La criptovaluta decentralizzata IOTA per l’Internet of Things è sicura?

IOTA, acronimo di Internet of Things Application, è una moneta decentralizzata nata per facilitare le transazioni tra i dispositivi appartenenti alla rete IoT. Scalabilità, efficienza, velocità delle transazioni e assenza di commissioni sono le principali caratteristiche che permettono di supportare non solo i futuri sviluppi dell'IoT, ma anche le transazioni M2M e l'Industry 4.0. IOTA  dispone inoltre  di meccanismi per offrire un notevole grado di sicurezza, ma è veramente sicura?

L'obiettivo dei fondatori di IOTA (creata l'11 giugno 2016) è quello di farla diventare la piattaforma d'eccellenza per la gestione delle transazioni M2M. Sui dispositivi IoT, che per propria natura dispongono di risorse limitate, è fondamentale allocare e condividere tutte le risorse con la massima efficienza. Ciò implica che i dispositivi devono essere in grado di poter acquisire più banda, capacità di memoria, alimentazione e trasferimento dati quando li richiedono, rendendoli disponibili agli altri dispositivi quando non ne hanno più bisogno. Anche su una rete di piccole dimensioni, ciò implica, potenzialmente, un elevato numero di transazioni al secondo. In scenari di questo tipo IOTA si dimostra più adatta di altre tecnologie (come ad esempo la Blockchain), in virtù soprattutto della sua scalabilità (il tempo necessario alla validazione di una transazione si riduce con l'aumentare delle dimensioni della rete) e della sua efficienza, requisiti fondamentali per supportare la rete IoT che in un prossimo futuro potrà includere miliardi di dispositivi connessi.

IOTA non è solo scalabile e priva di commissioni, ma dispone anche di meccanismi in grado di proteggere la moneta dagli attacchi degli hacker e persino da possibili attacchi futuri perpetrati tramite l'utilizzo di computer quantici (attualmente ancora in fase di sviluppo).

Da un punto di vista teorico, il Tangle potrebbe diventare vulnerabile nel caso in cui gli hacker si impadronissero di almeno il 34% della rete.

In questo caso, infatti, potrebbero creare delle transazioni fraudolente spacciandole come legittime, con conseguenze disastrose per tutti gli utenti legali connessi alla rete. Quest'eventualità è stata attentamente valutata dai fondatori di IOTA, che hanno a questo scopo messo a punto una Proof of Work basata su algoritmi in logica ternaria e siglata con una firma digitale utilizzabile una sola volta. Anche disponendo di una potenza di calcolo enorme, sarebbe quindi pressoché impossibile per i malintenzionati acquisire il controllo di 1/3 + 1 della rete.  In IOTA, chi crea la transazione deve prima sottomettere la soluzione di due PoW (una sorta di quiz la cui complessità computazionale e robustezza sono sufficientemente elevate) relative a transazioni già presenti nella rete: non ci sono dunque miner (o meglio, i miner sono gli utenti stessi).

IOTA è una moneta che offre enormi potenzialità adatte a supportare le attuali e future applicazioni IoT. Colossi come Microsoft e Bosch hanno già messo gli occhi sulla tencologia che sta alla base di questa criptovaluta. Microtransazioni a costo zero, scalabilità, efficienza e sicurezza sono aspetti che IOTA incorpora già "by design". In un prossimo futuro, che vedrà il numero di dispositivi connessi in continua e forte crescita, IOTA e il Tangle hanno tutti i numeri per diventare la piattaforma di scambio delle transazioni per il mondo IoT, superando le limitazioni di scalabilità, efficienza e costi offerti dalla Blockchain.

 

 

 

4 Commenti

    • Stefano Lovati Stefano Lovati 8 marzo 2018
  1. arx 8 marzo 2018

Scrivi un commento

EOS-Academy
EOS-Academy