Elettrificazione, semiconduttori di potenza, ADAS e architetture software-defined rendono l’automotive un’industria sempre più silicio-intensiva. Dai chip SiC ai sistemi AI embedded, cresce il valore dell’elettronica a bordo veicolo, mentre costruttori e fornitori aggiornano modelli industriali e catene produttive globali.
L’automobile è sempre meno meccanica e più elettronica. La transizione verso veicoli elettrici, connessi e software-defined sta infatti modificando la struttura del valore dell’intera filiera automotive. Oggi, i semiconduttori sono percepiti come uno degli elementi più influenti nella competizione industriale. Gestione energetica, sicurezza, infotainment, ADAS e Intelligenza Artificiale embedded richiedono piattaforme hardware sempre più sofisticate. Secondo diverse analisi di mercato, il comparto globale dei semiconduttori automotive dovrebbe superare i 148 miliardi di dollari entro il 2031, con una crescita media annua superiore al 6%, che non è legata soltanto all’aumento delle vendite di veicoli elettrici, ma soprattutto all’incremento del contenuto elettronico per veicolo.
L’elettrificazione spinge la domanda di elettronica di potenza
Il principale driver di crescita resta l’elettrificazione della mobilità. Nei veicoli BEV e PHEV aumenta il numero di componenti ad alta potenza. Inverter di trazione, onboard charger, convertitori DC/DC e sistemi di battery management richiedono semiconduttori che possano operare ad alte tensioni e temperature. Volendo dare uno sguardo ai nuovi materiali, sta guadagnando terreno il carburo di silicio (SiC) che, rispetto al silicio tradizionale, garantisce minori perdite energetiche, maggiore efficienza e dimensioni più compatte. TrendForce stima che nel terzo trimestre 2025 le installazioni globali di inverter di trazione per EV abbiano raggiunto 8,35 milioni di unità, in crescita del 22% su base annua. Anche il nitruro di gallio (GaN) è considerato una tecnologia strategica, specialmente nelle applicazioni ad alta frequenza e nei sistemi di ricarica rapida. Il mercato dei dispositivi di potenza GaN e SiC potrebbe crescere con CAGR superiori al 20% nel prossimo decennio. Resta, però, il nodo dei costi produttivi poiché wafer e processi wide-bandgap risultano ancora troppo costosi rispetto al silicio convenzionale. Ciò ne limita la diffusione nei segmenti entry-level e impone forti investimenti industriali.
ADAS e AI embedded aumentano il contenuto di calcolo
Un secondo driver di crescita è rappresentato dai sistemi ADAS e dalle funzionalità di guida assistita. Telecamere, radar, lidar e sensori ultrasonici richiedono processori ad alte prestazioni, memorie avanzate e acceleratori AI. L’industria automotive sta adottando architetture centralizzate e zonali nelle quali il numero di ECU tradizionali viene ridotto a favore di pochi domain controller ad elevata capacità computazionale. Il risultato è una semplificazione complessiva dei cablaggi, aggiornamenti software e manutenzione, ed aumento della domanda di SoC automotive e piattaforme AI embedded. Nel mentre, la crescita dell’Intelligenza Artificiale on-device accelera lo sviluppo di reti neurali dedicate al riconoscimento ambientale, alla predictive maintenance ed all’ottimizzazione energetica del veicolo. L’auto diventa così una piattaforma computazionale distribuita, sempre connessa e aggiornabile via OTA.

Figura 1: Sensori lidar mappano dati per un veicolo a guida autonoma in area urbana (Fonte: Adobe Stock)

Figura 2: Advanced Driver Assistance Systems (ADAS) con sensori e telecamere a bordo (Fonte: Adobe Stock)
Software-defined vehicle per un nuovo modello industriale
La trasformazione verso il Software-Defined Vehicle (SDV) modifica profondamente anche le dinamiche di mercato del settore. Il valore intrinseco del veicolo non è più concentrato esclusivamente nella meccanica, ma si sposta verso il software, l'elettronica e la gestione dati. Le case automobilistiche stanno internalizzando competenze tradizionalmente affidate ai Tier-1, soprattutto nello sviluppo software e nelle piattaforme elettroniche. Parallelamente, aziende di semiconduttori come Infineon, STMicroelectronics, NVIDIA, Qualcomm e NXP rafforzano la propria posizione strategica nella supply chain automotive. L’evoluzione delle architetture elettroniche richiede, inoltre, nuovi modelli produttivi attraverso piattaforme modulari, supply chain regionalizzate e maggiore integrazione verticale, aspetti che sono diventati essenziali dopo le criticità emerse durante la crisi globale dei chip del 2021-2023.

Figura 3: Software-Defined Vehicle - SDV (Fonte: Adobe Stock)
Connettività e cybersecurity
Un ulteriore driver di crescita riguarda la connettività veicolare e la cybersecurity automotive. I veicoli moderni integrano ormai moduli 5G, V2X (Vehicle-to-Everything), servizi cloud e aggiornamenti software OTA (Over-The-Air), trasformando l’auto in un nodo permanente della rete digitale. L'evoluzione tecnologica del comparto automobilistico incrementa la domanda di microcontrollori sicuri, processori di comunicazione, moduli telematici e sistemi hardware dedicati alla protezione dei dati. Secondo Statista, il mercato globale delle connected car potrebbe superare i 190 miliardi di dollari entro il 2028, sostenuto dall’espansione dei servizi digitali a bordo e dalla crescente integrazione tra automotive e infrastrutture smart city. Allo stesso tempo, cresce la pressione normativa. Standard come ISO/SAE 21434 ed i regolamenti UNECE R155 e R156 impongono ai costruttori requisiti sempre più rigorosi in termini di sicurezza informatica e gestione del software. La cybersecurity, da semplice elemento aggiuntivo, diventa quindi un elemento architetturale del veicolo stesso, declinandosi in secure boot, crittografia hardware, sistemi di intrusion detection e processori con funzioni di isolamento, componenti essenziali soprattutto nei veicoli software-defined.
I limiti della crescita
Nonostante le prospettive positive, il settore automotive deve affrontare ancora alcuni ostacoli dovuti principalmente all’aumento dei costi delle materie prime, cui si aggiungono la volatilità geopolitica e la dipendenza asiatica nella produzione di wafer e batterie. Anche la diffusione della guida autonoma procede più lentamente rispetto alle aspettative iniziali. I costi elevati dei sensori, le problematiche normative e le responsabilità legali frenano l’adozione su larga scala delle funzionalità di livello avanzato. La traiettoria, però, appare ormai definita. L’automobile del prossimo decennio si avvia a diventare una piattaforma elettronica ad alta intensità di silicio, nella quale potenza computazionale, efficienza energetica e software determineranno la competitività industriale.



