanto per promuovere prodotti quanto piuttosto per creare bisogni. Una tecnica che si perfeziona negli anni ’90 con la personalizzazione della pubblicità, sempre più su misura per il singolo e specifico cliente cui è indirizzata. E’ il marketing “one-to-one” (ancora una volta nel film “Minority Report” cinema e realtà si fondono e confondono). Oggi ci sono strumenti molto precisi per registrare le reazioni che un soggetto ha agli stimoli e quindi il grado di interessamento ed eccitazione (frequenza e ampiezza delle onde corticali, accelerazione respiratoria e cardiaca, consumo di ossigeno, tensione muscolare, vasocostrizione periferica, ecc.).

L’area del cervello rilevante ai fini della decisione (di acquisto) è la corteccia prefrontale mediana. Non è raro che nelle pubblicità, non solo di prodotti ma anche nelle propagande politiche, vengano inseriti “embeds”, cioè parole o riferimenti visivi evocativi ma nascosti, che vengono colti solo dal nostro inconscio. Negli spot inoltre ricorrono spesso le frasi “fai la scelta giusta” o “liberi di scegliere”: altra tecnica collaudata. Illudere il soggetto che la decisione sia nel suo arbitrio è un trucco efficace per predisporlo a farsi guidare nella scelta. Aldilà della qualità del prodotto quel che conta sono suggestioni illogiche. Ad esempio il senso di colpa per prodotti come tabacco o alcolici va compensato nel consumatore con segnali positivi, ad esempio personaggi di valore.

Tutta la furbizia della pubblicità potrebbe essere racchiusa nello spot "Ti piace vincere facile?" per poi alla fine avvisarti velocemente: "gioca responsabile"

- Messaggi subliminali: la visione umana può percepire una immagine in un filmato solo se essa ricorre in almeno in 12 fotogrammi. La Coca-Cola fu la prima a sfruttare questa strategia inserendo delle sequenze di fotogrammi più rapidi, a scopo pubblicitario, in alcuni film. Risultato: gli spettatori consumarono il 39% in più di Coca-Cola. Anche la frequenza specifica può essere determinante a livello subliminale come azione di convincimento: non è un caso che le parole di alcuni telepredicatori siano abbinate ad una frequenza di 7 Hz. A questa frequenza infatti il vibrato sembra avere un effetto suggestionante e alterante sul livello di coscienza e sulla cognizione critica. Negli anni ’70 è stato scoperto anche il ruolo della musica, che può indurre la secrezione di sostanze oppioidi (encefaline, beta-endorfina, ecc.)

-Associazione e ripetizione: forse l’abito non fa il monaco ma il nome si: se faccio un insieme di leggi controproducenti per i contribuenti ma le inglobo con il nome “decreto Salva-Italia” (ad esempio) la denominazione aiuta a rendere più accettabile il contenuto. Stesso effetto ha la ripetizione di un messaggio per far assorbire il contenuto che si vuole trasmettere

- Linguaggio politically correct: perché la tv non usa le parole “Cieco”, “negro”, “invalido”, “spazzino“ ma quelle sostitutive di “non vedente”, “nero”, “diversamente abile”, “operatore ecologico”. E’ una forma di educazione all’ autolimitazione del pensiero.

- Shock e sgomento: questa dottrina prevede che popoli sotto shock, per attacchi umani o catastrofi naturali, sono più manipolabili. Gli esempi storici potrebbero essere pressoché infiniti.

- Debuking: Il debuking è il discredito di versioni diverse da quella ufficiale. Non agisce solo a livello logico ma anche sull’inconscio

Una sua evoluzione potrebbe essere la cosiddetta "macchina del fango" dove si discredita la fonte (in genere il personaggio) che ha dato una versione contraria di un fatto o semplicemente raccontato un evento.

In conclusione

Con questo articolo, grazie al supporto delle fonti sopra citate ma soprattutto al semplice ragionamento, ho cercato di spiegare i vari metodi di manipolazione. Sicuramente ce ne saranno altri e sempre nuovi ne verranno sperimentati, ma quello che conta veramente è riuscire ad avere una visione globale dell'informazione, possibilmente da più fonti, anche estere e poi ragionare con la propria testa. A volta basta semplicemente chiedersi: "stanno cercando di manipolarmi?" per accorgersi della cosa.

Se volete un suggerimento, limitate la televisione ed i telegiornali, perché con internet avrete tutte le informazioni comunque e prima, in modo attivo, non passivo, utilizzando commenti, forum e social network. E poi parlate con la gente, amici, colleghi, è sempre il modo migliore di apprendere e commentare i fatti del giorno 😉

 

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12 Comments

  1. Marven 8 ottobre 2013
  2. Piero Boccadoro Piero Boccadoro 1 ottobre 2013
  3. Emanuele Emanuele 1 ottobre 2013
  4. Emanuele Emanuele 1 ottobre 2013
  5. delfino_curioso delfino_curioso 1 ottobre 2013
  6. Tiziano.Pigliacelli Tiziano.Pigliacelli 2 ottobre 2013
  7. Gintas69 2 ottobre 2013
  8. IvanScordato Ivan Scordato 3 ottobre 2013
  9. Giorgio B. Giorgio B. 16 ottobre 2013
  10. Gintas69 16 ottobre 2013
  11. CristianPadovano 17 novembre 2013
  12. caronte88 19 gennaio 2015

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