Le sfide tecniche e sociali dei veicoli autonomi – Intervista a Graham Maggs, VP Marketing @ Mouser Europe

I veicoli autonomi sono pronti per un balzo quantico nel mercato automotive. I prossimi sviluppi tecnologici li renderanno efficienti, migliorando nello stesso tempo le condizioni di guida e infotainment.

Il settore automotive è sempre più pervaso di elettronica che agiscono come catalizzatore per migliorare la condizioni di guida ma soprattutto la sicurezza dei passeggeri e conducente. In questa intervista a Graham Maggs, VP Marketing @ Mouser Europe, vogliamo analizzare i dettagli che porteranno alle sfide tecniche in diversi settore riguardanti i veicoli elettrici ed autonomi.

1. I veicoli autonomi stanno introducendo nel mondo dei trasporti un cambiamento importante che porta con sé una serie di problematiche tecniche. Quale sarà la portata dei veicoli connessi e autonomi nel futuro dell'industria automobilistica? Qual è il ruolo di Mouser in questo mercato? Secondo lei, quali sono le sfide che influenzeranno questo settore, e come pensate di far evolvere la vostra suite di prodotti per affrontarle?

Mouser è presente in tutti i settori di mercato – il nostro obiettivo è supportare l'attività di progettazione e sviluppo con tecnologie e strumenti all’avanguardia per garantire che i progettisti possano utilizzare i componenti più innovativi in grado di offrire un vantaggio competitivo. Il settore automobilistico, in generale, mostra grande vivacità, con innovazioni quali il passaggio dai motori a combustione interna agli ibridi (HEV) e ai veicoli completamente elettronici. I veicoli autonomi devono fare ancora molta strada, ma certamente entro la metà del prossimo decennio mi aspetto che questo tipo di automobili sarà molto diffuso sulle nostre strade. I veicoli elettrici rendono più semplice l'implementazione dei veicoli autonomi, in quanto la trasmissione è molto meno complicata. Ma ci sono anche altri aspetti da considerare. Dal punto di vista ambientale i veicoli autonomi elettrici contribuiranno a ridurre le emissioni e saranno apprezzati soprattutto nelle città europee, considerando che la legislazione che vieta i veicoli a benzina e diesel nei centri urbani sarà in vigore già a partire dal 2020. I Paesi Bassi, la Scandinavia e la Germania sono particolarmente attivi in questo ambito, ma alcune città del Regno Unito e della Spagna (Oxford, Cambridge, Madrid) sono poco più indietro, e Roma ha in programma di vietare la circolazione delle auto diesel nel centro della città entro il 2024.

Questa transizione potrebbe tuttavia essere accelerata dal modo in cui utilizziamo le automobili e persino da come le consideriamo. Immaginiamo uno scenario come questo: siamo nel 2022 e i veicoli elettrici autonomi sono stati testati e regolamentati. Uber, l’azienda che per la maggior parte delle persone è l’equivalente di un servizio taxi economico, ma che invece definisce se stessa come un’impresa di ride sharing, consegna del cibo e reti di trasporto, ora ha un parco di veicoli autonomi in circolazione e la gente ha accettato l’assenza di un guidatore umano a bordo. Gli incidenti sono in calo grazie all’adozione di tecnologie avanzate e agli utenti piace l'idea di un trasporto economico e senza complicazioni.

Qual è la fase logica successiva? Ma è proprio necessario avere l'auto? Le automobili sono costose, vanno assicurate (a prezzi sempre più alti, se si vuole stare tranquilli), occupano spazio, hanno bisogno di essere sostituite.

Perché invece non abbonarsi a un servizio che fornisce un veicolo – ordinato tramite un'app sul cellulare – che arriva quando vuoi, ti porta dove vuoi e poi va a prendere un altro passeggero? Per tornare a casa, basta richiamare e ne arriva un altro.

A Londra e in altre grandi città molte persone hanno già deciso di non possedere più un’auto: si limitano a prenotarne una quando serve. Lo scenario che ho descritto si spinge ancora un passo avanti – aggiungendo il massimo della comodità, fino al punto di permettere all’utente di addormentarsi, leggere o lavorare mentre il veicolo gestisce l'intero spostamento da un luogo all’altro.

Le complessità tecniche sono davvero tante. Se accettiamo il fatto – e credo non vi siano dubbi – che i motori a combustione interna abbiano fatto il loro tempo e che prima o poi nel prossimo decennio verranno sostituiti dai veicoli ibridi o elettrici, allora la sfida più importante per tutti i veicoli futuri sarà la tecnologia delle batterie. Mentre le auto a benzina o diesel hanno un'autonomia fino a 800 km o più, i migliori veicoli elettrici sono molto più limitati: la Ford Focus interamente elettrica, ad esempio, può percorrere solo 160 km tra una carica e l’altra. Inoltre, una carica completa può richiedere un po’ di tempo – da 30 minuti a 12 ore. Ad esempio, una tipica auto elettrica (Nissan LEAF da 30kWh) si ricarica in 4 ore da zero a un punto di ricarica domestico da 7kW. A meno che non si riesca ad aumentare significativamente la capacità del veicolo e a ridurre i tempi di ricarica, questa condizione rappresenterà un serio ostacolo all'accettazione da parte dei consumatori.

Un'altra criticità tecnica sarà la pressione posta sulla rete elettrica – proviamo a immaginare quanto aumenterà la domanda alle 6 di sera, quando le persone tornate dal lavoro cercheranno di ricaricare l’auto durante la notte per usarla il giorno dopo!

2. In che modo la raccolta di energia potrebbe aiutare il mercato automobilistico? Quali sono le ultime soluzioni?

La tecnologia dell’energy harvesting potrebbe essere impiegata sia per aumentare la capacità dei veicoli che per facilitare la ricarica. Alcuni veicoli elettrici recuperano energia quando frenano ed è possibile immaginare altri metodi per generare energia durante il movimento. Le stazioni di ricarica potrebbero facilmente utilizzare fonti energetiche alternative – l’eolico e il solare su tutti.
3. Cosa ti aspetti dall'evoluzione del mercato automobilistico? In termini di hardware ma anche di software.

Considerando nello specifico le sfide che riguardano i veicoli autonomi – sia con alimentazione convenzionale che elettrica – direi che la problematica maggiore è il rilevamento dell'ambiente circostante in tempo reale. Purtroppo a marzo di quest'anno si è verificato il primo incidente mortale causato un veicolo autonomo di prova operato da Uber che ha travolto e ucciso una donna a Tempe, in Arizona. Al momento dell'incidente all'interno dell'auto era presente un operatore.
A quanto pare i sistemi di rilevamento del veicolo potrebbero non aver identificato correttamente il pedone, poiché il filmato sembra mostrare che il veicolo non ha rallentato. Da allora Uber ha interrotto i test, dedicandosi a trovare soluzioni per questi problemi. Nel frattempo arrivano istanze per una regolamentazione più severa, sebbene all'inizio dell'anno i legislatori della California abbiano approvato la sperimentazione di auto a guida autonoma su strade pubbliche senza il monitoraggio di conducenti umani a bordo.
Sarà inoltre necessaria una connettività ad alta velocità onnipresente, poiché i veicoli autonomi necessitano di feedback sul posizionamento e un controllo molto accurati. Sembra corretto presumere che quando verrà realizzata un’auto autonoma sicura, i singoli veicoli saranno provvisti di funzioni di rilevamento, analisi e implementazione in tempo reale molto sofisticate che combinano le migliori tecnologie hardware e software.
Mouser supporta lo sviluppo nel settore dei veicoli autonomi con prodotti e strumenti di sviluppo innovativi di tutti i principali produttori di semiconduttori e componenti che operano in questo mercato. Mouser fornisce anche una grande quantità di informazioni – idee per la progettazione, white paper, articoli – relative al settore automotive (e non solo) sul sito sito Applications and Technologies. Attualmente sul sito Mouser dedicato al settore automotive sono disponibili due articoli che riguardano in particolare le sfide e le idee associate ai veicoli autonomi: ‘Autonomous Vehicle Communications: Who will Win the Prize?’ e ‘How Connected Vehicles Will Safely Leverage Smartphones’. Consiglio di tenere d’occhio questo sito: è un ambito interessante e gli aggiornamenti sono molto frequenti.

 

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