Sottopassaggi assassini: ma non si può proprio fare niente?

Nell'ultima perturbazione che ha colpito il nostro paese, molto mi ha colpito la storia di una donna annegata in un sottopassaggio che, a causa della violenta pioggia, si è riempito a tal punto da divenire un lago pronto a risucchiarsi chiunque si trovasse a passare da quelle parti. Ma siamo nel terzo millennio, la tecnologia permette di andare nello spazio, di far sì che dei robot girino per casa a pulire i pavimenti in completa autonomia, i telepass permettono di automatizzare il pagamento del pedaggio... ma è possibile che invece non si riesca a superare questo problema?

Pescara 02-12-2013: una donna annega in un sottopassaggio allagato a causa delle forti piogge che hanno colpito l'Abruzzo. Questo evento mi ha suscitato molta amarezza.

Forse perché Pescara è a meno di un'ora da casa mia.

Forse perché mi ha toccato il cuore il fatto che mentre questa persona annegava, ha avuto il tempo di chiamare suo marito solo per dirgli ciò che le stava succedendo.

Forse perché in data 01-02-2011 a Mosciano Sant'Angelo (TE) era caduta la stessa triste sorte su un noto gallerista teramano.

Forse, anzi, sicuramente perché allo stato attuale delle tecnologie, sono sicuro che si possa trovare una soluzione.

Aggiungo che questi esempi rispecchiano quanto successo in Abruzzo negli ultimi 3 anni ma non sono affatto gli unici casi al mondo. Non voglio ora cadere nella demagogia, cercando di trovare il colpevole in queste vicende. Non importa se chi ha progettato quel sottopassaggio abbia fatto un errore di valutazione, o di superficialità, se il problema fosse stato o meno segnalato in modo adeguato. Ciò che credo che sia importante è che queste tragedie NON ACCADANO PIU'!

Viviamo in un mondo in cui attraverso un tweet è possibile aprire un cancello, in cui dei robot puliscono autonomamente la nostra casa senza distruggere nulla di quello che incontrano per la loro strada, in cui basta avere un oggetto di plastica (chiamato Telepass), che entra in una mano, affinché si apra la sbarra che ci consente di entrare in autostrada, garantendo tra l'altro che i soldi dovuti vengano addebbitati sul conto corrente dell'intestatario della macchina, e addirittura si vede all'orizzonte la possibilità che le auto inizino a non avere più bisogno di un pilota.

 

E allora perché ancora succede questo?

 

Da progettista elettronico, mi trovo spesso ad affrontare delle richieste da parte dei clienti, mi pongono il problema della sicurezza, della situazione di SAFE, di salvataggio in extremis, di tutelare il sistema dalle situazioni critiche, indesiderate, che mai dovrebbero succedere secondo la teoria e secondo la progettazione, ma "dovrebbero" non implica certezza! Viviamo in un mondo imperfetto, fatto di uomini imperfetti che fanno errori e bisogna rendersi conto che, se tutti possono fare errori, il modo migliore per gestirli è realizzare dei sistemi di gestione delle situazioni indesiderate.

Spesso la difficoltà è capire quali sono le situazioni indesiderate, e nel caso specifico della progettazione e realizzazione delle schede elettroniche, molte di queste emergono in simulazione, ma anche in fase di test.

Ma nella situazione specifica di cui vi sto parlando, è evidente che tale problema non era stato previsto. Ma una cosa è certa: ora conosciamo il problema, per cui bisogna trovare una soluzione.

Io ho una proposta: non si tratta di un progetto dettagliato ma è senz'altro uno spunto. Sono certo che non sia l'unica soluzione possibile, e forse non la migliore, ma certamente un ausilio alla "precaria" sicurezza di questi sottopassaggi.

 

Iniziamo con l'analisi del problema

 

Esistono dei tratti stradali in cui, in alcune situazioni non sempre prevedibili, gli scarichi non sono sufficienti a smaltire l'eccesso di acqua dovuto alle condizioni atmosferiche.

Premessa: ciò che propongo non è risolvere il problema dello scarico, perché ogni caso è a se stante, e bisognerebbe analizzare ogni singolo problema.

 

Qual'è l'idea proposta?

 

Perchè non realizzare un sistema di monitoraggio in cui si comprenda quando la situazione è critica?

Una volta compresa la criticità della situazione, si può comandare la chiusura di una sbarra, e, non in alternativa ma come eventuale aggiunta, una comunicazione su display luminoso.

 

L'idea è un semplice sistema a galleggiante.

 

Si, proprio così, un sistema a galleggiante: sulle due pareti del sottopasso, possibilmente in corrispondenza delle grate di scarico, verranno installati due galleggianti inseriti in tubi di acciaio inossidabile. All'interno di ognuno di questi tubi verrà inserito un galleggiante collegato ad una guida, in modo che il movimento sia unicamente di tipo verticale. Attraverso il principio dei vasi comunicanti,  i tubi si riempiranno di acqua in proporzione al riempimento del sottopassaggio. L'acqua farà muovere il galleggiante, che si alzerà percorrendo il tubo verso l'alto. A questo punto ci sarà bisogno di sensori che rivelino la presenza del galleggiante. Questi possono essere pensati come a infrarossi (come quelli che si vedono nei film a protezione delle casseforti), ma non credo che la scelta del sensore rappresenti una scelta critica, data la non rapidità di riempimento dei sottopassaggi.

 

La figura sottostante mostra un esempio di come potrebbero essere posizionati galleggiante e sensori.

 

 

Ho utilizzato la visione in trasparenza per permettere di osservare il galleggiante (simboleggiato attraverso un solido a doppia piramide) e i sensori (simboleggiati attraverso dei parallelepipedi).  

 

Nell'immagine, si vede un tubo perfettamente adiacente alla parete del sottopassaggio. Al suo interno vediamo un galleggiante con una guida verticale, e tre sensori. Ovviamente il numero è puramente indicativo. Ne potrebbe bastare uno ma avendone di più abbiamo la possibilità di:

  1. monitorare passaggi intermedi, ossia in casi di allerta ma non pericolosi, si può anche pensare di comunicare il pericolo per mettere il guidatore in allarme, attraverso un dispaly luminoso ad esempio.
  2. avere maggiore certezza della correttezza degli impulsi inviati dal sensore. Per spiegare meglio ciò che intendo, se ad esempio il sensore più in alto invia un allarme, ma i sensori più in basso non sono in allarme, si può pensare ad un errore sul sensore in alto. Aumentando il numero di sensori, anche mettendone due di ridondanza per ogni altezza scelta, sicuramente la probabilità di errore diminuirà.

A questo punto ci sarà una scheda elettronica di gestione degli impulsi di allarme.

Non credo che si debba inventare nulla di trascendentale, e soprattutto niente che non sia già presente in qualche modo nella libreria dei progetti già presentati.

Tutto ciò che dovrà fare la scheda è:

  1. Acquisire gli Alert dei sensori.
  2. Fare una valutazione combinata.
  3. In base all'esito della valutazione combinata, inviare un sms che contenga queste informazioni.

 

Un SMS? A chi????

 

All'ingresso della strada che porta al sottopasso, in cui si può ancora scegliere di cambiare percorso (se possibile, altrimenti in un punto alto che precede il sottopassaggio) inseriremo un sistema con sbarra automatica, con una scheda di controllo con modulo GSM e con un display luminoso di avviso.

La scheda in questione riceverà l'SMS, leggerà le informazione ed avrà il compito semplice ma importantissimo di scrivere messaggi sul display e chiudere la sbarra nel caso di situazione critica.

Sull'altro lato del sottopassaggio ci sarà un secondo galleggiante. Nel caso di doppio senso di marcia, avremo due sistemi separati, ma in comunicazione tra loro, in modo che la situazione presente e già valutata su un lato venga valutata anche dall'altro lato, cosicché possa essere chiuso il sottopassaggio in entrambi i sensi di marcia anche se il problema sussiste su un solo lato (la sicurezza non è mai troppa!).

L'SMS quindi verrà inviato a entrambi i sistemi di automazione che controllano la sbarra e i display sui due sensi di marcia.

Nel caso di unico senso di marcia, si può pensare a un solo sistema galleggiante, o a due sistemi in ridondanza.

A questo punto posso scegliere, come spunto, l'articolo sull'Apricancello GSM , che mi sembra molto pertinente, per avere idea su cosa intendo.

 

Un'altra possibile soluzione può essere un monitoraggio video.

 

In alternativa oppure in aggiunta, si può pensare di abilitare un monitoraggio video attraverso questo galleggiante. Quando i sensori iniziano ad avvertire delle anomalie, viene accesa la videocamera di monitoraggio, e contemporaneamente verrà inviato un SMS (o una chiamata di emergenza, o qualunque altro tipo di segnalazione) a chi tra Carabinieri e Protezione Civile si occuperà di gestire questo tipo di problematiche.

In questo modo delle persone addette sapranno che si ha una situazione da tenere sotto controllo, e magari ancor prima che questa sia davvero un problema, si può iniziare a prendere provvedimenti.

 

Questa mia idea non è un progetto. Sono certo che di possibilità ce ne siano tante, e soprattutto sono sicuro che tanti saprebbero come risolvere questo problema anche in modo migliore. Ma, come detto all'inizio dell'articolo, per me l'importante è trovare il modo per impedire di trovarci di nuovo a commentare questi eventi di cronaca.

Quindi se qualcuno propone possibili soluzioni diverse, alternative, migliori.... ben venga, non attendo altro!

 

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18 Commenti

  1. Marven 27 Dicembre 2013
  2. Tiziano.Pigliacelli 28 Dicembre 2013
  3. Marven 28 Dicembre 2013
  4. slovati 28 Dicembre 2013
  5. adrirobot 28 Dicembre 2013
  6. carloterzi 28 Dicembre 2013
  7. Tiziano.Pigliacelli 29 Dicembre 2013
  8. Tiziano.Pigliacelli 29 Dicembre 2013
  9. Tiziano.Pigliacelli 29 Dicembre 2013
  10. carloterzi 29 Dicembre 2013
  11. Gianluca Angelone 30 Dicembre 2013
  12. Gianluca Angelone 30 Dicembre 2013
  13. Marven 30 Dicembre 2013
  14. Marven 30 Dicembre 2013
  15. Tiziano.Pigliacelli 30 Dicembre 2013
  16. Tiziano.Pigliacelli 30 Dicembre 2013
  17. s.prischich 17 Gennaio 2014
  18. Maurizio.Razzolini 15 Febbraio 2014

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