Internet delle cose: realtà concreta o solo un giocattolo?

Quando si parla di Internet delle Cose (abbreviato in IoT, dall’inglese Internet of Things) sembra di riferirsi a qualcosa di vago, astratto, anche a causa, credo, del nome attribuitogli. In realtà molti sono convinti che rappresenti un’importante risorsa per il futuro della tecnologia, benché presenti alcuni dettagli su cui sarebbe opportuno fermarsi a riflettere; ad esempio, se un certo tipo di Internet delle cose è possibile senza considerare la sicurezza. Da qui il dilemma: da una possibile rivoluzione al dubbio di trovarsi di fronte ad un flop. Cominciamo col dare un’occhiata ai numeri.

Internet delle Cose: statistiche e previsioni

Rispettabili ricerche di mercato e grandi compagnie di networking, hanno predetto numeri enormi di dispositivi connessi (tra 20 e 50 miliardi) tra il 2020 e il 2025, con la riserva che potrebbero aumentare. A questo punto si intuisce che gli investitori elargiranno grandi quantità di denaro nell’Internet delle Cose, perché rappresenta una immensa opportunità di business per venture capitalist e per i grossi investitori istituzionali. Questo perché molti credono che il mercato possa ancora ospitare il doppio delle compagnie di successo IoT.

Il nodo sicurezza per Internet delle Cose

Un suggerimento: conviene puntare solo sulle aziende che offrono sistemi dotati di un’articolata strategia di sicurezza, considerando quest’ultima una priorità. Il consiglio è frutto delle osservazioni del Dr. Vint Cerf (il creatore di internet), il quale ha dichiarato che IoT necessiterà di una potente autenticazione.
Senza sicurezza, Internet delle Cose sarà un giocattolo che né consumatori, né governi, né aziende potranno tenere in seria considerazione. Che senso avrebbe un sistema con miliardi di dispositivi collegati, e che inviano e ricevono dati, vulnerabile alle intercettazioni e alle corruzioni?

La sicurezza conta. Gli utenti hanno bisogno di fidarsi, devono sapere che i nodi sono autentici, cioè che sono ciò che affermano di essere; inoltre, la riservatezza dei dati è fondamentale per impedire a terze parti non autorizzate di utilizzarli in maniera impropria.

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Tuttavia, nonostante tutta la pressione che Internet delle cose subisce, e l’eccezionale previsione di giga volumi, non si sente parlare molto al riguardo. In realtà, parlare di IoT senza considerare la sicurezza, è come parlare di immersioni senza considerare l’acqua. È imprescindibile.

Ma purtroppo non le viene dedicata la giusta attenzione, nonostante la sua centralità per l’esistenza e la crescita di Internet delle Cose. Una spiegazione è legata alla mancata comprensione del significato di sicurezza; come risultato, ingegneri, investitori, executive e ricercatori allo stesso modo, sperano che i loro interessi digitali non vengano presi di mira (per la serie: “tra miliardi di dati, proprio i miei?”). Oggi però, le falle della sicurezza sono in continuo aumento, così come le persone, o le associazioni, che cercano di impadronirsi di dati altrui, per scopi impropri.
E quindi questo il momento di iniziare a pensare alla sicurezza, perché buttare nella rete sistemi non sicuri, significa crearsi dei problemi. Grossi problemi. Non c’è tempo da perdere. Per fortuna, grazie alla presenza di motori crittografici a protezione hardware-based, ci sono a disposizione ottime soluzioni.

Elementi crittografici e Internet delle Cose

Quando si parla di elementi crittografici, ci si riferisce a dispositivi con circuiti integrati dotati di motori di crittografia in grado di gestire funzioni crittografiche come l’hashing, il sign-verify (ad esempio ECDSA), accordo per le chiavi di accesso (ECDH), autenticazione (simmetrica o asimmetrica), codifica/decodifica, ecc. Un altro vantaggio degli elementi crittografici è la loro capacità di memorizzare chiavi crittografiche in un hardware ultra sicuro.

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La cosa che stupisce è che i dispositivi con motore di crittografia sono stati inventati prima ancora dello IoT e ora sono i catalizzatori della sua stessa crescita.
Quindi, ricapitolando, ci sono al momento quattro elementi che definiscono un nodo affidabile:
1. Intelligenza (microprocessori)
2. Comunicazione (Wi Fi, Bluetooth ecc.)
3. Sensori
4. Sicurezza
In breve..
Internet delle cose può esistere senza la sicurezza, ma sarebbe solo un giocattolo impossibilitato alla crescita

Article by William Boldt, courtesy of Blog Atmel

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