5 motivi per cui Google Android batterà Apple iOS 7

Abbiamo preso ad occuparci del sistema operativo Android da diverso tempo ormai ed abbiamo avuto modo di osservare che cosa effettivamente stia cambiando negli equilibri sul mercato dei dispositivi portatili consumer. Oggi vediamo insieme alcune delle ragioni per cui Android sta letteralmente annientando la Apple.

Nonostante i suoi più intensi sforzi per reinventarsi e cercare di svecchiare, modernizzare ed adattare ai tempi che passano il suo software, la Apple sta accusando il colpo di una concorrenza sempre più spietata che Android, senza colpo ferire, sta proponendo.
In questo panorama, nasce la comunicazione agli utenti del nuovo iOS 7.
La strategia del marketing è sempre la stessa, l'abbiamo già vista. Chi sia stato spettatore del lancio degli iPhone versioni 3, 4 , 4S e 5 ha certamente riconosciuto tutte le tappe percorse sempre nello stesso modo: la prima immagine "rubata", la smentita immediata dell'azienda, nuove indiscrezioni, notizie che rimbalzano e che vengono smentite immediatamente dopo e poi, finalmente, ecco rivelarsi agli occhi degli spettatori la verità. La Apple, alla fine di questa ormai quasi farsesca rappresentazione, finalmente dischiude ufficialmente l'antro buio dell'incertezza per illuminare tutti con la sua straordinaria ed innovativissima rivelazione. Ed una luce abbagliante folgora tutti coloro che erano in spasmodica attesa.

Fuori da questa metafora immaginifica, però, resta sempre tutta una questione di soldi, di marketing, di investimenti, di bilanci. Qualcosa, quindi, di estremamente sterile. E nel frattempo, il grado di affezione degli utenti sembra iniziare, o almeno così direbbero i numeri, a far apprezzare da un lato altri produttori e dall'altro il sistema operativo Open Source che sta davvero facendo sognare.
Su una realtà come questa c'è necessariamente da riflettere ed effettivamente qualcuno questa riflessione l'ha già fatta.
Ecco per quale motivo, a far principio da queste determinazioni, credo sia il caso di provare ad analizzare quale sia il motivo di questa distanza e dell'inevitabile sorpasso.

Qualcuno, tanto per chiudere la questione il prima possibile, potrebbe obiettare che la Apple non sia effettivamente interessata alla stessa quota di mercato cui puntano Android ed il suo universo e, pertanto, questo sorpasso in realtà non esiste dal momento che si combattono su piani completamente differenti. In teoria potrebbe anche se la mela, come abbiamo detto più volte che su queste pagine, è diventata più che altro una religione. Ma ne siamo davvero sicuri?
Stiamo parlando di una multinazionale il cui scopo è quello di riuscire a portare i suoi strumenti ovunque partendo dall'idea che ebbe Steve Jobs che ognuno avrebbe dovuto utilizzare il suo singolo personale pc. I due concetti sono davvero così compatibili?

Per fare questa analisi nello specifico possiamo identificare cinque ragioni fondamentali per le quali il sorpasso si sia manifestato

1) Differenziazione hardware

Probabilmente si tratta della più ovvia delle ragioni, oltre al fatto che è la più evidente. Il recente sorpasso di Android sul mercato mobile è avvenuto per via del fatto che il sistema operativo è disponibile con grande facilità e con un ottimo grado di personalizzazione su un enorme numero di sistemi che dimostrano di avere la più grande varietà di prezzi e di clienti. Insomma, c'è un dispositivo Android per ogni tasca, per ogni professione e per ogni esigenza.
Questo impatta prepotentemente sulle politiche proprietarie della Apple che, come abbiamo avuto modo di trattare nel più recente passato, puntano a mantenere una forte identità rispetto alle fasce di costo anche e soprattutto per suggerire l'idea di qualità ed affidabilità.
Questo ha un indubbio svantaggio, ovvero quello di mantenere fedeli i soliti clienti ma di dover puntare pesantemente sul marketing e sulla comunicazione per riuscire ad acquisire anche quella fascia di pubblico che, di base, difficilmente potrebbe spendere tanto. E funziona, dal momento che, sebbene si tratti soltanto di un bene di consumo, effettivamente c'è chi compra a rate o chiede un prestito per avere un iPhone.
E se questo significa che una buona fetta di mercato americano, europeo, giapponese sono già in mano alla Apple, lo sbarco su mercati meno "opulenti" risulta certamente più difficile.

D'altro canto, però, Android è supportato da una serie di produttori che lo implementano su una serie di dispositivi. Questo significa che non esiste una politica centralizzata dettata da un'unica compagnia e quando viene rilasciato il nuovo smartphone top di gamma di questa o quell'altra marca (tra le tante Samsung, NGM, HTC, Alcatel, Sony) ciascuna commercializza il proprio dispositivo, offrendo le migliori specifiche ma non necessariamente le migliori specifiche possibili. La dimostrazione di tutto questo si è avuta in particolare negli ultimi sei mesi in cui si sono inseguiti continuativamente rilasci di nuovi smartphone sempre più veloci con quantitativi di memoria sempre maggiori e features sempre migliorate.
Tutto ciò in netto contrasto con quello che sta facendo la Apple che è ancora in attesa di rilasciare il nuovo modello.
D'altronde non si può certo pretendere che una sola azienda sia in grado di competere direttamente con almeno una decina di grossi nomi, tra i quali proprio la sua principale concorrente ovvero Samsung, per batterle tutte ad ogni singolo rilascio.
La conseguenza è che, tanto per capirci, se non è il modello One di HTC ad essere effettivamente tecnicamente migliore dell'iPhone 5 sotto tutti i punti di vista, è solo una questione di tempo, e nemmeno molto, prima che arrivi un nuovo smartphone a far meglio.
Tra i vantaggi, quindi, c'è la più veloce evoluzione.

Come dicevamo, sembrerebbe che anche la Apple sia interessata a produrre un suo smartphone a più basso costo, sebbene per il momento si stiano soltanto rincorrendo nuove voci ma niente che sia ufficialmente stato rilasciato o dichiarato dall'azienda. D'altronde è piuttosto naturale che adesso si pongano il problema di intercettare proprio quel pubblico che, almeno all'inizio, si sono potuti permettere il lusso di ignorare.
Non foss'altro che nel mondo la condizione più fisiologica è quella della prevalenza di persone che hanno meno potere d'acquisto piuttosto che di gente con grandi disponibilità economiche.

Un esempio della grande varietà offerta dei dispositivi con Android è il Galaxy Note; la grandissima popolarità di questo dispositivo, così come, in realtà, dell'intera linea Galaxy, ha raggiunto traguardi inaspettati anche e soprattutto in relazione alle dimensioni dello schermo, che prima si pretendeva fosse sempre più piccolo mentre adesso si accetta che cresca sempre di più. E lo stesso trend si osserva sui tablet.
Allo stesso modo, infatti, tutti ricordiamo che la Apple ha dismesso tablet da 7'' bollandoli come inutili, per la precisione "troppo piccoli per essere utili". Dopodiché è stata "costretta" a rilasciare l'iPad Mini.
In qualche modo, quindi, la differenziazione dell'hardware non è soltanto un problema in sé ma una questione di politica aziendale ovvero la Apple decide per sé che cosa produrre ed impone al mercato, o almeno ci prova, di scegliere esattamente quello che ha prodotto come se fosse la più naturale evoluzione dei bisogni che il mercato non ha trovato come soddisfare fino a questo momento, dal momento che non esisteva un prodotto in grado di farlo.
Android, e tutto l'universo dei produttori che lo utilizzano, in qualche modo lascia che sia il mercato a decidere.
È certamente una questione di scelte e di politica, oltre che di sostenibilità economica, ma, come tutte le scelte, ha delle conseguenze.

2) Competizione ed innovazione

Abbiamo certamente tutti nutrito della curiosità rispetto al fatto che un'azienda possa diventare, come la Apple, leader in un mercato di riferimento. Certo, quando nel tuo organico puoi contare gente come Steve Jobs che immagina un mondo in cui ognuna delle persone è dotata di un suo computer e che lavorano per ottenere questo traguardo producendo i computer e spendendo in pubblicità per convincere le persone che questo è quello che desiderano, allora diventa tutto più facile.
Il soggetto di questa analisi, però, ancora una volta, non è solo la ferrea volontà di qualcuno ma anche la risposta degli altri, del mercato.

Peraltro, non esistono soltanto Google ed Apple nel mondo a cercare di competere per conquistare la più larga fetta della torta; ciascun produttore che utilizzi il sistema operativo Android è effettivamente in diretta competizione con tutti gli altri. Questo, direbbero gli analisti del mercato, favorisce la selezione del miglior concorrente ma soprattutto spinge sulla necessità di innovare per rimanere competitivi.
Analizziamo due prodotti di Sansung e HTC, l'S4 ed il One. Ora, indipendentemente dal fatto che voi amiate oppure non possiate tollerare TouchWiz o Sense, è innegabile che entrambe queste due compagnie abbiano investito una grande quantità di risorse per cercare di essere innovativi e quindi sfruttare l'esperienza Android in questa nuova modalità; d'altronde, innovare l'interazione col dispositivo è parte della competizione.
Ma non soltanto, dal momento che ci sono dispositivi che puntano sulla qualità della riproduzione dei video e dei contenuti multimediali più in generale, ed altri che si stanno già preparando a sfruttare i nuovi processori.

Il livello, il piano se volete, della competizione interna non esiste per la Apple. Tutto è identicamente uguale a se stesso e procede, progredisce, esattamente come l'azienda decide.

3) Open Source

Se volete, questo paragrafo parla del perché ci sia la possibilità di sfruttare la competizione interna nel mercato Android. Ed a pensarci, è tutto molto ovvio. Probabilmente vi sarete accorti che gran parte della forza del sistema operativo Android dipende dalla sua natura, che permette liberamente a terze parti di fare praticamente tutto quello che vogliono con quella che, di fatto, è una piattaforma di sviluppo piuttosto che un singolo sistema operativo.
Questo significa che chi progetta può creare risposte personalizzate per offrire ai consumatori prodotti che a loro potrebbe piacere di utilizzare.
Questa è una grande possibilità e probabilmente il più grande punto di forza che ha fatto perdere il mercato ad iOS per lasciar posto ad un'intera gamma di nuovi prodotti.

Android è già arrivato con successo nell'universo gaming e probabilmente lo ha fatto in una maniera che la Apple non aveva considerato quasi del tutto. Ci sono progetti che sono su Kickstarter, come Gamestick e OUYA, ed anche sponsorizzati da compagnie come Nvidia; stiamo parlando, naturalmente, di Nvidia Shield, un ottimo esempio di utilizzo di Android per offrire una piattaforma di sviluppo per videogiochi con tutte le funzionalità di un sistema operativo completo.
Naturalmente questo non sarebbe possibile per Apple, almeno non concepita così com'è oggi.

C'è poi una folta serie di dispositivi che utilizza Android che beneficia di contributi di terze parti che lavorano non soltanto sul mercato di tablet e smartphone: stiamo parlando dei miniPC. Con un prezzo straordinariamente contenuto è possibile portarsi a casa un dispositivo assolutamente funzionante e funzionale che può rendere smart una TV che magari non usate più, dal momento che può trasformarsi anche, volendo, in una piattaforma di intrattenimento digitale, grazie anche ai videogames, oppure in un ottimo supporto per applicativi da ufficio.
Insomma potreste scoprire che la vostra televisione ha davvero molto da offrire ancora prima di essere dismessa.
Non soltanto un soprammobile ma un elemento di interazione nel vostro salotto.

E non abbiamo ancora parlato di software…
Naturalmente a tutti i fan di Apple verrà facile dire che il Google Play Store è pieno di immondizia, app duplicate, alcune del tutto inutili, altre non funzionanti, sempre piene di pubblicità anche abbastanza fastidiosa e così via dicendo. Tutto vero! Assolutamente. Innegabile!
Però non è vero che non ci siano applicazioni utili. Non è affatto vero che non ci sono applicazioni valide. Non è assolutamente possibile sostenere che tutte le applicazioni presenti non siano in realtà utilizzabili per aggiungere funzionalità al proprio sistema.
E questo non vale soltanto per quelle a pagamento ma ce ne sono di gratis che sono assolutamente molto valide. Insomma, lo scopo di un'app gratis è quello di proporre delle funzionalità che poi potrebbero, nella loro versione full, essere a pagamento. Ma non necessariamente.
In sintesi, ciò significa che tutte le applicazioni presenti non sono necessariamente valide però non è vero che lo scopo è esclusivamente quello di vendere delle applicazioni.
Anche perché, per alcuni sviluppatori, rilasciare delle applicazioni gratis è una vetrina delle proprie capacità, un modo per farsi pubblicità e magari ambire ad un contratto con una grande casa produttrice, per esempio.

La qualità, in certi casi, è migliorabile, comunque. È vero. Ma il sistema di feedback che è stato creato stimola sia gli utenti sia agli autori ad un contatto continuo. La credibilità è tutto e la capacità di dare risposte concrete a persone che sollevano problemi diventa la vera molla che muove tutti coloro che desiderano dare visibilità alla loro app sul Play Store.

4) La comunità

Se c'è una caratteristica strutturale dell'Open Source è la comunità che sviluppa. Ecco, la numerosità dei programmatori che avranno voglia di cimentarsi nel creare un'applicazione oppure di chiedere un supporto o ancora esprimere un'opinione non può essere eguagliata dal numero dei dipendenti di una singola azienda.
Per nessun motivo.
È una legge dell'economia di scala, se volete è la legge dei grandi numeri.
Questo punto, da solo, batte qualunque singola azienda che provi ad abbattere il mercato Open Source.
Fino a questo momento alla Microsoft questa operazione era riuscita semplicemente perché quest'azienda ha sfruttato, per lo sviluppo dei suoi sistemi operativi, molte scoperte, invenzioni ed innovazioni che la comunità Open Source aveva messo in piedi.
Oggi Google può permettersi il lusso di abbracciare l'Open Source, aprire alla comunità, coinvolgere le persone, creare nuove opportunità e, in definitiva, vantare uno tra i più diffusi sistemi operativi della storia.
La comunità cresce. Costantemente.
E così le aziende programmano e gestiscono gli aggiornamenti delle loro versioni "brandizzate".
E se non vi piace la distribuzione di Android attualmente disponibile per il vostro device potete star certi che da qualche parte nel mondo c'è un programmatore che ha creato una ROM che potrete provare ad utilizzare.
E se anche non dovesse essere così, perché non provate voi stessi?
È questa la vera forza: la capacità di coinvolgere anche chi non era coinvolgibile, anche chi non era coinvolto prima, anche chi non sa.
E naturalmente questo non vale soltanto per le ROM o le app ma per tutti gli aspetti, dal supporto per il kernel fino alla consulenza esterna anche per le aziende.
Senza contare che questo grado di personalizzazione si rende possibile anche per accessori come icone, screensaver, lock screens, temi e palette cromatiche e così via dicendo.

5) Google ethos

Molti degli argomenti di cui abbiamo parlato fino a questo momento non hanno molto a che fare con Google in quanto tale ma, come si sarà capito, questo non dipende dal fatto che l'azienda non stia facendo sentire il suo peso. Sono moltissime le applicazioni nuove, e le nuove feature, che Google sta valutando costantemente per cercare di implementare e migliorare l'esperienza di utilizzo di Android.
Una sorta di circolo virtuoso il cui scopo è il miglioramento continuo.
Si tratta di una parte della mission aziendale e questa, davvero, stabilisce la differenza tra un'azienda ed un'altra. Negli ultimi 10 anni Google ha acquisito un gran numero di progetti il cui scopo era quello di dare agli utenti la migliore forma di accesso ad una grande quantità di informazioni appartenenti al Web. Abbiamo visto crescere Google da semplice gestore di account e-mail sino a completa piattaforma di gestione degli impegni, dei documenti, dei dati, delle mappe, della traduzione in diverse lingue e così via dicendo. Google+ e gli Hangouts hanno decisamente superato, ancor prima di partire, quasi tutto quello che Skype, con tanta fatica, aveva costruito.

Naturalmente tutto questo ha portato Google ad essere il più grande centro di raccolta dati alla quale un comune utente può avere accesso. Il risultato?

Hai bisogno di qualcosa? Google ce l'ha!

E più o meno, come abbiamo avuto modo di dire, vale per ogni genere di cosa. L'azienda ha saputo sperimentare nel corso degli anni espandendo le sue possibilità le caratteristiche funzionali anche in campi che sembravano essere completamente distinti dalla sua mission originale.
Eppure, pensandoci, che fosse necessario poter modificare dei file di testo oppure le celle di un foglio di calcolo è naturale dal momento che un allegato di questo tipo è la caratteristica più comune di un'e-mail.

Ed oggi, a seguito di tutto questo, Google ci prova ancora, fa un passo oltre, con Google Glass, un chiaro ed interessantissimo esempio di un progetto che potrebbe anche non avere affatto successo ma la compagnia ci crede. Sta investendo tempo e denaro in ricerca e nello sviluppo per riuscire a verificare che possa funzionare e che possa piacere interpretando, o almeno provandoci, le necessità, le preferenze ed i desideri della comunità.
Ancora una volta non è l'azienda che insegna al mercato che cosa vuole ma cerca di adattarsi a quello che il mercato desidera.
Questo, in realtà, concede a Google un vantaggio enorme su competitor come Apple e Microsoft. Un approccio più "morbido" o, se volete, "duttile".
I pubblicitari direbbero "dinamico", "giovane".

Al di là di questo gergo decisamente discutibile, il punto è: Android è diventato un esperimento perennemente in evoluzione che gode della possibilità di interrogare sia gli utenti sia gli sviluppatori sul fatto che serva ma soprattutto su quanto e come possa essere realmente utile. E questa è la vera marcia in più.
Tra l'altro, pur prendendo con le pinze le “rivelazioni” su iOS 7 che sulla rete impazzano, c'è da dire che il sistema operativo di Apple causa sempre più una marcata sensazione di “dejavù” a tutti gli utenti Android.
O forse è più giusto dire “feeling”?

 

Immagine principale tratta da Android Phone Italia.

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17 Commenti

  1. valentinomannara 12 Agosto 2013
  2. Emanuele Bonanni Emanuele 12 Agosto 2013
  3. Piero Boccadoro 12 Agosto 2013
  4. Piero Boccadoro 12 Agosto 2013
  5. StefanoPanichi Stefano Panichi 12 Agosto 2013
  6. de.biagi.marco 12 Agosto 2013
  7. Stefano Lovati slovati 12 Agosto 2013
  8. Emanuele Bonanni Emanuele 13 Agosto 2013
  9. stewe 23 Agosto 2013
  10. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  11. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  12. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  13. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  14. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  15. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  16. Piero Boccadoro 26 Agosto 2013
  17. xDuKeN xDuKeN 29 Gennaio 2015

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